capace

capace3386

in una precedente Quagvita "lo chiamavano Almass"

CLIMA allarme degli scienziati

Un interessante articolo sul tema del “clima” prossimo/venturo, e una ottima mappa di quanto succederà alle nazioni che hanno sbocco al mare (Italia compresa).


Ovviamente le conseguenze non condizioneranno solo l’ambiente (tutti al mare a mostrar le chia**e chiare), ma anche l’agricoltura, la desertificazione, l’emigrazione, l’economia e la …politica.


Come valutate la cosa? State pensando di spostarVi nei Paesi scandinavi? (come profetizza il romanzo di Bruno Arpaia “Qualcosa, là fuori).

E che ripercussioni politiche (che già vediamo) ci saranno a livello mondiale?

Ma soprattutto: pensate di poter solo “subire” la situazione oppure ci sono cose che i singoli cittadini potranno fare?

Ossia guardiamo solo la nostra “pancia” piena oggi,  oppure cominciamo a far funzionare la nostra “testa” per migliorare il futuro dei nostri figli (e nipoti)?


PS: nell’articolo potrete trovare anche il dettaglio degli aumenti climatici degli ultimi 100 anni per singola città.


https://www.repubblica.it/ambiente/2018/10/08/news/clima_l_allarme_degli_scienziati_onu_misure_eccezionali_o_sara_il_disastro-208461496/?refresh_ce 


https://choices.climatecentral.org/#4/50.15/9.67?compare=temperatures&scenario-a=warming-4&scenario-b=warming-2

 10/10/2018 18:14:40
utente anonimo
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42 commenti
Robbins

Robbins52096

Potrebbe piovere e fare nebbia

Siamo già tardi.

Il grande filtro è già in azione.

 10/10/2018 18:31:34
capace

capace3356

in una precedente Quagvita "lo chiamavano Almass"

Robbins,

ho il timore che tu abbia ragione.

Io sto cercando casa in montagna....ma in Italia o ancora più al nord??

 10/10/2018 18:49:28
in risposta a ↑

capace, dipende quale montagna.

È già stato previsto con buona precisione che le montagne del Friuli e del Veneto avranno grossi problemi di erosione (frane e piene) a causa di un notevole aumento di quantità di pioggia annua, rivelandosi così zone più pericolose della pianura.

Inoltre, per qualche decina d'anni la montagna può bastare, poi non più, a lunghissimo termine meglio puntare sulla Groenlandia,Svalbard, Patagonia, Nuova Zelanda.

 10/10/2018 18:59:46
capace

capace3356

in una precedente Quagvita "lo chiamavano Almass"

in risposta a ↑

Sanguanel,

vista la mia età basterebbero una quarantina di anni di tranquillità. Quindi nel breve periodo anche le montagne del Veneto o Friuli andrebbero bene. Ovviamente sto già cercando (memore dei miei corsi di sopravvivenza) luoghi in cui ci sia acqua nelle vicinanze (che non esondi); qualche servizio essenziale (ospedale o simili); strade di accesso non troppo complicate; gruppo di abitanti non troppo numeroso e il mio fuoristrada sempre pronto per l'occorrenza.


Ma il tema è un altro: mia figlia? i nipoti? la generazione di oggi e di domani?

Ho inserito questo post in "sociologia" proprio per questa ragione (e non in scienze o ambiente)!


E, soprattutto, come possono contribuire i singoli a limitare i danni prossimi/venturi?

Basterà l'appello dell'ONU:

http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/clima/2018/10/08/onu-quattro-percorsi-per-tenere-riscaldamento-entro-15-c_8cb9bf7e-1e8f-425c-b77a-ab709854f10e.html

per contenere l'aumento del clima entro i due gradi?

E la Politica (nel mondo) sta capendo e intervenendo su un tema così drammatico, oppure si limita (come sta succedendo) a far leva sulle "paure" per ottenerne dei benefici elettorali immediati, senza progettazione per il futuro?


Mi rendo conto che faccio molte domande e fornisco poche soluzioni (contraddico il mio motto), ma ricordo che negli anni '70 ero molto fiducioso nel futuro: oggi devo sforzarmi e inventare per vederne uno .... positivo.

 10/10/2018 21:24:57
Robbins

Robbins52096

Potrebbe piovere e fare nebbia

in risposta a ↑

capace, i tuoi figli sono condannati .

Ormai come ho scritto non si può tornare indietro.

Quando si fanno questi appelli vuol dire che abbiamo  già passato il punto di non ritorno

La domanda di Fermi "se ci sono dove sono"sta avendo una risposta e c'è la abbiamo sotto gli occhi.

Una civiltà quando si evolve cambia in modo così profondo il suo ambiente naturale da farlo diventare non più adatto fino ad annientare la civiltà. 

Siamo già in quel caso.

 11/10/2018 04:37:16
capace

capace3356

in una precedente Quagvita "lo chiamavano Almass"

@Robbins,

finalmente il tuo vero volto: mi somigli!!!

Perchè ci saluti per un po???

 13/10/2018 17:00:29
FrancescoFrank

FrancescoFrank138746

Organizzazione eventi culturali

Non voglio fare il pessimista, ma è già troppo tardi. Fra qualche decennio la temperatura salirà in maniera spaventosa. Nel 2050 il Nord Italia sarà caldo come il Pakistan, non voglio nemmeno immaginare l'Africa, senza contare fenomeni di erosione, scioglimento calotte polari e permafrost, circolazione termoalina, acidificazione degli oceani e perdita di biodiversità. Dobbiamo cambiare subito, ma è una sfida pazzesca

 10/10/2018 19:48:28

FrancescoFrank, non credo che ce la faremo.

L'uomo forse si, la "civiltà" probabilmente no.

O forse si : oggi ero a casa di un vecchio, tanto vecchio, contadino che parla solo in dialetto.

Si discuteva, di tante cose.

Ad un certo punto in dialetto dice : si dovrebbe stare più attenti nel mettere al mondo i figli, posso capire due figli, ma di più...il mondo sta esplodendo...dobbiamo calmarci tutti...dobbiamo rallentare...

Questo so per certo che è un ex berlusconiano ed attualmente è un leghista,eppure disse ciò.

L'uomo ha sempre dimostrato una incredibile capacità di arrampicarsi sugli specchi.

Forse lo farà anche questa volta, vedremo.

 10/10/2018 20:14:54
FrancescoFrank

FrancescoFrank138746

Organizzazione eventi culturali

in risposta a ↑

Sanguanel, non ho parole!

 10/10/2018 21:23:20
capace

capace3356

in una precedente Quagvita "lo chiamavano Almass"

FrancescoFrank,

sono d'accordo!!

Pienamente d'accordo.

Cosa possiamo fare??

 10/10/2018 21:26:22
capace

capace3356

in una precedente Quagvita "lo chiamavano Almass"

in risposta a ↑

Sanguanel,

beh, già ieri (in previsione del mio pensionamento) mi dicevano di mettere a frutto l'esperienza accumulata in veste di "vecchio saggio". Ci penserò!!


Io credo che, se non riuscissimo a gestire la prossima crisi climatica, ambientale, migratoria, economica, sociale, demografica, energetica (tutte queste discipline sono strettamente collegate tra loro) con la Politica come collante che (per una volta) pensa al bene dei Popoli e della Terra, non ci basterebbe arrampicarci sugli specchi che, andando in frantumi, lascerebbero miliardi di vuoti.


Fuoristrada e zaino di sopravvivenza sono sempre pronti in garage, ma preferirei evitarlo, per il bene dei miei famigliari e di tutta la popolazione.

 10/10/2018 21:37:21
EwaMaria

EwaMaria119751

Hiraeth.

visto il tono rassegnato dei commenti, propongo questo articolo 


https://www.internazionale.it/notizie/ellen-hughes-cromwick/2018/10/10/nobel-economia-cambiamenti-climatici


mi piacerebbe sapere che cosa ne pensate

 10/10/2018 23:14:04
FrancescoFrank

FrancescoFrank138746

Organizzazione eventi culturali

EwaMaria, sì lo conosco. Ed è effettivamente una delle possibilità, anche se a differenza di sfide vinte, come nel caso del buco dell'ozono (è bastato sostituire i CFC con altri gas tecnici), la questione dell'aumento di CO2 è un altro paio di maniche. Il punto non è trovare una via d'uscita, perché ce n'è ben più di una; il problema è trovare il modo di mettere tutte le nazioni del mondo a tavolino e convincerle a metterle in pratica.

 10/10/2018 23:42:29
capace

capace3356

in una precedente Quagvita "lo chiamavano Almass"

EwaMaria, 

grazie per l'articolo linkato. Mi riprometto di leggerlo con più attenzione.

Il passaggio fondamentale mi sembra che sia (come dice anche Francesco Frank) riuscire a far discutere e mettere al tavolo condiviso le Nazioni e i Mercati.

In questo momento forse c'è più attenzione da parte dei Mercati, ma meno nella comunità delle Nazioni, dove quelle con maggior peso stanno cercando di minimizzare il problema (vedi USA, ma anche altre e tra poco -credo- anche il Brasile).

Stranamente vedo più attenzione nelle realtà Orientali: la nuova Via della seta promossa dalla Cina da qui al 2050, ne è un esempio.


E le reazioni "populiste" (in termini elettorali) non facilitano certo l'attenzione dovuta per il futuro del nostro pianeta e della Popolazione (che siamo comunque NOI).

Ossia: meglio la pancia piena oggi, che la rinuncia a qualcosa per un domani incerto (per i nostri figli).


E' quest'ultima considerazione che maggiormente mi allarma!!!

 11/10/2018 06:26:41
EwaMaria

EwaMaria119751

Hiraeth.

in risposta a ↑

capace, in realtà  si tratterebbe di tassare le emissioni di CO2. 


Ed è riuscito a dimostrare con grande chiarezza che il modo economicamente più vantaggioso per ridurre le emissioni di gas serra è aumentare il prezzo dei combustibili fossili attraverso l’introduzione di una tassa sulle emissioni. Consumatori e aziende sarebbero così incentivati a utilizzare meno combustibili di questo tipo.




 11/10/2018 11:20:31
capace

capace3356

in una precedente Quagvita "lo chiamavano Almass"

in risposta a ↑

EwaMaria, 

...e come sai le tasse vengono decise dai governi che vengono formati dai rappresentanti politici

 11/10/2018 11:53:44 (modificato)
Tatyana

Tatyana105786

Artista inseguitrice di sogni

Premetto che non sono un'esperta in materia, ma da quello che so il clima è un sistema instabile e noi lo monitoriamo da circa un centinaio di anni.

Tutti questi allarmismi mi sembrano un gridare alla fine del mondo, come è sto per il 2012, l'accensione del trattore di particelle al Cern o l'anno 1000.

Non dico che non vi siano innalzamenti di temperature, è palese, ma che periodi di innalzamenti e abbassamento di temperatura, anche drastici, la Terra ne ha visti.  

 11/10/2018 05:31:27

Tatyana, è vero.

Ci furono già surriscaldamenti (la foce del Pó si trovava a Torino, per tal motivo li ora troviamo fossili marini) e ci furono già glaciazioni (i ghiacciai arrivavano a lambire Venezia e buona parte dell'Adriatico era di terraferma).

E già accaduto, ma nel passato questi cambiamenti avvenivano in qualche decina se non centinaia di migliaia di anni, e non in pochissime decine di anni come ora.

Ci fu solo un caso di cambiamento drastico probabilmente provocato da un meteorite o da un supervulcano dove improvvisamente il sole fu oscurato e l'aria si riempì di ceneri divenendo irrespirabile, che costò l'estinzione di parecchi grossi predatori.

 11/10/2018 06:20:03
capace

capace3356

in una precedente Quagvita "lo chiamavano Almass"

Tatyana, 

gli scienziati stanno ponendo questo tema da alcuni decenni. In altri thread ho postato anche alcuni link e libri che ne parlano (Sei gradi, Come sopravvivere alle crisi, Breve storia del futuro, ecc).

Il fatto è che pochi gradi di cambiamento climatico rischiano di essere letali, non tanto per il Pianeta, quando per il Genere Umano.

La cartina dell'aumento delle acque che ho inserito ne è un chiaro esempio e la crescita della temperatura viaggia a velocità geometrica, non aritmetica: le calotte polari che si sciolgono non rimandano più i raggi solari nello spazio, ma fanno assorbire il calore alle acque che aumentano di temperatura più velocemente della terra.

La corrente del Golfo (che scalda l'Europa occidentale) si inabissa per la poca salinità e porterà il freddo nel Nord Europa, mentre il mediterraneo diventerà un mega lago super salato e creerà il deserto nel Nord Africa e nel Sud Europa: con conseguenti migrazioni dei popoli.


Se la Politica non si renderà conto per tempo delle conseguenze (e siamo già ai limiti come dice il link di EwaMaria), purtroppo il disastro si presenta alle porte e allora ognuno baderà solo a se stesso e ai propri cari (consiglio il libro Qualcosa, là fuori).

 11/10/2018 06:37:41
in risposta a ↑

capace, vero, non tra tantissimi anni l'attuale Veneto nebbioso e freddo avrà un clima simile al calabrese attuale.

Roma diverrà rovente come l'attuale Cairo.

Contemporaneamente, la Scozia rischia di trovarsi con temperature di -40 in inverno, ma la Siberia sarà una enorme palude per lo scioglimento del permafrost.

Le ipotesi sono molte e gli stessi scienziati ammettono che di preciso non sono in grado di prevedere a lungo termine.

L'unica cosa certa è che i cambiamenti ci saranno e che non saranno piacevoli.

Vista la durezza delle situazioni si tornerà per forza di cose a regimi fortemente dittatoriali con una forte spinta verso le armi e l'esercito e se qualche esercito di questi perderá la testa e comincerà ad utilizzare le ultimissime armi a disposizione aggiungerà pioggia al già bagnato.

Un gran casino! Ed una montagna di cadaveri.

 11/10/2018 07:02:37
capace

capace3356

in una precedente Quagvita "lo chiamavano Almass"

in risposta a ↑

Sanguanel, 

Purtroppo pur da ottimista, devo convenire con le tue previsioni tuttaltro che rosee.

Voglio comunque sperare che la Politica (con P maiuscola) intervenga prima, anche se le elezioni che si stanno tenendo negli ultimi anni, stanno spostando l asse sui candidati più conservatori, oscurantisti, di limitate visioni e scarsa apertura mentale.

La cosa che mi fa specie è la poca considerazione della scienza barattata col consenso elettorale.

Se hai tempo, vai cercare il post con un concetto di Henri Amiel tratto dal Diario intimo, in merito alle "masse" che fu scritto 150 fa

 11/10/2018 08:52:18
FrancescoFrank

FrancescoFrank138746

Organizzazione eventi culturali

Tatyana, ne sono stato convinto anche io per tanti anni, addirittura tutti i miei prof dell'Università, ma da tempo é stato dimostrata la nostra responsabilità nell'innalzamento della temperatura globale

 11/10/2018 11:26:16
capace

capace3356

in una precedente Quagvita "lo chiamavano Almass"

Aggiungo anche questo interessante link (anche se un po' datato) soprattutto per @Tatyana  che avrà modo di approfondire l'evoluzione del clima negli ultimi decenni e le prospettive future:

https://www.focus.it/ambiente/ecologia/il-cambiamento-climatico-in-6-grafici


 13/10/2018 08:42:05
Tatyana

Tatyana105786

Artista inseguitrice di sogni

capace, forse non ci siamo capiti. Non metto in dubbio che il clima si sta modificando e potrebbe avere ripercussioni tragiche, ma mi chiedo quanto sia responsabilità dell'uomo e quanto effettivamente influiamo sul clima.

L'uomo ha iniziato a inquinare la Terra dal momento in cui ha acceso il primo fuoco. Per cui sotto un certo punto di vista forse è troppo tardi fare allarmismo adesso. E con questo non dico che dobbiamo continuare a inquinare indiscriminatamente, sono la prima a cercare di fare la mia parte. Ma mi sembra che tutti questi gridare alla catastrofe siano simili alla fine del mondo del 2012.

 13/10/2018 15:54:08
capace

capace3356

in una precedente Quagvita "lo chiamavano Almass"

in risposta a ↑

Tatyana,

l'uomo ha cominciato a MODIFICARE la Terra da quando ha acceso il primo fuoco.

Non mi dilungo perchè ne potrei scrivere a valanga, ma la metà delle specie animali è scomparsa da quando è comparso il Sapiens (tra questi anche l'Homo di Neanderthal, di Giava, e altre due specie che non ricordo apparse prima del Sapiens). Al contempo sono decuplicate due razze di animali: il pollame e le mucche. Forse sarà perchè ci servono per l'alimentazione?? (vedi gli ottimi saggi: Sapiens da animali a dei e Armi, acciaio e malattie)


La Natura ha relegato nel sottosuolo i residui "fossili" (petrolio, carbone) che se fossero rimasti là, non avrebbero creato danni alle specie viventi e alla Terra.


Il cambiamento climatico è cominciato con la rivoluzione industriale che ha iniziato a rimettere nell'atmosfera quei residui fossili che se ne stavano in pace sotto terra: e tutti i link che ho elencato non fanno che dare credito a quanto ho appena scritto (vedi anche quello appena sopra di Focus).


Quindi tu non potrai dare credito a quanto oramai accertato dagli scienziati, ma il trend (la tendenza) non può che essere quella dell'aumento della temperatura provocata dall'UOmo, se non si interverrà già da "ieri".


Se avrai il tempo di leggere "6 gradi" di Mark Lynas (scritto nel 2006 e pubblicato nel 2007) ti renderai conto dei disastri cui andremo incontro al solo aumento di 2 gradi (oggi siamo a 1,5 come fa presente l'ONU) che sono ancora tollerabili, ma ad ogni grado in più (fino ai 6°) sarà immensamente peggio: e non solo dal punto di vista climatico, ma sociale, demografico, energetico, alimentare, ambientale, politico, ecc.


In passato le soluzioni erano rappresentate dalle "guerre" come nuovo fattore di stabilizzazione.


Mi lascia perplessa l'indifferenza al tema dell'Europa (interessata più ai migranti), e degli USA (interessati a dazi e alla propria economia).


Sono invece attento alle risposte della Cina che ha varato un piano economico/politico fino al 2050 investendo (per ora 1000 MLD di dollari) sulla nuova via della seta, e dandosi l'obiettivo di un calo delle emissioni in atmosfera del 30% entro il 2030 (e conoscendo la loro determinazione anche con le maniere "forti", lo faranno)


A forza di guardare il nostro portafoglio e le nostre pance (piene), l'Occidente si sta facendo superare dall'Asia!! Se questo fosse a vantaggio dell'Umanità non mi dispiacerebbe!!

 13/10/2018 16:57:34 (modificato)

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