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Meditazione: come si fa??

Salve a tutti!!da qualche tempo vorrei avvicinarmi alla pratica della meditazione....ho gia' provato a prendere qualche informazione e fare qualcosa ma la cosa che piu' mi preme sapere e' come faccio a capire durante la meditazione se lo sto facendo bene??attendo tanti suggerimenti e informazioni....grazieee

 29/10/2015 09:05:44
utente anonimo
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24 commenti
lordmax

lordmax40406

T&P; DBA, Tech coach per scrittori, game designer

Ti consiglio mindfulness


Parti da qui:

www.mindfulness.com

www.mindfulnessitalia.it

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 30/10/2015 12:35:04
bonniedeluxe

bonniedeluxe256

infermiera

lordmax, grazieee!


 02/11/2015 19:03:13

E come disse J.Krishnamurti "Capire cosa non è la meditazione, è l'essenza stessa della meditazione".

 30/10/2015 13:05:19

Bonniedeluxe, prendilo come spunto... Se ti stai chiedendo se lo stai facendo bene, una cosa è certa, NON lo stai facendo bene. Ma chiederselo è normale.

La meditazione, in particolar modo la mindfulness, allena proprio quella parte spiriturale/mentale che ti permette di accettare le cose così come sono, senza esercitare controllo (tipico di chi è ansioso), di non spaventarsi se non si interviene convinti che il tutto andrà fuori controllo. Tutto è perfetto così com'è. In quel momento, nel qui ed ora, non c'è giusto o sbagliato, bello o brutto, buono o cattivo. Aggiungo pure che la meditazione non ha a che fare con la razionalità,perciò farsi simile domande è doppiamente controproducente. Medita al meglio che puoi, ma non cadere nella trappola di giudicare come mediti. Questo esercizio apparentemente banale è il cuore della meditazione. L'attenzione intenzionale, il non giudizio, pian piano sono qualità che riscoprirai utilizzare sempre più nella vita di tutti i giorni. Il premio ? Un senso di pace e sicurezza profondo, di accettazione e perciò di stati d'animo positivi. Il che non significa che ti renderà una santa... la testa, e con essa giudizio critica e pensiero, saranno semplicemente più liberi, più focalizzati, mento influenzati. Quindi casomai l'effetto collaterale è quello di usarli in modo più efficiente.

 03/11/2015 17:23:26

Mavericksb, Non avevo mai pensato alla meditazione come mezzo per "imbrigliare" la mente fuori controllo. Io sono proprio una di quelle persone che appena perdono il controllo della situazione perdono anche  il lume della ragione . cosa potresti consigliarmi per provare un percorso adatto in questo senso?

 05/11/2015 22:57:56
in risposta a ↑

ilaria12, Ciao! Perdere il lume della ragione è una mancanza di autocontrollo, come ben descritto nel libro "Intelligenza emotiva" di D. Goleman, i lobi della corteccia prefrontale hanno una funzione ci controllo sugli impulsi del cuore della mente, la parte più antica, che i non scienziati identificano come spirito (amigdala, ipotalamo e via dicendo), da cui partono le emozioni. Spesso e volentieri, se l'emozione è forte prende atto una sorta di sequestro emozionale (tipica nei bambini e negli adolescenti, difatto i lobi continuano a "maturare" ben più in là, con l'esperienza), che mette a tacere la parte razionale (lobi corticali) e si agisce d'impulso, la ragione avendo atto in un secondo momento perde tutto il suo potere. La meditazione è estremamente utile in tutto ciò, in particolar modo appunto la mindfulness (ormai utilizzata in gran parte degli ospedali americani e inglesi, in italia di prassi invece nei reparti di oncologia). I primi minuti di mindfulness di norma si concentrano su un Body Scan (scansione del corpo), molto utile per analizzare le sensazioni e/o distaccarsi da loro senza farci coinvolgere (il circolo corpo mente emozioni, se prende una brutta strada, diventa una spirale che si autoalimenta), nel tuo caso tale step è utile perchè le emozioni si esprimono dapprima nel corpo, inizialmente in maniera lieve ed inconsapevole (ad es. se hai paura/ansia, ben prima che tu ti accorga di avere il cuore a mille, c'è già una lieve dilatazione delle pupille, il cuore batte leggermente più veloce, i muscoli si irrigidiscono vagamente etc etc), perciò prendere familiarità con questi cambiamenti ti permette di agire d'anticipo prima che si inneschi il sequestro emozionale. In secondo luogo l'allenamento alla consapevolezza e alla chiarezza mentale (con l'attenzione intenzionale sul respiro) ti darà il tempo di riconoscere anche le dinamiche dei tuoi automatismi, importante è infatti pian piano cercare di portare nella vita di tutti i giorni quelle nozioni di consapevolezza che apprendi nella pratica meditativa formale, altrimenti non concludi molto, e questa è la parte più difficoltosa   

 06/11/2015 11:15:24
in risposta a ↑

ilaria12, dimenticavo, leggevo la tua domanda sotto. Io sono anche buddista, ma non tibetano, bensì della soka gakkai (in cui riti e simboli sono,come in origine, ridotti al minimo, perciò facilmente applicabile per noi occidentali, c'è solo una pratica meditativa difatti). E' parecchio semplice trovare gruppi buddisti, figurati che io sto in una cittadina e ce ne sono diversi. Il buddismo come filosofia/religione è affascinante e utile soprattutto se pensi di dover cominciare a cambiare punto di vista sul mondo, sulle relazioni, sulla vita, se vuoi sentirti più parte del tutto. La meditazione buddista non è la mindfulness (nonostante sia di derivazione buddista), ma si basa sui mantra. L'atto è simile, attenzione intenzionale, però personalmente trovo molto diverso l'effetto. Quella dei mantra mi sembra allenare più lentamente la consapevolezza, anche se devo ammettere che a differenza della mindfulness ( che la vedo come una nuova abitudine a vivere diversamente, è molto potente, ma vedila come una palestra per la mente,ii risultati arrivano dopo un pò di tempo che la si pratica costantemente, nel mio caso dopo circa due mesi per 15 minuti al giorno erano piuttosto chiari) riesce ad avere un'effetto liberatorio molto più immediato ma probabilmente meno duraturo se non supportato dalla filosofia buddista stessa che ti permette di reinquadrare cognitivamente molte cose. In questo caso vedo la meditazione come un fare spazio necessario per acquisire nuovi modi di affrontare le cose.

 06/11/2015 11:29:54
in risposta a ↑

Mavericksb, te lo chiedevo appunto perché conosco vagamente la scuola soka gakkai poiché mia sorella ne fa parte è mi ha sempre consigliato di provarla..e leggendo i tuoi commenti la prima cosa che mi é venuta in mente é stata proprio quella ! Mi piace e mi incuriosisce molto la loro filosofia di vita..anche se non condivido proprio tutti gli aspetti e anzi,in passato parlando con persone che ne facevano parte,avevo posto parecchie obiezioni

 06/11/2015 12:29:27
in risposta a ↑

Mavericksb,  posso chiederti qual é stato il tuo percorso ?ovvero: perche hai deciso di seguire questa corrente e ,soprattutto , come hai definito la tua scelta finale?voglio dire..di religioni e filosofie di vita ne esistono a bizzeffe,anche per quanto riguarda le correnti buddhiste. Cosa ti ha portato a optare per questa corrente e non per un altra ?

 06/11/2015 12:36:04
in risposta a ↑

ilaria12, pfff.. non sai quanto avessi io da obiettare all'inizio, razionale com'ero ! Mi hanno sopportato e risposto ad ogni singola domanda, a modo loro spesso, ma l'hanno fatto senza batter ciglio, poi ho iniziato a capire che era un mio modo di voler imporre le mie ragioni ed ho smesso. Ho coltivato l'accettazione. Ciò che più mi ha colpito è stato questo centramento su sè stessi. Tutto dipende da te, è un enorme incitamento all'automiglioramento mentale e spirituale, al prendersi la responsabilità, condito tutto da una filosofia di spessore e, di norma, da tanta flessibilità (troverai anche lì gente che giudica, ma io questo non lo confondo col buddismo, secondo il buddismo è casomai un modo per te di creare valore, compassione, accettazione, e per capire che ognuno sta intraprendendo un cammino, troverai sempre chi è ai primi passi, ed è comunque da apprezzare). Altre correnti ? Poche vedono te come unico artefice del tuo destino.. io credo comunque non devi per forza essere buddista per prendere la "giusta via", è sicuramente un potente mezzo però. Trova ciò che fa per te, attenta a non saltare qua e là tra varie filosofie però, io lo vedrei come un voler non capire che tutto dipende da te a prescindere, e non farebbe altro che uccidere quel briciolo di fede che potresti nutrire verso qualcosa.

 06/11/2015 16:42:22
in risposta a ↑

Mavericksb, Per i perchè mi ci sono avvicinato, beh... molto spesso bisogna stare male per capire che bisogna attuare una propria rivoluzione, e così è stato per me. Dovevo ricostruire tutto di me e mi ero reso conto che forse se come stavo non era colpa mia, lo era il non far nulla per cambiare.

 06/11/2015 16:46:39
alvise

alvise3801

turismo

concordo con quanto detto sopra. Col tempo potresti anche fare meditazioni più attive, tipo mandala tali chi, yoga, un puzzle, le pulizie di casa, guidare ecc.. è un discorso di consapevolezza devi essere radicata nel momento presente sempre, soprattutto nella vita quotidiana, senza lasciare che la mente se ne vada vagando su pensieri che riguardano passato e futuro. Un suggerimento da occidentale ad occidentale, osservare le nuvole in un campo è una tecnica meditativa molto valida e comprensibile, va bene anche col cielo notturno e se fa freddo anche se sei dietro una finestra di casa si può fare.

È facile osservare attentamente le nuvole, mentre scorrono, si aggregano e si diradano, senza identificarsi con loro, senza giudicarle, cercare di fermarle, guidarle, cambiarle, soffrire per la loro sorte, credere che ti debbano qualcosa o che tu debba qualcosa a loro ( se hai conflitti personali con gli agenti atmosferici, non è un buon segno ).

Limitati a contemplarle con attenzione mentre nascono, si trasformano e se ne vanno.. Ecco tieni a mente quella sensazione di "interessantissime le nuvole,ma, alla fine, che c'entrano con me?".

L'obbiettivo è fare la stessa cosa con la tua mente,come se essa fosse un cielo, con pensieri e stati d'animo alterati(rabbia,paura,ansia) a fungere da nuvole.

Osserva la tua mente attentamente, come fosse un temporale vero a cui stai assitendo, i pensieri sono come il suono della pioggia e lo stato d'animo come la sensazione  fredda delle gocce nel vento. Se ti è mai capitato di essere sotto un temporale,sai che lo senti benissimo, ti ci puoi concentrare, lo osservi con attenzione, ma sarai consapevole che tu e il temporale siete due cose distinte( se ti identifichi con gli agenti atmosferici, non è un buon segno).

Ecco se tu sei quella che contempla tranquillamnete la sua mente agitata, non puoi essere anche la tua mente agitata.. Quindi tu e quella mente incasinata che urla brama e si lagna in sottofondo ora non siete la stessa entità.. Nel buddhismo una è il tuo vero io,l'altra si chiama mente scimmia, dato che nessuno ci spiega fin da piccoli che nel cervello c'è questo creatore automatico di pensieri in prima persona,che lavora indipendentemente dalla nostra volontà, tutti crediamo che siamo noi.

Per altro genera una fila di pensieri egoistici( utilissimi nella preistoria per accaparrarci le risorse, dominare l'ambiente e farci diventare la specie dominante sulla terra),quindi il fatto che di base usciamo di fabbrica con questa modalità inconsapevole oggi come oggi è un gran problema. La meditazione serve a prendere atto dell'esistenza della mente scimmia,smettere progressivamente di identificarci con essa, tenendo la nostra coscienza nell " osservatore tranquillo e sereno che sperimenta e contempla la vita" fino a che diventato il nostro vero sè,possiamo agire con consapevolezza e gioia (che è la buddhità).

Sulla carta è facile, basta stare tranquilli a contemplare il mondo e la nostra mente ed il gioco è fatto.. Nella pratica ci sono parecchi sprazi di luce e ricadute,ma piano piano, un pezzettino alla volta si diventa sempre più consapevoli.


 04/11/2015 02:17:16

alvise, deduco che tu segui qualche corrente buddhista come filosofia di vita? Se si quale?sono molto curiosa 

 05/11/2015 22:52:56
alvise

alvise3801

turismo

in risposta a ↑

ilaria12 io sono occidentale, quindi il buddhismo è troppo farcito di simboli etnici, riti  che mi sono estranei. Io seguo il taoismo( da cui lo zen ha tratto moltissimo ), è solo il riconoscimento empirico di un principio così semplice ovvio e banale che non ha bisogno nemmeno di un nome( laozi, dice l'ho chiamato tao tanto per dargli un nome ) e  se  si tenta di spiegarlo,  lo si rende solo più limitato e difficile da capire( vedi tutti i fraintendimenti sul tema ying yang ). anche definire il taoismo come una religione o una filosofia è una sovrastruttura superflua.  

 05/11/2015 23:34:06

Inizialmente a me ha aiutato molto il libro dei segreti di osho

 13/11/2015 13:49:04
bonniedeluxe

bonniedeluxe256

infermiera

lucyrun, grazie per il suggerimento

 13/11/2015 19:42:29

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