Michelle-Doc

Michelle-Doc113096

La dolcezza ottiene più della violenza

Conosci la storia.... della tua città?

Conosci la storia.... della tua città?

Ci sono strade bellissime nel mondo, che solo a percorrerle danno l'impressione di essere catapultati in un'altra epoca. Sono quelle vie, spesso nate centinaia di anni fa, che ancora presentano i segni delle civiltà antiche che l'hanno attraversate e che hanno vissuto in quei borghi. E per questo sono speciali e diventano meta di turisti da ogni parte del mondo. 

Via dei Coronari a Roma è una di queste.

 Non a caso è stata inserita nella classifica delle dieci strade più belle del mondo dalla rivista di architettura ‘Architectural Digest': un traguardo importante per la capitale, che di strade suggestive ne ha in effetti moltissimi. Ma cos'è che rende via dei Coronari così speciale?


La storia di una delle strade più belle del mondo

Via dei Coronari è una via che unisce sacro e profano. È qui che lavoravano due delle cortigiane più famose di Roma: si trattava di Imperia e Fiammetta, due donne bellissime vissute durante il Rinascimento. Immortalate da artisti e cantate dai poeti, erano il sogno dei viandanti e dei pellegrini che passavano dalla via per andare a San Pietro. Non solo: Fiammetta fu l'amante di Cesare Borgia, Figlio illegittimo di papa Alessandro VI e di Vannozza Cattanei, è stato un politico e condottiere italiano i cui metodi erano così cruenti da essere ricordato come uno dei principi più sanguinari della storia d'Italia.

(Cit) 


Mi racconti un aneddoto della tua città? 

 10/12/2019 12:54:38
utente anonimo
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56 commenti
Ghiandaiaimitatrice

Ghiandaiaimitatrice11541

Introversa e molto emotiva

Conosco la storia del mio paese, si dice che prima il paese era in pianura   e poi per lo straripare del fiume, l'allargamento del paese è stato costruito in pianura   e da qui il porto per il mare e il resto perché costruendo le case in colline svariate persone si sono salvate.     Poi diciamo che prima era tutto campagna, un bel prato e le strade sono state costruite in seguito.


 10/12/2019 13:30:49
Michelle-Doc

Michelle-Doc113096

La dolcezza ottiene più della violenza

Ghiandaiaimitatrice, in provincia di quale città? 

 10/12/2019 13:33:13
Ghiandaiaimitatrice

Ghiandaiaimitatrice11541

Introversa e molto emotiva

in risposta a ↑

Michelle-Doc, Messina   poi ce la storia di colapesce molto conosciuta come leggenda, al riguardo ho fatto anche la recita, molti credono che sia quest'uomo a sorreggere una delle colonne della Sicilia nel mare   

 10/12/2019 13:35:06
Michelle-Doc

Michelle-Doc113096

La dolcezza ottiene più della violenza

in risposta a ↑

Ghiandaiaimitatrice, mi piacerebbe visitare la Sicilia, deve essere stupenda!   

 10/12/2019 13:45:26
Ghiandaiaimitatrice

Ghiandaiaimitatrice11541

Introversa e molto emotiva

in risposta a ↑

Michelle-Doc, è bellissima anche io vorrei girarla tutta   

 10/12/2019 15:16:09
Michelle-Doc

Michelle-Doc113096

La dolcezza ottiene più della violenza

in risposta a ↑

Ghiandaiaimitatrice,   

 10/12/2019 16:51:01
Ghiandaiaimitatrice

Ghiandaiaimitatrice11541

Introversa e molto emotiva

in risposta a ↑

Michelle-Doc,   

 10/12/2019 16:52:08
Dianissima

Dianissima80421

Artista e poetessa

in risposta a ↑

Michelle-Doc, una ragazza di Alcamo, trasferita a Bologna col marito, mi raccontava che non aveva mai immaginato che la Sicilia fosse così bella, fino a che, una estate, il marito l'aveva portata a fare un lungo giro turistico per tutta l'isola. Era sbigottita dalle tante meraviglie che non pensava ci fossero nella sua isola di nascita. 

Michelle-Doc

Michelle-Doc113096

La dolcezza ottiene più della violenza

in risposta a ↑

Dianissima,   

 10/12/2019 18:17:41
FlavioBertamini

FlavioBertamini91199

Dead man walking

in risposta a ↑

Ghiandaiaimitatrice, se non erro da voi c'è anche una "Barcellona"; lo dico perché pensando a "Novara", forse, come la città piemontese, la ricostruzione cui alludevi, ha portato al nome, che potrebbe derivare da "novum".  

 12/12/2019 03:46:05
Karo_Lina

Karo_Lina67866

Vorrei del vino, te e le conseguenze

Per tutta una serie di ragioni, Siena è la mia "seconda" città. Se dovessi scegliere una tra le sue tantissime magnifiche strade, opterei per via Santa Caterina. È una strada nel terziere di Camollia (la città è divisa in terzieri, cioè in tre grandi spicchi). Porta Camollia è il nome della porta di accesso a questo terziere, che è il più settentrionale della città: sulla porta è scritto in latino "Cor magis tibi Sena pandit" ("Siena ti apre un cuore più grande", più grande, cioè, della porta stessa). Il rione è quello di Fontebranda (perché a Siena ci sono cinque grandi fonti, costruite nel Duecento con architettura gotica, che rifornivano d'acqua la città tramite un complicato sistema sotterraneo di acquedotti, chiamati "bottini"). In questa strada, come è ovvio, è nata nel 1347 Caterina dei Benincasa, la "non colta vergine di Fontebranda", poi divenuta Santa Caterina, e qui ha sede anche il Santuario Cateriniano. Il suo corpo è però sepolto a Roma: nel Santuario c'è solo una sua scapola; la testa e un dito sono nella basilica di San Domenico, sempre a Siena. Su questa strada si affaccia la sede della Nobile Contrada dell'Oca, quella con più vittorie nel Palio (è nobile perché i suoi contradaioli si distinsero in molte celebri battaglie in epoca medievale), i suoi colori sono il verde e il bianco listati di rosso, come si vede nelle bandiere della foto. Io tifo Oca, e due volte all'anno perdo un po' il capo, ma questa è un'altra storia. In questa strada ho cantato a squarciagola, ho riso, ho pianto, ho baciato e urlato parolacce. Perché sei stai qui per un po', una strana rissosità medievale si impadronisce di te, e anche se non ci sei nata è difficile restare indifferenti.

 10/12/2019 19:30:20
Dianissima

Dianissima80421

Artista e poetessa

Karo_Lina, città meravigliosa con gente molto ospitale e accogliente, a Siena mi pare di essere a casa come a Bologna. Ma, forse per le radici etrusche, in tutta la Toscana mi sento a casa. 

 10/12/2019 19:39:29
Michelle-Doc

Michelle-Doc113096

La dolcezza ottiene più della violenza

Karo_Lina, che spettacolo!!!!!! 

 11/12/2019 10:10:43
FlavioBertamini

FlavioBertamini91199

Dead man walking

Karo_Lina, wow, che commento !!!

@Dianissima: in effetti, gli Etruschi ebbero una espansione anche verso l'Italia settentrionale, e la pianura padana. Pensa che alcuni toponimi in -enna, es. Tenno (Tn), ma anche Ravenna (questo l'ho controllato), rivelano una origine etrusca! (forse anche Chiavenna).

 12/12/2019 04:07:02
in risposta a ↑

FlavioBertamini, aspè! Guarda che ad Adria (Rovigo) c'è un museo nazionale quasi totalmente etrusco.

Adria...Adriatico.

 12/12/2019 09:27:39
FlavioBertamini

FlavioBertamini91199

Dead man walking

in risposta a ↑

Sanguanel, ma forse c'erano anche affinità tra popolazioni preindoeuropee.

Cfr. https://it.m.wikipedia.org/wiki/Reti

 12/12/2019 11:48:12
in risposta a ↑

FlavioBertamini, 

E' un copia-incolla, il primo che ho trovato, in realtà sapevo già per conto mio questa questione : 


"Premesso che esistono due realtà: la “realtà dell’archeologia scientifica” nella quale gli studiosi credono solo a quello che vedono, e tuttavia sono sordi a delle voci che da millenni ripetono la stessa cosa: I Veneti vengono dalla Paflagonia… Sono le voci di Tito Livio, Strabone, Sofocle, Catone, Plinio, del geografo Scimno. Esiste dunque “l’altra realtà degli Autori classici” i quali però, vivendo nel passato, non possono vedere con i loro occhi le oggettive scoperte della scienza; si può dunque capire la difficoltà di comunicazione tra il mondo scientifico e quello letterario dei miti e delle leggende. L’archeologia afferma categoricamente che i Veneti sono un popolo “autoctono” e chiude in via definitiva l’argomento delle migrazioni venete dalla Paflagonia (Anatolia settentrionale) e da ogni altra sede europea.

Allora significa che i Veneti sono popolo perseguitato dalla coincidenze, perché in Europa ci sono ben sette popoli con un nome venetico: Veneti dell’Adriatico, Veneti di Paflagonia, Eneti della Macedonia, Reti della Retia, Vindelici della Retia secunda (Baviera), Veneti di Bretagna, Wendi del Baltico. Puro capriccio del caso quasi tutti hanno il culto del cavallo, sono navigatori e commercianti d’ambra. Nelle sedi venete, a differenza del resto d’Europa, c’è una divinità di tipo femminile al di sopra di tutti gli dei: nel Veneto c’è Reitia, lo stesso nella Retia e nella Retia secunda; nel Baltico, tra Germania e Polonia, le tribù Wendi hanno la somma dea Razivia. Infine Strabone conferma l’assorbimento del culto di Cibele in Paflagonia; ebbene Cibele era chiamata Rea e nella vicina isola di Samotracia c’era la dea Retia, compagna del dio nordico Apollo: da Retia a Reitia il passaggio è breve."

 12/12/2019 14:20:34
FlavioBertamini

FlavioBertamini91199

Dead man walking

in risposta a ↑

Sanguanel, però la storiografia moderna, propone una "parentela" tra Veneti (dell'attuale Veneto) e Latini, e quindi la faccenda si complica. Come per le invasioni storiche, es. Goti e Longobardi, possiamo pensare, almeno in linea di principio, a dei mix, tra popolazioni stanziali, e invasori (a cavallo) di cultura indoeuropea.

Ad es., se non vado errato, gli stessi Etruschi, nella loro lingua si chiamavano Rasena, ben diverso dal nome consueto ...

 12/12/2019 14:33:31 (modificato)
in risposta a ↑

FlavioBertamini, Concordo : Sono anch'io dell'opinione che si tratti di un mix, l'elenco delle tracce che vanno in questa direzione è lungo.

Credo che una autentica origine di "Ceppo Veneto" non sia più presente, se mai sia esistita (a me viene il dubbio che di originale ci sia solo il nome e nient'altro), ma bensì si tratta del risultato di un gran miscuglio tra varie popolazioni.

 12/12/2019 14:49:41
FlavioBertamini

FlavioBertamini91199

Dead man walking

in risposta a ↑

Sanguanel, eccomi con un copia-incolla:

La frequenza di questo etnonimo in diverse aree europee non va però spiegata con ipotetici legami storici e linguistici tra i diversi popoli che ne hanno fatto uso, quanto piuttosto con un'uguale derivazione, più volte ripetuta in modo indipendente, dalla medesima radice indoeuropea *wen ("amare"). I "Veneti" (*wenetoi) sarebbero pertanto gli "amati", o forse gli "amabili", gli "amichevoli".[8]
 12/12/2019 16:14:52
 12/12/2019 16:15:40
FlavioBertamini

FlavioBertamini91199

Dead man walking

in risposta a ↑

Ti do due indizi: la dea Afrodite, in latino diventa Venere (Venus) e a quanto pare il *wen significa anche "filtro amoroso", però attenzione perché esagerando diventa *wenesnom (veleno).


L'altro indizio, ancora più significativo (imho) è che in "Dottor Jekyll e signora" il protagonista, reso buono da un certo intruglio "el xe mete a parlar in veneto, ciò"! "Gheto capio?"


 12/12/2019 16:30:46
Dianissima

Dianissima80421

Artista e poetessa

in risposta a ↑

FlavioBertamini, molto interessante. A Villanova di Castenaso, fuori Bologna, c'è da qualche anno, un interessante museo della civiltà villanoviana etrusca appunto. Sono stati trovato moltissimi reperti in zona a seguito di scavi della metà 1800, oltre alla grande necropoli etrusca di Marzabotto, in prima collina. Credo che si tratti di civiltà villanoviana, anche per la necropoli di Spina, quasi sul mare, zona lidi ferraresi. 

 12/12/2019 16:59:57
FlavioBertamini

FlavioBertamini91199

Dead man walking

in risposta a ↑

Dianissima,  credo che sia così in tantissimi posti d'Italia: per l'antico, da noi c'è un museo sorto dopo la scoperta dei resti di un villaggio di palafitte, con vari resti in pietra e bronzo (val di Ledro), delle statue-stele molto antiche, vari resti di insediamenti Romani (Riva del G. porta ancora le tracce del 'castrum' originario, sorto sulle rive del lago), ed anche i resti delle "centuriazioni". Poi, durante le lotte tra Venezia ed il ducato di Milano, i veneziani trascinarono delle galee dal corso dell'Adige fino al lago, per aiutare la città di Brescia, assediata (c'è ancora il percorso e resti dei lavori), ecc. ecc! E ci sono documenti dell'epoca sparsi in ogni dove, ancora conservati!

 12/12/2019 17:12:05
Dianissima

Dianissima80421

Artista e poetessa

in risposta a ↑

FlavioBertamini, interessante la questione palafitte, in Emilia le chiamavano terramare mi pare, quindi c'erano anche in Trentino. Devo approfondire, pensavo fossero limitate a zone palustri come la pianura padana. 

 12/12/2019 17:17:40
FlavioBertamini

FlavioBertamini91199

Dead man walking

in risposta a ↑

Dianissima, da noi sono "lacustri"!

 12/12/2019 17:23:40
 12/12/2019 17:25:49
FlavioBertamini

FlavioBertamini91199

Dead man walking

in risposta a ↑

Dianissima, in tempi più moderni: la battaglia di Bezzecca (Garibaldi e il suo 'Obbedisco'), la presenza dell'ultimo re delle Due Sicilie (Borbone) sepolto ad Arco, palazzi dell'epoca asburgica (arciduca Alberto), vari palazzi per la cura della Tbc (fu un celebre Kurort), e passarono di qui: Kafka, Rilke, e parecchi altri, ed infine le varie costruzioni difensive durante la I Guerra mondiale (fu zona di trincee) ...

(un excursus con tante lacune)

Es: le mura di Arco medievale, furono abbattute da un generale di Napoleone (Vendome?), presumo durante la prima campagna in Italia).

 12/12/2019 17:35:19
Dianissima

Dianissima80421

Artista e poetessa

in risposta a ↑

FlavioBertamini, da un giro veloce di info in rete, pare che i costruttori di palafitte detti terramaricoli, si siano insediati nell'odierna Emilia, provenienti dalla zona del Garda. 

 12/12/2019 17:51:58
Warmuser

Warmuser13046

miao miao

No, e non me ne frega niente. Non sono il tipo di persona che ha attaccamento per certe cose.

 10/12/2019 22:49:35
Michelle-Doc

Michelle-Doc113096

La dolcezza ottiene più della violenza

Warmuser, va bene! 

 11/12/2019 10:11:01
Dianissima

Dianissima80421

Artista e poetessa

Beh, a Bologna c'è la famosa storia della prospettiva posteriore del "Zigant", il Gigante, il maestoso Nettuno della omonima fontana censurata da Fb per oscenità, una comica! Comunque, l'opera fu commissionata al Giambologna, nel 1565, in piena Controriforma, dal legato pontificio a Bologna, quindi, non da un gaudente sporcaccione, ma, il prelato ebbe a lamentarsi delle dimensioni, a suo parere eccessive, del membro del Zigant, e chiese allo scultore di "ridimensionare" l'attributo. Il Giambologna, carattere passionale, si indispettí dell'impostazione del committente, e "rimpicciolí" a malincuore per essere pagato. Ma il suo genio prospettico gli suggerì di posizionare la mano sinistra del Gigante, con un grosso pollice, in modo che, da retro, il suo Zigant apparisse con un membro più grosso di quello contestato dal legato pontificio. Ed, in effetti, così appare da Via Indipendenza. Non riesco a pubblicare foto, ma si trova su google immagini. 

Michelle-Doc

Michelle-Doc113096

La dolcezza ottiene più della violenza

Dianissima, ahaha... Non lo sapevo!   

 11/12/2019 19:08:58
Dianissima

Dianissima80421

Artista e poetessa

in risposta a ↑

Michelle-Doc, il Giambologna era di origine francese, ma secondo me si era ambientato molto bene nello spirito goliardico ma bonario di Bologna. Figurati che quella era l'epoca in cui il Braghettone fu incaricato appunto di coprire con mutandoni, le nudità della Sistina di Michelangelo! E a Bologna invece, il legato pontificio commissionò il Nettuno nudo, anche se brontolò per le dimensioni del membro, ma non lo commissionò in mutande! Penso che anche il legato pontificio si fosse bene integrato nello spirito allegro bolognese

 11/12/2019 19:17:13
Michelle-Doc

Michelle-Doc113096

La dolcezza ottiene più della violenza

in risposta a ↑

Dianissima, grazie per avermelo detto, pensa te che non lo sapevo   

 11/12/2019 19:22:50

«per un punto Martin perse la cappa»; 

«se ti perdi tuo danno»;

«non ti fidar di me se il cuor ti manca»; 

«non val sapere a chi ha fortuna contra».


Della zona, non della mia città.


Modifico : della mia città ne ho troppe da scrivere, ci sono i libri apposta per questo.


Comunque è un intervento il mio che nulla vale...a richiesta cancello.


 11/12/2019 20:16:51
Michelle-Doc

Michelle-Doc113096

La dolcezza ottiene più della violenza

Sanguanel, assolutamente no. Perché cancellare? Va benissimo lo stesso. 

 11/12/2019 20:24:18
in risposta a ↑

Michelle-Doc, perché cancellare?

Perché è il tentativo di esprimere in qualche aforisma millenni di sudore e sangue e sforzi e conquiste ed errori e molto altro.

Apprezzo @Karo_Lina che si è soffermata solo in una strada fin nei dettagli.

Come si fa a descrivere la storia di una città pure italiana in un social?

Per gioco lo si può anche fare, ma solo per gioco però!

Qualche aforisma buttato lì e nient'altro...la storia autentica è...altrove...nei libri e nelle testimonianze. 

 11/12/2019 20:31:17
FlavioBertamini

FlavioBertamini91199

Dead man walking

in risposta a ↑

Sanguanel, a quanto ho capito (da Wikipedia) sono dei riferimenti proverbiali posti sulle carte da gioco trevigiane l!!  

Ah, "le sudate carte"!

Qui sono OT, ma il primo lo avevo modificato così: "Per un punto Martink perse la cappa" !!

 12/12/2019 04:24:26

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