Dite la vostra : Siete credenti?

In cosa credete?

Quanto la religione ha influito o influisce sulla vita dell'uomo?

C'è una perdita di fede di morale, valori nella nostra tecnologica era e se credete di sì, perché?

La fede aiuta ad accettare la morte secondo voi?

(Suggerito da abc1234)

Io non do pareri personali, come ho già scritto sono atea 

 31/01/2017 20:04:22
utente anonimo
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83 commenti
abc12345

abc1234558541

Probitas

Sono credente e praticante e inizio con il riflettere sulla Fede, che è la condizione basilare, senza la quale, si rischia di non intenderci; la Fede in Dio è al contempo “una scelta e un dono”, ha scritto Scott Speck nel suo libro: “Voglia di bene” che consiglio a chi intende approfondire. Una scelta, perchè siamo noi a scegliere da che parte stare, un dono, perchè non proviene da noi ma dal nostro Creatore. Persino Dante ce lo ricorda nel Canto III del Parad.: “E ‘n Sua volontade è nostra pace”.


E se ci pensiamo bene; per raccogliere la pioggia ci vuole un “contenitore adatto”; ne consegue che la fede esige un atteggiamento di fiducia che trascende il sensibile che rende l’uomo schiavo dei suoi limiti che sono i sensi. Ma al contempo si rende conto e avverte dentro di sè un Quid che reclama il suo spazio e attenzione, che è la parte spirituale, l’anima. Ed è questa che mi spinge ad alzare gli occhi al cielo (come hanno fatto tanti prima di me) e mi accorgo che, guardandomi attorno, trovo una infinità di conferme; una realtà incommensurabilmente bella e complessa che rimanda ad un Progettista:https://www.quag.com/it/thread/55125/complessita-irriducibile-uno-spiraglio-di-luce-sul-mondo-invisibile/


La Fede apre gli occhi e fa vedere quanto prima era fuori fuoco, perchè l’occhio è l’organo della luce e se questo non è semplice e innocente vede tutto annebbiato; non per niente i mistici riconoscevano un convertito dall’espressione degli occhi. L’occhio non inganna perchè vive di Luce senza la quale si fa torvo e sinistro, che sta per “guardare storto”. Con la luce del sole si vede lontano, così è con la Fede; l’anima senza Luce (e quindi con il mal-tempo) scorge solo le cose vicine ai sensi.


Non si può vivere senza dare alla propria esistenza un significato d'insieme, un “senso”, il quale non può essere né sperimentato, nel senso empirico del termine, né dimostrato, ma solo vissuto. Quando ci troviamo di fronte alle questioni fondamentali della vita, non possiamo non porci concretamente una scelta. Data la limitatezza dell'uomo, la scelta non può che essere la Fede in un Creatore. Chiudo citando Dante, mente sublime che tutto il mondo ci invidia, il quale nel Convivio, al Trattato IV cap. XII ver. 14, così si è espresso:


“E la ragione è questa: che lo sommo desiderio di ciascuna cosa, e prima da la natura dato, è lo ritornare a lo suo Principio; e però che Dio è Principio de le nostre anime e Fattore di quelle simili a Sé, sì come è scritto: "facciamo l'uomo ad immagine e similitudine nostra", essa, Anima, massimamente desidera di tornare a Quello”. Ancora una citazione di Henry Margenau, fisico e filosofo della scienza; scienzato quindi e pensatore:


“Perché c'è tanta bellezza nella natura? Noì non crediamo che la bellezza stia solo nell'occhio dello spettatore. Alla base delle esperienze di bellezza, o almeno di alcune, ci sono dei caratteri oggettivi, come i rapporti fra le frequenze delle note di un accordo maggiore, la simmetria di forme geometriche o il fascino estetico dei colori complementari. Nessuno di questi ha un valore di sopravvivenza ma tutti sono frequenti in natura, in una misura pressoché incompatibile col caso. Noi ammiriamo il canto degli uccelli, la disposizione dei colori nei fiori (gli insetti hanno un senso estetico?) o nelle piume degli uccelli e l'incomparabile bellezza di una foglia d'acero in autunno, col suo rosso intenso, le nervature azzurre e i bordi dorati. Si tratta per caso di qualità utili alla sopravvivenza, quando la foglia è in disfacimento?” Henry Margenau in: “Il miracolo dell’esistenza”. Armando editore Roma 1987.


Per le altre domande, me le sono annotate; sarà per un’altra volta perchè necessitano di tempo e approfondimento. Spero non manchi l’occasione.

 31/01/2017 20:27:21

Già solo la prima domanda è intrigante. 

Ti rispondo in modo, credo, non convenzionale

Credo nella entropia motore di tutto

 02/02/2017 06:14:57

Ehman, molto poco convenzionale come risposta, hai ragione

 02/02/2017 20:13:43
RobertoMontanari

RobertoMontanari96419

Naufrago

Credo che sarebbe ora di smettere di considerare la religione una suggestione diversa da tutte le altre che influenzano l'esistenza.

Personalmente non seguo nessun rito, ma sicuramente ho anch'io qualche superstizione, oppure faccio dei gesti ripetitivi che mi tranqullizzano.

Non riesco ad immaginarmi un creatore, ma non posso ignorare la componente trascendente della mia esistenza.

Non credo ad una morale stabilita da dogmi, ma ho l'esatta percezione che dentro di noi tutti sanno benissimo cos'è giusto, e cosa non lo è.

Non esiste, secondo me, una distinzione "credo" - "non credo", ma casomai: "mi considero affiliato ad una qualche organizzazione". Che sia classificata "religiosa" o la squadra di calcetto, tutto sommato cambia poco: entrambe in qualche modo ci condizionano.

Il punto è "quanto ci facciamo condizionare": uno può seguire le idee di un gruppo che professa un determinato culto, e farsi condizionare pochissimo; un'altro, per assurdo, può non essere capace di rifiutarsi a partecipare alle cena con gli amici di calcetto.


 02/02/2017 08:03:03
Campari

Campari3326

Appassionato di Storia e fotografia

RobertoMontanari, in base a che concetto una persona sa a prescindere cosa è bene?

Ti faccio un esempio. 

È bene inquinare il pianeta per arricchirsi alle spalle degli altri?

A mente lucida uno dice di no. Eppure quanti uccidono e rubano per migliorare la propria condizione economica? La loro morale dice che va bene,perché a loro ha pprtato agiatezza, la mia no perchè l'inquinamento produce morti. Quindi a che cosa serve avere una morale personale, non derivante dalla propria culturale e non condivisa da tutti?

Credo che non sia bene dare per scontato che tutti "sappiano a prescindere" dalla cultura cosa sia bene o meno. 


 02/02/2017 11:28:12
RobertoMontanari

RobertoMontanari96419

Naufrago

in risposta a ↑

Campari, è un bel tema (che forse ci porta un po' fuori tema).

C'è spesso una grossa distanza tra quello che facciamo, e quello che sentiamo profondamente dentro di noi.

C'è una stratificazione di "scenari" che ci disorientano.

Per sentire bene dentro di sé, bisogna fare un lavoro di "ripulitura".

Per qualche persona può essere un lavoro difficile, quasi impossibile.

Ma se si riesce a farlo, il "comune sentire" esiste davvero

D'altronde sta alla base dell'idea stessa di "principi universali"

Sta anche alla base dell'idea, esplicita nella nostra costituzione, che lo scopo della pena sia il recupero per la società, quale che sia il reato commesso.

Ovviamente un conto è "dire", e molto più difficile è "fare", ma:

dare per scontato che tutti "sappiano a prescindere" dalla cultura cosa sia bene o meno

io credo che sia fondamentale, esattamente come ammettere che apparteniamo tutti al genere umano



 02/02/2017 11:47:08
Campari

Campari3326

Appassionato di Storia e fotografia

in risposta a ↑

RobertoMontanari, visto che andrei fuori tema, non replico. Ma si potrebbe fare una discuszione su questo. "La morale è collettiva o individuale?"

Ps se la fate ne voglio i diritti d'autore

 02/02/2017 11:56:31

NON credo in Dio ..ma credo IN ME STESSO. 

Nei valori della vita.

Buonsenso, altruismo, famiglia, amore, condivisione, etica, moralità, educazione, ..la lista è lunghissima. 

 02/02/2017 08:11:50

Allora te sei nulla. I valori non sono altro che dei coefficenti sociali che un gruppo di persone adottano per stare insieme.. Alcune delle parole che hai citato non sono nemmeno valori e se ce ne è qualcuno riconoscibile come tale sappi che viene dalla tradizione giudaico-cristiana, per quanto ti possa definire ateo (cosa che non sei assolutamente) resti sempre, essendo cresciuto in occidente, culturalmente cristiano.

Prova a chiederti cosa voglia dire non credere..


 07/03/2018 17:53:38

Credo in Dio, non gli do la colpa dei miei guai e dei guai del mondo,  spesso siamo noi a crearceli e a crearli ad altri (noi inteso come uomo in generale). Ma non credo nella chiesa e nei preti. Più guardo e sento e più mi rendo conto che sono lontani dall'essere approvati a Dio. Faccio volontariato in un centro immigrati gestito da preti ed evito di dire ciò che ho visto.  La perdita di valori è colpa loro, la gente rimane delusa dalla chiesa, da la colpa a Dio, decide di fare di testa propria. Su questo non saprei che dire perché io seguo i miei valori che per gli altri forse valori non sono. Fede e morte... non credo nell'anima,  quando si muore per me finisce lì.  Quindi accetto la morte anche se con sofferenza.  Non voglio credere a falsità per mettermi il cuore in pace. 

 02/02/2017 08:21:44
loras

loras24886

Sono una qualsiasi.....ma diversamente giovane

Ago99_, e tu hai 17 anni? 

 14/02/2017 15:34:20
in risposta a ↑

loras, si, perché? 

 14/02/2017 15:40:51

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