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Invalsi e l'ennesima prova del tracollo del sistema di istruzione italiano

Sentivo ieri in radio i commenti ai risultati emersi dell'ennesimo test Invalsi che ha mostrato, una volta di più, come la qualità della preparazione fornita dal sistema di istruzione italiano stia scadendo e, di conseguenza, le nazioni emergenti ci stanno raggiungendo se non superando.

Le riflessioni da fare sono molte. 
1) Studi economici e di storia economica hanno ampiamente dimostrato che c'è una correlazione forte tra il livello di preparazione generale di un popolo e il suo livello di sviluppo economico. Guarda a caso, il declino italiano va di pari passi al costante peggioramento del livello di preparazione fornito dal nostro sistema di istruzione
2) Purtroppo, in questo paese, continua ad andare di moda la critica ai test internazionali a cui vengono sottoposti gli studenti di tutto il mondo. Allo stesso modo si criticano i ranking internazionali delle università. Il discorso è sempre lo stesso. Si mette in discussione la metodologia seguita per valutare gli studenti e gli istituti. Siccome l'Italia, i suoi studenti e le sue università peggiorano continuamente il proprio collocamento nella scala globale, si pensa che ripudiando la bontà di questi strumenti di valutazione sia possibile salvare la faccia al nostro paese. Insomma, la solita mentalità miope dell'italiota medio. Anziché affrontare i problemi, si cerca di nascondere la testa sotto la sabbia. Quand'è che lo capiremo?
3) Il divario ragionale cresce sempre di più. Oltre al fatto che è scandaloso che in un paese in cui l'istruzione è gestita a livello statale ci siano differenze così marcate tra un'area del paese e l'altra, emergono anche altri aspetti che non trovo rilevati da nessuno.
Un esempio? Nei test di ingresso delle nostre università, spesso e volentieri, si tiene pesantemente in conto i voti che si prendono negli ultimi 3 anni delle scuole superiori.
Eppure nessuno tiene conto di due aspetti, a mio parere, fondamentali:
  A - Tutti sappiamo che frequentare un liceo o un istituto tecnico comporta una difficoltà diversa rispetto a frequentare un istituto professionale. Perché un 9 di un istituto professionale deve vale quanto un 9 di un liceo o di un istituto tecnico? In questo modo si penalizza chi frequenta istituti superiori più difficili in cui si hanno meno probabilità di riuscire a raggiungere e mantenere medie elevate
  B - Se nel nostro Mezzogiorno è più facile mantenere una media elevata, a fronte di un livello di preparazione inferiore, gli studenti provenienti da quest'area del paese si trovano avvantaggiati rispetto ai loro coetanei che provengono dalle stesse scuole ma le hanno frequentate nel settentrione. Di nuovo, si crea una ingiustizia di fondo.
Tutto questo dipende dal fatto che, in Italia, si continua a rifiutare di dare un riconoscimento ufficiale a queste differenze, ragione per cui si continua a fare finta che queste differenze non sussistano!
Il fatto stesso che non siano mai stati introdotti dei coefficienti di difficoltà sta a dimostrare questo. Penso che la ragione di questo rifiuto stia in questioni di ordine ideologico. Questo è un paese che rifiuta la meritocrazia. Quindi non si vuole riconoscere il merito. Quindi si pretende di appiattire ogni cosa.
Non ci sorprendiamo poi se gli studenti migliori scappano!
Perché mai uno studente che si è ammazzato di studio e magari ha dovuto fare una fatica bestiale per riuscire a mantenere una media del 7 o dell'8, perché ha frequentato una scuola molto dura, dove il livello era molto alto e i voti più alti molto difficilmente vengono dati, deve essere penalizzato da un sistema che non riconosce la differenza che intercorre tra il suo istituto ed un altro in cui, magari, non c'è tutta questa rigidità e severità e uno studente del suo stesso livello prende tutti 10?

Se ci pensate bene, questo ha un impatto importante sulla vita delle persone. Se il sistema di valutazione dei candidati non tiene conto di queste differenze, si finisce per avvantaggiare gli studenti che provengono da sistemi in cui il livello richiesto è più basso e, paradossalmente, si penalizza quelli che provengono da istituti in cui il livello era molto alto e in cui è molto difficile mantenere medie elevate!
Così i giovani che hanno dovuto faticare tanto alle scuole superiori rischiano di vedersi preclusi determinati percorsi universitari e determinate università e, come credo tutti sappiamo, il nome di un ateneo ha la sua importanza ed ha il suo impatto nella carriera lavorativa di una persona.
Ecco questo aspetto non l'ho visto rilevato da alcun analista o opinionista eppure, a mio parere, ha una grande importanza per le implicazioni che ha sull'intera società italiana.

 11/07/2019 08:07:44 (modificato)
utente anonimo
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102 commenti
ilmiozio

ilmiozio200571

Estremista di destra e di sinistra

È il prezzo da pagare alla cosidetta "inclusione" 

Non occorre un genio per capire che in una classe, numeri consistenti di bambini stranieri che a stento parlano italiano, rallentano l'applicazione dei programmi e contribuiscono in maniera determinante ad un livellamento in basso di tutti gli altri.

Gli insegnanti lo sanno bene, ma per il terrore imposto dal pensiero unico si guardano bene dal parlarne.

 13/07/2019 10:49:28
FlavioBertamini

FlavioBertamini89049

Dead man walking

ilmiozio, però al sud, dove la preparazione è più scadente c'è una % di stranieri sensibilmente più bassa ...

 13/07/2019 11:34:16
-ombretta_

-ombretta_10616

Lovesick

in risposta a ↑

FlavioBertamini, bravo Flavio. Senza contare che anche negli altri stati ci sono gli immigrati, e in alcuni anche più che nel nostro.

 13/07/2019 17:44:45
Rivoluzione

Rivoluzione15911

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ilmiozio, non credo che il declino della scuola italiana sia tutto imputabile all'aumento degli studenti di origine straniera 

 13/07/2019 18:55:35
Eirene

Eirene136571

Impertinente. Non interessata a flirt e relazioni.

in risposta a ↑

Rivoluzione, @ilmiozio , non diamo colpe agli studenti stranieri; spesso si adeguano al grado di lassismo che c'è già a scuola, spesso rimangono emarginati perchè non si trova il modo giusto per integrarli e far beneficiare la classe della presenza di culture differenti.

 13/07/2019 19:51:05
ilmiozio

ilmiozio200571

Estremista di destra e di sinistra

in risposta a ↑

Eirene, Ma io non do nessuna colpa agli studenti stranieri. La colpa è del sistema scolastico per aver sottovalutato i problemi derivanti dalle classi miste. È evidente che per un bambino straniero l'italiano costituisce una lingua nuova e sconosciuta.

 La necessità  di colmare questo gap prima ancora di iniziare il programma vero e proprio costituisce un problema per tutta la classe oppure no?

Far beneficiare la classe della presenza di culture differenti è solo una bella frase che, per bambini alle prese con i primissimi rudimenti della grammatica, non vuol dire niente.

 14/07/2019 02:38:51
ilmiozio

ilmiozio200571

Estremista di destra e di sinistra

in risposta a ↑

FlavioBertamini, Al problema degli stranieri che rallentano lo svolgimento dei programmi didattici, al sud si assomma una arretratezza sociale ed economica che è storica e non la scopriamo noi adesso.

 14/07/2019 02:42:09
ilmiozio

ilmiozio200571

Estremista di destra e di sinistra

in risposta a ↑

Rivoluzione, Non dico il solo problema, ma certamente è il pproblema più taciuto.

 14/07/2019 02:47:15
Eirene

Eirene136571

Impertinente. Non interessata a flirt e relazioni.

in risposta a ↑

ilmiozio, su questo concordo; ci sono le modalità per colmare i gap anche in questo caso: vanno applicate e monitorate, e agevolate all'interno della classe mista.

 14/07/2019 08:30:10

Non capiscono un testo scritto in italiano??? Direi che è moooolto più grave del non capire l'inglese, che cmq è un discorso a parte.

 13/07/2019 11:55:32
Rivoluzione

Rivoluzione15911

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Antares_5, credo siano entrambi aspetti gravi, per ragioni diverse

 13/07/2019 18:56:28
in risposta a ↑

Rivoluzione, la colpa è del sistema scolastico. Se si approfitta della mente-spugna dei bambini, potrebbero imparare l'inglese anche all'asilo. Basta una insegnante che parla con loro sia in italiano che in inglese, dei video a cartone animato, e dei giochi. La scuola è parecchio dispersiva

 14/07/2019 07:10:31
-ombretta_

-ombretta_10616

Lovesick

I risultati degli invalsi sono notevolmente peggiorati negli ultimi anni per un motivo molto semplice: il sistema è diventato più efficiente, computerizzato, e i prof non possono più barare, aiutando o correggendo le prove degli studenti. La scuola italiana segue programmi molto differenti da quelli internazionali, i ragazzi non sono assolutamente preparati per affrontare gli invalsi. Fanno riassunti, ma non capisco una mazza di ciò che leggono, scelgono frasi a casaccio e le riscrivono pari pari. Negli invalsi ci sono prove di logica. I ragazzi non sanno neanche cosa sia. Fanno espressioni a manetta, e faticano da morire a capire la geometria, che è la vera bestia nera, non l'aritmetica. Molti professori sono corsi ai ripari facendo acquistare alle famiglie dei testi specifici, da integrare a quelli ufficiali, ma non è sufficiente. Ci vorrebbe una rivoluzione. Ma temo che arriverà prima la fine del mondo. 

 13/07/2019 18:06:52
Rivoluzione

Rivoluzione15911

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-ombretta_, qualcuno ha parlato di me?

 13/07/2019 18:57:46
-ombretta_

-ombretta_10616

Lovesick

in risposta a ↑

Rivoluzione, bastassi tu, amico mio, non credo esiteresti. Un altro milione come te ce ne vorrebbe! 

 13/07/2019 18:59:40
FrancescoFrank

FrancescoFrank181591

Organizzazione eventi culturali

-ombretta_, brava, è proprio cosí! 

 13/07/2019 19:04:29
Tatyana

Tatyana113591

Artista inseguitrice di sogni

-ombretta_, ma davvero secondo te un insegnante non ha altro da fare che falsificare un invalsi? Cosa tra l'altro impossibile.

Ti spiego come funzionava. Gli invalsi si svolgevano a livello internazionale in un'unica giornata, tassativamente uno dopo l'altro. Nel pomeriggio 4 insegnanti, non di materia, dovevano correggerli secondo le griglie non sterili e dando i punteggi. Più caricare tutte le risposte e i punteggi online al ministero. Tassativamente entro mezzanotte. Ora come avrebbe potuto un insegnante barare?

E tutto questo quando le prove erano solo due. Ora sono aumentate. 

Scusami ma "nell'era di internet" trovo ridicolo fare un lavoro immane manualmente e poi che venga anche messo in discussione.

 18/07/2019 08:13:10
-ombretta_

-ombretta_10616

Lovesick

in risposta a ↑

Tatyana, ho numerosi amici insegnanti che nel periodo degli invalsi quest'anno erano stressatissimi, e affermavano che col nuovo sistema in vigore da un paio d'anni, è diventato impossibile suggerire e correggere come facevano un tempo. Non so quanto fosse diffusa questa pratica. Ma so che c'era, ripeto, per testimonianza diretta. Quanto ciò abbia influito sui risultati è solo una mia supposizione. 

 18/07/2019 20:14:03
 18/07/2019 20:44:37
Tatyana

Tatyana113591

Artista inseguitrice di sogni

in risposta a ↑

-ombretta_, è una tua supposizione. Suggerite durante un invalsi era praticamente impossibile, anche perché le prove erano diverse per cui, se avessi voluto aiutare gli studenti avrei dovuto leggere ogni singolo test. E in 45 minuti quanti suggerimenti saresti in grado di dare?

 18/07/2019 21:03:58
-ombretta_

-ombretta_10616

Lovesick

in risposta a ↑

Tatyana, l'aiuto veniva dato, era una pratica particolarmente diffusa al sud, come testimonia anche l'articolo postato. Una mia supposizione è solo l'incidenza sui risultati, che cmq sono peggiorati tanto proprio al sud. 

 18/07/2019 21:07:18
FrancescoFrank

FrancescoFrank181591

Organizzazione eventi culturali

Mi trattengo dal dire quello che penso perché potrei pentirmene e allora mi mordo la lingua. Concordo in pieno. Io ho avuto ragazzi (classi intere) che non sanno un emerito caxxo di niente in 5 superiore. Passivi, indifferenti e ignoranti. Il nostro Stato semplicemente se ne fo**e. 

 13/07/2019 19:03:29
Rivoluzione

Rivoluzione15911

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FrancescoFrank, se non erro gli studi economici hanno dimostrato che c'è una chiara correlazione tra livello di istruzione medio di un popolo e produttività. 

@pastrank confermi?

Se uno stato se ne sbatte dell'educazione delle sue giovani leve, è uno stato che si sta sparando nei suoi stessi piedi! 

 13/07/2019 19:28:36
FrancescoFrank

FrancescoFrank181591

Organizzazione eventi culturali

in risposta a ↑

Rivoluzione, non solo c'è ne sbattiamo, ma spendiamo denaro per formare ragazzi che andranno all'estero. Significa regalare soldi alle altre nazioni. Follia pura! 

 13/07/2019 19:36:20
ilmiozio

ilmiozio200571

Estremista di destra e di sinistra

FrancescoFrank, Non è certamente il tuo caso, ma se classi intere non sanno un emerito caxxo, non sarà il caso di chiedersi: ma che razza di insegnanti hanno?

 14/07/2019 02:51:26
pastrank

pastrank42611

Den som är satt i skuld är icke fri

in risposta a ↑

Rivoluzione, la correlazione c'e', pero' sui dati non saprei cosa cercare. Anche in negativo, ovviamente, guardando l'Italia, dove tanti neolaureati alla fine vanno all'estero.

 14/07/2019 07:47:07
Eirene

Eirene136571

Impertinente. Non interessata a flirt e relazioni.

*SPOILER* - Sarò molto critica


 - Se nel nostro Mezzogiorno è più facile mantenere una media elevata, a fronte di un livello di preparazione inferiore, gli studenti provenienti da quest'area del paese si trovano avvantaggiati rispetto ai loro coetanei che provengono dalle stesse scuole ma le hanno frequentate nel settentrione


Chi ha detto che nel Mezzogiorno sia facile mantenere una media elevata e che la preparazione sia necessariamente inferiore? Non mi pare! Non si può generalizzare.


Un'altra considerazione: molti degli insegnanti che lavorano al Nord provengono dal Sud, per cui potrebbero replicare il loro "metodo facilitatore" anche al Nord, volendo. Per cui il punto non mi pare questo, no.


Il punto è questo, a mio parere: ognuno deve prendersi le responsabilità del fallimento:


- i docenti, spesso non in grado di instillare entusiasmo negli allievi; molti lavorano solo per lo stipendio, altri cercano di fare i furbetti tramite la legge 104; pochi si impegnano veramente nel trasmettere non solo nozioni in modo meccanico, cercando di interagire con gli studenti e accendendo in loro delle scintille. 

Ci sono delle scuole che funzionano bene, qua e là, ma in molti casi ci sono ancora metodi di insegnamento obsoleti, a senso unico e non interattivi.


- lo Stato deve investire meglio i suoi soldi per formare davvero i docenti secondo degli standard di qualità (basta con questi €500 all'anno, che ognuno spende come vuole: è lo Stato che si deve carico di formare e aggiornare i propri docenti, e questo non è il modo giusto), e monitorare meglio il loro lavoro


- gli studenti devono sapere andare oltre le nozioni scolastiche, approfondendo anche per conto loro, frequentando anche altri corsi, trovando nuove opportunità: come ha fatto questa giovanissima studentessa . La svogliatezza si ritorce contro: questo, devono capire.


. le famiglie devono seguire di più i propri figli, confrontarsi di più con i docenti e i ragazzi, trovare insieme le soluzioni per far sì che la scuola non sia solo un diplomificio, ma un punto di riferimento per la formazione e per il supporto nell'individuazione del proprio percorso anche di vita.






 13/07/2019 19:46:22
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Eirene, lo dicevano l'altro giorno in radio. Parè ci siano scientifici nel Mezzogiorno il cui livello di conoscenza della matematica è paragonabile a quello di un professionale nel settentrione! 

Se abbassi il livello non è forse vero che si alzano i voti? Considerando che le università non sanno questo ma ti chiedono le sole pagelle, non ho ragione di dire che si finisce per dare lo stesso peso ad un 8 preso nel liceo A e nel liceo B, sebbene il coefficiente di difficoltà è completamente diverso? 

Attenzione: per me non è una questione "razziale" ma di sistema. 

Il più bravo insegnante di filosofia che ho avuto era pugliese e l'ho sempre detto. 

Ero l'unico a difenderlo nella mia classe quando tutti si lamentavano di lui perché aveva alzato molto il livello rispetto a chi l'aveva preceduto (Cosa che mi fece pure passare per il lecchino del prof quando non era quello il mio intento. Credevo meritasse di essere difeso perché lui stava facendo bene il suo lavoro a differenza di chi l'aveva preceduto! Certo, con l'altra era molto più facile avere 8 in filosofia! Io stesso scesi a 6! Come vedi, se abbassi il livello i voti di alzano). Quindi, come vedi, per me non è una questione di provenienza delle persone. 

Ovviamente la mia è una generalizzazione. Ci sono licei eccellenti anche nel Mezzogiorno ma, da quello che capisco, sono l'eccezione non la regola. 

Quindi torno a dire: perché facciamo finta di non sapere che il diploma A, perso nell'istituto X non è paragonabile allo stesso diploma A preso, però, nell'istituto Y?

E, allo stesso modo, perché si mettono sullo stesso livello diplomi liceali, tecnici e professionali quando, di nuovo, sappiamo che non offrono lo stesso tipo di preparazione? 

Lo so che è un argomento divisivo e che molti si sentono toccati da questo ma sono i dati oggettivi dell'invalsi a dirci questo. Cosa vogliamo fare? Vogliamo continuare a fare finta di non sapere che, anche nei risultati scolastici, il paese è spaccato in due? 

Io non lo dico con soddisfazione, non ne sono felice. 

Però i conti con la realtà bisogna farli. 

L'arretratezza di cui credo abbia parlato @ilmiozio, a mio parere, non è la causa del deficit scolastico nel Mezzogiorno bensì la conseguenza. 

 14/07/2019 03:30:22 (modificato)
Rivoluzione

Rivoluzione15911

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Eirene, sul metodo di insegnamento sono d'accordo con te. 

All'estero fanno molto meno studio mnemonico e preferiscono chiedere agli studenti di produrre qualcosa di loro. Chiedono agli studenti di dimostrare di saper costruire una propria argomentazioni secondo i parametri della ricerca scientifica oppure di dimostrare di saper mettere in pratica le teorie studiate. Io, al liceo, nel laboratorio di chimica c'avrò messo piede 10 volte. In quello di fisica zero! Tant'è che quel laboratorio è poi stato smantellamento! 

 14/07/2019 03:36:19 (modificato)
Eirene

Eirene136571

Impertinente. Non interessata a flirt e relazioni.

in risposta a ↑

Rivoluzione, dobbiamo sempre guardare al contesto, che al Sud in genere è di sfiducia: i ragazzi studiano già sapendo che 

- devono emigrare

- se restano al Sud, troveranno lavoro con difficoltà


Inoltre vedo che non ci sono standard omogenei, per rendere alla pari scuole del Sud e scuole del Nord; strutture inadeguate, dove parlare di un laboratorio di coding e di robotica è come parlare della venuta degli alieni.


Uno dei primi passi, quindi, è quello di creare questa omogeneità attualmente mancante. Non ci devono più essere scuole di serie A e di serie B, regioni di serie A e di serie B, almeno dal punto di vista dell'istruzione obbligatoria.


 14/07/2019 08:36:29
Rivoluzione

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in risposta a ↑

Eirene, concordo. Però in questo decenni soldi sono stati spesi. Credo sia giusto chiedersi cosa non ha funzionato. 

 14/07/2019 10:55:52
Eirene

Eirene136571

Impertinente. Non interessata a flirt e relazioni.

in risposta a ↑

Rivoluzione, il mancato monitoraggio e la puntuale rendicontazione.

 14/07/2019 10:59:30

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