Come distinguere la qualità dalla spazzatura

Come distinguere la qualità dalla spazzatura

Mi riferisco all’ambito del parlare, scrivere, pensare, comunicare, quindi anche a quello che circola proprio qui su Quag. Secondo me il miglior criterio è l'autocritica: se chi comunica mostra di saper fare anche autocritica, allora c’è da sospettare che lì ci sia qualità; non è garantito, ma la via è quella; altrimenti c’è solo fanatismo, oppure chiacchiera, pettegolezzo, spreco di tempo, menti vuote, stupidità, gente massificata.

 01/08/2018 11:36:21
utente anonimo
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47 commenti
Robbins

Robbins91426

By ,by

Qua vige il pensiero unico con l'esclusività di pochi.


 01/08/2018 13:40:59

Robbins, giusto 

 01/08/2018 14:25:39

credo sia una distinzione soggettiva ma per quanto mi riguarda, quello che circola qui, è di qualità fintanto che non fa capolino la cattiveria o la spocchiosità ( Crusca perdonami) o la malizia volta a ferire. Si riconoscono le persone (non sono utenti, sono persone) affini e si ignorano le altre. 

 01/08/2018 13:55:35

per me è  spazzatura chi offende, chi aggredisce, chi mostra ipocrisia, arroganza, saccenza o cattiveria. Per il resto sono aperta a qualsiasi opinione su quasiasi argomento. 

 01/08/2018 14:57:07

Una cosa che ho pensato, si può dire, da sempre, è che in un ambiente di scambio di messaggi come questo, o come sono i forum, sarebbe utile, fruttuoso, creare la possibilità di distinzioni di livello, che verrebbero definiti collettivamente e sarebbero pur sempre oggetto di discussione continua. Qualcuno mi ha detto che questo provocherebbe sentimenti di avversione, utenti di serie A e utenti di serie B; ma io credo che un utente potrebbe decidere perfino di sua iniziativa di ritenersi “di serie B”, riconoscendo di non essere esperto in una materia e desiderare soprattutto di imparare dagli altriche su quella materia ne sanno più di lui. Che ne pensate?

 01/08/2018 16:37:30

crestomazio, stai scherzando? Se non conosco un argomento non mi interessa intervenire. Non credo di aver mai commentato un post di giardinaggio. Ma se un argomento mi Interessa pur non conoscendolo approfonditamente ho comunque tutto il diritto di esprimere una opinione in merito. Qui ci si scambia opinioni e idee non si fanno conferenze. E se ho bisogno di approfondire un argomento cerco un sito specializzato non mi fido certo a scatola chiusa di un quagger che dice di essere esperto di qualcosa. Restando comunque il fatto che sono 4 anni che sono qui e ho sempre combattuto questa idea che ogni tanto riemerge di voler trasformare quag in un salotto di intellettuali. È UN SOCIAL PLURITEMATICO quindi ti scegli il tuo argomento e pubblichi in quell'interesse. Punto. Questa cosa di utenti di serie A e di serie B è allucinante!!

 01/08/2018 16:56:55
in risposta a ↑

_Madelyne_,  a me invece interessa molto intervenire sugli argomenti che non conosco, perché mi piace imparare. Sentire il parere di altri che mi sembrano più competenti non significa affatto fidarmi a scatola chiusa; anzi, succede il contrario: in un forum posso esprimere le mie obiezioni se il parere di chi è più competente di me non mi convince. Su un sito specializzato no, perché non c’è chi risponda alle tue obiezioni e le trasformi in crescita, dialogo.

Ciò che ho proposto è l’esatto contrario del creare un salotto di intellettuali: il salotto degli intellettuali si caratterizza proprio per essere ipocrita, saccente, chiuso al confronto, il che, detto in una parola, non è altro che carenza di un lavoro di critica e autocritica. La consapevolezza di essere di serie A e di serie B favorirebbe invece, secondo me, proprio il lavoro continuo di critica e autocritica. Anche perché essere di serie A e di serie B mi sembra un dato di fatto innegabile: su qualsiasi argomento c’è sempre chi ne sa più di me e chi ne sa di meno: non esiste mai una perfetta uguaglianza di livello.


Non capisco poi l’insistenza sull’essere pluritematico, visto che è un aspetto che non ho messo affatto in discussione, anzi considero fondamentale perché si progredisca.


Una cosa non diventa allucinante solo perché qualcuno dice che lo è: bisogna spiegare i motivi.

 01/08/2018 17:07:01
in risposta a ↑

crestomazio, la discussione tra utenti già esiste,  quindi la tua proposta è inutile. Serie A e serie B è una discriminazione e una mortificazione. Se non capisci questa cosa forse dovresti parlarne con uno psicologo e un sociologo. È davvero la cosa più assurda che io abbia mai sentito.

 01/08/2018 17:25:22
in risposta a ↑

A me non sembra che, se un professore di filosofia si reca in una facoltà di informatica per uno scambio di opinioni, debba sentirsi discriminato e mortificato perché lui di computers non capisce quasi niente: lo sa benissimo, non ha difficoltà ad ammetterlo, sa che non è la sua specializzazione e sta andando lì proprio per questo: per un fruttuoso scambio di esperienze e opinioni. Allo stesso modo, gli esperti di informatica di quella facoltà non avranno alcun motivo di sentirsi discriminati e mortificati per il fatto che loro non capiscono quasi niente di filosofia: al contrario, sono contenti di un confronto con uno che è esperto in un campo diverso.


A questo punto sembrerebbe che lo psicologo ci voglia, al contrario, per spiegare il motivo per cui qualcuno dovrebbe vedere discriminazione e mortificazione.


Allo stesso modo come ho scritto sopra, riguardo all’allucinante: una cosa non diventa assurda perché c’è qualcuno  che la considera tale: bisogna spiegarne i motivi. Una discussione non si porta avanti a forza di dire che delle cose sembrano allucinanti o assurde, si porta avanti spiegando i motivi di ciò che si pensa.


Anche per me sarebbe facilissimo dire che trovo allucinante o assurdo ciò che hai detto: sappiamo farlo tutti, non costa niente. Ciò che è impegnativo, ma soprattutto fruttuoso, è spiegare i motivi.

 01/08/2018 17:36:42
Eirene

Eirene135511

Impertinente. Non interessata a flirt e relazioni.

in risposta a ↑

crestomazio, diciamo che per avvalorare una tesi piuttosto che un'altra, bisogna far riferimento a fonti: affidabili, e oggettivamente riconosciute e autorevoli.


Pensa ad esempio alla disputa tra i "no vax" e i favorevoli ai vaccini: senza prove certe, concrete e affidabili che i vaccini possano provocare conseguenze spaventose a cui fanno riferimento (non fondato, a quanto mi risulta) i contrari ai vaccini, prevalgono le fonti certe e affidabili sulla sicurezza dei vaccini.


C'è comunque un libro che può essere interessante (non l'ho ancora letto, mi dicono che sia ben scritto): si intitola "La disputa felice", e fa comprendere come ci si può confrontare su tutti gli argomenti senza arrivare a scontri.

 01/08/2018 17:42:27
in risposta a ↑

Il criterio dell’autorevolezza è solo una maschera del criterio di autorità, perché ricade negli stessi problemi. Nella storia della scienza si criticò il criterio dell’ “ipse dixit” (“l’ha detto lui”, cioè uno che è un’autorità in materia) indicando come criterio alternativo il lavoro di ricerca. Il problema viene semplicemente spostato. La difficoltà è il controllo: è umanamente impossibile controllare di persona tutte le affermazioni con cui si ha a che fare. D’altra parte, oggi sappiamo che anche ciò che viene presentato come ricerca scientifica potrebbe darsi il caso che sia solo uno studio pilotato, pagato per presentare come veri certi falsi risultati.

Nel contesto di questa difficoltà, la distinzione tra utenti che si riconoscono di serie A o di serie B su quella materia si rivela fruttuosa.

Infatti, se tutti si sentono di serie A si crea il salotto di intellettuali, che si astengono dal verificare le fonti perché sono ipocriti. Se tutti si sentono di serie B, si crea il salotto della banalità, in cui ogni incompetente può far finta di sapere e gli ignoranti possono far propaganda dell’inutilità della competenza.

Se invece si crea un ambiente con utenti che si autovalutano di serie A oppure B, chi si ritiene di serie A sa che in ogni momento può spuntare l’ignorante che gli chiede conto di spiegare con chiarezza e semplicità ciò che sta dicendo; chi si ritiene di serie B si troverà incoraggiato ad imparare da chi ne sa più di lui e nel contempo a mettere alla prova la sua effettiva competenza.

In tutto questo non c’è niente di speciale: è quello che avviene in qualsiasi classe scolastica in cui ci sono uno o più professori e gli studenti. Gli studenti non si sentono affatto mortificati o discriminati dal dover ammettere che il professore ne sa più di loro. Al contrario, hanno piacere sia di imparare, sia di mettere alla prova le sue effettive competenze. Il professore trarrà beneficio dal contatto con gli studenti, perché gli porranno obiezioni provocatorie, che altri professori non gli porrebbero perché, si sa, tra colleghi se ne sente meno l’opportunità.

 01/08/2018 18:10:48
Eirene

Eirene135511

Impertinente. Non interessata a flirt e relazioni.

in risposta a ↑

crestomazio, mah guarda, come dicevo prima forse risulta improprio parlare di "serie A" e di "serie B": sposterei invece l'attenzione sull'importanza di condividere il sapere e non tenerlo in una nicchia per pochi eletti, e sul confronto, da cui possono emergere punti di vista interessanti, o ulteriori tasselli per dare ancora più completezza a un argomento.

 01/08/2018 18:26:32
in risposta a ↑

La divisione tra A e B mirerebbe proprio a questo.

In un ambiente indifferenziato, come ad esempio è attualmente questo, chi volesse portare avanti una discussione di alto livello si vedrà scoraggiato dal vedere che viene qualche ignorante a fare la battutina stupida, o a deviare il discorso, o a inserire ragionamenti fuori logica. Prevedendo questo, la persona competente preferirà non aprire per niente la discussione, cosicché chi avrebbe avuto possibilità di progredire, grazie al confronto, ne sarà privato. L’ambiente indifferenziato è condannato a mantenersi nella mediocrità.

Se invece si creano due ambienti, A e B, in cui chiunque può inserirsi, un ignorante che entra nell’ambiente A dovrà stare più attento a fare la battutina o il discorso che non c’entra, perché sa che sta avendo a che fare con persone che cercano di coltivare intelligenza. Il competente potrebbe anche avere piacere di visitare l’ambiente B per mettere sé stesso alla prova, per vedere se riesce a venire incontro alle esigenze di chi ne è inesperto.

Quindi mi sembra che la nicchia chiusa per pochi eletti si venga a formare proprio nell’ambiente indifferenziato, perché esso incoraggia i competenti a non sprecare il loro tempo in esso e tenersi in disparte.

 01/08/2018 18:43:25
Robbins

Robbins91426

By ,by

Non ci sono serie a o b

Magari un po' più esperti su di un tema.

Ma se non sei un prefessionista tutti ne sanno poco ,salvo naturalmente eccezioni

 01/08/2018 17:13:23

Robbins, serie A e serie B è solo un modo informale per dire la stessa cosa.

Dire in generale che tutti ne sanno poco mi sembra sbrigativo: non c’è bisogno di essere professionisti per approfondire un tema specifico in maniera notevole.

 01/08/2018 17:25:40

Robbins, magari facciamo un test di competenza prima di scrivere un post o un commento   

 01/08/2018 17:26:29

Robbins, se non lo passi puoi solo leggere i commenti dei "competenti" 

  

 01/08/2018 17:28:16
Robbins

Robbins91426

By ,by

in risposta a ↑

_Madelyne_, concordo 

Ti sei l'esperta dei test 

Sicuramente ne trovi uno ad hoc.

Ps ho colleghi che non sanno neanche che sia la deviazione standard eppure.....

 01/08/2018 17:36:27
Robbins

Robbins91426

By ,by

in risposta a ↑

crestomazio, non concordo .

Ho allenato per 30 anni ma ora non saprei programmare una settimana di lavoro .

Per sapere veramente di qualsiasi argomento devi lavorarci sopra ogni giorno .

Tutto è troppo vasto ora 

 01/08/2018 17:38:56
 01/08/2018 17:46:03
in risposta a ↑

Robbins, proprio per questo un professionista può essere superato, in campi specifici, da un non professionista: lo sanno benne tutti i professori universitari quando si tratta di lavorare con le tesi di laurea: lo studente che fa la tesi di laurea si mette a lavorare su argomenti talmente specifici che in pochi giorni su quegli argomenti ne sa già più del suo professore.

Proprio perché tutto è troppo vasto, neanche un professionista ormai potrà mai dire di sapere tutto sulla sua materia.

 01/08/2018 17:47:14
Robbins

Robbins91426

By ,by

in risposta a ↑

crestomazio, certo più di chi non è addentro sulla materia .

Anche se sono molto appassionato non saprò mai più di un fisico sulla quantistica.

 01/08/2018 18:18:16
in risposta a ↑

Sulla quantistica no, ma su un argomento specifico sì. Può benissimo accadere che tu abbia appena letto un articolo su un giornale e sappia qualcosa che il fisico ancora non sa, semplicemente perché lui non ha ancora letto quell'articolo.

 01/08/2018 18:22:43

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