PaoloVincenti

PaoloVincenti25166

Stratega del vuoto - SMM

C'è un tradimento della democrazia?

C'è un tradimento della democrazia?

Per uscire dal vicolo cieco in cui si è cacciata Theresa May con la bocciatura dell'accordo per la Brexit, qualcuno ha fatto balenare l'ipotesi di un secondo referendum sulla permanenza del Regno Unito nella UE. Ipotesi che per molti costituirebbe un tradimento della democrazia, dal momento che il popolo si è già espresso.


Non mi interessa qui approfondire i temi legati alla Brexit, quanto piuttosto questo concetto del presunto "tradimento della democrazia". Dove comincia/finisce un tale tradimento?


Se dopo un'elezione politica si presenta una situazione di stallo, diciamo con tre forze alternative con percentuali abbastanza consistenti, ma non sufficienti a consentire a nessuna di loro di governare da sola, si fa avanti l'ipotesi delle elezioni anticipate. Ma tale scelta non costituisce un tradimento della democrazia? Se l'elettorato (il popolo, direbbe qualcun altro) si è espresso così, far ripetere a breve le elezioni è un modo per forzargli la mano, obbligandolo a schierarsi in un modo più netto e semplificato. Il desiderio di semplificazione del quadro politico è il sogno di chi propende per un sistema maggioritario (o di là o di qua), ma è al tempo stesso una negazione della libertà di espressione del proprio voto. Se si ripetono le elezioni, lo si fa sperando che ne esca appunto un quadro che semplifichi la formazione del governo: ma per ottenere questo risultato si spera che molti si decidano a cambiare idea, o più semplicemente che si astengano dal votare. Tante meno sono le persone che votano, più alte sono le possibilità che lo schieramento si polarizzi (in un sistema proporzionale, perché nel maggioritario la polarizzazione è obbligata sin dal principio). Risultato: la democrazia è tradita.


In un referendum, tutto dovrebbe essere più semplice, perché si tratta di scegliere tra sì e no. Ma è solo apparenza: un problema molto complesso non si risolve facendo scegliere in modo emozionale un elettorato (popolo) quasi sempre disinformato e incompetente sugli aspetti più tecnici della questione, e quindi sulle conseguenze del voto. Quindi, è altamente probabile che a distanza di un ragionevole ("ragionevole" è un aggettivo che trova raramente cittadinanza nelle questioni politiche) lasso di tempo, la decisione possa essere completamente rovesciata dal medesimo "popolo". Ma come si può affermare che ciò tradisca la democrazia, se il referendum è uno strumento previsto dalle leggi, dalla prassi e dalle convenzioni di quella nazione? Se si seguono scrupolosamente le regole per il suo svolgimento, un referendum non può mai essere antidemocratico, allo stesso modo in cui non può esserlo un'elezione ripetuta a distanza di tre mesi. L'unica differenza consistente è che l'elezione conferisce un mandato limitato nel tempo, 4 o 5 anni, mentre in un referendum si dà per scontato che la scelta sia definitiva (ma che significa "definitivo", poi?).


Il mio sospetto è che in realtà qui non stiamo parlando di "democrazia", bensì di "liberal-democrazia", che è qualcosa di ben lontano dall’utopia democratica. Cioè, chi si oppone alla frequenza dei referenda e soprattutto alla loro ripetizione - che potrebbe disfare decisioni passate "recenti" - si preoccupa innanzitutto dell'agitazione e del disaccordo che potrebbe seguirne, cioè del disturbo di quella pace sociale che una liberal-democrazia richiede e desidera. Perché - anche se pochi sembrano esserne consci - non sta scritto da nessuna parte che "democrazia" significhi stabilità, tranquillità e ordine sociale. Quello che si scambia per democrazia è appunto la liberal-democrazia (o democrazia dei partiti), una sorta di ircocervo politico che è il regno della mediazione, del compromesso, se non della corruzione tout-court, ma che ha la capacità di contenere le tensioni sociali al minimo, così da consentire il dispiegarsi di un regime della normalità e della pacifica convivenza, che è lo sfondo obbligato del progresso capitalistico. 


Vi sentireste traditi se un referendum fosse ripetuto, considerato che molto spesso qualcuno non ha avuto nemmeno la possibilità di votare nel primo, per ragioni anagrafiche?



 16/01/2019 10:21:04
utente anonimo
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51 commenti

Ovviamente no, non c'è alcun tradimento, sopratutto nel caso menzionato.

Ma anche in altri ipotetici non si tradirebbe la democrazia ripetendo una votazione.

 16/01/2019 11:27:37
marbone

marbone3131

musicista dilettante - poco socievole

Sanguanel, E' indicativo della mentalità che si è diffusa nell'Europa di Bruxelles: quando una votazione non va nel senso che ti attendevi, nessuna paura. Si ripete, e si ripete, e si ripete fintanto che non vada nel senso auspicato,  Questo modo di procedere non si può chiamare "democrazia", ma è il "modus operandi"  di chi, non accettando la sconfitta.come in ogni matura democrazia, fa di tutto - lecito omeno - per ribaltare il verdetto. Inoltre la sconfitta - apparente più che altro, della May, non riguarda affatto il risultato referendario, ma il procedimento per l'uscita, che è da ridiscutere.più o meno drastico,più o meno veloce. Tutto qui.

 08/02/2019 18:19:55
in risposta a ↑

marbone, la prima parte di questo tuo sono solo insinuazioni, senza alcuna prova e tutte da dimostrare, slogan alla fine.

 08/02/2019 18:40:07
Robbins

Robbins72996

Tutti in Umbria (8x8)

Ovviamente no.

Se che serve farli?


 16/01/2019 11:51:42
marbone

marbone3131

musicista dilettante - poco socievole

Robbins, Esatto.  In sintesi, è il succo del discorso.

 08/02/2019 19:06:05
FlavioBertamini

FlavioBertamini71184

Dead man walking

A) già mi sono sorti dei dubbi in passato nel definire democratico un regno! (monarchia democratica?) Però non intendo polemizzare più di tanto in proposito.

B) ben più interessante la questione che poni sui referendum!

Nello specifico: che valore meritano i referendum di Mariotto Segni, e il referendum sul nucleare, Non sono forse stati proposti quando l'umore del popolo era palesemente orientato in una certa direzione? E ancora "definitivi" fino a quando? E se si abolisce il ministero dell'Agricoltura, e sorge un ministero delle politiche agricole, si rispetta la democrazia?  

 16/01/2019 15:53:34
marbone

marbone3131

musicista dilettante - poco socievole

FlavioBertamini, In teoria si. In pratica, la si prende per il......

 08/02/2019 19:07:24
pastrank

pastrank36326

Den som är satt i skuld är icke fri

Credo che la soluzione migliore, sia nel caso di elezioni, sia in quella di referendum, sarebbe quella di dare una risposta certa anche con un solo voto di piu': se di 50 milioni di persone, 25 milioni e uno votano il partito A o decidono SI' a un referendum, il responso finale dovrebbe essere quello: pero', ci devono anche essere paletti inamovibili per cui con 25000001, e anche con 35 milioni, non si possano stravolgere ordinamenti e leggi, divisione dei poteri etc etc.

 17/01/2019 00:20:30
PaoloVincenti

PaoloVincenti25166

Stratega del vuoto - SMM

pastrank, nelle elezioni la risposta certa anche con un solo voto in più è propria dei meccanismi maggioritari. Ma questo obbliga a schierarsi: nel caso di un referendum è normale (si decide in merito a una singola legge, dopotutto), ma nel caso di un'elezione è palesemente antidemocratico. A meno che, ovviamente, una singola forza sia in grado di attrarre realmente il voto di oltre il 50% degli elettori.

 17/01/2019 08:04:46
EwaMaria

EwaMaria127236

Hiraeth.

che cosa significa per ragioni demografiche? se non sbaglio nel referendum che ha decretato "sì, usciamo dall'UE" la maggioranza era costituita dalle persone in età ovvero adulte ed anziane


l'esito del referendum va chiaramente a  discapito dei giovani e dell'idea del mondo aperto, smart,  dinamico,

oltre ad un milione di altri motivi soprattutto economici, la ripetizione del referendum a chi gioverà oltre che al ( mi pare già sconfitto) partito di Theresa May? 


non saprei risponderti, il tradimento forse è un parolone, ma la ripetizione di un referendum che ha dato l'esito che ha dato, che risulta essere un colossale problema su molti fronti, sembrerebbe voler spingere nella direzione opposta


...che cosa accadrebbe se il nuovo referendum desse lo stesso risultato? 

 17/01/2019 00:47:33
PaoloVincenti

PaoloVincenti25166

Stratega del vuoto - SMM

EwaMaria, con il discorso sulle ragioni anagrafiche non mi riferivo al referendum sulla Brexit, ma a come, col passare del tempo, muti la posizione dell'elettorato su un determinato problema, poiché i giovani possono averne una visione molto diversa. Per fare un esempio, nel 1990 il referendum sull'abolizione della caccia fu bocciato: ma molti elettori nel 1990 non erano ancora nati o erano bambini o adolescenti. Probabilmente, oggi il risultato di una consultazione sullo stesso problema sarebbe diverso.

 17/01/2019 07:38:16
EwaMaria

EwaMaria127236

Hiraeth.

in risposta a ↑

PaoloVincenti, probabilmente, ma non necessariamente.



 17/01/2019 11:50:18
PaoloVincenti

PaoloVincenti25166

Stratega del vuoto - SMM

in risposta a ↑

EwaMaria, non necessariamente, certo. Il problema ruota intorno a questo aspetto anagrafico: non si può dire a un venticinquenne di oggi che una legge è stata abrogata/introdotta per scelta democratica attraverso un referendum di 30 anni prima, perché, evidentemente, c'è un'intera generazione che non ha avuto modo di esprimersi democraticamente su quel tema.

 17/01/2019 12:04:36
EwaMaria

EwaMaria127236

Hiraeth.

in risposta a ↑

PaoloVincenti, molte regole, debito compreso ce lo troviamo alla nascita, senza che nessuno ci abbia chiesto il consenso. 

A me questa cosa che ogni generazione debba dire la sua, altrimenti le regole non vanno bene, mi suona un po' male, non è che ogni tre per due ridiscutiamo il codice della strada o quello penale.


Questo per dire che il tuo discorso non mi convince. 

 19/01/2019 00:55:25
in risposta a ↑

EwaMaria, ehm mi permetto : fatalità proprio i codici della strada e quelli penali vengono ridiscussi e modificati ogni spesso. Al punto che negli anni ho dovuto più volte modificare le mie abitudini di stile di guida a causa di queste modifiche.

 19/01/2019 04:37:26
PaoloVincenti

PaoloVincenti25166

Stratega del vuoto - SMM

in risposta a ↑

EwaMaria, la società cambia e le regole possono/debbono cambiare di conseguenza. Non solo: in certi periodi storici, il cambiamento sociale subisce un'accelerazione improvvisa e di conseguenza anche le regole sono costrette a cambiare velocemente. Mutano i costumi, muta il diritto internazionale, ma soprattutto è la tecnologia che obbliga a rivedere continuamente delle disposizioni che erano state pensate in un'epoca in cui non esistevano Internet, gli smartphone, le biotecnologie, l'intelligenza artificiale, la robotica, etc.

 19/01/2019 09:31:25
EwaMaria

EwaMaria127236

Hiraeth.

in risposta a ↑

Sanguanel, ma non tramite il referendum o sbaglio? 

 19/01/2019 12:18:39
in risposta a ↑

EwaMaria, i referendum in Italia sono puramente indicativi e senza alcuna obbligatorietà, meno quelli che riguardano la costituzione.

Al punto che la politica può prendere legalmente delle decisioni perfino opposte all'esito referendario.

Ciononostante, il sentire più volte nel tempo il pensiero dei cittadini non lo vedo assolutamente come una minaccia antidemocratica.

 19/01/2019 12:30:42
EwaMaria

EwaMaria127236

Hiraeth.

in risposta a ↑

Sanguanel, sì, va bene, ma il tema del post è il referendum.

 19/01/2019 12:31:40
in risposta a ↑

EwaMaria, me ne ero accorto, per la precisione : il ripetere i referendum è antidemocratico?

 19/01/2019 12:37:51
EwaMaria

EwaMaria127236

Hiraeth.

in risposta a ↑

Sanguanel, ne stiamo discutendo.

 19/01/2019 12:39:16

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