La scuola uccide la creatività?

Spulciando tra i video dell'interessantissimo sito di ted.com (technology entertainment and design) ho trovato questa conferenza di tale Ken Robinson che simpaticamente mette in evidenza alcune contraddizioni dell'istruzione moderna diffusa in tutto il mondo.

Come dice il titolo del post, secondo Ken Robinson, l'istruzione danneggia o impedisce l'espressione della creatività nei bambini, caratteristica fondamentale per lo sviluppo e le capacità di adattamento di un essere umano nel 21° secolo.


E' un po' come se la mamma di Picasso avesse detto al figlio "Pablo, smetti subito di fare quei disegni insignificanti e torna a studiare!"


Di seguito il link della conferenza:

http://www.ted.com/talks/ken_robinson_says_schools_kill_creativity#t-821723


Voi cosa pensate del sistema di istruzione moderno?

 07/02/2016 18:02:59 (modificato)
utente anonimo
Aggiungi il tuo commento
38 commenti

Sì, credo anche io che la scuola uccide la creatività. Vedo gente/bambini molto creativi e capaci che all'interno della scuola si ritrovano stretti...non lo so, c'è qualcosa che non torna ma personalmente mi rifaccio al pensiero di Gaber 

'Non insegnate ai bambini

Non insegnate la vostra morale

È così stanca e malata

Potrebbe far male

Forse una grave imprudenza

È lasciarli in balia di una falsa coscienza...'

 07/02/2016 18:30:05
RobertoMontanari

RobertoMontanari101284

Naufrago

Io penso che sia proprio così, ma non solo: secondo me ne smorza la vitalità, e li avvia al concetto di compito e di merito.

La pratica dei "lavori per casa" pomeridiani ruba spazio alla possibilità di giocare e sperimentarsi

L'abbinamento con attività sportive pomeridiane non aggiunge nulla allo sviluppo della creatività.

La didattica dovrebbe fare un passo avanti molto coraggioso, ma le indicazioni ministeriali non mi sembra vadano in quella direzione.

 07/02/2016 18:47:54
TeQuila

TeQuila31196

Non sono una femmina

RobertoMontanari, in cosa consisterebbe questo passo avanti molto coraggioso ?

 07/02/2016 19:07:57
RobertoMontanari

RobertoMontanari101284

Naufrago

in risposta a ↑

TeQuila, il passo avanti a cui penso è il riconoscimento di una diversa scala di valori, che scalzi la competenza a vantaggio della capacità di riconoscimento ed espressione delle proprie emozioni, che sostituisca al compito la consapevolezza, che non eserciti la capacità di astrazione, ma alla introspezione.

Io credo che le scienze umanistiche abbiano già evidenziato come dato di fatto la necessità di una nostra evoluzione in quella direzione, ma l'istituzione scolastica è più preoccupata all'inserimento nel mondo del lavoro, e della ripartizione dei compiti. 

Non a caso le materie umanistiche sono sempre più messe in secondo piano.

 07/02/2016 21:00:24
TeQuila

TeQuila31196

Non sono una femmina

in risposta a ↑

RobertoMontanari, ma guarda, io ho studiato all'istituto tecnico per geometri e lì c'erano fin troppe ore umanistiche (dato l'indirizzo) e sopratutto della materia sbagliata (letteratura). Al posto di letteratura avrei preferito filosofia. Inoltre c'è un enorme problema nel metodo di insegnamento. A me che in generale piace la Storia, al liceo l'ho odiata come materia, proprio a causa dell'insegnamento. Bisognava imparare la ''pappetta'' e soprattutto molti dettagli inutili (date infinite, non parlo di quelle più importanti). Nessun dibattito, nessun collegamento con l'attualità e nessuna riflessione. Era come una gara a fare più cose del programma. Ore buttate al vento. Di letteratura non ne parliamo proprio. Ho la nausea al solo ricordo.

 07/02/2016 22:11:03
RobertoMontanari

RobertoMontanari101284

Naufrago

in risposta a ↑

alaki, hai introdotto elementi sui quali parzialmente concordo. Mi soffermo, per amore di dialettica, sui punti che segnano differenza.

In particolare mi sembra che sottovaluti l'importanza delle competenze emotive, rispetto alle capacità creative.

Se per creatività intendiamo la capacità di produrre cose originali e interessanti, possiamo innanzitutto distinguere un ambito artistico (cose belle ma fondamentalmente utili solo al benessere mentale), da un ambito funzionale (cose utili ad alleviare la fatica umana), un ambito sanitario, ecc. ecc.

In ambito artistico l'emozione è proprio l'oggetto della comunicazione che avviene per mezzo dell'opera d'arte. È vero che la produzione artistica è oggetto di commercio, ma cosa non lo è ?

E negli altri ambiti quello che intendevo con "competenza" è la "competenza specialistica". In molti ambiti oggi sembra essere essenziale. Certe complessità sono affrontabili solo con anni di esercizio. Questo però spesso si accompagna con un impoverimento della cultura generale. Il super specialista tende ad ignorare aspetti generali, così come l'atleta olimpionico cinese, che viene "coltivato" per produrre una prestazione straordinaria, privandolo di una giovinezza "normale".

La mia lancia era contro questo tipo di "eccesso di competenza", a vantaggio di una "padronanza" più ampia, che comprenda, ad esempio, quella delle relazioni umane

Grazie per questa occasione di chiarire meglio quello che intendevo dire

 10/02/2016 03:36:50
RobertoMontanari

RobertoMontanari101284

Naufrago

in risposta a ↑

TeQuila, il disagio per lezioni affrontate in modo sbagliato l'ho provato spesso anch'io. Insegnare bene non è per nulla facile, e molti lo fanno senza esserne capaci. Così non è sufficiente avere a programma un cert numero di ore su temi umanistici, per fornire competenze di quel tipo agli alunni, però è una condizione necessaria, così come lo sono i temi di insegnamento o -e qui la cosa diventa istituzionale- i test invalsi....

Direi che la tua esperienza personale conferma che di questo "passo avanti" c'è propio bisogno, tanto che se ne accorgono benissimo anche gli alunni...

 10/02/2016 03:45:22
RobertoMontanari

RobertoMontanari101284

Naufrago

in risposta a ↑

alaki, 

"il lavoro ideale è quello che... ti realizza" 

e siamo d'accordo, ma il problema forse sta nell'offerta, nel senso che l'inserimento nel mondo del lavoro, è in genere interpretata (almeno in italia) come inserimento nel mondo del lavoro dipendente, sui compiti previsti dall'attuale ripartizione del lavoro. 

Nel veneto (la mia regione) la storia dei maggiori imprenditori non brilla per risultati scolatici. Come mai ?    

La scuola italiana stimola l'imprenditorialità, o piuttosto i ruoli gregari ?  

Sicuramente l'idea che mi sono fatto è compromessa da mie esperienze negative, però ho respirato un'aria completamente diversa negli stati uniti.

Ma quali sono gli ingredienti della creatività ?

Mi butto

Innanzitutto la fiducia in se stessi: "Lo puoi fare !" Se uno pensa di fallire neppure comincia...  

In seconda battuta un ampio repertorio di nozioni: "Hai già un'idea su come si potrebbe fare" Se uno sa fare benissimo una cosa sola, si sentirà impacciato... 

infine: "Hai voglia di farlo"   Se non c'è gioia, orgoglio, apprezzamento, chi ce lo fa fare di rischiare l'insuccesso ?

Ed è qui che conta .secondo me- la consapevolezza emotiva

Il confronto con scuole confessionali ovviamente vede la scuola pubblica italiana in vantaggio, non ho nessuna intenzione di negarlo, ma credo ugualmente sia utile interpretare le recenti tendenze evolutive della didattica.

A a me è evidente (ho una figlia di 12 anni) che si preme verso un modello meritocratico.

E sento, come genitore, la necessità di ridimensionare questa pretesa di prestazione.

Vabbé, magari ho un po' divagato rispetto alle tue obiezioni, ma questi sono temi  "multipotentials" (interessante il link)

 


 10/02/2016 19:35:21

E comunque data la scarsa interazione con questo post, lo confermo.

La scuola ha ucciso anche la curiosità!   

 08/02/2016 16:05:00

BruceWayne, ahahahahah disastro!

 08/02/2016 16:41:39
in risposta a ↑

antonia_,   

 08/02/2016 16:46:32
Wizzy

Wizzy1026

Antropologa Afro Bodhisattva

 08/02/2016 17:31:10
Daydream

Daydream66121

By herself, she built the kingdom that she wanted

Sì, può darsi. 

Un grosso segnale ce l'ho da il fatto che le materie artistiche e sportive siano relegate a tappabuchi e un basso voto in queste non viene mai percepito come un problema. 

Inoltre la scuola non si interessa a mettere in luce e allenare le diverse poténzialità degli studenti. Sarebbe bello se ci fossero il tempo e le risorse per "personalizzare" maggiormente i piani di studio. Mi chiedo, ha senso insistere perché un ragazzo prenda buoni voti in materie per cui non è per nulla portato? Non sarebbe meglio fargli impegnare quel tempo per approfondire e sviluppare le sue specifiche capacità? Pura utopia, tamponabile solo se hai genitori intelligenti che cercano realmente di conoscere e aiutare il figlio nella crescita. 

Ps ammetto di non aver guardato il video, spero di non aver detto baggianate   

 08/02/2016 18:30:58

Daydream, Può darsi o è così? Pare che tre indizi facciano una conferma.   

Comunque il video più o meno espone le tue stesse perplessità.

 08/02/2016 18:34:48
Daydream

Daydream66121

By herself, she built the kingdom that she wanted

in risposta a ↑

BruceWayne, diciamo che è così   

 08/02/2016 18:44:54
in risposta a ↑

Daydream, ahh che bello! abbiamo fatto un passo in avanti allora.   

 08/02/2016 18:47:15
Daydream

Daydream66121

By herself, she built the kingdom that she wanted

in risposta a ↑

BruceWayne, addirittura?   

 08/02/2016 18:50:14
in risposta a ↑

Daydream, certo, per questo dico sempre che bisogna osservare i fatti. Le chiacchiere stanno a zero.

 08/02/2016 18:57:14
Daydream

Daydream66121

By herself, she built the kingdom that she wanted

in risposta a ↑

BruceWayne, ecco perché non ti piacciono le incursioni filosofeggianti, eh eh

 08/02/2016 19:00:41
in risposta a ↑

Daydream, più che le incursioni filosofeggianti la tendenza ad usare la testa come ripetitore stereofonico anziché come strumento attivo.

 08/02/2016 19:13:50

QUAG SI IMPEGNA A PROTEGGERE LA TUA PRIVACY

Cookie

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Accettando questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.
Vedi il documento in dettaglio »


La presente informativa descrive “che cosa sono i cookie” e quali sono i tipi di cookie utilizzati da Quag nel proprio sito Web.

Che cosa sono i cookie?

Un “cookie” è un file di testo che i siti Web inviano al computer o a un altro dispositivo connesso a Internet del visitatore, per identificare univocamente il browser del visitatore stesso o per salvare informazioni o impostazioni nel browser.

Quag utilizza i cookie nel proprio sito Web?

Quag utilizza i cookie per migliorare il proprio sito Web, per fornire servizi e funzionalità agli utenti, per proporre contenuti e pubblicità in linea con gli interessi del singolo utente. È possibile limitare o disattivare l’utilizzo dei cookie tramite il proprio browser Web, tuttavia, in questo caso, alcune funzionalità del nostro sito potrebbero diventare inaccessibili.

Quali sono tipi di cookie utilizzati da Quag?

Cookie essenziali
Questi cookie sono essenziali per consentire all’utente di navigare nel Sito e utilizzare tutte le sue funzionalità. Senza questi cookie, che sono assolutamente necessari, non saremmo in grado di fornire alcuni servizi o funzioni e la navigazione sul Sito non sarebbe agevole e facile come dovrebbe essere.

Cookie funzionali
Questi cookie consentono al sito Web di ricordare le scelte effettuate dall’utente al fine di ottimizzare le funzionalità. Ad esempio, i cookie funzionali consentono al sito Web di ricordare le impostazioni specifiche di un utente.

Cookie analitici
Questi cookie consentono di raccogliere dati sull’utilizzo del sito Web da parte dell’utente, compresi gli elementi su cui si fa clic durante la navigazione, al fine di migliorare le prestazioni e il design del sito stesso, ci aiutano inoltre a comprendere ogni difficoltà che l’utente può incontrare nell’utilizzo del Sito. I cookie in questione sono utilizzati esclusivamente per le finalità correlate alla gestione del nostro sito Web.

Cookie di profilazione
I cookie di profilazione vengono utilizzati per analizzare gli interessi e le abitudini di navigazione dei singoli utenti, per personalizzarne la navigazione, per proporre contenuti, anche pubblicitari, in linea con gli interessi dell’utente.

Cookie di terze parti
I cookie di terze parti possono essere sia tecnici che non tecnici, e vengono utilizzati per migliorare l’esperienza di utilizzo del sito da parte dell’utente, per proporre contenuti in linea con gli interessi dell’utente, per pubblicità di potenziale interesse per il singolo utente. I cookie possono essere erogati direttamente dal gestore del sito sul quale si sta navigando (cookie di prima parte) o, nel caso il sito si appoggi a servizi esterni per particolari funzioni, da terzi (cookie di terze parti).
Quag utilizza cookie sia tecnici che non tecnici, anche di terze parti, al fine di migliorare l’esperienza di utilizzo da parte dell’utente, ad esempio secondo il browser utilizzato, selezionando la tipologia dei contenuti visualizzati, proponendo pubblicità in linea con gli interessi per il singolo utente.
Se ti trovi sul sito Quag e visualizzi il banner informativo dell’esistenza dei cookie, accettandolo acconsenti all’utilizzo dei cookie descritti nella presente informativa e implementati nelle pagine del sito Quag.

Come si disattivano o si rimuovono i cookie?

E’ possibile disabilitare le funzioni dei cookie direttamente dal browser che si sta utilizzando, secondo le istruzioni fornite dai produttori.
La maggior parte dei browser permette di impostare regole per gestire i cookie e offre così agli utenti la possibilità di un controllo della privacy, negare la possibilità di ricezione dei cookie, modificare le scelte fatte. Di seguito sono riportate le indicazioni per la gestione dei cookie tramite le impostazioni dei principali browser, facendo ctrl+click sul nome del browser si verrà mandati alla pagina con le relative istruzioni:

Cookie di terze parti utilizzati da Quag
Durante la navigazione su Quag possono essere rilasciati cookie tecnici e non gestiti da terze parti, per finalità tecniche, statistica, per l’erogazione di pubblicità. Questi cookie sono gestiti esclusivamente da terze parti. Si riportano qui di seguito le terze parti coinvolte, i link ai loro siti e alle loro politiche di gestione dei cookie, con indicazione delle relative finalità.

Google Analytics - Cookie statistici
Cookies policy di Google

Google AdSense e DoubleClick (Google Inc.) - Cookie di profilazione
Cookies Policy in Advertising - OptOut

Newrelic e nr-data.net – cookie tecnici
Privacy Policy Newrelic

Facebook - Cookie di profilazione
Cookies Policy di Facebook

Twitter - Cookie di profilazione
Cookies Policy di Twitter

Linkedin - Cookie di profilazione
Cookies Policy di Linkedin

embed.ly - Cookie tecnici
Privacy Policy di Embed

Per ulteriori informazioni sulla pubblicità comportamentale e per sapere come attivare o disattivare singolarmente i cookie e avere indicazioni sui software di gestione dei cookie, è possibile fare riferimento a questo indirizzo:
http://www.youronlinechoices.com/it/

Per sapere come attivare o disattivare la profilazione pubblicitaria sulle applicazioni mobile è possibile fare riferimento a questo indirizzo:
http://www.aboutads.info/appchoices

Ulteriori informazioni sul trattamento dei dati personali degli utenti da parte di Quentral possono essere consultate nella Informativa Privacy.


Questo sito utilizza cookie di profilazione per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.


Loader