La bufala dell'evasione fiscale

1) La PRESSIONE FISCALE non c'entra nulla con l'EVASIONE FISCALE. Se tutti pagassero le tasse la PRESSIONE FISCALE non diminuirebbe di 1 solo centesimo di €uro.

2) Anche nei primi anni '80 c'era l'EVASIONE ma la PRESSIONE FISCALE era la META' di quella di oggi.

3) In Corea del Sud l'EVASIONE FISCALE è + ALTA che da noi ma la PRESSIONE FISCALE è + BASSA.

4) La maggior parte delle tasse che paghiamo sono ILLEGALI perché NON PROGRESSIVE, al contrario di quanto stabilito dalla Costituzione.

5) In conseguenza dei punti 1), 2) e 3) la frase "se tutti pagassero le tasse, le tasse sarebbero + basse" è completamente priva di fondamento.

6) In conseguenza del punto 4) se lo Stato è il primo a VIOLARE le sue stesse leggi non è in condizione di dare lezioni di educazione civica a nessuno.

 08/03/2016 14:45:02
utente anonimo
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9 commenti
Tommy

Tommy30666

"La PRESSIONE FISCALE non c'entra nulla con l'EVASIONE FISCALE."


Solo se sai fare la moltiplicazione dei pani e dei pesci.

 08/03/2016 16:46:37

Tommy, No, caro. Evita queste battute sarcastiche. La PRESSIONE FISCALE è calcolata su base COMPLESSIVA, non su base INDIVIDUALE. Indi per cui se le tasse TOTALI sono 100.000.000 € il fatto che a pagarle siano in 10 persone piuttosto che in 100 persone NON CAMBIA ASSOLUTAMENTE NULLA, dato che le tasse TOTALI erano e rimangono 100.000.000 €.

La matematica NON E' 1 OPINIONE. Ma tu fai il troll di professione?

 08/03/2016 19:05:15
in risposta a ↑

CaiusSempronius, di solito quando si dice così si sottintende che ci sia una quota di ricchezza "nascosta" e che quindi il fisco avrebbe introiti più elevati in temini assoluti e potrebbe quindi diminuire la pressione fiscale relativa.

Ovviamente non è così, ma nel senso che se il gettito fiscale aumentasse, semplicemente (invece di abbassare le imposte) il surplus sarebbe divorato dal pozzo senza fondo della spesa pubblica.

 08/03/2016 19:36:30
in risposta a ↑

Tigerman_jr, "di solito quando si dice così si sottintende che ci sia una quota di ricchezza "nascosta" e che quindi il fisco avrebbe introiti più elevati in temini assoluti e potrebbe quindi diminuire la pressione fiscale relativa." o in realtà significa che la pressione fiscale è troppo alta rispetto alle esigenze del sistema economico in quel determinato momento e che quindi sarebbe logico abbassarla. Alla fine i soldi evasi non è che vengono bruciati ma vengono SPESI o INVESTITI e quindi possono contribuire alla crescita del PNL ( Prodotto Nazionale Lordo ), ossia la ricchezza TOTALE guadagnata dai RESIDENTI nel paese.

"Ovviamente non è così, ma nel senso che se il gettito fiscale aumentasse, semplicemente (invece di abbassare le imposte) il surplus sarebbe divorato dal pozzo senza fondo della spesa pubblica." veramente la spesa pubblica è un meccanismo che immette liquidità nel sistema mentre le tasse la tolgono dal sistema. Di conseguenza il deficit del settore PUBBLICO corrisponde al SURPLUS del settore PRIVATO. Semplice identità contabile.

Tra l'altro ciò è evidente anche nell'equazione del PNL.

Y=( G - T )+( C- S )+( I - S )+( X - M )


Y è il PNL

G è la SPESA PUBBLICA 

T sono le ENTRATE FISCALI

C sono i CONSUMI 

I sono gli INVESTIMENTI

S sono i RISPARMI

X sono le ESPORTAZIONI di merci e capitali

M sono le IMPORTAZIONI di merci e capitali


Come è evidente anche ad 1 cieco se c'è l'EVASIONE FISCALE ma lo Stato non aumenta la PRESSIONE FISCALE ( T ) o anzi addirittura la riduce, potremo avere + CONSUMI ( C ) e INVESTIMENTI ( I ) e quindi il PNL ( Y ) può aumentare.

Non aumenta solo se i soldi evasi vengono nascosti sotto il letto ( S ) o vengono spesi in CONSUMI di beni esteri ( M ).

La differenza tra PIL e PNL sta nel fatto che il PNL si ottiene aggiungendo al PIL il REDDITO percepito dai RESIDENTI che operano INVESTIMENTI all'estero ( ESPORTAZIONI di capitali ) e sottraendo dal PIL il REDDITO percepito dai NON RESIDENTI che operano investimenti nel paese ( IMPORTAZIONI di capitali ), anche perché dato che i movimenti internazionali di capitale non sono regolamentati è del tutto ovvio che l'investimento estero è un GUADAGNO per il paese che lo opera e una PERDITA per il paese che lo riceve.

Se invece esistesse una regolamentazione del tipo "se vivi nel paese Y e investi nel paese X devi lasciare nel paese X il 50% dei profitti maturati da quell'investimento, o sotto forma di nuovi investimenti, o sotto forma di tasse" i soldi che entrano nel paese X ( capitale investito + META' dei profitti maturati ) sono UGUALI a quelli che escono ( recupero del capitale + META' dei profitti maturati ) e quindi per il paese X  l'investimento che viene dal paese Y non è né un GUADAGNO né una PERDITA e la bilancia di pagamenti tra X e Y rimane in equilibrio.

 09/03/2016 03:18:51

Una precisazione sul punto 4): metà del gettito fiscale è frutto di imposte progressive. E' un po' difficile che tutte le imposte possano essere progressive. Ti faccio un paio di esempi pratici:

- Le imprese hanno fine di lucro. Se applichi una imposta progressiva sugli utili delle imprese, significa che punisci le imprese migliori con imposte più alte, e favorisci le peggiori.

- L'IVA è una imposta che colpisce i consumatori, è certamente meno equa rispetto all'imposta progressiva sul reddito. Però l'IVA consente di misurare tutte le transazioni economiche, e se non esistesse semplicemente non ci sarebbero dati sulle transazioni economiche che servono a determinare i redditi di coloro che non ricevono una busta paga.  

 08/03/2016 19:50:49

Tigerman_jr, "metà del gettito fiscale è frutto di imposte progressive." intende che metà del gettito deriva dall'UNICA imposta progressiva esistente nel nostro sistema, ossia l'IRPEF?

A me risulta che oltre all'IRPEF di imposte progressive non ce ne siano. Magari mi sono perso qualcosa.

"Le imprese hanno fine di lucro. Se applichi una imposta progressiva sugli utili delle imprese, significa che punisci le imprese migliori con imposte più alte, e favorisci le peggiori." non necessariamente. Dipende dall'entità dell'imposta e dal livello dell'utile della singola impresa, tra l'altro l'imposta progressiva viene applicata sul singolo scaglione di REDDITO, non sul REDDITO complessivo. 

L'aliquota IRPEF, ad esempio, funziona cosi:

- nella fascia di reddito da 0 a 15.000 € è il 23%

- nella fascia di reddito da 15.001 a 28.000 € è il 27%

- nella fascia di reddito da 28.001 a 55.000 € è il 38%

- nella fascia di reddito da 55.001 a 75.000 € è il 41%

- nella fascia di reddito da 75.001 € in su è il 43%

Indi per cui se applicassimo agli utili delle imprese un imposta simile, avremmo un impresa con un utile di 13.000 € che pagherebbe 2990 € ma le rimarrebbero in cassa 10.010 €, mentre un impresa con un utile di 76.000 € che pagherebbe 25.850 € ma le rimarrebbero in cassa 50.150 €.

Alla fine l'impresa che ha fatto + utili è rimasta comunque avvantaggiata rispetto a quella che ne ha fatti meno. 

Ad ogni modo il tuo discorso non è che abbia molto senso. Le imprese non fanno beneficienza, indi per cui questo tuo discorso di "punire" e "favorire" non ha molto senso. Un impresa "peggiore" non fa utili mentre quella "migliore" li fa. Lo Stato tra l'altro deve evitare che esista troppa disparità di reddito tra i vari agenti economici per impedire che si creino cartelli o oligopoli.


"Però l'IVA consente di misurare tutte le transazioni economiche, e se non esistesse semplicemente non ci sarebbero dati sulle transazioni economiche che servono a determinare i redditi di coloro che non ricevono una busta paga." mah, problema irrilevante. Esistono altri modi a costo zero per misurare le transazioni economiche. Esistono gli scontrini "non fiscali" ad esempio. Alla fine quello che conta è che la transazione sia REGOLARE e REGISTRATA e per verificare quello non è necessario istituire un imposta sui consumi.

 09/03/2016 03:08:36 (modificato)
michelefadda1

michelefadda18487

Mi occupo di progetti,startup, innovazione,eventi

Tigerman_jr, purtroppo esistono concetti come le barriere di ingresso ai mercati e di massa critica, con una tassazione di impresa troppo alta nei confronti di aziende ancora piccole, non se ne sviluppano di grandi, e quando le grandi chiudono non vengono sostituite da aziende di analoga dimensione. 

In altri paesi con economia meno inefficiente, es UK, le piccole aziende godono di condizioni di estremo favore fiscale, sono esenti da Iva fino a circa 81000 p e non pagano tasse sul reddito fino a 21000 p circa.

 09/03/2016 07:25:37
in risposta a ↑

michelefadda1, Sì ma in UK non hanno l'€uro e il Patto di Stabilità e quindi il governo non ha i vincoli monetari e fiscali che ha da noi e soprattutto le imprese inglesi non sono costrette a vendere le loro merci in una moneta sopravvalutata come le nostre.

Del resto, come ho già detto nel titolo di questo post, all'inizio degli anni '80 la pressione fiscale totale era la metà di quella di oggi, nonostante anche allora esistessero gli stessi problemi di oggi di cui si parla tanto a sproposito ( burocrazia, inefficienza della P.A., corruzione, malaffare, evasione fiscale, clientelismo, mafia, ecc... ).

 09/03/2016 16:42:07
 06/04/2016 14:43:44

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