Amelia

Amelia38683

Impastatrice di polpette :)

Come dovrebbe essere una città amica degli anziani?

Conosciamo tutti le ripercussioni psicologiche dell'ingresso nella terza età che spesso coincide con la fine della vita lavorativa: una persona che si trova di punto in bianco senza una progettualità lavorativa vivrebbe molto meglio se la sua mente, il suo corpo, le sue giornate si mantenessero attivi, stimolati da interessi e piccoli progetti.

Qualche giorno fa leggevo questo articolo su Imperia che si è conquistata il titolo di “città amica degli anziani”; nell'articolo non si entra nello specifico delle iniziative del Comune per gli anziani, invece sarebbe carino tirare fuori delle idee. Come la immaginiamo una città amica degli anziani? Quali attività e spazi si potrebbero mettere a loro disposizione?

 28/02/2017 12:22:18
utente anonimo
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39 commenti

Non è mica vero che il lavoro è tutto nella vita!  Anzi c'è chi con la pensione riesce finalmente a realizzare sogni ed ambizioni che durante la vita lavorativa aveva necessariamente dovuto accantonare.

Una città amica degli anziani abbatte le barriere architettoniche, mette semafori sonori, crea centri di socializzazione e divulgazione culturale, favorisce la prevenzione delle malattie, incentiva il trasporto pubblico; in base al reddito personale dell'anziano favorisce la categoria con sconti e agevolazioni per i set izi essenziali

 28/02/2017 13:05:24
Amelia

Amelia38683

Impastatrice di polpette :)

magnulli, per carità, non volevo generalizzare. Intendevo dire che chi ha progetti post-lavorativi vive meglio, si sente meglio. Questo almeno vedo con i miei genitori e i miei zii, uno zio in particolare, impiegato per una vita e appassionato di arte, appena è andato in pensione si è iscritto all'università della terza età e sta benissimo.

 28/02/2017 13:17:18
in risposta a ↑

Amelia, anch'io ti chiedo scusa se sono stata un po' troppo diretta, purtroppo è un mio limite che sto cercando di migliorare   

 28/02/2017 13:28:43
Shiver

Shiver156731

Petalosa

Ok alle strategie di prevenzione e ad un maggiore sviluppo sociale e socio-sanitario... ma questi non sono provvedimenti straordinari, insomma si sta semplicemente facendo il proprio dovere.

Il problema è che siamo talmente abituati a fare i superficiali con le esigenze degli anziani che nel momento in cui provvedimenti simili vengono attuati, ecco che vengono acclamati come se fossero chissà quale grande genialata, quando in realtà dovrebbero far parte della normale amministrazione cittadina di tutti i comuni.


Le idee di @magnulli sono ottime, ad alcune non ci avevo nemmeno pensato.

Ma a mio avviso quello che più addolora gli anziani non è tanto la mancata attenzione architettonica a quel determinato centro in cui si recano, ma il fatto che vengano sempre di più confinati e dimenticati...


Insomma quello che voglio dire è che sono assolutamente favorevole a queste nobili iniziative, ma:

1) non devono essere considerate come eventi straordinari, ma devono far parte della normale routine cittadina 

2) non dobbiamo "scaricarci" la coscienza pensando "ok, l'anziano ha il suo centro di socializzazione quindi posso anche andare a trovarlo di meno".


Lo dico perché proprio ieri sono stata toccata da una vicenda che mi ha fatto letteralmente scappare via in lacrime e ancora una volta ha confermato in me il pensiero secondo cui l'anziano (come il bambino o la persona di 30 anni) ha pur sempre bisogno di amore e queste iniziative devono essere una dimostrazione del rispetto che abbiamo verso di loro, ma anche un invito a non lavarci la coscienza..


Scusa lo sproloquio, spero di non essere andata fuori tema e di essermi espressa bene.. la città amica degli anziani è una bellissima idea, ma non dimentichiamoci che nulla vale quanto la vicinanza dei propri cari...   

 28/02/2017 13:45:03

Shiver, si certo, ma i centri di socializzazione non devono essere visti come ghetti. Qui si parlava di città come organismo che riesca a coinvolgere e mettere in contatto tutte le due anime. Quindi questi dovrebbero essere le azioni che spettano alle istituzioni pubbliche. Poi i rapporti privati non possono certo essere regolati per legge. Se gli anziani vengono abbandonati dalle loro famiglie , la città e le sue istituzioni poco possono a riunirli.

Una cosa che le istituzioni potrebbero fare è che i centri per anziani fossero gestiti anche dai giovani e dai familiari in modo da riunire le varie età e le varie realtà cittadine

 28/02/2017 13:55:37
Shiver

Shiver156731

Petalosa

in risposta a ↑

magnulli, quello che volevo dire è che un centro di ultima generazione, efficiente e pulito non basta a risolvere i problemi di abbandono.

Ieri ho partecipato al compleanno di un signore di 87 anni che vive nella casa di riposo in cui presto servizio. Ha aspettato tutta la serata sua nipote, ma quando si è reso conto che non sarebbe più venuta ha pianto e non hai idea di quanto abbia fatto male.. quindi quello che cerco di dire (andando forse anche fuori tema) è che l'efficientissimo semaforo sonoro (per fare un esempio) non impedirà ad un altro anziano di piangere lacrime di abbandono, quindi è vero che il comune non può farci nulla se la famiglia parcheggia l'anziano nell'ospizio, ma magari sarebbe preferibile accostare a queste iniziative di ambito pratico, anche altre di stampo emozionale.

Perché non è detto che un comune non possa occuparsi di educazione sentimentale, anzi... credo che solo quest'ultima porti ad un conseguente e normale rispetto verso l'anziano.


Nella mia personalissima idea di città amica degli anziani magari non ci saranno innovazioni geniali, ma di sicuro non mancano iniziative volte all'unione tra le varie generazioni 

 28/02/2017 14:22:06
Amelia

Amelia38683

Impastatrice di polpette :)

in risposta a ↑

Shiver, stai affrontando l'argomento da un punto di vista emotivo, ci regali un'altra prospettiva più umana. Io mi trovo molto in sintonia con @magnulli . Il discorso può essere scomposto in più livelli:


  • Strutture/iniziative minime: assenza di barriere architettoniche, semafori sonori dovrebbero far parte delle dotazioni minime di una città. Fa riflettere il fatto che oggi li annoveriamo come provvedimenti straordinari.
  • Strutture e iniziative straordinarie. @magnulli ha parlato di centri di socializzazione. Le iniziative potrebbero essere tantissime. In un comune vicino al mio, l'amministrazione comunale ha pensato a dei corsi di ginnastica dolce organizzati dal comune per gli over 60 che devono pagare un contributo annuale di 50€ (niente praticamente). Non hai idea di quanti fanno amicizia proprio in questi corsi.
  • Il livello umano-affettivo sta alle nostre famiglie, ma potrebbe essere incentivato il contatto tra giovani e meno giovani. A me viene in mente, per esempio, un corso in cui gli anziani insegnano ai più giovani arti che si stanno dimenticando (cucito, ricette tipiche del posto, ecc.).



 28/02/2017 14:38:11
Shiver

Shiver156731

Petalosa

in risposta a ↑

Amelia, bellissima idea quella dei corsi in cui i giovani insegnano arti che si stanno perdendo! E ottimo anche il corso di ginnastica dolce che si tiene vicino la tua città!

Io sono dell'idea che in generale i "simili" non dovrebbero mai stare solo ed esclusivamente con i propri simili... quella è la via migliore per ghettizzare e chiudersi mentalmente!

Più c'è diversità più ci sono occasioni di apprendimento, ecco perché nella città ideale degli anziani in cui credo non esistono luoghi in cui si confinano gruppi di persone.. 

 28/02/2017 15:04:09
Amelia

Amelia38683

Impastatrice di polpette :)

in risposta a ↑

Shiver, ti dirò che nel mio paese c'è un club dei pensionati che organizza spesso gite fuori porta. Mia zia partecipa spesso, soprattutto nei periodi in cui non ha alternative. Non li vedo tanto come ghetti, ma come gruppi di ritrovo.

 28/02/2017 15:35:39
ilmiozio

ilmiozio196646

Estremista di destra e di sinistra

Una città amica degli anziani? Basterebbe una città normale con ospedali normali dove per una tac non devi aspettare sei mesi.

 28/02/2017 14:11:02
Amelia

Amelia38683

Impastatrice di polpette :)

ilmiozio, ospedali e tempi di attesa più umani farebbero comodo a tutti, non solo agli anziani   

 28/02/2017 14:22:05
PierGiorgio53

PierGiorgio5358076

in attesa pensione

devo ritirare fuori il ciambellone con testa d'elefante. bagni gratis spero.


 28/02/2017 17:51:03
ilmiozio

ilmiozio196646

Estremista di destra e di sinistra

PierGiorgio53, Le strade trasformate in campi di bocce!   

 28/02/2017 18:19:57
Amelia

Amelia38683

Impastatrice di polpette :)

in risposta a ↑

ilmiozio,       

 28/02/2017 18:22:12

Bella domanda.. non dovrebbero esistere barriere architettoniche, perché spesso le persone anziane sono invalide. Gli autobus non dovrebbero avere quegli scalini, già fastidiosi per i giovani. Dovrebbero girare più controlli (anche sui mezzi) per evitare che cadano vittima dei bulli, perché questo spesso capita. Non sarebbe male se fossero presi dei provvedimenti anti raggiro. La notte dovrebbero esserci norme più severe per gli schiamazzi e i giovani in linea di principio potrebbero essere più rispettosi. Un po' di galateo non basta mai. Potrebbero fare anche altri tipi di servizi, come la consegna dei medicinali porta a porta, lo stesso discorso dovrebbe valere per la spazzatura (se qualcuno vive ai piani alti), ma magari tutto questo esiste già da un sacco di tempo, solo che non ne sapevo niente?!   

 28/02/2017 18:18:26
Amelia

Amelia38683

Impastatrice di polpette :)

Neutron, leggevo tempo fa di alcune associazioni che si occupano della consegna a domicilio dei farmaci, tutto il resto sarebbe nell'elenco delle cose da fare. Ti viene in mente qualcosa per aumentare le opportunità di socializzare?

 01/03/2017 15:08:53
in risposta a ↑

Amelia, direi circoli ricreativi, dove si insegnano ai giovani i mestieri di una volta.. che ne dici di nonne che insegnano alle ragazze a fare la maglia e il ricamo o a fare dei rimedi naturali quando i bimbi stanno male? E i nonni che insegnano ai maschi i mestieri di una volta, come ottenere utensili da materiale di scarto, costruire una botte, una ruota, eccetera, ma anche opere di artigianato.. INVECE DEI SOLITI CENTRI, dove sono soltanto loro!!   Bisognerebbe creare una certa promiscuità Fra giovani e anziani per riallacciare i vecchi valori, senza dire di no alla modernità. 

 01/03/2017 15:14:24
Amelia

Amelia38683

Impastatrice di polpette :)

in risposta a ↑

Neutron, sono d'accordissimo, ne parlavo anche con @Shiver . Sarebbe il modo migliore per creare un punto di incontro tra giovani e meno giovani e per tramandare tradizioni e mestieri che stanno scomparendo. Non so se sia fattibile nelle grandi città, nei piccoli paesi credo lo sia.

 01/03/2017 15:17:43
in risposta a ↑

Amelia, valuta però che qualcuno di interessato lo trovi sempre.. pensa un po' agli studenti di agraria, o anche a chi frequenta l'alberghiero ed è alla scoperta di antiche ricette.. e di chi frequenta corsi regionali come operatrici della moda, ne vogliamo parlare?! Tentar non nuoce, sempre valutando le aspettative del posto in cui viviamo..   

 01/03/2017 15:21:57

Neutron, sono certa che in molte città  del  nord tutto questo avviene ,mentre al sud non credo proprio!

 02/03/2017 20:46:44

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