Windkin

Windkin2816

Vivo imparando dai pazzi e dai saggi.

Ti parlo da persona che lavora nella selezione del personale e ti dico che il voto conta poco in quanto è già un miracolo trovare la persona con i titoli di studio richiesti. Il famoso pezzo di carta è importantissimo e non pensare che noi non sappiamo la differenza tra un istituto e l'altro è tra nord e sud. Il titolo è la base, poi la persona se la gioca con la sua voglia di lavorare (e non lavorare solo per lo stipendio), la produttività e lo spirito di iniziativa è sacrificio. Ovviamente l'ignoranza o meno poi si dimostra nei fatti. La questione cambia poi nei concorsi pubblici dove il voto fa la differenza. Lo abbiamo visto ultimamente nei concorsi per i Navigator che sono quelli che dovrebbero aiutare chi percepisce il reddito di cittadinanza. Volevano i 110 e lode e chissà come mai è tutta gente  che viene dalle università del sud. In effetti ho visto e conosciuto persone che non riuscivano a finire l'uno a Milano e si sono trasferite al Sud e mi hanno raccontato anche che domande facevano i professori ed ero rimasta malissimo perché da noi sarebbe impensabile un livello così basso.

 18/07/2019 02:42:14
Rivoluzione

Rivoluzione15261

Business agent for solid waste recycling plants

Windkin, sì ma proprio lì sta il problema. Tutti sanno che la Bocconi è la business school più prestigiosa d'Italia ma se l'accesso ai suoi corsi dipende, per il 50%, dai voti presi negli ultimi 3 anni di scuole superiori, se il metodo di valutazione non è uniforme nell'intera penisola, chi esce da scuole superiori più morbide avrà più probabilità di entrare in questa università rispetto a chi, invece, esce da una scuola più severa e che tiene i voti più bassi!

 18/07/2019 17:48:09
Windkin

Windkin2816

Vivo imparando dai pazzi e dai saggi.

in risposta a ↑

Rivoluzione, Ti assicuro che alla Bocconi non reggi un anno se non hai una una base solida. Non ti regalano neanche un punto. In ogni caso in quasi tutte le università  ci sono i test d'ingresso e  il voto delle superiori agevola solo con le borse di studio e gli alloggi. 

 20/07/2019 00:20:28
Rivoluzione

Rivoluzione15261

Business agent for solid waste recycling plants

in risposta a ↑

Windkin, lo so ma sorella c'è andata. Comunque, il livello che ha poi trovato in UCL era infinitamente più alto

 20/07/2019 07:23:26
Contrabbandiere

Contrabbandiere39346

PLA-XIT

CONTINUAZIONE DEL COMMENTO PRECEDENTE.

Analizziamo adesso le varie "riforme" che si sono succedute negli ultimi anni.

a) riforma Moratti ha inserito nella scuola primaria l'inglese e l'informatica togliendo ore di lezioni alle materie canoniche.

b) riforma Gelmini, un taglio lineare del 50% circa delle risorse alla scuola, leliminazione del module 3x2 alla scuola primaria con taglio del numero dei docenti nella scuola primaria. 

c) riforma Renzi la consegna della scuola nelle mani dei traffichini.

CONSIDERAZIONI PERSONALI RISPETTO ALLA SOLA PROVA INVALSI

Negli ultimi anni la prova invalsi è diventata più semplice rispetto ai contenuti, se analizzate anche solo superficialmente la prova di 15 anni fa la troverete più difficile rispetto a quella di 3 anni fa se poi guardate le prove invalsi on line come proposte negli ultimissimi anni allora vi rendete conto che è molto sbilanciata verso la logica tralasciando la parte contenutistica. 

Molte scuole hanno problemi più pressanti della prova invalsi e quindi mettono la prova invalsi in secondo piano rispetto all'inclusione il numero degli alunni con problemi cognitivi è aumentato in modo esponenziale e far capire alle famiglie che il figlio è in condizione di inferiorità cognitiva è estremamente difficile, se non addirittura impossibile, il numero degli alunni con problemi di autismo è diventato ingestibile e nessuno vuole prendersi carico di questo problema, non è solo una questione di docenti per trattare un problema autistico abbiamo bisogno di dirigenti che se ne facciano carico, di docenti preparati ad affrontare la situazione ed anche di collaboratori che sappiano come comportarsi, avremmo bisogno di aule attrezzate, avremmo bisogno di un ministero che tenga conto dei bisogni specifici della patologia e non consideri semplicemente questo alunno un +1 aggiunto al numero degli alunni normodotati. 

Vi assicuro che la maggior parte dei docenti fa salti mortali e si impegna in modo più  che egregio per raggiungere questi risultati, ma i risultati invalsi considera la totalità degli studenti senza eliminare dal computo alunni con DSA non certificati o perché le famiglie non vogliono nemmeno sentire questa parola o perché il CSA non ha risorse per per affrontare i problemi, la legge non tiene conto della unicità di ogni alunno cosa che una scuola dovrebbe fare.

 18/07/2019 08:11:39
DavideAriari

DavideAriari12936

Emozio-nato

Che la scuola sia in crisi è evidente.


Ma, sinceramente, penso che fra i motivi della crisi ci sia proprio questa sorta di impronta aziendalista che a livello di terminologia, a livello di test, e in parte a livello di gestione è stata introdotta nella scuola: una scuola che mi parla di debiti, crediti e competenze (perfino nelle Primarie!!!) per me non è credibile.


Io in qualità di maestro supplente ho più volte "somministrato" codeste prove in preparazione di quelle che si sarebbero svolte durante l'anno.


Per quanto concerne quelle di matematica, osservo che a volte si trattava più di una prova di comprensione del testo che non di matematica, nel senso che per bambini di quell'età la difficoltà maggiore risiedeva nel capire di che cosa si stesse parlando.


Quelle di italiano erano poi un vero e proprio abominio (il termine è forte, lo so, ma è così che la penso). 

A parte che a volte si trattava non già di comprendere il testo, bensì di indovinare la psicologia di colui che aveva redatto il test, di intuire, sulla base delle sole domande e delle opzioni di risposta, quale ad avviso di costui sarebbe stata la risposta corretta. Il titolo della prova avrebbe dovuto quindi essere, per coerenza: "entra nella testa di chi ha preparato il test", non già "comprensione del testo".

A parte ciò.

Il punto è un altro.

Io, in qualità di insegnante, ho sempre cercato di far passare il seguente messaggio: comprendere un testo significa ampliare le possibili chiavi di lettura, non ce n'è una giusta e una sbagliata (tranne ovviamente in casi lampanti), ce ne sono di più ampie o di più profonde, e di più limitate o di più superficiali.

Dunque per me non ha assolutamente alcun senso costringere un bambino a scegliere la sola interpretazione corretta a discapito di altre le quali, interpretate in un certo senso, possono a loro volta essere corrette.

Scopo dell'insegnante è proprio far capire come anche alcune interpretazioni che a un primo impatto sembrano campate in aria possano rivelarsi corrette se intese in un certo modo, accogliere le interpretazioni più disparate e inserirle all'interno di una visione unica, non già smorzare la fantasia e la capacità interpretativa di un bimbo dicendogli "tu hai sbagliato; è giusto solo questo" (cosa che oltretutto crea dinamiche non sane a livello di rapporti interpersonali coi coetanei).

Certo, se iniziamo a dire a un bimbo "questo è giusto", "questo è sbagliato" in un ambito in cui la medesima cosa è giusta se intesa in un modo sbagliata se intesa in un altro, non ci possiamo poi meravigliare se questo bimbo, diventato ragazzo, non comprenderà un testo: lo avremo privato di ogni capacità di analisi critica.


La scuola dovrebbe mirare a educare, nel senso di aiutare ciascuno a tirare fuori il meglio di sé, aiutare a sviluppare le potenzialità dell'alunno.

Dovrebbe lavorare sulla cultura, non (se non magari al termine del percorso scolastico) sulle competenze, quelle si acquisiscono facilmente in seguito quando si è in possesso di cultura, intesa come capacità di rielaborare le informazioni con senso critico e di collegarle al proprio vissuto.

Ma la scuola non fa questo, e non lo fa anche a causa dello spirito con cui viene impostata nel momento stesso in cui si decide di fare questo tipo di prove INVALSI.


Io non ho praticamente mai fatto un quiz durante il mio percorso scolastico, eppure quando durante i concorsi (concorsi, in generale, ne ho provati pochissimi in verità) ho dovuto sostenere dei test li ho fatti sempre benissimo.

Questo vale anche per il test di accesso al concorso per insegnanti: 50 risposte giuste su 50 domande...

Sono andato male invece sulla parte restante del concorso, semplicemente perché non riuscivo a studiare quella roba, la trovavo troppo ipocrita: ti parlano di valorizzare le differenze e la creatività e poi nel concreto ti spingono con cose tipo le INVALSI a valorizzare l'uniformità e a distruggere la creatività.

Sono sincero, a un certo punto ho fatto "ciao ciao" con la manina a tutto quel mondo, e ho iniziato a fare altro. Non è una soluzione forse, ma penso che, se gli insegnanti si ribellassero tutti a questo sistema sempre più in declino da un punto di vista delle risorse a disposizione e delle direttive impartite dall'alto, magari le cose potrebbero iniziare ad andare un po' meglio.


Poi le cause del declino di conoscenza, mi riferisco soprattutto alle conoscenze inerenti alla lingua italiana, sono varie, e affondano le radici anche nella società: fra whatsapp e il suo t9 che sembra redatto da un analfabeta, internet, gli stessi giornalisti i quali a volte compiono dei veri e propri strafalcioni linguistici, la presenza di famiglie che per provenienza non possono essere in possesso di un ottimo italiano, politici e Ministri che in nome del rifiuto del politichese hanno sostituito l'italiano con la cafoneria, non ci si può aspettare che la scuola faccia miracoli...


Per quanto riguarda la lingua inglese, si tratta di un problema datato: suppongo che da quel punto di vista, per ragioni varie (anche qui la causa non è solo la scuola, anche se in questo caso la scuola ha molte responsabilità), siamo stati da sempre fra gli ultimi in Europa.


Ciao :-)

 18/07/2019 08:57:38 (modificato)
Contrabbandiere

Contrabbandiere39346

PLA-XIT

DavideAriari, no eravamo tra i primi nel mondo, quando hanno iniziato a metterci in linea con l'Europa ci siamo abbassati di livello.

 18/07/2019 10:41:49
DavideAriari

DavideAriari12936

Emozio-nato

in risposta a ↑

Contrabbandiere, dici nella conoscenza della lingua inglese?

Perché io di quello ho parlato al termine del mio commento e non penso proprio che in quel campo siamo mai stati fra i primi al mondo...

 18/07/2019 11:41:21

QUAG SI IMPEGNA A PROTEGGERE LA TUA PRIVACY

Cookie

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Accettando questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.
Vedi il documento in dettaglio »


La presente informativa descrive “che cosa sono i cookie” e quali sono i tipi di cookie utilizzati da Quag nel proprio sito Web.

Che cosa sono i cookie?

Un “cookie” è un file di testo che i siti Web inviano al computer o a un altro dispositivo connesso a Internet del visitatore, per identificare univocamente il browser del visitatore stesso o per salvare informazioni o impostazioni nel browser.

Quag utilizza i cookie nel proprio sito Web?

Quag utilizza i cookie per migliorare il proprio sito Web, per fornire servizi e funzionalità agli utenti, per proporre contenuti e pubblicità in linea con gli interessi del singolo utente. È possibile limitare o disattivare l’utilizzo dei cookie tramite il proprio browser Web, tuttavia, in questo caso, alcune funzionalità del nostro sito potrebbero diventare inaccessibili.

Quali sono tipi di cookie utilizzati da Quag?

Cookie essenziali
Questi cookie sono essenziali per consentire all’utente di navigare nel Sito e utilizzare tutte le sue funzionalità. Senza questi cookie, che sono assolutamente necessari, non saremmo in grado di fornire alcuni servizi o funzioni e la navigazione sul Sito non sarebbe agevole e facile come dovrebbe essere.

Cookie funzionali
Questi cookie consentono al sito Web di ricordare le scelte effettuate dall’utente al fine di ottimizzare le funzionalità. Ad esempio, i cookie funzionali consentono al sito Web di ricordare le impostazioni specifiche di un utente.

Cookie analitici
Questi cookie consentono di raccogliere dati sull’utilizzo del sito Web da parte dell’utente, compresi gli elementi su cui si fa clic durante la navigazione, al fine di migliorare le prestazioni e il design del sito stesso, ci aiutano inoltre a comprendere ogni difficoltà che l’utente può incontrare nell’utilizzo del Sito. I cookie in questione sono utilizzati esclusivamente per le finalità correlate alla gestione del nostro sito Web.

Cookie di profilazione
I cookie di profilazione vengono utilizzati per analizzare gli interessi e le abitudini di navigazione dei singoli utenti, per personalizzarne la navigazione, per proporre contenuti, anche pubblicitari, in linea con gli interessi dell’utente.

Cookie di terze parti
I cookie di terze parti possono essere sia tecnici che non tecnici, e vengono utilizzati per migliorare l’esperienza di utilizzo del sito da parte dell’utente, per proporre contenuti in linea con gli interessi dell’utente, per pubblicità di potenziale interesse per il singolo utente. I cookie possono essere erogati direttamente dal gestore del sito sul quale si sta navigando (cookie di prima parte) o, nel caso il sito si appoggi a servizi esterni per particolari funzioni, da terzi (cookie di terze parti).
Quag utilizza cookie sia tecnici che non tecnici, anche di terze parti, al fine di migliorare l’esperienza di utilizzo da parte dell’utente, ad esempio secondo il browser utilizzato, selezionando la tipologia dei contenuti visualizzati, proponendo pubblicità in linea con gli interessi per il singolo utente.
Se ti trovi sul sito Quag e visualizzi il banner informativo dell’esistenza dei cookie, accettandolo acconsenti all’utilizzo dei cookie descritti nella presente informativa e implementati nelle pagine del sito Quag.

Come si disattivano o si rimuovono i cookie?

E’ possibile disabilitare le funzioni dei cookie direttamente dal browser che si sta utilizzando, secondo le istruzioni fornite dai produttori.
La maggior parte dei browser permette di impostare regole per gestire i cookie e offre così agli utenti la possibilità di un controllo della privacy, negare la possibilità di ricezione dei cookie, modificare le scelte fatte. Di seguito sono riportate le indicazioni per la gestione dei cookie tramite le impostazioni dei principali browser, facendo ctrl+click sul nome del browser si verrà mandati alla pagina con le relative istruzioni:

Cookie di terze parti utilizzati da Quag
Durante la navigazione su Quag possono essere rilasciati cookie tecnici e non gestiti da terze parti, per finalità tecniche, statistica, per l’erogazione di pubblicità. Questi cookie sono gestiti esclusivamente da terze parti. Si riportano qui di seguito le terze parti coinvolte, i link ai loro siti e alle loro politiche di gestione dei cookie, con indicazione delle relative finalità.

Google Analytics - Cookie statistici
Cookies policy di Google

Google AdSense e DoubleClick (Google Inc.) - Cookie di profilazione
Cookies Policy in Advertising - OptOut

Newrelic e nr-data.net – cookie tecnici
Privacy Policy Newrelic

Facebook - Cookie di profilazione
Cookies Policy di Facebook

Twitter - Cookie di profilazione
Cookies Policy di Twitter

Linkedin - Cookie di profilazione
Cookies Policy di Linkedin

embed.ly - Cookie tecnici
Privacy Policy di Embed

Per ulteriori informazioni sulla pubblicità comportamentale e per sapere come attivare o disattivare singolarmente i cookie e avere indicazioni sui software di gestione dei cookie, è possibile fare riferimento a questo indirizzo:
http://www.youronlinechoices.com/it/

Per sapere come attivare o disattivare la profilazione pubblicitaria sulle applicazioni mobile è possibile fare riferimento a questo indirizzo:
http://www.aboutads.info/appchoices

Ulteriori informazioni sul trattamento dei dati personali degli utenti da parte di Quentral possono essere consultate nella Informativa Privacy.


Questo sito utilizza cookie di profilazione per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.


Loader