Il tirocinio negli studi professionali: una forma di sfruttamento legalizzato?

Pongo questa domanda dopo l'ennesima conversazione con un mio amico che ha scelto di intraprendere una professione. Avvocati, architetti, commercialisti... tutti coloro che aspirano a svolgere una professione di questo tipo devono servire come praticanti presso un professionista già abilitato, per un certo numero di anni. Servire è il termine giusto, in quanto chi fa pratica non ha diritto ad una retribuzione, ma solo al massimo ad un rimborso spese. 

Ora, se da un punto di vista squisitamente formativo la cosa è comprensibile (serve "esercitarsi"), da un punto di vista lavorativo la posizione del praticante è davvero scomoda, se paragonata a quella di un qualsiasi altro giovane che si avvia nel mondo del lavoro. Se un giovane va a lavorare in un negozio o in una agenzia immobiliare, o presso un'officina artigianale, comunque deve essere assunto con un vero contratto, e deve ricevere una vera retribuzione, anche se magari di entità ridotta. Ben diversa la vita da praticante.  

Ugualmente la possiamo considerare una distorsione a livello di mercato: il professionista può avere collaboratori praticamente a costo zero, mentre un altro micro-imprenditore deve comunque assumerli come dipendenti. 

Voi che ne pensate, secondo voi il sistema attuale è giusto e funzionale? Come lo cambiereste, eventualmente? 

 05/10/2015 20:44:51
utente anonimo
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19 commenti

Certo che è sfruttamento! Durante la laurea triennale ho fatto 6 mesi di tirocinio non retribuito e a gennaio (se tutto va bene) inizierò il tirocinio in laboratorio della durata di 1 anno, ovviamente non retribuito. Fa comodo all'università avere i ragazzi che lavorano gratis, noi impariamo il mestiere e loro hanno chi fa il lavoro, meglio di così. Purtroppo l'università non ha i fondi per pagare anche i tirocinanti, poi forse dipende dai casi. Chi ha necessità di fare tirocini formativi nelle aziende o negli studi legali potrebbe venire pagato da queste strutture, cosa che non avviene. Non pretendo uno stipendio, basterebbe un rimborso spese o un contributo, almeno per premiare l'impegno e incentivare il tirocinante. So che all'estero i tirocinanti vengono pagati, qua ovviamente dobbiamo distinguerci...

 05/10/2015 21:20:24
fabs_fabs

fabs_fabs9753

I have a Dream

Il sistema è ottimo, offre opportunità a tutti i livelli e molti corsi di formazioni anche gratuiti, specie per i giovani sotto i 30. Partita iva con regime agevolato senza studi di settore, pagamento Iva, solo aliquota 5-15% e  contributi INPS.

Se assunto in somministrazione da una agenzia per il lavoro si dispone del fondo Ebitemp per rimborsi di spese mediche/dentistiche.


Per quanto riguarda il tirocinante dipende dalle sue competenze.


Pagare un neodiplomato/laureato  è gran investimento di tempo e soldi con un risultato incerto.


Il titolare dell'azienda in cui collaboro adesso ha preso due neodiplomati meccanici, se ne torneranno a casa dopo circa un mese perché non hanno competenze e gli manca la volontà, l'attenzione sul lavoro, manca capacitò analitica e di concentrazione con il risultato di molti errori. Sono abituati ad imparare a memoria e nel mondo del lavoro le cose funzionano diversamente.


Qual è il valore aggiunto nel assumere un tirocinante?


 06/10/2015 18:32:55
Anna

Anna48915

Web Specialist

Assimilo i tirocini negli studi professionali ai vari stage nelle aziende che si usano praticamente per tutti i tipi di lavoro.

Io li trovo ottimi strumenti a patto che vengano utilizzati come si dovrebbe. Il professionista (o l'azienda) ha un collaboratore in più a costo ridotto, in cambio però deve assumersi l'onere di formarlo e se la formazione viene fatta come si deve rappresenta un ulteriore onere per l'azienda perché deve dedicare risorse interne alla formazione. D'altra parte una persona fresca di studi, ma senza alcuna esperienza sul campo difficilmente potrà essere produttiva quanto un professionista navigato.

Si può parlare di sfruttamento quando non c'è alcuna formazione per il tirocinante-stagista, oppure quando questo status si cronicizza.

 08/10/2015 12:14:15

Anna, io sono stato stagista in azienda e venivo pagato, anche se chiaramente molto meno di un dipendente. C'era una postazione di lavoro fissa, un orario standard. 

Negli studi professionali, per quello che mi hanno raccontato (mi riferisco a professioni con ordine ed albo, per le quali bisogna obbligatoriamente accumulare un certo tempo di tirocinio), ad essere fortunati si trova un professionista di buon cuore che offre 2-300 euro di rimborso spese, per giornate di lavoro di durata indeterminata, che comprendono anche spostamenti in giro per uffici pubblici (ovviamente con auto personale e senza alcun tipo di copertura). Eh, non è proprio la stessa cosa...

 08/10/2015 13:12:20
Anna

Anna48915

Web Specialist

in risposta a ↑

Tigerman_jr, si è proprio la stessa cosa, o meglio con lo stage tutto dipende dall'azienda nella quale fai lo stage. La situazione che hai descritto per gli studi professionali io l'ho vissuta nel mio tirocinio in un'azienda privata (peraltro che non sia proprio regolare un rimborso spese inferiore a 400€, ma tant'è).

 08/10/2015 13:15:58
in risposta a ↑

Anna, indubbiamente dipende dall'azienda. Però considera che una azienda, se paga meno del dovuto o costringe lo stagista a fare 12 ore di lavoro sta attuando un comportamento patologico e può essere sanzionata. Invece per uno studio professionale tutto ciò è normale, non è che un praticante può andare all'ispettorato del lavoro e lamentarsi. E' quella differenza tra "professionista" e "imprenditore" che permea molta parte della nostra legislazione anche dal punto di vista fiscale, previdenziale...

 08/10/2015 13:23:39
Anna

Anna48915

Web Specialist

in risposta a ↑

Tigerman_jr, dal punto di vista teorico e burocratico non se come sia regolamentato, se lo è, il tirocinio per i professionisti e quali possano essere gli strumenti a cui si può far riferimento. Nel tuo post chiedi cosa faremmo per cambiare la situazione. Se gli strumenti e la regolamentazione non ci sono andrebbero previsti e dovrebbero esserci dei meccanismi stringenti per il loro funzionamento. Altrimenti diventa giocoforza sfruttamento.

 08/10/2015 13:52:32

Sfruttamento senza dubbio (tra l'altro da professionisti super pagati come avvocati e architetti).

Sfruttamento legalizzato da uno stato che ti obbliga a superare un esame di stato truccato e manipolato a favore delle lobby degli ordini professionali.

 08/10/2015 20:35:44

Ho svolto innumerevoli tirocini e mi sono sempre ritenuta "sfruttata". Un conto è che lo studente svolga il tirocinio per acquisire competenze e per questo  venga seguito e indirizzato costantemente da un tutor competente e attento e in questo modo ha riscontro rispetto alle sue aspettative, un altro paio di maniche è quando il tirocinante ha già un certo grado di competenza o gli si chiede di formarsi da solo per poi  svolgere un'attività lavorativa vera e propria a gratis ( non parlo nemmeno di studi professionali ma di aziende pubbliche!). Ci vorrebbe una supervisione periodica sui " tutor " (da parte di  Università o scuole di specializzazione che impongono i criteri del tirocinio) invece che disinteressarsi completamente di questa parte determinante della formazione di un professionista.

 08/10/2015 20:38:14

oliol18, Hai perfettamente ragione.

Quello che nei paesi anglosassoni e' un ottimo sistema per inserire nel mondo del lavoro neo laureati in Italia siamo riusciti a trasformarlo in sfruttamento di lavoro super specializzato.

 08/10/2015 21:00:13
in risposta a ↑

HateMyFollowing, se non ci fossero i tirocini formativi che permettono ad aziende,  società, Studi professionali   e cooperative di avere manovalanza a gratis, molti di questi fallirebbero  o non potrebbero portare avanti numerosi servizi. Inserimento? Oh si,  di nuovi tirocinanti che sostituiscono i precedenti.  . . 

 08/10/2015 21:10:37

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