e mettiamoci nei geni anche quelli dello spirito dittatoriale...autore di genocidi...razzista...perchè,allora condannare Hitler,se tutte le sue azioni erano inesorabilmente condizionate dai suoi geni ?

 23/02/2017 09:14:53

meridius, io intendo tipo che se è una cosa di famiglia c'è una predisposizione 

 23/02/2017 09:18:25
in risposta a ↑

Ago99_, lo avevo capito...stavo estremizzando il concetto...   ..

 23/02/2017 09:20:12
Campari

Campari3326

Appassionato di Storia e fotografia

No. Il Dna trasporta solamente i dati "fisici" per costruire il nostro corpo. Con esso non vengono riportate altre informazioni caratteriali o comportamentali. 

Queste ultime vengono trasmesse dal genitore al figlio tramite il processo di insegnamento ed il normale corso della vita. Nei primi due anni di vita, quando il cervello umano è totalmente in una fase arcaica [parte responsabile delle emozioni] infatti, il nostro cervello è più sensibile a come gli adulti si comportano, non solo con il figlio ma anche con altri adulti, assorbendone quindi i comportamenti, i livelli di stress, etc. Possiamo dire che esiste uno scambio emotivo-empatico fra l'adulto e il piccolo. Ci si scambia il livello emotivo.

La dipendenza sono l'estremizzazione di questi comportamenti imparati da neonati. Sono delle routine comportamentali che il nostro cervello ha imparato e che noi eseguiamo in automatico, senza pensarci. 

Lo so a cosa stai pensando: "ad un bambino di due anni mica gli si fa bere del negroni se piange, per diventare poi dipendente dall'alcool". 

Lo dico in parole povere: il nostro cervello accumula stress fino a che il bisogno di eliminarlo diventa la priorità, altrimenti impazziamo. Ogni cervello sviluppa diverse strategie per ridurre questo componente nocivo, e spesso usa delle scorciatoie per far prima. 

Alcuni bambini sono soggetti a minori fonti di stress e hanno la possibilità di crescere equilibrati, mentre altri invece vivono in ambienti più stressanti. Magari due genitori che litigano spesso, la depressione della madre [i bambini sono spugne emotive], i problemi genitoriali con l'alcool, etc. Ma basta anche solamente una persona che grida spesso: i bambini sono molto ricettivi in quella fase ed ogni elemento potrebbe recare grande disturbo. Solo in una seconda fase di sviluppo, la parte logica, prenderà il sopravvento e potranno contestualizzare alcuni comportamenti genitoriali o correggere i propri. Quindi in questa fase non è possibile per il neonato o il bambino "ragionare" o auto-correggersi. In quel moomento, per lui, esistono solo le emozioni e le sensazioni, ed a tali risponde. Lo schema è molto semplice:


Il bambino avverte la carenza di cibo → il bambino prova paura →  pianto per diminuire lo stress → la madre lo allatta → diminuzione della paura e dello stress.


Ma in alcuni casi non è così semplice per il piccolo:


Il bambino avverte che la madre è agitata → il bambino prova paura → pianto per diminuire lo stress → la madre si preoccupa ulteriormente perché non capisce cosa stia accadendo → la paura del bambino non ha sfogo.


Ogni bambino impara queste routine mentali e la fa proprie. Inutile dire che ogni cervello di ogni bambino preferisce la prima alla seconda, preferendo qualsiasi modo per eliminare lo stress. Meglio un mal rimedio che alcun rimedio, per il nostro cervello.

Passata questa fase, queste emozioni, sensazioni e routine per la gestione dello stress vengono incamerate e diventano la "base" futura per tutto lo sviluppo della persona. Così, quando avremmo un accumulo di stress sapremmo come gestirlo. In teoria ...

Tuttavia il cervello sviluppa delle scorciatoie per sopprimere picchi emozionali [che siano paura o imbarazzo, fastidio o rabbia] e questi "ripieghi", un bambino, li impara proprio dal modello di adulto che ha di fronte: il genitore. Così la dipendenza dell'alcool è presto detta. L'abuso di alcool è una scorciatoia che trova il cervello per lenire quelle ferite emotive che si sono create ma che trovano difficile cura. In questo caso, la scorciatoia che trova il cervello per eliminare una fonte di stress, è quella più semplice e meno complessa: bere. 


Andando più nel dettaglio: cosa sono queste dipendenze? Sono dei veri e propri micro tagli nel cervello che fanno fatica a rimarginarsi. 

 23/02/2017 12:02:01

Campari, appunto...

 23/02/2017 12:03:30

Campari, grazie, sei stato molto chiaro

 23/02/2017 12:05:40
loras

loras25541

Sono una qualsiasi.....ma diversamente giovane

Campari, non è però possibile che un figlio eredita geneticamente una debolezza caratteriale che lo porta a commettere gli stessi errori di un genitore? 

Io conosco ragazzi alcolisti figli di un padre alcolista pur non avendici vissuto insieme quasi nulla? 

Non è che un figlio eredita una debolezza caratteriale per cui anche il figlio cerca di scacciarla buttandosi nella dipendenza? 

Io ne conosco più di uno... 


 23/02/2017 14:36:33
in risposta a ↑

loras, c'è la predisposizione 

 23/02/2017 14:57:55
Campari

Campari3326

Appassionato di Storia e fotografia

in risposta a ↑

loras, purtroppo non ci sono alcune prove che il DNA trasporti informazioni comportamentali. Quelle persone sono diventate alcoliste solamente perché, per il loro cervello, era stato più semplice eliminare lo stress tramite la soddisfazione di un bicchierino ["quando bevo sono felice" → "bevo di più"], piuttosto di elaborare ed affrontare i fattori che hanno portato a tale situazione.

Parliamoci chiaro: ci sono due tipologie di "alcolisti". Quelli che lo sono diventati per fattori endogeni e quelli che lo sono diventati per fattori esogeni. Ovvero, ci sono alcune persone che sono predisposte a diventa degli ubriaconi e difficilmente smetteranno d'esserlo, mentre altri lo sono diventati per fattori ambientali e possono uscirne più facilmente. Per i primi che sono "portati" ad esserlo -come detto- è per colmare una lacuna neo-natale (caso in cui non vi è alcuno sfogo per lenire la sofferenza del pargolo generando nel neonato una insofferenza emotiva). Ovvero, anche l'abbandono genitoriale può produrre nella persona un bisogno affettivo, bisogno che potrebbe portare all'alcolismo, fra le parecchie altre cose.

Se un alcolista è spesso assente come figura genitoriale, o se presente è un pessimo genitore, è normale che il bambino svilupperà bisogno affettivo ... andandolo poi a "coprire" con l'abuso di alcool oppure di droga. Ancora, con un abuso di cibo, ingrassando, o al contrario con bulimia o anoressia. Con il gioco d'azzardo o un comportamento violento, etc.

Ricordo che stiamo parlando di bambini nella prima fascia d'età: fra gli 0 e i 5 anni.


Per la seconda categoria bisogna dire che, ok le origini in una fase neo-natale, ma una volta cresciuti e divenuti coscienti delle proprie azioni si ha l'utilizzo della ragione. La quale dovrebbe intervenire in casi -come questo- di autolesionismo. Se il meccanismo di difesa neuronale non si attiva ci possono essere diverse motivazioni, oltre a quelle già dette [↑]. Una fra queste ultime in ordine cronologico potrebbe essere un'acuta depressione oppure solamente la stereotipazione del comportamento umano. 

Purtroppo non è questione di DNA, ma l'alcool è divenuta una "cura" popolare/sociale. Cosa facciamo quando vogliamo divertirci e passare una serata in allegria? Andiamo al bar a bere qualcosa con gli amici. Cosa facciamo quando la ragazza ci lascia in tronco? Andiamo ad ubriacarci con gli amici. Il nostro datore di lavoro ci ha licenziato? Via a correre al bar per raccontare tutto al barista che, con uno straccio umido, lava il bancone mentre affoghiamo i nostri dispiaceri nel rhum. Quindi il modello che abbiamo in testa è quello di "curare" un malessere emotivo con una buona dose di alcool. È questo schema/modello sociale che fa più del DNA.

 23/02/2017 15:23:11
in risposta a ↑

Ago99_, allora,nessuno potrebbe essere condannato per qualsiasi reato : "era predestinato o predisposto..."

 24/02/2017 09:10:56
in risposta a ↑

meridius, predisposto all'alcol non al crimine

 24/02/2017 09:19:22
in risposta a ↑

Ago99_, non credo che faccia la differenza...allora,comunque,nessun drogato potrebbe essere reso responsabile del suo "farsi"..o non ne potrebbe uscire in nessun modo...

 24/02/2017 09:21:41
in risposta a ↑

meridius, giusto.. 

 24/02/2017 09:27:54
Campari

Campari3326

Appassionato di Storia e fotografia

in risposta a ↑

meridius, questo dilemma ricorda molto il "libero arbitrio". Ovvero, siamo responsabili personalmente noi delle nostre azioni oppure siamo "costretti" a compierle per un qualcosa di predestinato fin da principio? 

Discorso che, credo, esuli dalla domanda posta. Ma se mi è permesso far un piccolo off-topic consiglio il libro di Gazzaniga, che deriva dai più recenti studi scientifici su questo tema.

A mio parere, quando si parla di predisposizione, si indica che ne aumenta una possibilità statistica, e non è un dato di fatto. Cioè, esempio: fumare non provoca il cancro, ma ne aumenta la predisposizione. Quindi non è detto che fumare per 50 anni mi faccia venire il cancro, ma il soggetto avrà più probabilità di averlo rispetto ad uno che non ha mai fumato.

 24/02/2017 12:02:00
SeleneBeatrix

SeleneBeatrix751

Lettrice accanita, film e serie tv!

Beh se per esempio quella persona fosse ipocondriaca, starebbe lontana dall'alcol. 

 23/02/2017 20:27:28
gingerpaleale

gingerpaleale38661

Saldi nella furia dei Venti e degli Eventi

Non si parla di dipendenza genetica ma di fattori predisponenti. Ti faccio l'esempio con l'alcool : è stato provato che gli alcolizzati hanno più probabilità di dar vita ad un umano con una tolleranza più alta, questo vuol dire che gli effetti dell'intossicazione alcolica sono meno evidenti (in sostanza se a Carlo serve un drink per sbronzarsi, a Giulio ne servono 3 ma dopo 3 ha gia un tasso alcolico molto alto e rischia di stare molto peggio) .

Questo va contro Giulio, perché se Giulio esce con gli amici non sa quale sia il limite reale del suo corpo, ma solo quello percepito. Ed essendo che un drink non gli da alcun problema sarà più propenso a credere di poterlo gestire e quindi di poterlo prendere più spesso. In questi casi si puo facilmente innescare un meccanismo di dipendenza inconsapevole, dove per la persona, fino a quando non subisce il "craving"(ovvero sta male perché non ha la su "dose"), è assolutamente normale e nemmeno percepito come qualcosa di usato per sballarsi. 

Viceversa chi cerca proprio lo sballo e ha una tolleranza alta rischia di dover assumere dosi molto molto alte per ottenere l effetto voluto e, con più rischio nelle donne, avvicinarsi quindi pericolosamente al limite letale (overdose). 


In ogni caso esiste poi sempre la variabile ambiente :) ovvero che se un alcolista si è ripulito e cresce amorevolmente i figli spiegando cosa sia una dipendenza beh.. La percentuale di possibilità si abbassa molto   



 24/02/2017 06:51:06
abc12345

abc1234558971

Probitas

gingerpaleale, ottima riflessione, condivido. Quanto all'alcolizzato, conosco un bambino nato tetraparesico da una mamma alcolizzata; i guai quindi dell'alcol vanno oltre ad un semplice fattore predisponente.

 24/02/2017 07:34:14

gingerpaleale, vale lo stesso per le droghe?

 24/02/2017 07:34:49 (modificato)
in risposta a ↑

abc12345, ma non credi che il patrimonio genetico di una persona ,all'istante stesso del concepimento,non dia il tempo a niente di influirvi ?

 24/02/2017 09:14:02
Contrabbandiere

Contrabbandiere39556

PLA-XIT

Tutte le nostre malattie, fobie, dipendenze, gusti e chi più ne ha più ne metta, sono in qualche modo dipendenti dai nostri geni quindi è genetico.

 24/02/2017 16:22:35

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