Su cosa si dovrebbe puntare secondo voi per rilanciare il turismo in Sardegna?

 06/02/2014 10:43:48 (modificato)
utente anonimo
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6 commenti
Tizy

Tizy5675

Ciao @RiccardoRespano, la tua domanda è molto complessa e non basterebbe elencarti dei semplici accorgimenti, però ci provo!


Secondo me sarebbe utile abbassare un po' i prezzi. Alcune zone sono davvero proibitive. Questo limita tantissimo il turismo e molti italiani preferiscono andare all'estero piuttosto che spendere il triplo in sardegna, nonostante i posti siano meravigliosi.

Va bene tenere i costi alti e avere un turismo di nicchia però certe volte è proprio un'esagerazione.


Inoltre credo che sia importante far lavorare bene gli uffici di promozione turistica oltre che sul territorio anche sui social e in rete. Oggi è importante coinvolgere potenziali turisti anche in questo modo. Bisogna capire quali sono i reali interessi della gente e cercare di accontentarli o di avvicinarsi.


Sembra una sciocchezza, ma su facebook seguo un ente del turismo e ho scoperto tantissime cose sui luoghi promossi, facendomi appassionare a dei luoghi che prima non consideravo.


Anche coinvolgere personalità autorevoli e referenziate del mondo dei blogger potrebbe essere un'idea utile. Ti consiglio di informarti sulle attività che sta svolgendo "Visit Trentino" coinvolgendo travel blogger, hotel e ristornati tipici della regione, potrai prendere spunti interessanti. 

 06/02/2014 11:49:58
donatella

donatella210603

ex traghettatrice di Quaggers

Ciao @RiccardoRespano
ben ritrovato.

Allora, da dove inizio? Non sarò mai in grado di dare una risposta esaustiva su questo argomento, che mi tocca molto da vicino, visto che, oltre ad essere Sarda (concedimi la maiuscola), lavoro nel settore turistico. Il tema è stato affrontato su altre domande, in particolare la tua, nella quale chiedevi che tipo di  interessi abbia un diportista, e anche sulla domanda di @camillapower, nella quale abbiamo parlato di turismo creativo. Ma credo che ci siano davvero tanti punti da analizzare, senza mai ripetersi.

Sono abbastanza dura sul tema del turismo in Sardegna, nel senso che, a mio parere, la Sardegna dovrebbe iniziare a pensare ai sardi, più che al turismo. Da questo punto in poi, lo sviluppo del turismo sarebbe solo una conseguenza di una buona gestione del territorio e delle risorse che sono tutte lì, aspettano solo che qualcuno smetta di guardarle solo come una fonte di lucro bimestrale. Mi spiego meglio, perché detta così sembra la farneticazione di una pazza che vuole chiudere le "frontiere" all'ingresso degli "stranieri". Quello che voglio dire è che, per poter accogliere il turista ci vuole professionalità, conoscenza delle risorse e passione per ciò che si propone. Purtroppo, in tanti hanno saltato alcuni passaggi e si sono lanciati in attività per le quali non hanno alcuna preparazione e forse nemmeno un particolare interesse, se non farci due soldi. E così abbiamo visto la nascita di centinaia di strutture ricettive (agriturismo, b&b, alberghi diffusi etc) assolutamente improvvisate, per non parlare dei "ristoranti tipici" che di tipico non hanno proprio niente, arrivando poi alle agenzie di trekking, arrampicata, immersioni e quant'altro, gestite da presunti conoscitori del territorio che, tolti da quelle rotte prestabilite, non sanno proprio di cosa parlare. Sia chiaro che in tutto questo la responsabilità è dei sardi stessi. Passiamo dall'essere chiusi alle influenze esterne in maniera, a volte, decisa e drastica per dieci mesi l'anno, all'aprire tutte le porte e buttare dentro tutto ciò che arriva, nei restanti due mesi, senza essere preparati ad accogliere il turista.

 

E qui forse sono arrivata ad un punto che per me è fondamentale: nei due mesi estivi la Sardegna subisce uno stravolgimento del ritmo vitale che è insostenibile. Venire in Sardegna in inverno e poi tornarci in estate è come fare un salto triplo nel tempo e nello spazio. Dunque, per iniziare a fare turismo seriamente in Sardegna, come prima cosa si dovrebbe entrare nell’ordine di idee che non si può sopravvivere con due mesi di attività (a volte anche meno), ma si deve pensare a investimenti che resistano nel periodo fuori stagione, anche perché avere un’attività e chiuderla per 10 mesi l’anno, ha comunque dei costi anche nel periodo di chiusura. Io sono una sostenitrice della specializzazione del turismo e diffido fortemente di chi dice di saper fare tutto: l’immersione, la gita in barca, la cena con i pastori, il giro per musei, la cavalcata, lo snorkeling e chi più ne ha più ne metta. Sarebbe opportuno che ciascuno si concentrasse su offerte particolari, e non solo nelle attività sportive: chi fa i dolci sardi li faccia buoni davvero, chi vende pane carasau lo prepari alla maniera tradizionale, puntando sulla qualità del prodotto, da rivolgere anche ai sardi, non soltanto ai turisti.

 

Io credo che la tua idea di concentrarti su un settore particolare del turismo, sia buona. Circondati di persone che sanno lavorare o abbiano comunque voglia di impegnarsi per far sì che la Sardegna non sia più oggetto di lamentele riguardanti i servizi mancanti, la scarsa conoscenza delle lingue, la poca professionalità, il pressapochismo, la non conoscenza del proprio settore lavorativo.

 

Scusa se mi sono dilungata, come sempre, lo so, ma non so resistere. Spero di averti dato qualche spunto interessante.


Tanti auguri per la tua attività!

 06/02/2014 15:08:47 (modificato)

Grazie per la risposta puntuale.

Anche io sono del parere che un attività non debba funzionare pochi mesi l'anno solo per farci qualche spicciolo. Sono convinto che uno dei punti fondamentali per rilanciare il turismo sardo sia la sua destagionalizzazione. Io come ho già scritto sono interessato all'integrazione del turismo nautico con il turismo ''interno''. Ma in una visione più generale, sono ancora dubbioso su cosa realmente sia capace di rilanciare il settore. Va benissimo l'ampliamento dei servizi, a patto che siano tutti di alto livello e gestiti con la massima professionalità, ma non basta. Ad esempio sento poco spesso parlare di promozione turistica che nel frattempo stà subendo un mutamento impressionante dovuto alla rapida ascesa di social network e affini. Io punterei molto anche su questo....A forza di fare domande magari riuscirò a trovare la strada maestra?! ahhaah

 06/02/2014 15:42:22
donatella

donatella210603

ex traghettatrice di Quaggers

Hai ragione, anche dal punto di vista della promozione turistica attraverso i social network la Sardegna è, in generale, abbastanza indietro. Ma non solo nei social network, immagina che ogni anno l'Assessorato al Turismo della Regione Sardegna stampa migliaia e migliaia di piccole guide per i turisti, riguardanti i comportamenti di primo intervento sulle spiagge, per esempio in caso di contatto con una medusa, oppure puntura di trascina. Carine, con fotografie, arrivano in scatoloni ben imballati.... peccato che siano solo in italiano, neanche mezza parola in inglese o tedesco. Dove lavoro io il 90% dei turisti sono stranieri, dunque queste guide sono completamente inutili.
 06/02/2014 17:17:14

Affitti di case vacanzA. E aumentare i luoghi attrezzati x far godere soprattutto le coste

 10/02/2014 00:47:54
italiafood

italiafood91

consulente commerciale d'impresa

Ciao @RiccardoRespano   intervengo grazie alla segnalazione di Donatella   

opero nel settore turismo da oltre 20 anni e purtroppo ti devo scrivere che " credo che la Sardegna turistica non si riprenderà più " : non per i cento motivi che si hanno in tutta Europa ; ma bensì per i mille motivi che si trovano in Sardegna !!!

Bisogna ( devi o dobbiamo ) trovare la nostra fetta di mercato e lavorare nel nostro orticello ad uso e consumo personale !!

Mi sembra di capire che ormai è passato un'anno ; ma se vuoi ; ponimi delle domande che vedrò di focalizzare qualche argomento per riuscire a spiegarti meglio.




 11/05/2015 19:56:56

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