utente anonimo

Anonimo

È stato dio a creare l'universo?

ci è difficile pensare all'esistenza di un universo che non è generato ( quindi non ha una causa ) da nessuno ma allo stesso tempo esiste, ma non è ugualmente difficile pensare ad un essere ( dio ) che esiste in un suo tempo a parte ( un suo sempre-presente chiamato eternità ) e che quindi, in quanto esiste all'infuori del nostro tempo non ha bisogno di essere stato creato ( come può qualcosa esistere all'infuori del nostro tempo? e se lo spazio e il tempo fossero la stessa cosa, come suggeriva einstein? ) ? Supponendo che questo essere è eterno, allora come potrebbe creare l'universo, dato che se facesse qualcosa avrebbe un passato e non potrebbe più essere eterno?



 17/12/2013 21:46:37 (modificato)
utente anonimo
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38 commenti
nlongobardo

nlongobardo4605

Studente

Dio.,oramai è un tema ricorrente nella vita umana. Trovare dio significa trovare le origini a tutto e all'uomo, significa dare un senso alle nostre vite, e dare ratio a questo mondo irrazionale.Dare un senso a tutto questo dolore.


Come dici tu,Einstein teorizzava lo spazio-tempo e ti dirò di più: Bhom ha scoperto che lo l'universo è un ologramma e che esistono ben 10 dimensioni! Quindi non è impossibile l'esistenza di un qualcosa; una coscienza che abbia dato inizio al vibrare della realtà e quindi creato la realtà-


D'altronde,da buon agnostico quale sono, l'ipotesi divina o pseudo tale mi sta stretta. Mi sta stretta perché è vero sarebbe bastato una sola variazione nelle costanti universali a determinare una variazione delle forze: gravitazionali, elettrostatiche forti e deboli e nucleari per creare un universo totalmente inadatto alla vita.

 Ma è anche vero che i gli universi possibili, sono tante quante le possibili combinazioni e noi risiediamo proprio in uno di questi.


Per rispondere alla tua domanda: è stato dio a creare l'universo? Probabile, non è da escludere.


Spero di essere stato utile e di aver risposto in maniera chiara, grazie per avermi letto. 

 17/12/2013 22:10:46
Gianluca_Lisi

Gianluca_Lisi4980

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Innanzitutto bisogna credere in Dio per credere anche che abbia creato l'universo.

A quel punto non è difficile accettare l'ipotesi che abbia creato l'universo.

 17/12/2013 22:18:17
utente anonimo

Anonimo

A questo punto però ci credo per fede... quello che cerco di fare io e capire quali caratteristiche potrebbe avere dio, se esistesse.XD
 18/12/2013 11:39:51
iodacasamia

iodacasamia4517

3D artist

credo sia più corretto, eventualmente, chiamarlo "creatore". noi non sappiamo se è un dio.



il dio secondo religione è "onnipotente" e "perfettissimo"... ma non lo sappiamo. possiamo crederci... ma se credessimo ad asini volanti, non significa che esistano realmente.

secondo me ha più valore la parola "creatore" e stando al principio che ha creato qualcosa che prima non c'era, significa che non fa parte di questa realtà dimensionale.

ovvero è un alieno. non solo nei confronti dei terrestri (in quanto, avendo ha creato la Terra, non ne era ovviamente originario) ma nei confronti di tutto il "creato" a noi conosciuto (questo universo, questa realtà, queste leggi fisiche)...


stiamo parlando di un essere (se è colui che ha creato il tutto a noi conosciuto) che proviene da qualcosa che non conosciamo e che probabilmente non conosceremo mai (tanto quanto un sasso che parla), perchè siamo totalmente differenti fin dall'origine.



del resto nessuno può pretendere che l'unica specie senziente sia la nostra...

 18/12/2013 12:44:45
Anonimo, Sarebbe fuori dal tempo necessariamente , quindi non esistente e non conoscibile da alcuno , se fosse esistente sarebbe un'assurdo perché vorrebbe significare che ha caratteristiche o attributi finiti e chi ha caratteristiche o attributi finiti non può essere un dio.  Mi sa che non sei un clerico perché loro hanno letto bene e alla domanda " chi sei tu o chi affermi di essere ? gesu nel mito dice " io sono colui che sono" cioè non cade nel tranello usando il verbo esistere ma usa il verbo essere. Il verbo esistere infatti non si può usare per una divinità perché i romani sapevano bene che Esistere si traduce in Ex-sistere che vuol dire derivato da , proveniente da ed un dio non può essere derivato da , ma il verbo essere ha bisogno di un complemento o predicato per avere un senso  , ma una divinità non può avere un predicato perché diventerebbe determinato definito e quindi non un dio , allora rimane essere il quale non essendo definito non può essere conosciuto da alcuno ne nominato. Comunque si metta la cosa la divinità giudaico cristiana resta per come è stata concepita rimane un dio delle sette tribu.
 03/03/2014 22:43:55
spotlessmind1975

spotlessmind197538350

Software Problem Solver / Libero Professionista

Il fatto che l'Universo sia non-generato non significa che manchi una causa per la sua origine. La causa c'è, ma non è intenzionale: è necessaria, meccanica per così dire. 


Si può trovare una causa per l'Universo che escluda l'esigenza di introdurre un ente ancora più difficile da spiegare, un dio, e in effetti gli scienziati la stanno cercando. 


A tal proposito è molto interessante la teoria dell'universo "a bolle", che spiegherebbe la genesi del nostro Universo e di quello di tutti gli altri, senza l'esigenza di introdurre altro che l'Universo stesso.

 17/12/2013 22:20:01
utente anonimo

Anonimo

e quindi la schiuma quantistica dell'"universo genitore" e l'energia che ne deriva esistono per causa di una legge cosmica? 
 17/12/2013 22:29:41
spotlessmind1975

spotlessmind197538350

Software Problem Solver / Libero Professionista

@Anonimo, più che altro, la legge cosmica ne regola l'esistenza, così come la legge elettronucleare regola l'esistenza degli atomi, La cosa curiosa, a mio avviso, è che la forma stessa dell'Universo (nel suo complesso) ingenera la legge che lo regola. Questo, secondo me, è il motivo per cui è così difficile spiegare l'origine dell'Universo ma anche una buona dimostrazione dell'inutilità di un dio.
 17/12/2013 22:37:23
utente anonimo

Anonimo

E allora, non capisco esattamente qual'è l'arché di tutti gli universi... nel senso che a questo punto ci dovrebbe essere anche una causa al ribollire dell'universo genitrore, no?
 18/12/2013 11:37:57
spotlessmind1975

spotlessmind197538350

Software Problem Solver / Libero Professionista

@Anonimo, le metafore a volte portano fuori strada, perché pensi al ribollire come se fosse mosso da una "energia". In realtà, è una conseguenza della complessità dell'Universo stesso, e delle leggi che lo regolano.


Per fare un esempio, prendi in considerazione il gioco LIFE


Le regole che lo animano sono davvero semplici e deterministiche, e si basano sullo stato del sistema locale a ogni singola casella. Eppure, queste semplici regole moltiplicate per migliaia di caselle fanno uno o più comportamenti emergenti, la cui complessità non è giustificata dalla causa di partenza, che appunto è semplice (anzi, non era neanche stata immaginata!).


Questo vale ancor di più per l'Universo, dove le regole semplici sono in numero maggiore, e dove il comportamento emergente è amplificato dall'esistenza di dimensioni geometriche / virtuali a quella bidirezionale del gioco LIFE.

 18/12/2013 12:14:33
iodacasamia

iodacasamia4517

3D artist

ciao,

se qualcosa esiste, vuol dire che ha avuto origine. quindi una nascita, un momento prima non c'era e un momento dopo ha preso forma (o ha iniziato a prendere forma un processo di trasformazione che ha portato alla nascita di quel qualcosa)...


stando a questa semplice prima affermazione logica, ragioniamo su una seconda altrettanto semplice affermazione data dalla logica. il tempo.


se una cosa ha un inizio, vuol dire che subisce una trasformazione e avrà una fine. il fatto stesso che abbia un inizio significa che comincia un suo tempo. 

un processo unidirezionale temporale (nascita - morte) (inizio - fine)


tutto questo (questi due discorsi logici), però, vale in questo spaziotempo nel quale viviamo. questa realtà spaziale è infatti strettamente collegata al tempo. possiamo misurare eventi e datare oggetti, misurare giornate o intere ere geologiche, possiamo misurare la nostra stessa vita, non importa con quale metro o terminologia. riusciamo a rappresentare uno scorrere del tempo stesso.

occupiamo infatti uno spazio (xyz) in un dato periodo di tempo. tutto ciò che esiste occupa uno spazio e un tempo.


l'universo, dato dal big bang (generato da qualcuno o meno) ha quindi avuto un inizio, non esiste da sempre.

ciò significa che presto o tardi morirà finirà perchè la massa non è infinita e nemmeno l'energia.


questo significa che SE è stato generato da qualcuno (che tu lo voglia chiamare dio è indifferente), quel qualcuno esiste da prima che nascesse l'universo ( o la singolarità che chiamiamo big bang).



ora viene il bello della logica..approfondiamo il discorso....

se tutto ciò che esiste (il creato) è contenuto nell'universo (l'insieme nel quale tutto esiste), significa che l'universo stesso è la nostra dimensione spaziotemporale.


ovvero, le leggi basilari che abbiamo espresso prima non valgono solo per noi e il tavolo che abbiamo in salotto... tutto è massa.. l'universo stesso è nato e si sta evolvendo... quindi tutto (tutto) ciò che vediamo, che conosciamo, nel quale viviamo, è sottoposto alle leggi dello spazio e del tempo.


perfetto...questo significa che CHI (se esiste un chi) ha creato l'universo (il tutto) non solo esisteva già da prima (per poterlo creare, evidentemente non doveva esserci) ma evidentemente non faceva parte di questa realtà spaziodimensionale (proprio perchè l'ha creata lui...se di un lui si può parlare).


quindi... assumendo che un "lui" possa esistere in eterno e sia sottoforma di "energia" o comunque non per forza materiale, ci starebbe anche bene in quanto lo chiamiamo dio... ma questo determina il fatto che in quanto dio e creatore di ciò che esiste (e quindi spazio e tempo), proviene per forza di cose da una realtà diversa dalla nostra.


una realtà che non per forza deve avere un tempo (lui potrebbe essere davvero eterno)... una realtà che non per forza debba avere una spazialità (lui potrebbe vivere come energia, senza massa)....

ci va bene...non possiamo sapere da dove provenga... lui per noi è dio.


di conseguenza però, non possiamo sapere se lui è propriamente un dio... egli stesso potrebbe avere un dio che lo ha creato... noi non lo sappiamo.. potrebbe essere...

una sorta di piramide di creatori generati da un dio primordiale? potrebbe essere.


se non siamo in grado di conoscere le volontà del "nostro dio".. potremmo mai sapere se lui è unico o se ne esistono altri come lui capaci di generare universi e realtà differenti dalla nostra?

non lo sappiamo, quindi potrebbe anche essere.


se il big bang è nato per effetto naturale, e quindi gli elementi sono sempre esistiti ed esisteranno sempre, potremmo invece prevedere che questo stesso universo che abitiamo, un giorno collasserà su sè stesso per generare nuovamente un big bang e, come un elastico che si espande e si contrae, continua a "respirare"...vivendo e morendo...


originariamente generato da? boh...








 17/12/2013 22:26:21
nlongobardo

nlongobardo4605

Studente

Secondo me, non hai capito proprio il concetto di tempo.

Il tempo non è altro spazio che si muove.

Prima dell'universo il tempo non esisteva, proprio perché non esisteva lo spazio,

 17/12/2013 22:28:54
iodacasamia

iodacasamia4517

3D artist

scusami, il tempo comincia con lo spazio, tanto quanto lo spazio è legato al tempo.

perchè dici che non ho compreso il concetto di tempo?


oltre a questo, come puoi sapere che prima dell'universo che conosciamo non esisteva tempo?

la regola vale per la nostra conoscenza spaziotemporale... non possiamo sapere cosa esiste prima (o al di fuori) di questa realtà

 17/12/2013 23:53:00
nlongobardo

nlongobardo4605

Studente

Perchè è dimostrato che dal momento in cui è iniziato il Big Bang le leggi dell'universo erano diverse e si sono stabilizzate nel "tempo".

Comunque dicevo così perché da come poni la questione (ovviamente opinione mia eh! :D)  parlare di un inizio ed una fine per l'universo è una definizione temporale. Nel senso che l'universo alla fine è una ipersfera . Quello che noi definiamo inizio è (per convenzione ) un inizio cronologico.

Non so se mi spiego, cioè noi esistiamo contemporaneamente nel passato presente e futuro proprio perchè noi vediamo sezioni di tempo sequenziale. 

 18/12/2013 06:35:56 (modificato)
BettyDraper

BettyDraper13969

Supplente

Sono curiosa di sapere che tipo di eterno intendi tu, o che idea ti sei fatto. Sarà anche sbagliata la mia ma per me il concetto di eterno non è necessariamente atemporale, implica comunque un'esistenza in un tempo infinito, dunque può esistere in passato e anche in futuro. Per credere che Dio abbia creato l'universo bisognerebbe credere in Dio, mi riesce difficile poter pensare di non credere in Dio e allo stesso tempo di poter credere che sia stato lui il creatore dell'universo. L'universo è materia, e quest'ultima non si crea dal  nulla né si distrugge, ma questa potrebbe essere un'esternazione di parte. Il mio pensiero mi porta a dire che le cose materiali abbiano avuto un'origine comune, e che Dio in quanto eterno, abbia potuto influire sull'aspetto non tangibile delle persone e delle cose. Forse ho una concezione troppo divisa e troppo elementare della cosa, ma mi piace pensare che un creatore così immenso abbia potuto più spingere il suo volere sugli uomini che sulla materia stessa di creazione. Forse però stiamo andando un po' oltre con queste definizioni, basterebbe solo capire il credo di ognuno di noi e il suo pensiero a riguardo. 
 18/12/2013 07:46:05
utente anonimo

Anonimo

Da quello che ho studiato di filosofia, eterno significa che appartiene ad un suo sempre presente o giù di lì. Onestamente mi viene difficile pensare che ha un ha un suo passato, presente e futuro diverso dal nostro. Appena dio fa qualcosa, di conseguenza ha un passato, e allora dio ha una sua genesi ( e necessita di qualcuno che lo crea! ), ed è difficile pensare che ha compiuto infinite azioni in passato... 
 18/12/2013 12:11:06
Concepire una divinità creatrice non risolve nessuno dei cosidetti  problemi esistenziali anzi ne crea di nuovi ed altera notevolmente la percezione della realtà.  Se è un'entità sempre esistita non cerata entriamo in contrasto con i termini , perché la parola esistere deriva dal latino ex sistere che vuol dire derivato da , proveniente da. Infatti i primi cristiani sono stati attenti a non cadere nella trappola e fanno dire a Gesù che interrogato sulla sua identità dice " io sono colui che sono" in alcune trascrizioni questo che sono viene scritto colui che è. In ogni caso usa il verbo essere e non il verbo esistere , una divinità non può esistere perché ha attributi assoluti e se esistesse sarebbe proveniente da e quindi non un dio. Se usiamo il verbo essere e non esistere per la divinità allora siamo in presenza di qualcosa che non è definito , infatti il verbo essere ha bisogno di una copula o complemento. Sono un uomo , sono alto ecc. ecc. Ma non potendo definirsi altrimenti cade la divinità il discorso resta sospeso  ne deriva che non è conoscibile e non se ne può parlare con cognizione e serietà. Bertrand Russell prende in mano questa questione ed  è oltremodo divertente leggere il suo paradosso circa la differenza tra un teologo ed un filofoso.I fisici moderni da qualche decennio hanno definitivamente risolto anche il problema della materia che nell'infinitamente piccolo si crea dal nulla ( che non vuol dire niente ma è uno spazio all'interno del quale non vediamo nulla ma esistono forze ed energie in grado di creare la materia dal nulla e viceversa) recentemente c'è stato un programma su focus dove il fisico che siede sulla cattedra di newton ha spiegato bene la cosa .
 19/01/2014 16:45:11

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