PaoloVincenti

PaoloVincenti33461

Stratega del vuoto - SMM

Quale meritocrazia?

Quale meritocrazia?

C'era una volta il dominio dell'aristocrazia ereditaria. A quell'epoca, la posizione sociale di ciascuno era determinata dal caso: se si nasceva nella famiglia giusta, tutto andava per il meglio; altrimenti, erano guai seri. La meritocrazia si presenta concettualmente come l'opposto di un tale sistema: la ricchezza e la posizione sociale sono il giusto compenso dei meriti di ciascuno, e non il prodotto fortuito di eventi esterni. Ma le cose stanno davvero così?


È facilmente dimostrabile che il successo o il fallimento non dipendono tanto dal merito e dalla capacità di ciascuno, quanto dalla fortuna. E anche la capacità di raggiungere un obiettivo con grande determinazione - quella che si potrebbe definire come "grinta" - è a sua volta un prodotto del patrimonio genetico e dell'educazione ricevuta. A proposito di educazione, è stato ripetutamente dimostrato che i ragazzi poveri che "fanno tutto quanto bene" hanno sempre molte meno chance dei ragazzi ricchi che "fanno tutto male": perché i figli dei ricchi hanno possibilità di lavorare nell'azienda di famiglia, perché hanno possibilità di ereditare un patrimonio, perché hanno possibilità di integrare/recuperare gli studi con costosi corsi di élite, perché i figli dei poveri vivono in ambienti che li mantengono più disconnessi dalle opportunità di carriera. Se i figli meno capaci ma ricchi rimangono in cima alla scala, il numero di posti per i figli più capaci ma meno fortunati si riduce di conseguenza. Vantaggi e svantaggi si autoperpetuano anche con la meritocrazia.

 

Quindi, le persone di grande successo non hanno costruito la loro scalata col proprio talento o la propria tenacia? Sì, ma il legame tra merito e risultati è tenue e spesso indiretto. Se non fosse così, perché tra due persone con le medesime capacità, la medesima istruzione e il medesimo impegno una può divenire miliardaria e l'altra vivere soltanto nella media?


La meritocrazia si presenta come imparziale rispetto a genere, razza, religione, etc. ma paradossalmente chi si trova nelle posizioni dirigenziali di apparati o aziende che si richiamano al merito non applica poi questo criterio e fornisce corsie preferenziali a chi è "prescelto" sulla base di principi personali, giudicando in base a empatia e simpatia. E chi è stato prescelto si trova conseguentemente in una situazione di gratitudine obbligatoria verso chi lo ha voluto premiare, e perciò di dipendenza continua da costoro. Come una qualsiasi ideologia autocelebrativa, la meritocrazia giustifica lo status quo, celebrando la proprietà e l'ineguaglianza materiale come derivazione di una evidente superiorità, e facendo sì che il ricco, il potente o l'artista di successo vedano se stessi come dei geni. Usando la stessa moneta, i fallimenti mondani diventano il segno dei difetti della persona: chi si trova in fondo alla gerarchia sociale merita di essere lì e di rimanerci. Mai parlare di fortuna o di fattori esterni, in un sistema meritocratico: sarebbe un insulto per le qualità interiori di chi ha avuto successo. 


Ci troviamo quindi dinanzi a un ideale sociale falso, che incoraggia l'egoismo (se voglio avere successo devo pensare solo a me stesso), la discriminazione (certe categorie di persone svantaggiate non potrebbero arrivare all'obiettivo, se non aiutate a causa della loro condizione) e l'indifferenza di fronte alla sofferenza di chi è sfortunato (se si trova in quella situazione, evidentemente se lo merita)?


 11/11/2019 14:58:34
utente anonimo
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30 commenti

Certamente, anche nella meritocrazia la casualità ha una sua importanza. I grandi della storia sono semplicemente nati con le caratteristiche giuste, nel periodo più idoneo, con una base di partenza ideale, con una società adatta alle sue caratteristiche, cioè un insieme di pura casualità.

Ma la meritocrazia per quanto poco, le "carte" un pò le mischia, nell'aristocrazia, le "carte" le mischia solo la genetica.

Ti faccio notare che in ogni caso l'egoismo esisterebbe, solo una qualche forma di fanatismo eliminerebbe l'egoismo.

Quindi personalmente rimango di posizione meritocratica, o se preferisci, "Hai di meglio da proporre?".

Anch'io però ritengo che non vada eccessivamente idolatrata.

 11/11/2019 16:12:37
PaoloVincenti

PaoloVincenti33461

Stratega del vuoto - SMM

Sanguanel, paradossalmente, l'esito di un sistema davvero meritocratico dovrebbe essere proprio l'aristocrazia (in greco "il predominio dei migliori"), poiché i migliori si selezionano tramite il merito, non certo per discendenza di sangue. L'opposto della meritocrazia è il favoritismo, e nella realtà non esiste una meritocrazia pura, ma sempre e comunque una combinazione di meritocrazia e favoritismo. Infatti, non si premiano soltanto le capacità e il talento, ma anche la lealtà, l'amicizia, il consenso, etc.

Un ulteriore paradosso è dato dal fatto che una meritocrazia assoluta (che so, decisa magari da un computer del tutto imparziale e obiettivo) non produrrebbe effetti desiderabili: a nessuno piacerebbe veder premiato qualcuno dotato di grandi capacità e meriti ma umanamente arido, freddo, o addirittura odioso e spietato.

Quello che stiamo discutendo è proprio l'abuso o l'uso improprio del termine meritocrazia per indicare ancora una volta (come nel caso di "popolo" o di "libertà di parola", o di molti altri termini) una situazione puramente ideale che nella realtà non ha riscontro, o è manipolata e adulterata per raggiungere altri scopi.

 11/11/2019 18:05:42
in risposta a ↑

PaoloVincenti, si, avevo capito che volevi soffermati sull'abuso del termine.

Io volevo invece soffermarmi sull'idiozia (a mio parere) del potere consegnato per ereditarietà sanguigna.

 11/11/2019 18:46:45
EwaMaria

EwaMaria150661

Hiraeth. Davidia Involucrata.

I figli dei ricchi raramente sono motivati al sacrificio che molti lavori richiedono. 

 11/11/2019 16:22:58
PaoloVincenti

PaoloVincenti33461

Stratega del vuoto - SMM

EwaMaria, ma normalmente possono concedersi il lusso di sfuggire al sacrificio. Possono conquistarsi posizioni invidiabili con uno sforzo minimo.

 11/11/2019 18:08:07
EwaMaria

EwaMaria150661

Hiraeth. Davidia Involucrata.

in risposta a ↑

PaoloVincenti, senza le competenze necessarie, di cui alcune te le devi conquistare sul campo, io vedo che alcuni fanno molta fatica, arrivando a rinunciare alla carriera lavorativa.



 11/11/2019 18:10:48
PaoloVincenti

PaoloVincenti33461

Stratega del vuoto - SMM

in risposta a ↑

EwaMaria, senz'altro. Ma se io posso pagare qualcuno con le competenze necessarie e godermi i profitti che ne derivano, non sarò angustiato dalla rinuncia alla carriera lavorativa.

 11/11/2019 18:14:29
EwaMaria

EwaMaria150661

Hiraeth. Davidia Involucrata.

in risposta a ↑

PaoloVincenti, è vero, ma devi essere comunque in grado di controllare l'operato dei professionisti che hai assunto, altrimenti l'azienda te la sfilano via, mentre tu vai in giro per il mondo.


Ho espresso il mio parere basato sulle situazioni reali che conosco.



 12/11/2019 00:12:07
Dianissima

Dianissima81216

Artista e poetessa

in risposta a ↑

EwaMaria, non hai mica torto, mi ricordo che Enzo Biagi, in un libro di cui, come al solito, ho scordato il titolo, scriveva, a proposito della famiglia Rizzoli, di come "bastasse una generazione di debosciati per mandare per aria una colossale ricchezza costruita dal nulla". Ricordava come, il vecchio Rizzoli, dall'orfanotrofio fosse arrivato a creare un impero, e di come poi, il figlio mi pare, sia riuscito a mandare tutto in malora. Il padre aveva una forte motivazione nel lavorare sodo, che il figlio, cresciuto "nella bambagia", non aveva, come ben dici, ragione di avere.

 13/11/2019 18:53:34 (modificato)
EwaMaria

EwaMaria150661

Hiraeth. Davidia Involucrata.

in risposta a ↑

Dianissima, se a questo aggiungi la noia di avere tutto, di  non avere nessun desiderio, di non sognare, hai di fronte a te persone spente, che girano a vuoto, senza un obiettivo da raggiungere. 

Fanno bene gli americani che decidono di non lasciare ai figli  le enormi ricchezze. 

 14/11/2019 18:02:59
Warmuser

Warmuser13231

miao miao

No affatto, le cose stanno esattamente come quando c' era l' aristocrazia. Infatti, sono sempre gli stessi a star bene e sempre i soliti a passarsela male. Ma è ora di finirla!

 11/11/2019 16:41:32
PaoloVincenti

PaoloVincenti33461

Stratega del vuoto - SMM

Warmuser, sarebbe auspicabile una rotazione, certo. Ma quelli che se la passano davvero bene sono un numero irrisorio rispetto alla massa dell'umanità che se la passa male.

 11/11/2019 18:10:50
Warmuser

Warmuser13231

miao miao

in risposta a ↑

PaoloVincenti, uhm no, se la passa bene chi sta nel mezzo. I ricchi si sono viziati, ma non possono spendere tutto ciò che hanno. Sono in un certo senso obbligati a rimanere ricchi.

 11/11/2019 20:13:13
FlavioBertamini

FlavioBertamini91224

Dead man walking

La democrazia è davvero democrazia?

La meritocrazia è davvero meritocrazia?

Sono "parole" che ci conducono a idee.

E l'idea è "Adaequatio rei et intellectus".

 12/11/2019 05:20:58
PaoloVincenti

PaoloVincenti33461

Stratega del vuoto - SMM

FlavioBertamini, sono idee, appunto. Ciò che mi lascia sempre perplesso è sentir fare l'apologia delle idee quando si incarnano in modo traballante nella realtà materiale.

 12/11/2019 16:08:56
FlavioBertamini

FlavioBertamini91224

Dead man walking

in risposta a ↑

PaoloVincenti, allora si dovrebbe aggiungere pseudo- quando è il caso. Ma penso che conoscerai la leggenda dell'invenzione della scrittura in Egitto, raccontata in un testo di Platone: il messaggio scritto, necessita continuamente dell'autore, che lo difenda dalle possibili interpretazioni erronee ... Per questo Socrate non scrive! Abbiamo un numero limitato di parole, che talvolta usiamo in modo (apparentemente) inadeguato. Questo genera anche non pochi scambi piacevoli ed interessanti in questo sito. Secondo Platone "il mondo delle idee" esiste, ed anche secondo alcuni scienziati contemporanei: es. Max Tegmark, " L'universo matematico". Però questo ci porta su un terreno impervio ...

 12/11/2019 16:24:06
PaoloVincenti

PaoloVincenti33461

Stratega del vuoto - SMM

in risposta a ↑

FlavioBertamini, ci porta sul terreno della scienza post-moderna e dell'illusione della coscienza.

 12/11/2019 16:48:00
FlavioBertamini

FlavioBertamini91224

Dead man walking

in risposta a ↑

PaoloVincenti, controdomanda: secondo te c'è una correlazione tra il calo degli omicidi in Italia (negli anni recenti) e la diffusione di Internet e tecnologie connesse?

 12/11/2019 16:56:21
PaoloVincenti

PaoloVincenti33461

Stratega del vuoto - SMM

in risposta a ↑

FlavioBertamini, sai meglio di me che da una qualsiasi correlazione si possono trarre le ipotesi più stravaganti. Quante altre correlazioni si possono individuare con  il calo degli omicidi in Italia? Comunque, credo proprio di no. È stata più volte dimostrata anche l'inesistenza di una correlazione tra videogiochi violenti e diminuzione/aumento degli omicidi con armi da fuoco.

 12/11/2019 17:05:15
FlavioBertamini

FlavioBertamini91224

Dead man walking

in risposta a ↑

PaoloVincenti, cmq pensavo a cose diverse dai videogiochi: semmai alla "virtualizzazione" dei rapporti sociali ...

 12/11/2019 17:08:58
PaoloVincenti

PaoloVincenti33461

Stratega del vuoto - SMM

in risposta a ↑

FlavioBertamini, da parte mia, non credo che la  virtualizzazione dei rapporti sociali porti alla diminuzione degli omicidi. Bisognerebbe altrimenti supporre che gli omicidi avvengano in buona parte come escalation di un contrasto tra due persone, che i social dovrebbero depotenziare. Ma se l'omicidio non è premeditato, si verifica molto spesso in seguito a un incontro fisico tra due individui che si conoscono e che degenera in una lite fortuita. Non vedo come i social potrebbero farlo sgonfiare. Anzi, probabilmente potrebbero fare aumentare le probabilità di incontro, tramite gli annunci sugli spostamenti. Così come potrebbero fare aumentare le probabilità di incontro tra individui che si conoscono solo virtualmente e che arrivano a insultarsi e minacciarsi in rete: senza la virtualizzazione, molti di questi individui non sarebbero mai venuti a conoscenza gli uni degli altri e quindi non sarebbero mai entrati in conflitto.

 12/11/2019 17:24:07
FlavioBertamini

FlavioBertamini91224

Dead man walking

in risposta a ↑

PaoloVincenti, pare che attualmente accadano sovente tra famigliari (cerca "La famiglia uccide più della mafia" e simili). Ovviamente in famiglia i rapporti virtuali sono meno importanti ...

 12/11/2019 17:35:19
FrancescoFrank

FrancescoFrank186581

Organizzazione eventi culturali

Purtroppo é un mondo dominato dalle possibilità (che ho/ereditato) , non dalla probabilità (di farcela con i propri mezzi). Detto questo non semplificherei il quadro della situazione. Nel senso che non tutti i ricchi figli di papà sono degli incapaci e non tutti i poveri sono "bravi". Lo trovo se me lo concedi un concetto molto Pasoliniano, con una fallacia logica di fondo. Della serie: se sono nato ricco sono un incapace. Anche se buona parte di questa gente é cosí purtroppo (e ne conosco a mazzi). Buona parte della differenza la fanno i genitori, il loro impegno e il loro amore. Che non sempre significa togliere loro le castagne bollenti

 12/11/2019 16:38:04
PaoloVincenti

PaoloVincenti33461

Stratega del vuoto - SMM

FrancescoFrank, ma infatti non ho mai sostenuto nulla del genere. Semplicemente, gli incapaci che si trovano la via spianata verso posizioni di rilievo le sottraggono ai capaci che non possono raggiungerle nonostante i loro meriti.

 12/11/2019 16:42:51
FrancescoFrank

FrancescoFrank186581

Organizzazione eventi culturali

in risposta a ↑

PaoloVincenti, ah! Ok sembrava l'esatto opposto. Si questo sarà sempre la norma purtroppo

 12/11/2019 19:25:26
Dianissima

Dianissima81216

Artista e poetessa

in risposta a ↑

PaoloVincenti, vero, ho uno zio, noto avvocato con ottime possibilità economiche ottenute col suo lavoro, che ha assunto in studio, come aiuto, la giovane figlia, ottimo avvocato anch'essa, di un collega deceduto, e ne è contentissimo, dice che è ragazza responsabile, gran lavoratrice, affidabilissima. Mentre, la figlia di mio zio, anche lei avvocato, come dice lui stesso, è un'asina che non vale neanche la metà dell'altra. E conoscendo la cugina viziata e piena di sè, devo dire che il padre ha ragione, ma è stato anche il padre a viziarla parecchio e darle troppa disponibilità economica fin da ragazzina, tanto la ragazza sapeva che avrebbe studiato legge e che un "buco" in studio da papà, lo avrebbe sempre avuto. 

 13/11/2019 19:04:06 (modificato)

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