E voi? scappate dalla felicità?

Il peggiore codardo è chi non osa nemmeno provare a raggiungere la felicità solo per paura di doverci poi rinunciare.

Alda Merini

 15/09/2015 14:03:58
utente anonimo
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114 commenti
Harry_Vandenpost

Harry_Vandenpost209456

Distributore di pillole rosse.

Ovvio, altrimenti che autosabotatore sarei?


 15/09/2015 14:07:38

Harry_Vandenpost, Ma non era la felicità a scappare da te, Harry? :P

 15/09/2015 14:12:59
Harry_Vandenpost

Harry_Vandenpost209456

Distributore di pillole rosse.

in risposta a ↑

Dr-Lecter, credo che il mio rapporto con la felicità possa essere esemplificato da questo brano:


E perché credete che egli ami tanto le sue

quattro mura, dipinte immancabilmente di verde, polverose, tristi e

affumicate in maniera incredibile? Perché questo buffo signore, quando

viene a fargli visita qualcuno dei suoi rari conoscenti (e finisce che per lui la

razza dei conoscenti si estingue), perché, dico, questo buffo signore lo

riceve così confuso, con un’espressione del viso tanto mutata e in un tale

stato di smarrimento come se, tra le sue quattro pareti, avesse appena

finito di compiere un delitto, o come se avesse fabbricato monete false, o

scritto certi versi da spedire a una rivista, accompagnati da una lettera

anonima, nella quale si dichiara che il vero poeta è già morto e che il suo

amico ritiene suo sacrosanto dovere pubblicarne i versi? Perché mai,

ditemelo voi, Nàstenka, la conversazione tra i due interlocutori non

attecchisce? Perché né una risata, né una qualche ardita paroletta esca dalla

bocca dell’amico fatto di colpo preoccupato e che pure, in altre circostanze,

ama assai il riso, la paroletta vivace, i discorsi sul bel sesso e su altri allegri

argomenti? Per qual motivo, infine, quell’amico, probabilmente non di

vecchia data e alla sua prima visita (non ne seguirà certo una seconda e

l’amico non tornerà un’altra volta), per qual motivo l’amico stesso si turba,

si irrigidisce, nonostante il suo spirito (dato che ne abbia), guardando il viso

sconcertato del padrone di casa che a sua volta ha finito con lo smarrirsi del

tutto e ha perduto completamente la bussola, dopo giganteschi e vani sforzi

per avviare e infiorare il discorso, mostrare anche da parte sua di conoscere

gli usi del vivere mondano, di sapere intrattenere una conversazione sul bel

sesso e magari, con una siffatta docilità, di piacere a quel poveraccio

capitato chi sa da dove e venuto a fargli visita per sbaglio? Perché, infine, il

visitatore afferra il cappello e se ne va in tutta fretta, ricordandosi

all’improvviso di un affare urgentissimo che non è mai esistito e, bene o

male, libera la sua mano dalle strette calorose del padrone di casa il quale

cerca, in ogni modo, di dimostrare il suo pentimento e di rimediare a ciò che

è riuscito così male? Perché l’amico, appena fuori dalla porta, scoppia in una

risata e promette a se stesso di non andar mai più da quell’originale,

sebbene quell’originale sia, in sostanza, un ottimo ragazzo; e perché, al

tempo stesso, non riesce a rifiutare alla propria fantasia un piccolo

capriccio, quello, cioè, di paragonare, sia pure alla lontana, la fisionomia del

suo recente interlocutore, durante tutto il tempo della visita, all’aspetto di

un disgraziato gattino che alcuni bambini, dopo averlo catturato in maniera

sleale, hanno malmenato, maltrattato e spaventato in tutti i modi e

sconcertato a tal punto che, per sfuggire alle loro mani, si è rifugiato sotto

una sedia, al buio, e là è costretto a restarsene un’ora intera a lisciarsi il

pelo, a starnutire, a lavarsi con tutt’e due le zampette il musino offeso e

poi, dopo tutto questo, a guardare con ostilità la natura e la vita e persino la

porzioncina del pranzo del padrone, conservata per lui dalla pietosa donna

di servizio?»



 15/09/2015 14:19:20
in risposta a ↑

Harry_Vandenpost, mood dostoevkjano, noto. Se non lo hai ancora fatto, ti suggerisco di visionare il delizioso film di Visconti tratto da Le notti bianche.

 15/09/2015 14:51:01
Harry_Vandenpost

Harry_Vandenpost209456

Distributore di pillole rosse.

in risposta a ↑

Dr-Lecter, avevo già intenzione di vederlo, grazie per avermelo ricordato   

 15/09/2015 14:53:18

Io sapevo che il peggiore codardo è chi si suicida, ma vabbè, quella è una storia più complessa.


Comunque è questa incessante, quasi ossessiva, ricerca della felicità che sta rovinando questo momento storico sociale.


L'essere umano ha bisogno della serenità: cercare la felicità equivale ignorare l'altro ago, quello del dolore, mentre nella serenità si godono meglio gli attimi felici, e si resistono meglio gli attimi dolorosi.

 15/09/2015 14:33:03

dev89,  pienamente d'accordo!

Io credo che la ricerca in se, sia già stressante e controproducente, penso bisogna crearsi degli attimi sereni o che ci faccian star bene quello si, ma la ricerca tipo estenuante di un partner (credendo sia quella la risposta a tutti i mali) non la condivido.

 15/09/2015 18:57:14
sennodipoi_

sennodipoi_3571

Studente

Io cerco sempre forti emozioni, sono quelle che mi rendono felice e mi fanno sentire vivo. Però spesso hanno delle ripercussioni...

 15/09/2015 14:58:56
ImaginaryLandscape

ImaginaryLandscape5371

Libero Naturalista , Musicista, Scrittore

c'e tanta gente che ha puara di essere felice.. io non l'ho mai capito..

si ovvio.. c'e sempre il rovescio della medaglia..ma ne vale la pena..

rinunciarci a priori e' un torto contro se stessi..

inutile lamentarsi poi quando tutto va male e stiamo con le persone sbagliate.

 15/09/2015 15:24:23

ImaginaryLandscape, Esatto è qui che volevo arrivare,davvero non riesco a capire come certe persone possano precludersi qualcosa di bello per paura del dopo, va vissuto l'attimo, perché alla fine se non lo vivi non è che la situazione migliora anzi, ti perdi un sacco di emozioni, di opportunità, per cosa? per rimanere bloccato e magari buttarsi su piaceri effimeri che son solo specchi per le allodole..

 15/09/2015 19:00:50
ImaginaryLandscape

ImaginaryLandscape5371

Libero Naturalista , Musicista, Scrittore

in risposta a ↑

MaryJey,  esattamente, ma va a capire.

Poi e' anche negativo per se stessi, questo pensiero di certo non ti fa sentire libero..

 15/09/2015 22:30:47

Non cerco la felicità, non penso esista in senso assoluto, ma che sia questione di attimi. Preferisco la serenità, quando sono felice per troppo tempo temo sempre che la batosta sia dietro l'angolo. Meglio essere serena e mediamente contenta.

 15/09/2015 22:16:34

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