Davide_B

Davide_B351

Psicologo

Parlare ai bambini del terrorismo? Cosa ne pensate?

Ciao a tutti,

avendo un figlio e vivendo con una certa apprensione i fatti di Bruxelles ho voluto scrivere un articolo per i genitori che si chiedono se e come affrontare il tema del terrorismo coi propri figli.


Cosa ne pensate e come avrete affrontato voi l'argomento con i vostri figli, se lo avete affrontato?

 24/03/2016 08:29:10
utente anonimo
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26 commenti
Shiver

Shiver159201

Petalosa

Molto interessante, farò girare il link!

 24/03/2016 10:22:31
Davide_B

Davide_B351

Psicologo

Shiver sono contento che ti sembri un tema interessante e grazie del feedback!

 24/03/2016 12:37:13

Non ho figli, non sono sposato né in coppia con nessuno... ma l'argomento mi tocca a prescindere. Credo sia una scelta molto personale il farglielo loro presente oppure no ... ma è anche evidente che sia meglio preparare i bambini a capire in che epoca e mondo si ritrovano... senza creare naturalmente eccessivi allarmismi né fomentar psicosi. Ecco, io più che spiegar loro cosa sia il terrorismo o "aggiornarli" sui dettagli della cronaca in sé proverei ad insegnar loro a mantenere un distacco, quanto più possibile "critico", dal rischio "psicosi collettiva" e soprattutto dal subdolo controfenomeno che induce al razzismo gratuito e generalizzato contro gli stranieri. Comunque meglio che lo sappiano in casa che dalle troppe fonti esterne che oggi ci bombardano con tutto e il contrario di tutto.


 24/03/2016 10:43:42
Davide_B

Davide_B351

Psicologo

Zeddy1976, sono d'accordo con te che sia meglio che i bambini ricevano le informazioni dai loro adulti di riferimento. Credo poi che diventi una necessità parlarne se il bambino hai già sentito qualche cosa a scuola, in altri ambienti che frequenza o alla televisione.

Sulla psicosi collettiva io ragiono al contrario due punti se un bambino viene informato nella giusta misura, con un linguaggio comprensibile, da un adulto che sa comunicargli una visione ragionevolmente positiva della situazione allora questo bambino sarà un adulto poco incline a cadere nelle psicosi collettive.

 24/03/2016 12:35:53
in risposta a ↑

Davide_B, facci sapere poi come sarà andata !   

 24/03/2016 14:06:10

In Francia esiste un settimanale che viene distribuito in tutte le scuole elementari e medie e l'anno scorso spiegava la questione charlie hebdo con uno stile perfetto e neutralità completa. In Italia gli insegnanti non affrontano il problema del terrorismo, i rifugiati, le unioni civili, e non lo fanno neanche i genitori. "sono piccoli".non è vero. 

In un modo o l'altro però ricevono una spiegazione che è sempre sbagliata. "Eh, l'hanno fatto i mussulmani"- in questo caso il bambino penserà che i suoi compagni mussulmani siano i nemici, lo fanno anche gli altri compagni italiani e abbiamo già un problema da affrontare- l'esclusione e l'emarginazione. 

Ma qualcuno deve spiegarlo, se gli insegnanti non lo fanno, se il ministero non si organizza e se i media in Italia danno un'immagine frammentata e opaca delle notizie come sempre, è compito del genitore spiegare in un modo semplificato, com'è fatto il mondo in cui viviamo. Smettiamola di "proteggere" i nostri bambini filtrando tutte ciò che riteniamo "roba da grandi". Sono più intelligenti di noi certe volte. 

 24/03/2016 11:59:02
Davide_B

Davide_B351

Psicologo

ilmarku onestamente non so che cosa facciano nelle scuole, immagino però che ciascun istituto o magari ciascuna classe abbia un approccio diverso rispetto a cosa (e se) dire parlando di terrorismo.

E' molto interessante quello che dici rispetto al settimanale pubblicato in Francia, hai qualche riferimento più preciso per cercare su internet?

 25/03/2016 11:58:18
in risposta a ↑

Davide_B, Si chiama Le petit Quotidien (pensavo fosse un settimanale, ma è un quotidiano) 

http://www.lepetitquotidien.fr

Lo leggevo più che altro per il lessico che è semplice per chi sta ancora studiando il francese. Ci sono altri giornali in base all'età- le petit quotidien è dedicato ai più piccoli. Ricordo che l'anno scorso rispondevano alle domande che tutti i bambini avevano "Perché la Francia?" "Perché sono tutti mussulmani?" ecc. Molto interessante. 

 25/03/2016 12:24:48
Davide_B

Davide_B351

Psicologo

in risposta a ↑

ilmarku, grazie davvero! Sembra molto interessante anche a me!

 28/03/2016 13:41:50

bisogna educare i figli.. ma prima noi stessi ad una maggiore presa di coscienza e di consapevolezza.. iniziare fin da piccoli ad educarli secondo il giusto modo di fratellanza e di condivisione. purtroppo nei giovani di oggi mancano gli esempi, che in primis sono i genitori.

discorso lungo  sarebbe da fare.. cose ce ne sarebbero da dire.. poi fino che cè una disiugualianza raziale.. quanto da dire ci sarebbe.. amici miei...


 24/03/2016 14:30:27

..poi troppi sono gli attaccamenti di questa società, che si viene quasi imposti ed obbligati ad avere piuttosto che ad essere!! un detto.. che mi piace molto lo voglio riportare.. SI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO!!   i nostri nonni se ben ricordiamo difficile soffrivano di queste malattie moderne come lo stress,ansie ecc.. forse cera poco da mangiare .. all'epoca della guerra o poco dopo è comprensibile che dite?  meglio forse un tempo che si aveva di meno e si pensava di piu a lavorare e mettere a frutto le proprie capacità,perchè era necessario per la soppravivenza.. ora abbiamo di piu' di quello che ci necessita.. la semplicià ed accontentarsi di ciò che si ha questo bisognerebbe insegnare ai figli .. non ad avere un telefono meglio del compagno o una borsetta meglio della amica.. o simili... tanti esempi si possono fare..  si è persa la semplicità della vita nelle persone.. troppi sono i desideri e questi desideri creano gelosie,odio,invidia,competizione malsana,rabbia,frustazione e da questi sentimenti nascono risentimenti che poi sfociano i azioni ribelli contro tutti..


 24/03/2016 14:39:10
Davide_B

Davide_B351

Psicologo

Ciao CerchioMedianicoBolognese, io penso che sicuramente ogni epoca ha le sue difficoltà. Un tempo mancavano alcune cure e alcuni servizi che ora ci sono. Difficile fare un confronto astratto tra epoche tanto diverse ma come tu dici è vero che oggi la sofferenza psicologica ha acquisito un posto rilevante nella vita di molte persone. Credo che questo dipenda in parte da ciò che tu dici e in parte anche dal fatto che al tempo dei nostri nonni semplicemente non se ne parlava: le persone depresse magari c'erano ma semplicemente si pensava che avessero una qualche malattia organica e oggi sappiamo che non è così.

 25/03/2016 12:09:27

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