THE PLANET IS FINE

...datemi del cinico, ma io l'ho sempre pensata come George Carlin in uno dei suoi famosi sketch. La pretesa di salvare il pianeta da parte degli esseri umani è ridicola. 


Ma se non siamo neanche capaci di badare a noi stessi?!?!
Ci siamo scelti un sistema economico/produttivo disastroso che crea disequilibri e costa milioni di vite umane senza che nessuno faccia nulla, applichiamo le regole della domanda/offerta al cibo (al cibo?!?!), ci siamo posti ad uno scalino sotto dio e ad uno scalino sopra tutto il resto (per chi è credente), ragioniamo ancora in base alle razze (che non esistono per l'essere umano), ci siamo inventati confini di stati assurdi, creiamo i nostri muretti come fossero appezzamenti o orticelli ecc...  e un bel giorno ci svegliamo come dei supereroi a salvare il pianeta?!?!? 


Balle! Noi siamo preoccupati del nostro habitat, altro che il pianeta?!?! Consideratela pure una fregola lessicale ma le parole sono importanti, per lo meno a scansare ogni ipocrisia.


Il pianeta sta bene, non sarà certo un po' di plastica o di inquinamento di questi ultimi due-trecento anni a creargli qualche problema… La Terra ha più di 4 miliardi di anni, sopravvissuta a innumerevoli cataclismi... vorrà dire che quando la nostra specie non esisterà più, la Terra si riprenderà, scrollerà un po' le sue spalle, e farà della sua Natura ciò che vorrà, come Natura stessa vuole, ristabilendo gli equilibri.


Ma non voglio essere frainteso: sono preoccupatissimo sulle sorti del nostro habitat e, purtroppo, disilluso del fatto che sarà difficile tornare indietro. Ma il messaggio dovrebbe essere diverso. Non "Salviamo il pianeta", bensì "SALVIAMO NOI STESSI". E forse ci potremo riuscire solo se ragionassimo come un'unica specie, e non come tanti individui a sé...




 04/12/2018 09:16:34 (modificato)
capace

capace3356

in una precedente Quagvita "lo chiamavano Almass"

Robbins,

sicuro di non essere un seguace di … Leopardi??


Posso aggiungerti due frasi famose di Stephen Hawking:

«Lo scenario futuro non somiglierà a quello consolante definito da Star Trek, di un universo popolato da molte specie di umanoidi, con una scienza e una tecnologia avanzate ma fondamentalmente statiche. Credo che invece saremo soli e che incrementeremo molto, e molto in fretta, la complessità biologica ed elettronica».

«È possibile che là, tra le stelle, vi sia una specie progredita che sa che esistiamo, ma ci lascia cuocere nel nostro brodo primitivo. Però è difficile che abbia tanti riguardi verso una forma di vita inferiore: forse che noi ci preoccupiamo di quanti insetti o lombrichi schiacciamo sotto i piedi?».


Tutto ciò premesso (come si scrive nei documenti “transattivi”), io non dispero nella capacità umana di estrarre il meglio di se stessa nei momenti peggiori: ne abbiamo già accennato in altri post. E credo che l’essere Homo potrà comunque sopravvivere ai disastri e al peggioramento che ha indotto nella Terra.


Il fatto è che stanno giungendo al pettine, in un periodo molto breve, alcuni nodi di fondamentale importanza per la vita sulla Terra:

a) clima che si surriscalda

b) aumento della popolazione (anche se sulla via del contenimento in tutti i continenti a parte l’Africa)

c) riduzione delle riserve alimentari (a causa della desertificazione e dell’aumento dell’urbanizzazione)

d) enormi differenze economiche tra le fasce sociali

e) globalizzazione (anche tecnologica) velocissima

f) utilizzo ancora troppo elevato di energie fossili, anziché alternative


Questi fattori prefigurano un futuro molto diverso da quello che, ricordo, immaginavo a 20 anni (il Sol dell’avvenire che sorgeva per tutti i popoli) e bisognerà cominciare a prevederne uno diverso fatto di conflitti sociali, di migrazioni di massa, di accelerazioni nella ricerca di fonti alternative (alimentari ed energetiche) e, purtroppo, non escludo anche guerre “importanti”.


Purtroppo nei diversi secoli, la natura è intervenuta direttamente sul calo della popolazione nel mondo tramite pestilenze e/o guerre: non posso escludere le prime (vedi pandemie e superbatteri), ma nemmeno le seconde.


So che è una visione “tragica” per un ottimista come me (e quindi rischio di annoverarmi tra gli scettici “leopardiani”), ma se questa visione (un futuro non certo agognato) permeasse le idee dei governanti della Terra, forse accelereremmo la ricerca di una soluzione meno cruenta. E stranamente vedo più sforzi in questo senso nelle società orientali (vedi Cina) che non in quelle occidentali (vedi USA).


Come dico da tempo scherzandoci (ma non troppo) io ho sempre lo zaino di sopravvivenza, il mio fuoristrada e un luogo di “ricovero” tra le montagne, pronti.


 04/12/2018 09:52:57
Robbins

Robbins52096

Potrebbe piovere e fare nebbia

capace, è una visione di insieme.

Una visione di probabilità. 


Quanto stiamo solo seguendo una strada gia percorsa da altri?

Leopardi non sapeva che esista va un cosmo così vasto.

Non sapeva neanche l'esistenza della via lattea 

Non posso annovermi un suo seguace.



 04/12/2018 13:01:03
RobertoMontanari

RobertoMontanari93039

Naufrago

Credo ci siano due parole ("impotenza"  ed "assuefazione") che potrebbero spiegare la passività collettiva di fronte allo scenario.

Le nostre opzioni non ci appaiono determinanti: tra una eventuale nostra scelta e l'effetto sembra non esserci nessuna correlazione, così rinunciamo a prendere decisioni.

Anche un ipotetico cambio di residenza in luoghi più sicuri, non lo prendiamo in considerazione, perché forse luoghi veramente sicuri non ce ne sono, se pensiamo ad esempio ai nubifragi di questo autunno.

Il cambiamento poi è lento, e non lo percepiamo nella sua gravità.

Forse il fatto che la classe politica sia così distratta, ha origini simili. Anche loro si sentono impotenti; anche loro si sono assuefatti al cambiamento.

Credo che l'effetto più vistoso, sia l'accanimento nell'ostacolare lo spostamento delle persone. C'è forse la percezione che stanno per arrivare migrazioni bibliche, e si vogliono alzare per tempo steccati disperati, e perfettamente inutili, sia perchè il clima sta cambiando anche da noi, sia perché saranno talmente numerosi (immensamente più numerosi di noi), che sarà impossibile contenerli.

Il fatto è che la nostra pancia è "piena" rispetto alla loro, ma non è così "piena"  da consentirci di mettere in atto le costosissime soluzioni infrastrutturali necessarie.

Io credo che i possibili effetti di norme contro l'emissione di gas serra siano minimi, sia perché non vengono rispettate,  sia perché la dinamica del cambiamento ha una inerzia elevatissima.

Forse dovremmo spostare i nostri sforzi sui sistemi di difesa dagli effetti del cambiamento, piuttosto che sul tentativo di impedirlo.

 04/12/2018 11:37:01 (modificato)
capace

capace3356

in una precedente Quagvita "lo chiamavano Almass"

RobertoMontanari, 

come spesso mi capita, sono totalmente d'accordo con la tua lucida disamina del problema.

Io ho (purtroppo) l'abitudine di guardare "oltre", e con troppa frequenza mi perdo il "presente".

E invece dovrei abituarmi a muovermi nel presente, per modificare il futuro (ma nemmeno Nostradamus ce l'ha fatta, figurarsi un semplice Almass/Capace).


Le cose che oggi sono evidenti, le ho lette nei romanzi di fantascienza di 30/40 anni fa (la morte di megalopoli, la trilogia di Barnard, fino alla mia ispirazione massima della Fondazione di Asimov).

Da 20 anni ad oggi ho iniziato a trovarne gli "allarmi" sul futuro della Terra nei saggi scientifici: 6 gradi, Breve storia del futuro, Come sopravvivere alle crisi, Sapiens-da animali a Dei, ecc.


La fantascienza di 40 anni fa è sparita, superata dai cambiamenti velocissimi della scienza quotidiana ed è cominciata la SF post apocalittica (meraviglioso, appassionante e coinvolgente il tomo "il quinto giorno" che ti consiglio; ma anche "la strada" oppure "Black out" e la "trilogia del Silo").


Ma allora i saggi scientifici che leggevo 20 anni fa, non sono proprio serviti a niente per i governanti della Terra?? (solo Al Gore e Obama hanno trattato il problema)

Se la sequenza dei romanzi di fantascienza è questa, dobbiamo proprio prepararci al "peggio"??


Capisco che viviamo un periodo in cui la "pancia"  domina su tutto e chi ci tocca (o insidia) i nostri "giochini" di benessere viene guardato con odio profondo; ma proprio non riusciamo a capire quale disastroso futuro stiamo preparando ai nostri figli e nipoti?


Io credo che anziché andare in piazza per manifestare contro il caro benzina, bisognerebbe creare un Movimento di opinione che riunisca animalisti, vegani, vegetariani, progressisti, malpancisti, verdi, ambientalisti, (e più siamo meglio sarà) che abbia un unico obiettivo: costringere i Governi ad attuare quelle politiche (anche draconiane) che possano salvaguardare la nostra unica Terra........ma so che è una utopia e allora zaino in spalla, fuoristrada e un paesino poco abitato sulle Alpi   





 04/12/2018 18:01:16
RobertoMontanari

RobertoMontanari93039

Naufrago

in risposta a ↑

capace, Uh, essere totalmente d'accordo è una disdetta: e allora, di che si discute   ?

Scherzi a parte, mi fa piacere.

E anche di trovare un appassionato di SF. Negli anni '70, studenti, per non rischiare di restare al verde tenevamo un severissimo controllo delle spese; però al passaggio ogni 2 settimane in edicola per comprare l'Urania non rinunciavamo: era un bene indispensabile.

Sul fatto che si formi una aggregazione trasversale di persone che hanno a cuore il futuro, più del presente, sono dubbioso.  Almeno in tempi brevi.  E' troppo al di fuori dell'attuale cultura dominante.  Temo che accadrà solo dopo una catastrofe.  Che peraltro probabilmente non ci farà aspettare a lungo; credo che non riguarderà solo i nostri figli, ma anche noi.



 05/12/2018 08:21:13
capace

capace3356

in una precedente Quagvita "lo chiamavano Almass"

in risposta a ↑

RobertoMontanari, 

Visto che (per gene ereditario) dovrei arrivare tranquillamente ai 90 e oltre, credo anche io che rischieremo di vedere gli inizi del cambiamento (che del resto è già cominciato).

Se vuoi un passaggio sul mio fuoristrada, potresti anche indicarmi qualche paesino montano interessante e con approvvigionamento idrico sicuro.

Per il resto ti consiglio nuovamente "il quinto giorno": 1000 pagine, ma si divorano!

Ma in alternativa è molto interessante anche "Black out": tutti e due ambientati proprio ai giorni nostri.

 05/12/2018 10:23:44
RobertoMontanari

RobertoMontanari93039

Naufrago

in risposta a ↑

capace, nel dubbio, nel paesetto sulle prealpi, in mezzo al bosco, ci sono già:

45°49'03.9"N 11°51'08.4"E

La sorgente c'è

Le galline stamattina mi hanno regalato 3 uova

Della scorta di SF non mi sono disfatto; è in soffitta.

Se vuoi raggiungermi con il fuoristrada...   


Sai che conosco più d'uno che questi ragionamenti li sta proprio facendo ?

Per il libro, ti ringrazio del suggerimento, ti farò sapere



 05/12/2018 10:53:46
capace

capace3356

in una precedente Quagvita "lo chiamavano Almass"

in risposta a ↑

RobertoMontanari, 

acc...vedi!!

io pontifico e tu FAI!!


Complimenti

Termino il tutoraggio del mio sostituto e mi sa che verrò a trovarti...se ben accetto   

 05/12/2018 11:31:00

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