Rosix78

Rosix78706

Coaching di Orientamento e Formazione

Domanda per gli Imprenditori

Salve, a tutti gli imprenditori in rete vorrei porre una domanda per un sondaggio che sto conducendo 

Quali sono i problemi più significativi che incontrate nel l'assunzione di neolaureati o prima esperienza ?

Grazie mille è importante 

 28/11/2015 07:00:30
utente anonimo
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27 commenti
alainonesti

alainonesti3086

imprenditore

Nel caso di una start up, che i costi sono troppo alti e difficilmente rientrabili in termini di produttività...un neolaureato è difficile che porti del reale guadagno all'azienda, quanto meno nel breve e medio periodo.

I neolaureati possono venire assunti da aziende di dimensioni notevoli che hanno interesse ad investire nelle persone e farle crescere al proprio interno nel lungo periodo...

 28/11/2015 09:18:17
Rosix78

Rosix78706

Coaching di Orientamento e Formazione

alainonesti, ti ringrazio molto per la risposta, ma in concreto quali sono quegli aspetti critici che "fanno perdere tempo" all'azienda nel momento in cui assumono neo laureati? Cioè, a parte le conoscenze tecniche di lavoro che si acquisiscono con il farle ( e quindi ci vuole tempo) non pensi che inizialmente l'integrazione con le regole, la vision, la politica aziendale e l'adattamento al contesto, richieda dispendio di tempo ? 

 28/11/2015 09:27:59
alainonesti

alainonesti3086

imprenditore

in risposta a ↑

Rosix78, Secondo me è innegabile che la visione di un neolaureato senza esperienza sia differente rispetto a chi lavora da anni e capisce dove finisce l'utopia teorica ed inizia il buon senso pratico dettato dall'esperienza (e parlo da ex neo laureato).

Per questo bisogna distinguere i contesti aziendali diversi: 

In una piccola azienda (start up o a conduzione famigliare) le dinamiche di, "svezzamento" (passami il termine) sono totalmente differenti rispetto ad una multinazionale più strutturata ed organizzata a farlo.

In entrambi i casi si tratta solo di quando il dipendente inizierà a generare valore per la compagnia, cambiano le necessità e i tempi, nella start up si ha bisogno di una professionalità e di un ritorno nel breve periodo, necessità legata principalmente ai costi ed alle strategie di crescita. Nelle grandi compagnie possono invece permettersi di avere un "learn by doing" (passami l'espressione) duraturo che alla lunga premia, ma nel breve è un vero e proprio investimento per la società.


Poi questo è un discorso generale, per niente assoluto, ogni contesto è persona è un caso a parte...


 28/11/2015 10:11:23
Rosix78

Rosix78706

Coaching di Orientamento e Formazione

in risposta a ↑

alainonesti, ok cercherò io di essere più precisa. Cosa fa quando inizia a creare valore per te? Intendo dire, come si

Manifesta? In secondo luogo le multinazionali non mi interessano, il 93% della aziende italiane sono PMI. Quindi vorrei solo capire per una PMI in che momento o con quali comportamenti si capisce che sta iniziando a creare valore. L'università è teorica e lo sappiamo, il lavoro è pratico e lo sappiamo. Questo gap va colmato. 

 28/11/2015 10:48:12
alainonesti

alainonesti3086

imprenditore

in risposta a ↑

Rosix78, È una domanda un po' troppo generale, dipende dal ruolo, dalla società è da tanti fattori. 

Provo a fare degli esempi pratici che mi riguardano: nel caso di un commerciale quando porta più clienti di quanto costa lo stipendio che percepisce, nel caso di altri ruoli, meno quantificabili in termini di valore assoluto, quando la qualità del lavoro è maggiore rispetto ad esternalizzare la mansione verso società esterne di consulenza. 

È ovvio si da un periodo di adattamento al lavoro, che varia per società ed esigenze diverse, che però non può essere infinito o superare le aspettative (ripeto soggettive).

Sembra un discorso cinico ma l'imprenditore i conti in tasca deve farseli, per se, ma anche per il bene della società stessa. 

Non esiste un criterio scritto, è come dicevo prima da analizzare nel contesto e caso per caso, però posso assicurarti che se un ingranaggio non sta funzionando, l'imprenditore che paga lo stipendio se ne accorge eccome. 

Poi sul fatto che dovrebbero esserci politiche di assunzione e tassazione diverse potremmo convenirne tutti, credo.

 28/11/2015 11:04:14
Rosix78

Rosix78706

Coaching di Orientamento e Formazione

in risposta a ↑

alainonesti, ok quindi produttivo in termini di raggiungimento di obiettivo. Ma io penso che il raggiungimento degli obiettivi, in qualunque settore parliamo, dipendono sia da conoscenze tecniche di ruolo(specifiche) , che sappiamo non hanno i neolaureati, sia conoscenze intrinseche personali , che immagino essere le prime ad essere valutare in un colloquio per un primo impiego. O sbaglio? 

 28/11/2015 11:57:52
alainonesti

alainonesti3086

imprenditore

in risposta a ↑

Rosix78, Concordo a pieno. Più che le capacità intrinseche che son difficili da far venire fuori in sede di colloquio ed in tempi ridotti..diciamo che viene valutato, secondo me, il carattere, la propensione ad imparare e l'entusiasmo. In pratica si cerca di capire il potenziale e l'attitudine della persona, e spesso questo vale molto più delle capacità tecniche e professionali stesse.

 28/11/2015 19:48:29
QualisTalis

QualisTalis19421

Man of wealth and taste. Pleased to meet you :)

alainonesti, concordo; poco realistiche altre situazioni, retribuite.

 23/04/2016 13:58:12
lordmax

lordmax40406

T&P; DBA, Tech coach per scrittori, game designer

La prima e principale problematica nell'assunzione di persone è l'incompetenza nel campo specifico di chi fa i colloqui di assunzione.

La seconda è il non avere un percorso di crescita specifico, mirato e calibrato per il personale neoassunto.

 28/11/2015 11:08:46
Rosix78

Rosix78706

Coaching di Orientamento e Formazione

lordmax, che intendi per percorso di crescita specifico? Posso avere qualche esempio? 

 28/11/2015 11:54:39
lordmax

lordmax40406

T&P; DBA, Tech coach per scrittori, game designer

in risposta a ↑

Rosix78, 


Un percorso di crescita è l'apprendere cose nuove.

Un percorso di crescita specifico è un percorso di studi/corsi che porta a uno specifico range di competenze.


Se ti serve un esperto front-end dovrai scegliere se deve specializzarsi nell'usabilità, nel design, nella codifica delle interfacce.


 29/11/2015 11:24:11
Rosix78

Rosix78706

Coaching di Orientamento e Formazione

in risposta a ↑

lordmax, quindi parli di specializzazione ? 

 29/11/2015 11:42:24
lordmax

lordmax40406

T&P; DBA, Tech coach per scrittori, game designer

in risposta a ↑

Rosix78, 


E di cosa deve parlare un imprenditore quando cerca personale?

O esiste ancora il mito del jack of all trade in Italia?

 30/11/2015 08:47:29
Rosix78

Rosix78706

Coaching di Orientamento e Formazione

in risposta a ↑

lordmax, non so neanche di cosa parli

 30/11/2015 09:00:09
Rosix78

Rosix78706

Coaching di Orientamento e Formazione

in risposta a ↑

lordmax, la specializzazione di cui parli tu, si rifà al concetto di esperienza pratica. Ma un neo laureato o primo impiego non avendo fatta pratica purtroppo non l'ha di default. Quindi a parità di studi è preferibile chi ha più competenze trasversali, in quanto quelle farebbero abbreviare il tempo di inserimento nel contesto lavorativo, iniziando a diventare produttivo in minor tempo rispetto a chi non le ha. 

 30/11/2015 09:06:52
lordmax

lordmax40406

T&P; DBA, Tech coach per scrittori, game designer

in risposta a ↑

Rosix78, 


Un percorso di crescita cosa ha a che fare con il concetto di esperienza pratica?
Temo che tu stia parlando di qualcosa di diverso da quello che è il contesto della domanda.

Per il resto, no, mi spiace ma chi ha competenze trasversali ha maggiori difficoltà ad inserirsi in un contesto lavorativo moderno.


Purtroppo siamo in Italia ed esistono ancora una infinità di miti e dicerie e troppe poche competenze nel campo delle HR.

 01/12/2015 10:47:26
Rosix78

Rosix78706

Coaching di Orientamento e Formazione

in risposta a ↑

lordmax, chi ha competenze trasversali ha maggiori difficoltà ad insersi in un contesto lavorativo moderno ? Sei sicura? 

 01/12/2015 15:30:30
lordmax

lordmax40406

T&P; DBA, Tech coach per scrittori, game designer

in risposta a ↑

Rosix78, 


sicuro. ^___^


Purtroppo oggi sì.

Per come sono strutturate le aziende sì, parlando ovviamente di grandi aziende non di aziende piccole o start up (dove comunque la specializzazione è fondamentale).


Io ho lavorato (e lavoro) nel team building e nella gestione delle dinamiche di gruppo e sempre il problema viene da chi ha troppe competenze, mai da chi è altamente specializzato (a meno di problemi di socializzazione che invece sono trasversali).


Per altro, per esperienza personale ed essendo un jack of all trade io stesso, noto che più trasversali sono le competenze e più sono superficiali... ma spesso manca anche la capacità di approfondire e la volontà di focalizzarsi (alle volte anche una prepotenza di base ma è altra storia).


 02/12/2015 08:40:03
Rosix78

Rosix78706

Coaching di Orientamento e Formazione

in risposta a ↑

lordmax, penso che stiamo parlando di cose diverse. Cioè che funziona o non funziona nelle dinamiche di gruppo è un problema successivo all'integrazione di un giovane nel mondo del lavoro. Trovare giovani che abbiano studiato ingegneria o medicina è facile e sappiamo bene che non hanno esperienza. Mentre le aziende vogliono, oltre gli studi di base, buone doti di problem solving, resilienza, capacità di lavorare in gruppo ecc ecc , persone sveglie!!! . Quindi onestamente starei attenta a dire che le competenze trasversali non servono o che comportano problemi ad inserirsi in un contesto lavorativo moderno. E inoltre vorrei sottolineare che il 93% delle aziende italiane sono PMI . Quindi rifacciamoci alla nostra realtà invece di proiettarla su statistiche o politiche aziendali estere. 

 02/12/2015 09:24:28
lordmax

lordmax40406

T&P; DBA, Tech coach per scrittori, game designer

in risposta a ↑

Rosix78, 


Non so che lavoro fai ma le competenze di problem solving etc etc sono FALSE.

Alle aziende non frega assolutamente niente di tutto questo.

L'unica cosa che vogliono sono persone disposte a prostituirsi per l'azienda e a non dare mai contro i responsabili... anche a costo di passare per stupidi e di lavorare nel fine settimana, da casa, non pagati.

Questo è quello che il management italiano cerca.

Tutte le altre competenze sono solo fuffa scritta una volta, anni fa, da un tizio che non sapeva come riempire la casella della ricerca... e che probabilmente non sapeva cosa significassero quelle parole.


Nella mia esperienza chi fa colloqui di lavoro è spesso la persona più incompetente dell'azienda nell'argomento e alle volte non è neppure consapevole di cosa sta cercando.

Per quello ci sono sempre più aziende di consulenza esterne minuscole e inserite ovunque.

 02/12/2015 14:05:47
Rosix78

Rosix78706

Coaching di Orientamento e Formazione

in risposta a ↑

lordmax, anche considerando questa tua visione parziale della vita perché non penso che conosci tutte le aziende italiane e tutte le persone che fanno selezione, sei alquanto generalista e fuorviante, ma se pure volessimo dare per assunto ciò che dici, a parità di "prostituzione " si preferisce chi produce di più e per produrre di più, bisogna avere doti trasversali. È inutile è sempre lì la questione. C'è chi ce la fa e chi no. Qual'è la differenza? Te lo sei mai chiesto? Se fosse come dici tu, basterebbe "prostitursi" ( che in termini più eleganti vuol dire impegnarsi) ma la realtà è che a parità di impegno, vince sempre chi riesce a capire prima il contesto e ad adattarsi e se è intelligente, addirittura a cambiarlo. 

 02/12/2015 15:41:10
lordmax

lordmax40406

T&P; DBA, Tech coach per scrittori, game designer

in risposta a ↑

Rosix78, 


Coda di paglia?

Perché vedo che stai perorando la tua causa a spron battuto.

Vuoi ad ogni costo che io dica che le competenze trasversali sono le più importanti però poi fai un esempio che dimostra il contrario.


Chi produce di più è chi è più specializzato. Per produrre di più e meglio serve un altissimo livello di specializzazione.


Io non conosco tutte le realtà del mondo e neppure tutti i valutatori del mondo ma ho gli occhi e le orecchie ben aperte e vedo quello che accade.


Comunque come vuoi tu, molto meglio saper fare male tante cose, sicuramente.




 03/12/2015 09:16:48
Rosix78

Rosix78706

Coaching di Orientamento e Formazione

in risposta a ↑

lordmax, no penso solo che bisogna stare attenti a ciò che si dice in rete.

Comunque ho detto esattamente il contrario di quello che hai capito. 

In ogni caso ognuno è libero di vedere le cose da vari punti di vista. Di certo per me è importante analizzarli tutti piuttosto che rimanere chiusi in una convinzione. E per in tenderci io non ho mai parlato di saper fare tante cose e male. Cortesemente non mettere parole che non ho usato , grazie. 

 03/12/2015 10:33:11
michelefadda1

michelefadda18487

Mi occupo di progetti,startup, innovazione,eventi

Ho avuto a che fare con neolaureati nel corso della mia carriera.

Sviluppo software ed ho fatto il consulente per circa una trentina d'anni.


SECONDO ME la performance non dipende dal fatto di essere neolaureati o meno, ma dalla singola persona, storia, capacità, motivazioni.


Nello scrivere software esiste una componente molto forte di predisposizione naturale, chiamiamola una particolare forma mentale e di intelligenza, che probabilmente sono genetiche.


Il 90% del codice viene scritto dal 10% delle persone.

Persone che sono nel top del 5-3% rimangono tali a 20 anni come a cinquanta, specie se continuano costantemente ad aggiornarsi. Alla faccia della "industrializzazione" della produzione del software.


Ho conosciuto pochissimi neolaureati eccellenti. Pochi, ma esistono. Alcuni così bravi da sbalordirti.

Ho visto una marea di gente che non sa programmare nemmeno se li minacci di morte, ovviamente laureati, spesso con tutti trenta.


Quelli davvero dotati, a 20 anni sono già "vecchi ed esperti": hanno iniziato a 12-14 anni o prima.

Chi eccelle è quasi sempre un autodidatta, all'interno dell'università si fa pochissima pratica, e purtroppo si prediligono linguaggi come C e Java, con poco sforzo nell'introdurre linguaggi più sfidanti.


All'interno dell'industria poi prevale la conservazione più becera, altro che fare innovazione.

Si seguono essenzialmente mode, senza capire quello che si fa a livello profondo, di processo, ne' come scelte ne' tantomeno come architettura. C'è chi (oggi a capo di società di "investimento e consulenza") ha basato l'intera propria carriera su Java, quando era innovativo. Oggi non innova, continua ad usare Java, ovviamente "Agile" (e potrei aprire lunghissime parentesi)...


Risparmio racconti dell'orrore su contatti con "giovani virgulti" senza alcun talento, che si sono iscritti ad una università solo perché programmare è diventato "di moda", o su quelli a cui ho visto usare Objective C come se fosse Java (es: uso a sproposito di ereditarietà anziché composizione, che avrebbero voluto "centralizzare" stringhe e costanti, seguendo un approccio "cargo cult" puramente accademico, senza contesto, senza capire, ma con la pretesa di applicare "regole universali"). 


Siamo molto teoricamente un paese "avanzato": Fare il confronto con il livello iniziale del primo corso dell'MIT nel 1986, con corso tenuto da Sussman...oggi si trova gratuitamente su Internet. Praticamente sbatte in faccia ai propri studenti strutture dati, ricorsione e programmazione metalinguistica nelle prime 30 pagine, nelle prime due ore di lezione, per studenti "di tutti i generi", ingegneri, ma non necessariamente informatici.  Parlo del SICP "Structure and Interpretation of Computer Programs".

Adesso provate a chiedere ad un conoscente che frequenta il Politecnico di Milano quale sia il recente programma di un corso di introduzione alla programmazione, in C, e fate le vostre considerazioni.


 28/11/2015 13:54:06
Keysteal

Keysteal9732

Guru e mentore Informatico

michelefadda1, quando ero imprenditore non ho mai assunto in base al titolo di studio ma in base al talento. Nel mio team di sviluppatori avevo due ragazzi studenti di ingegneria informatica, e due studenti delle superiori. Li consideravo delle grandi teste, e quei ragazzi mi permettevano di far crescere professionalmente anche gli altri, meno di talento.


Io personalmente provengo dalla scuola dell'auto didatta perché ho iniziato a programmare da "bambino" alla fine degli anni '70, quando il computer erano altra cosa che quelli che vediamo oggi. Negli anni seguenti, mi accorsi, confrontandomi con i programmatori di allora,e che venivano dalle facoltà di ingegneria (tra l'altro personaggi diffidenti e chiusi nel condividere le proprie conoscenze), che gli algoritmi che sviluppavo con fatica, loro li sviluppavano grazie alla conoscenza universitaria. Non è  inutile l'accademia universitaria, certo che allora non potevo accedere al sapere che si trova oggi su internet, e tutta la programmazione era frutto e fatica di ore di "scervellamento".

Probabilmente oggi, se dovessi riprendere la mia "carriera" di programmatore, farei meno fatica, potendo accedere alle migliaia di librerie che le persone condividono su internet.


Trent'anni fa potevi rubare l'idea, ma dovevi svilupparla da solo, oggi puoi rubare sia l'idea che molti degli algoritmi già sviluppati da altri, e farne dei copia e incolla modificandoli a tuo piacimento.


 29/11/2015 10:47:51
michelefadda1

michelefadda18487

Mi occupo di progetti,startup, innovazione,eventi

in risposta a ↑

Keysteal, Mai detto che la teoria non serva, anzi, solo con una conoscenza teorica è possibile evitare di reinventare la ruota. E fondamentale leggere, e continuare a leggere, ed anche porsi problemi "non sempre banali", e che fanno uso di concetti squisitamente teorici.


Niente teoria, nessuna possibilità di fare alcunché di sensato o minimamente rilevante.


Mi è capito di reinventare il selection sort, in basic, da ragazzino, quando non sapevo nemmeno cosa fosse il concetto di "sort", certo, primi passi. Tempo sprecato? Mah, come prima esperienza no, certo, per un ragazzino che scrive il suo primo o secondo programma sul computer ricevuto come regalo di natale. 


Il problema è non essere ragazzini in età "matura".


Conoscere la teoria e saperla applicare, e soprattutto capire quando è appropriato applicare cosa, significa però già essere in grado di andare in bicicletta mantenendo un minimo di equilibrio.


C'è chi, a fronte di una laurea, non è mai arrivato nemmeno ad una padronanza basica, di cose elementari come la strategia nel decomporre un problema, come mappare i costrutti di un linguaggio alla soluzione di un problema reale, figurati "essere creativi".


E' sorprendente che siano laureati, oppure no, a seconda di come consideri l'università Italiana, io ormai mi sono fatto un'opinione, non esattamente elogiativa.


Il bello è che in un certo senso, ad un certo tipo di organizzazione va bene così: a parte il "non funzionale", il mediocre va bene: si seguono mode, e si misura al massimo la conoscenza di una serie di soluzioni preconfezionate, che vengono "applicate" e mai messe in discussione. Altrimenti come ti spieghi l'utilizzo di JSF in ambiente di produzione? :-) 


Come dicevo, si finisce per seguire delle mode, che diventano dei veri e proprio "cargo cult", anche a livello di METODOLOGIE: non avendo competenza, si segue un RITUALE, che però non si comprende. 


Questo in realtà è un problema di dimensioni planetarie, non solo strettamente Italiano, anche se qui è più grave: ci sono poche risorse, e spesso vengono sprecate nel modo più efficiente possibile. 


 29/11/2015 12:59:44
Ivan-Lorenzoni

Ivan-Lorenzoni761

Dinamico, curioso, positivo, progettuale.

Nella mia esperienza, la difficoltà più volte riscontrata sta nella pretesa che "il foglio di carta" in possesso del candidato presumesse e supponesse esperienza, capacità, skill anche "sul campo" mentre, purtroppo, sui libri e alle lavagne è improbabile trovarne. Raramente il candidato comprende che le teorie scolastiche devono essere filtrate e confrontate con la realtà del mercato e dell'azienda; raramente ho incrociato candidati profondamente disposti ad imparare prima che a pretendere, a misurarsi prima che a presumere. Ogni tanto, qualche bella eccezione l'ho incontrata.


 19/04/2016 10:06:35

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