Non credo mi piacerebbe essere immortale.. vi riporto una parte de "I viaggi di Gulliver" (III libro, X capitolo), in cui la spiegazione è piuttosto chiara.


Se dunque – dissi – fossi nato Struldbrug, non appena avessi compreso il mio privilegio e il divario che passa tra la vita e la morte, avrei anzi tutto tentato ogni mezzo per diventare ricco; e a forza d'economia e di prudenza speravo di potere, dopo un duecento anni, godere d'una discreta agiatezza. Fin dalla gioventù poi mi sarei dato allo studio, nella speranza di diventare il più dotto uomo dell'universo; avrei accuratamente preso l'appunto di tutti i grandi fatti, avrei osservato con cura il succedersi di tutti i sovrani e dei ministri, confrontandone l'opera e facendovi sopra le opportune riflessioni; avrei tenuto conto via via di tutti i cambiamenti della moda e della lingua, e di quelli dei costumi, delle leggi, delle convenienze, persino dei piaceri. Così sarei diventato un vero emporio vivente di conoscenze e di saggezza, il vero oracolo della nazione.

Sarei giunto ai sessant'anni guardandomi bene del prender moglie, ma vivendo sempre con onesta e decorosa economia. Mi sarei dilettato d'educare qualche giovanotto, inculcandogli un po' della mia illuminata e lunga esperienza. Ma avrei sempre avuto per veri amici e confidenti gli Struldbrugs miei illustrissimi confratelli, dei quali avrei cercato di conoscere una dozzina per ciascun secolo, fino al mio compreso. Se qualcuno di costoro fosse stato povero, gli avrei offerto ospitalità in casa mia; e ne avrei voluto avere sempre qualcuno alla mia tavola, invitando anche qualche mortale di merito; e mi sarei avvezzato facilmente a vedermi rapire questi ultimi dalla morte consolandomi coi loro successori; anzi questo spettacolo sarebbe diventato per me piacevolissimo, come lo è per un floricultore la vista dei tulipani e delle rose del suo giardino, che nascono, muoiono e rinascono ancora. Fra noialtri immortali scambieremmo di continuo tutte le osservazioni fatte nel corso dei secoli, e i nostri ricordi ci renderebbero possibile di tener dietro alla corruzione dell'umanità, combattendola palmo a palmo coi nostri insegnamenti e consigli che, aggiunti alla continua efficacia del nostro esempio, impedirebbero alla nostra specie di degenerare ogni giorno più, come viene rimproverata di fare da tempo immemorabile. A tutto questo bisognerebbe aggiungere il diletto di vedere la rovina delle dinastie, le rivoluzioni, le trasformazioni delle alte e basse classi; le più superbe città cadere in rovina, gli oscuri villaggi diventare soggiorno di monarchi, i fiumi maestosi cambiarsi in ruscelli, l'oceano lasciare una spiaggia per andare a bagnarne un'altra; nuove terre essere scoperte, le nazioni più civili diventar barbare e rozze, le più barbare trasformarsi alla loro volta in illuminate e civili. Avremmo infine potuto veder risolti i problemi più importanti, come quello del moto perpetuo e della panacea universale, e ogni altra invenzione perfezionata al sommo grado. In astronomia avremmo potuto fare le più mirabili scoperte, giacché saremmo sopravvissuti agli avvenimenti da noi predetti e avremmo avuto la conferma dei nostri calcoli; avremmo potuto osservare il cammino e la ricomparsa delle comete, e tutti i mutamenti nel moto e nell'aspetto del sole, della luna e degli astri. E così mi dilungai a parlare di tutti i vari argomenti suggeritimi dal naturale desiderio di prolungare all'infinito una vita e una felicità quali possono esistere sotto la luna.

(...)
«Tutto il programma d'esistenza» mi obiettò codesto personaggio, «da voi formulato nell'ipotesi di godere dell'immortalità, quale avete esposto or è poco, appare assurdo e del tutto irragionevole, perché presuppone un'eterna giovinezza e una forza e una salute inalterabili. Ma il nostro desiderio era di sapere come avreste trascorsa una vita immortale senza sfuggire agli inconvenienti della vecchiaia; non già di sapere se sareste stato contento di godere un'eterna gioventù unita a una perpetua salute. Infatti tanto a Balnibarbi quanto al Giappone ho potuto osservare un perpetuo desiderio di allontanare il momento della morte, anche quando sembrava che dovesse tardare troppo; e ho visto che nessuno moriva volentieri, a meno che non vi fosse costretto da torture o dolori straordinari.» E fece appello all'esperienza da me fatta in Inghilterra e negli altri paesi da me visitati per confermare la verità dell'osservazione. Spiegatomi così il suo punto di vista, egli mi descrisse gli Struldbrugs, dicendomi che assomigliavano ai mortali e vivevano com'essi fino ai trent'anni. Poi cadevano in una specie di nera malinconia, che andava sempre crescendo fino agli ottant'anni; giunti alla qual età, non solo erano sottoposti a tutte le malattie, le miserie e le debolezze solite, ma erano tanto perseguitati dall'idea tormentosa dell'eterna durata di codesto stato di miseria, da non potersi in alcun modo consolare. Sicché non soltanto diventavano testardi, burberi, avari, queruli, pettegoli, ma non erano più capaci d'amicizia e ripudiavano ogni tenero affetto familiare, che non sopravviveva mai alla seconda generazione. Divorati di continuo da smanie e desideri inappagabili, invidiavano sopra tutto i vizi dei giovani e la morte dei vecchi. Allo spettacolo di quelli s'affliggevano di non poterne godere anche loro; e quando assistevano a un mortorio maledicevano la propria sorte e rinfacciavano alla natura d'aver loro negato la speranza di soccombere, entrando nell'eterna quiete. Essi perdevano la memoria di qualunque avvenimento, o tutt'al più si ricordavano, e molto all'ingrosso, di ciò che avevano visto o imparato da bambini o da giovani. Ma per assodare i veri particolari d'un fatto era molto più prudente fidarsi della comune tradizione che della memoria degli Struldbrugs. Coloro che vaneggiavano e avevano perduto ogni ricordo erano ancora i meno infelici, perché eccitavano la generale compassione, ed erano esenti da quegli odiosi difetti che abbondavano negli altri Struldbrugs. «Allorché un immortale» aggiunse il mio interlocutore, «si sposa con una immortale, il matrimonio viene disciolto, per una legge dello stato, quando il più giovane dei due coniugi ha raggiunto gli 80 anni; già che si ritiene giusto che un disgraziato, costretto a campare, senza suo desiderio né colpa, per l'eternità, non debba anche per colmo di sventura vivere insieme a una donna egualmente immortale. «Giunti a quel limite d'età, essi sono considerati come morti civilmente, i loro averi passano agli eredi, e viene loro concessa una semplice pensione alimentare. I poveri sono mantenuti dal pubblico erario. È vietato loro d'occupare un posto di fiducia, d'esercitare una professione lucrativa, di comprare, di vendere, di concorrere alle aste; e la loro testimonianza non è ammessa nei tribunali civili né penali. «Quando arrivano a 90 anni, perdono i denti e i capelli; non sentendo più il gusto dei cibi, mangiano e bevono senza provar piacere. Le loro malattie si prolungano senza più aggravarsi né dar luogo a guarigione. Nel parlare, essi dimenticano i nomi dei più comuni oggetti e dei più intimi amici; non possono neppure dilettarsi dei libri, non ritenendo a memoria le prime parole d'un periodo fino alla fine del medesimo, e così anche quest'ultimo svago è loro vietato. Inoltre, essendo la lingua luggnagghiana molto proclive a cambiare, gli Struldbrugs nati ed educati in un secolo stentano a capire gli uomini nati nei secoli seguenti, e duecento anni dopo non possono più sostenere una conversazione coi propri bisnipoti, sicché si trovano sempre come stranieri nella loro patria stessa.»

 17/03/2015 21:44:35
lich

lich8594

Aiuto-commesso

Io credo che se si è una buona persona sia bellissimo

 01/05/2015 19:29:44
MajinVegeta

MajinVegeta44212

Otaku a tempo pieno

i tempi cambiano, e la vita con essa: pensa alla differenza che c'è tra il medioevo, il rinascimento e i giorni nostri. nessuno può dire come si vivrà in fururo!xd l'immortalità sarebbe un dono, altro che disgrazia! quantomeno se affiancata da invulnerabilità, essere indolori, eternamente giovani e ovviamente ricchi sfondati!

 02/05/2015 05:53:31

MajinVegeta, 


see vabbè.... mettici anche che il sole sorga ad ovest e siamo a posto

 30/05/2019 12:32:19
Tzuin

Tzuin19056

cacciatrice di agglomerati alla frutta nel muesli

Innanzitutto: ottimo spunto! 

Per quel che mi riguarda mi trovi d'accordo con te. Non vorrei essere immortale, benché ATTENZIONE, FORSE DIVAGAZIONE ---> abbia il forte sospetto che al momento della mia morte penserò (tra le mille altre cose) "proprio sul più bello?". Ho la (malsana?) convinzione che al momento della morte avrà appreso e capito tante cose della mia vita, dei miei errori e delle mie scelte. Quella consapevolezza farà si che Dio (eh, già io ci credo) dirà: "bene, la tonta finalmente ha capito, è giunta l'ora". E magari nel momento più sereno della mia esistenza mi tirerà via. <----FINE DIVAGAZIONE.

Sarebbe noioso e in più vedrei morire tutti i miei cari. No, grazie. 

 02/12/2017 09:26:22
FrancescoFrank

FrancescoFrank167361

Organizzazione eventi culturali

Vivere per sempre significherebbe tramutarsi in esseri indifferenti e annoiati dalla vita,  immobili o rallentati di fronte ai titoli di coda, in una sala che non riaccenderà mai le sue luci. Un sogno triste e un danno incalcolabile per il genere umano. 

 02/12/2017 12:18:18

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