alezo89

alezo8913386

Essere sempre se stessi

Secondo me è giusto che votino, non vedo alcuna ragione per cui non possano farlo.


 24/11/2016 14:19:52

E se questi italiani dall'estero avessero una visione più realistica del nostro paese? Non so se sia giusto farli votare (grazie a loro abbiamo in parlamento Antonio Razzi   ) ma mettere adesso in discussione il voto estero, perchè il risultato potrebbe non piacerci, mi pare meschino e degradante. Non accetto l'ipotesi ventilata da alcuni comitati del NO di impugnare in tribunale l'esito del voto. In assenza di prove inconfutabili di brogli, non possiamo prendere esempio dagli USA dove gli astensionisti sono scesi in piazza contro Trump. L'esito del voto va rispettato in ogni caso. E comunque vada, dopo il referendum non ci sarà l'Armageddon.

 25/11/2016 07:48:49
RobertoMontanari

RobertoMontanari98624

Naufrago

erestor76, delle regole di voto, si parla quando c'è una consultazione: questo mi sembra ovvio.

Sul suffragio universale, poi, ci sarebbe da discutere parecchio (c'è stata anche una acuta proposta di @Tommy ).   Per me il diritto dovrebbe essere esteso, ad esempio, anche a chi risiede in Italia da molti anni.

Nello specifico del voto degli italiani all'estero, credo sia del tutto evidente il fatto che la tecnica adottata dall'italia (per posta) è quella che più facilmente si presta alla compravendita di voti.

Si dovrebbe far finta che questo problema non esista, per non disturbare il manovratore ?

 25/11/2016 08:36:33
Tommy

Tommy30676

in risposta a ↑

RobertoMontanari, grazie per "l'endorsement" alla mia proposta, della quale sono tuttora convinto.


Riguardo alla contestazione del risultato del voto legato alla vittoria di una parte politica, credo che sia un cattivo servizio alla democrazia, perché finisce per screditarla.


La contestazione della tecnica di voto dovrebbe essere fatta in tempo per permettere le modifiche di legge atte a correggere le anomalie e non in vicinanza del voto, quando la macchina elettorale è già stata messa in moto.

Solo in questo modo si potrebbe capire se la parte che ha il potere vuole conservare le norme sbagliate per il proprio interesse.


Il modo in cui sia Trump che il comitato del NO hanno fatto la loro contestazione, non dà l'impressione di un senso di giustizia, ma solo di un forte interesse di parte.

Tanto forte da essere anteposto alla credibilità del sistema democratico.


Diveso è il caso in cui si dimostri la presenza di brogli, ma questo vale sia per la vittoria dell'uno che dell'altro schieramento.

Naturalmente tutto dipende da chi ha commesso l'illecito.


 25/11/2016 10:21:56
RobertoMontanari

RobertoMontanari98624

Naufrago

in risposta a ↑

Tommy, in effetti sul cosiddetto "metodo democratico" ho delle perplessità (e non da ora).

Io però non la vedo in termini dicotomici (o la democrazia, o la dittatura): credo (mi auguro) che ci possano essere metodi migliori di entrambi. Ad esempio, una grande azienda non è né l'uno né l'altro, e nella sua organizzazione c'è una ripartizione di poteri, che si interseca con una rete di stakeholders esterni, che pure hanno la possibilità di condizionare in qualche misura il comportamento dell'azienda.

Ma questo in effetti è un altro tema.

Restando a quanto sancito dalla costituzione, il voto dei residenti all'estero è un diritto; il modo lascia troppe falle: non resta che sperare che non risulti determinante...

  


 25/11/2016 11:50:58
Tommy

Tommy30676

in risposta a ↑

RobertoMontanari, le falle ci sono anche per coloro che votano in Italia (a proposito di segretezza, pensa ai telefonini, che sono proibiti solo teoricamente).


La mia impressione è che si sia focalizzata l'attenzione sul voto all'estero perché i sondaggi hanno dato risultati diversi da quelli dell'Italia.


Comunque credo che  possiamo concordare nella speranza che risultino determinanti i voti autentici, e non quelli fasulli.


 26/11/2016 05:21:25
PierGiorgio53

PierGiorgio5358076

in attesa pensione

il voto degli italiani all'estero ha una storia abbastanza recente ma molto piena di errori di prospettiva, di calcoli sbagliati e di cambiamenti umorali dei ns politici. il buon Mirko Tremaglia ex missino ed ex repubblichino (cosa che a differenza di altri non ha mai negato di essere per cui tanto di cappello !) è stato il propugnatore di questo disegno di legge nei primi anni 2000. praticamente solo è riuscita a portarla avanti e la legge del 2006 è praticamente sua. il presupposto su cui si basava tale iniziativa è - chissa' perché? - che i residenti all'estero fossero prevalentemente di centro-destra.

pronostico contraddetto dai risultati delle successive politiche che proprio grazie ai voti dell'estero hanno dato una risicata maggioranza a Prodi. maggioranza talmente risicata che poi dopo 2 anni ci sono state nuove elezioni.

detto questo sarei curioso di sapere chi sarebbe quel poltico con gli attributi che si prendesse carico di fare retromarcia e togliere tale diritto concesso da un solo decennio.

non potrebbe farlo il centrosinistra perché 70 a 30 votano per esso, ma neppure il centrodestra che lo ha voluto a suo tempo.

faccio presente che i votanti non superano mai il 30% degli aventi diritto.

il mezzo di voto non offre abbastanza garanzie di trasparenza.

 25/11/2016 22:50:32

Io sono un italiano che vive all'estero e sono contentissimo di poter votare.

Innanzitutto vorrei far notare come il voto interessi i cittadini italiani, non i residenti. Altrimenti dovrebbero avere il diritto di votare anche i cittadini stranieri residenti in Italia, cosa non possibile.

Detto questo, è giusto che io possa votare?

Il giudizio in questo ambito credo sia abbastanza soggettivo e sebbene io lo reputi giusto comprendo anche chi sia in disaccordo con me.

Scollegherei però il discorso sul voto da quello sulle tasse: anche cittadini italiani che vivono in Italia ma non pagano le tasse hanno diritto a votare. Inoltre, essendo cittadino AIRE, io non pago le tasse ma non usufruisco nemmeno dei servizi pubblici italiani (se devo visitare un dottore quando sono in Italia devo pagare).

Io credo sia giusto il voto agli italiani all'estero per più motivi personali: è il paese in cui sono nato e cresciuto e al quale tornerò a vivere (la maggior parte degli iscritti all'AIRE non sta fuori dall'Italia più di qualche anno), ho in Italia famiglia e amici, non mi sento di altra nazionalità che italiano quindi reputo un onore il poter contribuire a decidere le sorti del mio paese.

Non so quanti di voi abbiano abitato all'estero, ma emigrare aiuta a diventare "più" italiani e ad essere più interessati al destino politico della penisola.

Infine, credo che il punto di vista di italiani che stanno vivendo in un altro paese sia fondamentale: è solo quando si esce dall'Italia che si riescono a mettere in prospettiva alcune delle nostre virtù e dei nostri vizi, a mettere a fuoco alcuni comportamenti e problemi che sarebbe meglio cambiare. Essere inoltre fuori dalla caciara del bar ti permette di avere posizioni più ponderate e obiettive perché meno figlie di un confronto spesso degradato a tifo se non addirittura a litigio e più figlie di riflessioni personali.


 28/11/2016 11:54:12 (modificato)
pastrank

pastrank41106

Den som är satt i skuld är icke fri

bandini, pero'


Non so quanti di voi abbiano abitato all'estero, ma emigrare aiuta a diventare "più" italiani e ad essere più interessati al destino politico della penisola.


mi sbaglio o gli italiani all'estero ci hanno regalato il senatore Razzi?   

Fuori dalla battuta, comunque, capisco pure io le tue ragioni, ma temo che molti votino praticamente a caso, e disinformati di quello che succede in Italia. Ho conosciuto anche persone invece molto informate, e che facevano addirittura politica nell'ambito del volere cambiare le situazioni che li avevano portati fuori dall'Italia.

Pero', se uno e' trent'anni che e' fuori...

 28/11/2016 18:30:23
in risposta a ↑

pastrank, gli italiani residenti in Italia ci han regalato Scilipoti...

Comunque nella mia esperienza la frase che hai quotato ha un forte riscontro. All'estero ci si sente un po' un pesce fuor d'acqua, per cui ci si interroga sulla propria identità. Le differenze con gli "stranieri" ti fan capire quali siano le nostre peculiarità e gli stereotipi in cui più o meno cadiamo ci fan sentire parte di una comunità, la comunità "Italia" in cui identificarsi, per quanto distante e generica essa sia nella testa d'ognuno.

Visto che parlo di esperienza personale, il mio non può che essere un giudizio parziale e distorto. Gli italiani che frequento sono principalmente giovani professionisti o neolaureati che vivono a Londra e che sono sicuramente più informati dell'italiano medio. Quel che vedo è che quando ci si incontra si parla tanto di Italia e della politica, molto più di quanto succedeva quando ero a casa, nonostante abitassi in Romagna, dove si discute di politica ad ogni tavolo.

Sull'ultimo punto, uno che sta trent'anni fuori dal paese, capisco i tuoi dubbi. E' difficile dare un "termine" all'avere diritto a votare dall'estero. Quale è il numero magico? Al quinto anno all'estero si perde il diritto di voto? Al decimo? Al ventesimo? Mi sembra troppo soggettivo.

 29/11/2016 10:22:45 (modificato)
pastrank

pastrank41106

Den som är satt i skuld är icke fri

in risposta a ↑

bandini, magari e' un po' la tua situazione piu' positiva (la stessa esistenza del neolaureato italiano all'estero porta ad un loop che spinge a interrogarsi sull'istruzione italiana), ma pensa a quelli che vivono in Sudamerica, magari da decine di anni: non ho nessun desiderio che decidano sul governo, impattando sulla mia sanita', sul mio lavoro, sulla mia sicurezza

 29/11/2016 18:52:06
in risposta a ↑

pastrank, lo stesso discorso lo si potrebbe fare per l'Italia: togliamo il voto al semianalfabeta pastore calabrese!

Non si possono fare distinzioni geografiche o di background culturale.

 30/11/2016 09:41:29
pastrank

pastrank41106

Den som är satt i skuld är icke fri

in risposta a ↑

bandini, pero' il pastore vota e ne sconta le conseguenze positive o negative...

 30/11/2016 20:24:55

Beh, se sono cittadini italiani con passaporto italiano, è giusto che votino. 

Il metodo dovrebbe essere reso il più possibile regolare ma sicuramente non è affatto facile. 

 28/11/2016 14:00:10

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