Attualissimo!


E' di TRE anni fa....


 17/05/2016 18:34:05

Con questo, non intendo svilire l'argomento; ma solo che anche la discussione teologica nel frattempo è progredita su molti aspetti e in ambito cristiano (NON SOLO cattolico) alcune posizioni sono in discussione.

 17/05/2016 19:07:03
Giuseppe-Ambrosi

Giuseppe-Ambrosi106

pensatore indipendente

I due oratori sono fortunati, perché esprimono entrambi di aver dato senso positivo alle loro vite. Questa mia sensazione si riflette positivamente nella speranza o fede nell'umanità. La mia speranza è che l'intera comunità umana diventi capace di avere un senso superando il limite individuale rendendosi conto della trasformazione che avviene sempre di più di una espansione del singolo attraverso la cultura in tutto il fenomeno della vita, progenitori estinti ed attuali esseri viventi. Oggi mi sembra drammaticamente di importanza decisiva il compito della comunità umana di conservare la biosfera come fenomeno della vita. Forse l'umanità sta tornando a quello che potrebbe essere stato l'embrione della religione, il culto dei fatti naturali che sprigionano energia. La pratica della buona vita che impegna ogni uomo che facilmente può acquisire la potenza energetica di tutta la biosfera diventa allora la nuova buona religione. In questo modo hanno un significato sia l'aspirazione alla conoscenza che l'impegno (la fede nell'avvenire) di non tradire la vita.

In http://docs.com giuseppe ambrosi ho scritto quanto ho raccolto finora pensando.



 16/10/2016 23:30:22

Creare un'entità creatrice, per dare una risposta logica a ciò che pensiamo illogico, ovvero l'eternità dell'Universo ( inteso come somma totale di tutto)  è una contraddizione immane. A parte i

 Fatto che ci si scontra con il rasoio di Occam, si deve produrre una prova che infici il principio di conservazione di Massa ed energia

 17/10/2016 05:41:59
Giuseppe-Ambrosi

Giuseppe-Ambrosi106

pensatore indipendente

GabrieleGatto, per tagliare un discorso complesso si deve partire da punti fermi. Questi non possono essere né assiomi né dogmi, gli uni come gli altri non sicuramente veri. Il  metodo scientifico adotta il criterio di formulare delle ipotesi e costruire teorie sulla base di queste. Quando i risultati teorici trovano riscontro nella sperimentazione, chi ha propugnato la teoria afferma che le ipotesi sono valide. Ma è successo molto spesso che la veridicità dell'ipotesi che era sembrata vera sia stata superata quando la sperimentazione ha potuto usare strumenti di percezione più potenti e penetrare più profondamente (compiere misurazioni più precise). Per non cadere in equivochi mi riferisco alle ipotesi di spazio e di tempo continui o discreti e alla validità o non del principio di causa ed effetto. Per ogni osservatore è vero ciò che riesce a (ha la potenzialità di )  vedere. Ma l'ambiente osservato evolve e perciò si osserva in realtà l'evoluzione di un fenomeno. Tutti gli organismi viventi hanno acquisito una propria capacità di osservare l'ambiente ma l'osservazione non è fine a se stessa perché, per salvaguardare la propria vita, hanno dovuto imparare a fare una previsione delle modifiche che interverranno nell'ambiente. Osservando a posteriori, gli organismi si saranno mossi tanto meglio quanto più vicina al vero sarà stata la previsione dell'evoluzione ambientale. La questione si complica ulteriormente (scusatemi se non taglio) perché l'osservatore fa anche lui parte dell'ambiente e lo condiziona con il proprio comportamento. Il problema che s'intravede oggi osservando quanto ci circonda è che il comportamento dell'uomo sta divorando l'ambiente. Nel dibattito mi è sembrato che ciascuno abbia dimenticato la propria appartenenza all'umanità. Mi sembra che sia più importante dare un senso all'umanità come comunità di viventi che ad ogni singolo uomo. Forse il senso della vita umana è di non tradire anzi di aspirare alla propria evoluzione. Allora come lo scienziato studia gli accorgimenti scientifici del passato, si fa cioè aiutare nella formulazioni delle previsioni del futuro da tutto quanto è presente nella cultura scientifica allo stesso modo il cultore di scienze umane deve studiare con grande impegno quanto fino ad oggi è servito alla società umana per frenare l'impulso che sembra fargli tradire il progetto dell'evoluzione.  

 17/10/2016 16:49:11
abc12345

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Probitas

Peccano ambedue di presunzione perchè l’uno sostiene delle tesi che hanno a che fare con la metafisica – materia quindi che esclude in partenza il ragionamento; l’altro perchè ha la pretesa di ridurre il tutto a ragionamenti e conclusioni logiche; ancora due righe...e prendo in considerazione la logica di Odifreddi...


La logica può essere definita come il ramo della filosofia che riflette sulla natura del pensiero stesso, cercando di rispondere a domande come:


Cos’è il ragionamento corretto

Cosa distingue un ragionamento buono da uno cattivo

Ci sono metodi per scoprire l’infondatezza di un ragionamento


Ciò che è tipico del ragionamento è che noi produciamo - come prova della precisa conclusione che vogliamo sostenere - delle ragioni; da ciò il ragionamento che necessita di logica che possiamo definire con un linguaggio tecnico: “la scienza delle buone ragioni”.


Da queste premesse è evidente che la logica è forse il ramo più importante della filosofia; perchè tutti i rami della filosofia richiedono il pensiero; se questo sia o no corretto dipenderà dalla conformità con le leggi della logica – da qui il bisogno di buone basi di logica. A questo punto però le cose si complicano perchè il ragionamento basato su logiche causali, può trarci in errore, in quato manca la certezza del punto di partenza.


Non per niente un filosofo ha scritto: “La logica è l'arte di sbagliare con presunzione”. La logica da sola, rappresenta una delle strategie per arrivare a scoprire la soluzione di un problema; la si può applicare solo su questioni scientifiche e matematiche, ma non di certo su questioni attinenti la teologia o la morale.


I due si trovano nelle condizioni di quelle due mosche aggrappate al soffitto della Cappella Sistina che abbiano l’ardire di giudicare l'intera opera di Messer Michelangelo; figuriamoci se possono osare un giudizio sulla struttura del fabbricato che sta oltre il soffitto. Per non parlare poi se avessero anche la pretesa, da quella posizione, di sapere in che modo gira la Terra o perchè ad una certa ora non filtra più luce dalle finestre.


Queste sono le coordinate della loro "ignoranza", sulle quali costruiscono una caterva di supposizioni. C’è una barriera, che sono i nostri ben noti limiti umani; noi avanziamo nella conoscenza, spostando la frontiera del “non conosciuto”.


Questo è il limite della "logica"; un “mezzo” dai piedi d’argilla. Mentre la metafisica sfugge a questa limitazione perchè esclude in partenza la logica. Io la penso come Jean Guitton, l’unico filosofo laico invitato dal Papa Paolo VI ad assistere al Concilio Vat. II° il quale a proposito della verità così si è espresso:


“La Verità si trova ai due estremi della cultura: la coglie solo il sommo sapiente o il perfetto ignorante. Sì, perché ancora una volta è l'umiltà a svolgere il ruolo principale. C'è chi si accorge di non aver capito niente solo dopo avere indagato tutto, magari in una vita. E chi, non sapendo proprio nulla, si fida di quel che vede”.

 28/12/2018 20:58:31

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