Saper "perdere"

Qualche giorno fa, durante una lezione di recitazione, ho dovuto affrontare il seguente esercizio: in coppia con un'altra persona, bisognava convincere il proprio partner a spostarsi dal proprio lato del palco improvvisando una "situazione". Notate che, chi dei due decideva di spostarsi, perdeva il confronto! Ora, prescindendo dalle singole scenette, una cosa che ho notato e sperimentato è che ciascuno tendeva a raccontare la propria storia, nel tentativo di vincere la sfida. Tuttavia, più volte, questo ha creato situazioni di empasse, in cui nessuno dei due protagonisti era disposto a cedere al contesto ideato dall'altro e, quindi, a perdere. Quando è stato il mio turno, dopo poco, ho rinunciato e ho lasciato che il mio compagno vincesse (sebbene avessi appiccato fuoco alla tenda dietro di lui, ma lui fosse troppo preso da una crisi di pianto per accorgersene...tutto finto, ovviamente!), per il bene della godibilità generale dello scketch. 


Ora, dopo questa lunghissima premessa, il concetto di cui vorrei parlare con voi è il seguente: quanto siete disposti a "perdere" nel confronto col prossimo (verbale, intellettuale, politico, ecc...)? Ritenete che, in certi casi, si possa ritenere più saggio "perdere" su qualcosa che non ci è poi troppo caro, per poi difendere ciò che conta davvero? Vi è mai capitato di osservare una situazione analoga nella vita reale? A voi la parola   

 03/05/2016 22:16:07
utente anonimo
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71 commenti
vidharr

vidharr25001

bel post! Non mi piace perdere (credo non piaccia a nessuno, in effetti), ma, come ipotizzi tu, nelle cose a cui do meno peso mi è molto più facile cedere e tornare sui miei passi. Un metodo magari utile ma pericoloso per accettare più facilmente una sconfitta è quindi ridurre di importanza la cosa che si è persa. Il lato pericoloso, naturalmente, è mentire a se stessi sull'entità della perdita.

 03/05/2016 22:28:05

vidharr, condivido! Mi chiedo però se alle volte si perda di vista questa capacità di "pesare" l'importanza delle cose, finendo col lottare strenuamente per tutto (relazioni tossiche, anyone?)...

 04/05/2016 16:46:27
vidharr

vidharr25001

in risposta a ↑

EleonoraM, Forse è come dici tu: all'attitudine a ridurre di importanza qualcosa per sentirne meno il peso della sconfitta, si affianca anche il comportamento opposto, ovvero ingigantire l'entità di ciò che abbiamo perso, per qualche strano motivo (nel caso delle relazioni tossiche, per non restare soli? Per non dover ammettere a se stessi che ci eravamo fatti un'idea sbagliata su quella persona? Perchè tutti sono fidanzati e noi no? Etc...)

 04/05/2016 17:03:43
in risposta a ↑

vidharr, esattamente...chissà poi qual è l'estremo più rischioso: quello di difesa strenua di tutto,o quello che, come suggerivi tu, rischia di mentire a se stesso e "lasciarsi perdere" troppo    

 04/05/2016 18:16:33
Leo977

Leo9772541

Musica,Libri,ArteStramba

Lasciare vincere platealmente può risultare più beffardo di quando si infligge una sconfitta. L' idiota Bukowskiano vince il confronto ma non si può di certo definire un vincente. È lo sconfitto che lo lascia "passare" poiché non vale neanche la pena "discutervi".  Tutti vogliono vincere, è chiaro. Nessuno vuole perdere, lo è altrettanto. Ma lasciar vincere a volte, è vincere. 

 03/05/2016 22:38:36

Leo977, che bell'intervento! Lasciar vincere, a volte, è vincere, verissimo. Ma lo è solo se il "vincente" se ne accorge, o ci possiamo dire soddisfatti della vittoria morale?   

 04/05/2016 16:47:36
Leo977

Leo9772541

Musica,Libri,ArteStramba

in risposta a ↑

EleonoraM, è un 50 e 50. Di vittoria morale e di togliersi dalle 00 un soggetto che non molla finché non gliela dai vinta;

Ti farebbe spendere tutte le tue energie in sopportazione. 

 04/05/2016 16:56:30
in risposta a ↑

EleonoraM, plateale in autostrada quando il sorpassante ha una velocità vagamente superiore la mia e, in condizioni di sicurezza, una volta affiancatomi, freno perdendo 20/30km   


 04/05/2016 16:57:55
in risposta a ↑

AntonioAtzeni, hahaha bel riferimento   meno male che non c'è anche il gestaccio   

 04/05/2016 18:17:45
in risposta a ↑

EleonoraM, celo!!!!!!!!!!!! Autostrada a due corsie, sto soffrendo dietro un addormentato fisso in seconda corsia e dietro di me il genio che preme. L'addormentato rientra, io scatto e il genio va in sorpasso. In quel secondo in cui siamo appaiati, entrambi ci stiamo " salutando"   

Io ho riso!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 04/05/2016 18:21:08
in risposta a ↑

AntonioAtzeni, hahahaha meno male! Almeno ti sei fatto una risata   

 04/05/2016 20:27:31
EwaMaria

EwaMaria143321

Hiraeth. Davidia Involucrata.

uno dei più affascinanti esercizi che ho fatto  è stato quello di fare la stessa cosa, ma usando solo una parola senza senso uguale per i due contendenti

la cosa fenomenale è che alla fine uno dei due riusciva a spostare l'altro, contava la mimica, il tono della voce, lo sguardo, tutto tranne le parole

 03/05/2016 22:46:51

EwaMaria, bellissimo! Lo proporrò, vediamo che succede   

 04/05/2016 16:48:06
EwaMaria

EwaMaria143321

Hiraeth. Davidia Involucrata.

in risposta a ↑

EleonoraM,  aspetto le tue notizie!

se può esserti utile noi usavamo la parola "riba"


 04/05/2016 16:57:01
in risposta a ↑

EwaMaria, se lo mettiamo in pratica ti farò sapere!   

 04/05/2016 18:18:12
EwaMaria

EwaMaria143321

Hiraeth. Davidia Involucrata.

in risposta a ↑

EleonoraM, va bene   

 04/05/2016 18:20:32
AlessioM

AlessioM36246

Ricercatore di senso

Perdere è una cosa molto difficile, ma a volte è una liberazione. Penso più che altro alle situazioni croniche, quelle in cui un braccio di ferro si protrae nel tempo. Ci si lascia coinvolgere da una sfida, reggere il confronto con l'altro diventa una questione di dignità e di orgoglio personale, ma a un certo punto ci si rende conto che magari il gioco non vale la candela e che accettare di perdere è l'unico modo per vincere, ossia per sfuggire ad una situazione sterile e disagevole. Io ci sono arrivato abbastanza tardi, diciamo passati i vent'anni, a capire questo concetto, che a volte accettare di perdere è una vittoria.  

 04/05/2016 07:51:43

AlessioM, a me è capitato di accorgermi, a posteriori, di avere questo atteggiamento soprattutto in determinati contesti relazionali. Il risultato, ahimè, è stato che anzichè cominciare a lasciar vincere, ho abbandonato il campo di battaglia (ah, dannato orgoglio!). Fossi stata un po' più saggia, qualche anno fa   

 04/05/2016 16:49:44
AlessandroL

AlessandroL4946

Appassionato della vita

perdere una battaglia per vincere la guerra è una strategia ben nota. dare l'impressione di essere arrendevoli per poi prendere in contropiede nel momento in cui conta veramente essere irremovibili ti da un vantaggio: il tuo "nemico" non si sarà preparato ad affrontarti come avrebbe fatto se ti avesse valutato forte.

 04/05/2016 08:00:36

AlessandroL, principio della Difesa elastica.

 04/05/2016 08:03:09

AlessandroL, in realtà non pensavo tanto a quello quanto al "risparmiare le energie" solo per le battaglie più sensate. Visto che di battaglie verbali si tratta, infatti, chi vorrebbe mai continuare a conversare con chi fa di ogni incontro di opinione uno scontro che deve vincere, no matter what? Riterrei più affidabile una persona che sa su cosa battersi, senza incattivirsi inutilmente nel tentativo di imporsi in ogni circostanza.

 04/05/2016 16:52:05

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