Michelle-Doc

Michelle-Doc91661

La dolcezza ottiene più della violenza

Inventa una STORIA ...... 5

Inventa una STORIA ...... 5

Nuova sfida per chi ama la scrittura, ma anche per chi adora le sfide e che desidera mettersi alla prova. 


Inventa una storia che abbia come sfondo questa immagine. 

Scegli un quagger come protagonista della storia. 

Inserisci un indizio a tua scelta, ma che sia surreale. 

 19/06/2019 18:33:03
utente anonimo
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11 commenti
Michelle-Doc

Michelle-Doc91661

La dolcezza ottiene più della violenza

Mi accomodo qui, mentre aspetterò di leggere le vostre storie. 

 19/06/2019 18:33:41

La favola di Lukáš 


Si dice che di notte, le statue del ponte Carlo prendano vita per accudire i bambini dell'isola di Kampa. Alla nascita di un bambino, le statue si animano a festeggiarlo, promettendogli protezione.


Quella sera non era nato alcun bambino sull'isola, ormai deserta da tempo. Eppure una statua mancava all'appello.

A dire il vero, nessuno passando di lì a quell'ora tarda ci avrebbe fatto caso. Era solo una delle tante figure anonime in pietra scolpite sui grandi blocchi di granito a sorreggere le statue di personaggi ben più grandi e importanti, povere spalle su cui gravava il peso di questo o quel santo noto solo alle guide turistiche, che innalzava al cielo la sua croce, incurante del fatto di essere egli stesso una pesante croce da portare.


Una forte brezza soffiava, raffreddata dalle acque nere della Moldava, e andava a intrufolarsi nelle strade che sfociavano sul lungofiume, come tanti affluenti al contrario, che invece di apportare acqua riversavano e mettevano in circolo storie, amori, leggende, vite vissute e sogni illusori; dolorosi sì, ma buoni se riciclati in favole della buonanotte.


Forse era per questo che Michelle tornava sempre al ponte, sostando proprio al centro, guardando a sud. Voleva che il fiume si riprendesse la sua storia. Niente più lacrime versate. Riprendere di nuovo a scorrere una volta risalita la corrente, tornare alla sorgente.


Dal punto privilegiato in cui lo scultore volle posare il basamento in granito, dal quale i sui pesanti piedi potevano staccarsi solo quando era consentito dalle Leggi, Lukáš aveva osservato Michelle ogni sera. La notava già dall'inizio del ponte, nonostante l'oscurità, camminare lentamente e giungere sempre in quel punto poco distante da lui, andandosi ad appoggiare lieve sulla balaustra.


Perché? Quali erano i suoi pensieri? Qual era la natura di quella tristezza?


Lo spirito di Lukáš, anch'esso fatto di pietra annerita e consumata, non seppe spiegarsi nessuno di questi sentimenti, perché ne era incapace. Ma il motivo per cui si accorse di lei, quello non aveva bisogno di domandarselo. La riconobbe subito. Eppure nessuna delle altre statue pareva mostrare il minimo interesse, nessuna fece il minimo accenno a lei quando, a notte fonda, si riunivano per discutere del giorno successivo, che sarebbe stato identico al giorno precedente, e sempre a chiedersi cosa stesse succedendo sull'isola.


Quando quella sera videro Lukáš scendere dal suo posto, le altre statue cominciarono a brontolare e a vociare, guardandosi tra loro senza capire cosa stesse succedendo, vagamente attirati da quella novità.


«Torna al tuo posto», sentì la voce profonda e atonale della grande statua sopra di lui. Lo stesso gli stavano dicendo gli altri, che ora dovevano sorreggere anche la sua parte di peso.

«Sì. Torna al tuo posto!»

«Non posso. Abbiamo promesso» disse Lukáš. «Non ricordate? Non l'avete riconosciuta?»


Gli altri cominciarono a guardarsi con aria interrogativa e istupidita, quando proprio in quel momento si vide arrivare Michelle.

Una leggera foschia si stava alzando dalle acque del fiume, facendosi atmosfera magica quando i raggi della luna ne illuminavano la flebile consistenza.

Giunta allo stesso punto di sempre, non si accorse dell'ombra vuota che aveva lasciato Lukáš nella scultura, il quale nel frattempo si era nascosto modellandosi accanto a una delle altre statue che si trovavano proprio sul versante opposto, al di là della strada.


Ogni movimento fu lento e calcolato. Sul volto di Lukáš, orbite erose e nere celavano occhi che non smettevano di pulsare mentre osservava la scena. Michelle si tolse il soprabito, lasciandolo cadere a terra, e con una naturalezza che disarmava ogni urgenza, salì sulla balaustra. Una decisione a lungo ponderata.


Poi, l'esitazione.


Michelle era ad un passo dal vuoto. Sentendo quello sdrucciolare profondo di pietra avvicinarsi pesante alle sue spalle, una parte di lei andò con la mente al suono che poteva immaginarsi dall'apertura lenta di un sepolcro. La paura la fece indietreggiare, perché si rese conto che non stava immaginando.


La vista di Lukáš, al centro del ponte, in una posa che pareva congelata, immobile e allo stesso tempo in movimento, con un braccio proteso proprio verso di lei, inizialmente non la turbò. Come se quella roccia scolpita fosse stata da sempre una presenza familiare. Sembrava quasi che la stesse salutando. Ma nell'attimo in cui tornò in sé, il tallone cedette. L'esitazione fallì nell'intento.


Si ricordò di aver gridato, poi più nulla.


Il giorno dopo, tutti quanti parlavano dello scempio che era stato commesso sul ponte Carlo. Si parlava dei soliti vandali venuti da fuori. I giornalisti delle edizioni locali erano già accorsi per dar conto dell'accaduto: una delle statue era stata misteriosamente divelta senza che nessuno si fosse accorto di nulla, non il minimo rumore. Trovarono i resti frantumati della statua solo nel pomeriggio, quando si decisero a mandare un sommozzatore a controllare il letto del fiume. E già montavano le proteste per il mancato controllo, chi pensava a far scolpire una nuova statua in sostituzione, chi a recuperare ogni singolo pezzo da restaurare, chi invece non voleva spendere soldi pubblici in quel modo.


Michelle tornò sul ponte quella stessa notte, esattamente nel punto in cui si era venuta a trovare la notte prima, quando in testa aveva pensieri che invece ora facevano parte di qualcosa che non era più lei. Pensieri che aveva già relegato al vuoto nero e sconnesso lasciato da Lukáš sulla scultura, ora transennata, e dove volle posare un fiore.

Aveva già rinunciato a ogni tentativo di ricordare. Non le serviva, perché ciò che la memoria le restituiva era solo il vuoto di una caduta incosciente seguito da un abbraccio disperato e provvidenziale.


Rimase lì ancora qualche istante, rivolta a sud, guardando le acque nere della Moldava che scorrevano sotto di lei. Era lei, l'ultima abitante rimasta di Kampa, l'ultima nata sull'isola. Sarebbe partita il giorno dopo, per lasciarsi alle spalle quella parte della sua giovane vita che aveva perso di senso e che era stata sul punto di prendere il sopravvento.

«Grazie» disse Michelle sottovoce, rivolgendosi a quello che poteva essere stato solo uno strano sogno. Un sogno che nessuna voragine di pietra lasciata vuota su un ponte avrebbe mai potuto spiegare, ma che lei sapeva essere stato reale, essere stato vero.


Le statue del ponte Carlo hanno sempre protetto i bambini dell'isola di Kampa e continueranno a farlo, anche se spesso si dimenticano di loro una volta diventati adulti.

Lukáš non si era dimenticato, e se Michelle in quel momento avesse saputo nuotare in quell'esatto punto del fiume e raggiunto il fondale, non avrebbe trovato altro che ciotoli e detriti che la corrente si trascinava lenta da un'eternità.


Niente macerie, nessun resto di nessuna statua.

Avrebbe capito che Lukáš sarebbe stato con lei per sempre.

 20/06/2019 12:52:57
Michelle-Doc

Michelle-Doc91661

La dolcezza ottiene più della violenza

Yappappeo, sono senza parole. 

Non meriti un solo like, ma dieci, cento like. 

La storia bellissima e surreale, piena di sentimento, mi ha davvero emozionata. 

Bella e struggente. 

Te lo ripeto... Tu hai un dono meraviglioso. 

Sai scrivere divinamente, e non solo. 

Sei capace di catturare i sentimenti con le parole, riesci a farli vivere sulla pelle. 

Bravo, bravissimo  

E grazie per avermi inclusa nella storia!!!!!! 

 20/06/2019 13:04:31
in risposta a ↑

Michelle-Doc, ...che poi mica avevo capito cosa intendevi riguardo l'indizio   - ma poi basta il seme per partire (riconosciuto ponte di Praga). Tutto esercizio utile. E vengono fuori anche belle favole…   

 20/06/2019 13:18:48
Michelle-Doc

Michelle-Doc91661

La dolcezza ottiene più della violenza

in risposta a ↑

Yappappeo,   

 20/06/2019 15:54:57
Robbins

Robbins88516

Rincorso dai "Despar della terra di mezzo"

Polvere di stelle 

"Iiiihhhh"

Da lontano un nutrito di cavalli.

Come un nitrito di cavalli ?

È più di 400 anni che non esistono più .

Sono scomparsi prima della grande migrazione ,poi...

Quelle nuvole di polvere ,nessuno ne aveva dato peso ,nessuno se ne era preoccupato .

Eravamo abituati a tempeste di sabbia che duravano giorni ,settimane 

Polvere rossa che entra dappertutto ,difficile da togliere che rende l'aria secca 

L'aria ,quella poca che c'è ,già elettrica lo diventa ancora di più .

Eppure erano diverse quelle nubi di polvere rossastra @perdutamente se ne era accorta.

Me lo aveva detto il suo sguardo tra lo stupito e il terrorizzato .

"Andiamo ,andiamo 'aveva detto con parole strozzate .

Ma dove?

Siamo a Burgheland nel parco con i castelli più famosi della terra .

Dove andiamo?

La nube arrivò avvolgendo e nascondendo tutto.

Era diversa , sembrava che ti entrasse dentro,sembrava che avesse un anima ,sembrava viva.

Sentivi come ti succhiasse la vita ,sensazione orribile 

Tutto era rosso ,tutto turbinava a malapena riesco ad entrare nella torre 

@perdutamente era già lì e mi guardava quasi rassegnata a chissà a quale destino .

Fuori la nube che batteva sulla torre 

"Passerà , passerà" gli dissi con scarsa convinzione 

 A Meridiani Planum le tempeste possono durare giorni .

Ma questa era diversa .

Questa ti voleva.

Noi piccoli uomini incoscienti davanti alla potenza della natura  non ci bastava la terra ,abbiamo dovuto conquistare l'ignoto anche qui su Marte 

L'ignoto ora ci chiede il conto 

Eh sì un'altro giorno in paradiso  ,forse l'ultimo .


 20/06/2019 13:31:59 (modificato)
Michelle-Doc

Michelle-Doc91661

La dolcezza ottiene più della violenza

Robbins, ma che bravo anche tu!!!! 

Bella storia, con l'elemento surreale, con una quagger come protagonista e un senso di malinconia. 

Bravissimo   

 20/06/2019 15:57:11
Robbins

Robbins88516

Rincorso dai "Despar della terra di mezzo"

in risposta a ↑

Michelle-Doc, chissà che dice @perdutamente 

Per me è perfetta per questa storia

 20/06/2019 16:55:34
Michelle-Doc

Michelle-Doc91661

La dolcezza ottiene più della violenza

in risposta a ↑

Robbins, ora la leggera'     

 20/06/2019 17:05:46

Robbins, grazie per avermi dato un ruolo nella tua malinconica storia di quello che fu ...tra realtà  e fantasia nella tempesta di sabbia rossa..

 21/06/2019 07:26:15
Robbins

Robbins88516

Rincorso dai "Despar della terra di mezzo"

in risposta a ↑

perdutamente, e la tua "sensibilità"

 21/06/2019 07:49:18

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