LouiseLaura

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Mi piacerebbe entrare in Accademia aeronautica

Sono cresciuta con i miei nonni entrambi cattolici ma non praticanti. Mi avevano insegnato a pregare per me, per la mia famiglia e per il resto del mondo e soprattutto per le persone più sfortunate di me.

Sono stata battezzata e ho la prima comunione, ma non la cresima.

Questo è successo fino all'età di otto anni quando ho incominciato a pormi delle domande, alcune delle quali sulla fede. Domande e risposte che mi hanno portata a diventare atea. 

Se non vedo non credo, ma ovviamente questa è un mio pensiero poi nessuno sa realmente se esiste Dio o qualcosa.

Non sopporto l'idea che qualcuno sia superiori a noi.

Non credo in una seconda vita perché penso che la vita sia un caso e che i nostri corpi morti diventeranno cibo per altri esseri viventi che porteranno avanti il nostro pianeta senza un senso.

Meglio godersi ora la vita con le sue negatività (soprattutto le negatività che ci rendono più forti e carichi di positività) e positività, perché dopo non sappiamo se c'è una seconda vita o meno. Ribadisco che personalmente non credo vi sia altro oltre la morte, ma non lo so.

Il battesimo l'ho ricevuto quando avevo pochi mesi e la comunione mi è stata imposta. La cresima non l'ho fatta perché ritenendomi atea non mi sembra giusto farla per fare una festicciola in famiglia e prendere in giro la fede.



 28/12/2018 20:58:55

Sono stata cresciuta in una famiglia molto religiosa. In terza liceo ho iniziato a fare filosofia a scuola e il mio professore (uomo di immensa cultura, ateo e molto carismatico) ha tipo distrutto tutto ciò che mi ero costruita. Non ti nego che il periodo successivo sia stato il peggiore della mia vita (sai, prima hai la certezza che starai per tutta l’ eternità con le persone che ami, che qualcuno veglia su di te e che esiste un destino per ognuno di noi e d’ improvviso ti ritrovi catapultato in un mondo insensato e pieno di dolore immotivato.) 

Sono cresciuta molto da allora e ti dico a che punto sono arrivata oggi dopo 4 anni di pensieri. 

In primo luogo credo che qualsiasi religione antropomorfa non sia corretta in quanto “riduttiva”, il Dio-uomo é una semplificazione per farci capire. Inoltre qualsiasi testo religioso lo trovo un testo puramente umano, senza alcuna ispirazione divina. Detto questo credo anche, senza voler offendere nessuno, che coloro che si professano atei dicendo “se usi la logica ci arrivi” siano in errore tanto quanto quelli che credono ciecamente: non esiste nessuna logica, la trovo una forma di supponenza. Chi dice così crede che il mondo sia interpretabile attraverso le categorie umane, che quello che vedo é quello che c’è: questo discorso é l’ apoteosi della riduzione, siamo nella caverna di Platone a guardare delle ombre sul muro. Credo che la cosa più intelligente da dire sia “non ho la più pallida idea di cosa ci sia al di fuori di questo mondo” senza peccare di supponenza credendo ciecamente sia alla religione che all’ ateismo, bisogna sempre mettersi in discussione ed essere aperti alla possibilità. Detto questo io SPERO (non credo) che ci sia un posto dove trovare tutte le persone che amo (qualora non ci fosse però la morte mi porterà sollievo dalla mia dolorosa solitudine) e soprattutto penso che la vita proposta dalla religione (scartando le stratificazioni umane come l’ avversione per i gay, tatuaggi ecc) sia una vita bellissima. Se tu prendi la religione e la inizi a purificare scopri che il nucleo consiste nel vivere in funzione dell’ amore e facendo del bene agli altri. Credo che Gesù sia stato un uomo incredibile e lo considero un maestro per me, alla fine tutto quello che ci serve sapere é come passare il tempo che abbiamo su questa terra, no? E io voglio viverlo al meglio

 29/12/2018 00:08:16 (modificato)

La mia fede ha avuto diverse sfumature con gli anni.

Da bambina non sapevo esattamente cos'era, non la sentivo essenzialmente dentro di me..

Mi piaceva tutto quello che era il contorno, ma non afferravo il punto.

A otto anni più o meno, ho smesso di darmi alle preghiere e a tutto quello che mi veniva detto di fare. Addirittura ricordo il disagio nella confessione. Inventavo palle, perché non avevo nulla per cui credevo di dover essere perdonata..  in un modo, per altro, così umiliante.

Insomma, non trovavo un riscontro, un senso! .. e mi sembrava inutile.

Il tutto però senza mettere in discussione nulla. Credevo ancora nell'esistenza di quel qualcuno, ma non mi sembrava il caso di affidarmici. 

Verso i 14 anni ho totalmente accantonato tutto, dimenticandomene quasi. Mi sono focalizzata sulle cose terrene, cercando di ambientarmici. 

Ho cominciato a creare le mie regole, i miei valori, i miei ideali e a rafforzare le mie idee.. cercando di dare una base solida e incrollabile. A quel punto la fede non serviva veramente più.

Crescendo poi, ho cominciato a riavvicinarmi per difetto, non alla fede, ma solo alla questione religiosa. Mi affascinava (come tutt'ora) molto. Non ero così presuntuosa da dire che Dio non esistesse per forza, anzi infondo ci speravo ( che figata sarebbe se fosse veramente così??). Quindi ho iniziato a giocarci su, su questa speranza comune. Ho cominciato a vedere Dio, come un amico, più che come un qualcuno a cui chiedere aiuto. Ovviamente per me era un amico immaginario. Mi divertivo a trattarlo alla mia pari, avevo quasi un assoluta compassione di lui. Non che stessi tutto il giorno a giocare con questa fantasia xD 

Ma nei momenti no, si consolidava un bel teatrino, che in un certo senso, mi faceva stare meglio.

Ad oggi.. ho smesso con i giochetti (perché poi???)... e semplicemente mi lascio affascinare dalla  bellezza, storia, cultura e arte che è riuscita cmq a portare un credo. 

Un credo che forse non ho nemmeno mai sentito, e mai compreso appieno.

Penso sia dovuto al fatto che di carattere non mi piace affidarmi agli altri. Non ho mai sentito veramente l'esigenza di chiedere aiuto a qualcuno. 

Se esistesse veramente, mi sentirei anche in colpa nel farlo.. e avendo dei solidi principi, che ho consolidato solo con l'esperienza.. è come se, la figura di Dio, in realtà a me non servisse.

E visto che è anche dubbia, e avendo altre strade che invece sono concrete.. perché dovrei affidarmici? 


Comunque penso che il confronto su questo argomento, per me, sia tutto, tranne che finito.



 29/12/2018 02:45:46
Baidu

Baidu-349

La farsi mi ha fatto la barba

L'ho persa quando mi hanno detto di andare a Catechismo

 31/12/2018 02:04:06

Non è stato un percorso facile, come credo per nessuno che abbia usato la testa in questo ambito.

Come molti, anch'io sono nato in una famiglia molto Cattolica. Come molti anch'io ho creduto di essere molto Cattolico, anche se le mie idee già allora differivano, ma si sa come sono i bambini: non si fanno domande. A catechismo ero il "primo della classe" e fui (oltre che battezzato -troppo piccolo per poter dire la mia, cosa per cui comunque non serbo certo rancore, è detta solo per precisare- come spesso accade nelle famiglie Cattoliche) comunicato e cresimato. Solo dopo iniziai a farmi domande, a notare come stridesse con ciò a cui credevo di credere tutto quello a cui giungevo con i miei ragionamenti e i miei studi... Tuttavia, troppo spaventato dal "porca miseria, forse ho sbagliato qualcosa" cercai di rigettare il mio intimo pensiero, buttandomi in un cieco fanatismo Cattolico (ed è mia convinzione, che molti fanatici, siano in realtà in questa condizione di dissonanza, come feriti e l'unico modo di sanare questa spaccatura, è annullare una delle due parti e rendere l'altra più aggressiva per poterlo fare). A questo periodo seguì un periodo di finto ateismo militante, in cui era più un modo per dire a me stesso "tu non credi in niente" che un vero ateismo, ero troppo terrorizzato, inconsciamente, dall'idea di credere a una religione dopo che mi sono sentito "preso in giro" da quella da cui avevo appena trovato il coraggio di uscire... inoltre, non avevo conoscenza, né coscienza di quello a cui credevo, inizialmente. Senza contare, che avendo una visione infantile delle religioni e della stessa idea di Dio, essa aveva iniziato a suonarmi ridicola e infantile... e poi vuoi mettere? Non ero Cristiano, quindi che alternativa avevo per definirmi, se non ateo? (sì, come tipicamente accade nell'adolescenza, il tema identitario era forte in me e la cultura in fatto di religioni invece era troppo, troppo debole e anzi chiedo scusa agli atei per aver fatto un ragionamento così stupido quando ero adolescente).

Fu solo al liceo che trovai la mia via, quando nello studio della storia Romana notai un approfondimento sul credo di Flavio Claudio Giusliano ricordo ancora che sentii ribollire in me qualcosa, ma ignorai quella "voce" e quel pensiero, trovando ridicolo sentirsi rispecchiati in un pensiero irrazionale e per di più morto e sepolto... ma tentai invano; anzi, questa spinta divenne sempre più forte, tant'è che poi, quando in filosofia il professore ci diede delle dispense per recuperare il programma non svolto l'anno prima, parlando di Plotino e Porfirio, andai invece proprio sul libro a cercarli sentendo la stessa sensazione, percependo gli stessi pensieri e quella stessa "vocina interiore" che ormai era come se mi gridasse dentro. Fu lì che presi finalmente consapevolezza del "cavolo! questi hanno detto ciò che io ho sempre creduto in vita mia, anche se nessuno me lo aveva mai insegnato!" però insieme a questo, la vocina era finalmente arrivata alla coscienza sottoforma di pensiero e consapevolezza. Tuttavia non fu rose e fiori, a partire dalla difficoltà a reperire materiale per approfondire, andando attraverso tutti i conflitti fino alla questione del sentirsi sbagliati. In fondo, se credevo a cose morte e sepolte, a cui nessuno più credeva, come potevo avere ragione? Iniziai a considerare il mio pensiero motivo di vergogna e a nasconderlo; solo dopo un percorso che ha portato tramite lo studio di realtà simili e di libri per approfondire la mia posizione, sono arrivato ad accettare quel che pensavo e a renderlo più maturo... tuttavia non ho smesso di confrontarmi con altri di altre convinzioni per approfondire eventuali critiche e farmi un'idea più matura (e quindi capace di rispettare) anche le altre posizioni in merito a un "mistero così sublime" (come lo definì un autore in un passo a me molto caro di un'opera).


Oh, scusa la pappardella, ma come premesso non era stato un percorso semplice. XD

 03/01/2019 14:14:02
Cipo65

Cipo6515076

Alla ricerca di un buon giudizio in cucina

Ulisxes, scusa la curiosità e la mia ignoranza, ma non ho capito alla fine in cosa credi....cioè la tua vocina interiore che gridava, alla fine cosa ti diceva?

 08/01/2019 13:06:43
in risposta a ↑

Cipo65, scusa... sostanzialmente la "vocina interiore" era solo una metafora di un qualcosa che non saprei nemmeno io esprimere. Comunque mi considero Ellenico, essendo l'Ellenismo il nome con cui l'imperatore Flavio Claudio Giuliano aveva chiamato il culto Imperiale riletto nella tardo antichità attraverso la lente del neoplatonismo.

 08/01/2019 18:36:56
Cipo65

Cipo6515076

Alla ricerca di un buon giudizio in cucina

in risposta a ↑

Ulisxes, si certo, avevo capito la metafora  .... ma il tuo commento mi ha parecchio incuriosito.... Grazie. 

 08/01/2019 18:43:59
in risposta a ↑

Cipo65, è che visto che di solito mi esprimo male, pensavo di aver sbagliato anche stavolta ahah comunque grazie!

 09/01/2019 12:00:24

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