donatella

donatella209073

ex traghettatrice di Quaggers

Sfortuna: è determinata da una legge fisica?

Cosa pensate della sfortuna? Non parlo di superstizione, gatti neri, malocchio, parlo di quella serie di coincidenze negative che, messe insieme, fanno sì che qualcosa non funzioni, che si creino tutte le condizioni per cui un programma non si realizzi. Qualcuno fa riferimento alla Legge di Murphy, in base alla quale "Se una cosa può andar male, lo farà".


Da quando, tanti anni fa, ho letto il libro "Inshallah" di Oriana Fallaci, mi è rimasta impresso il concetto di Entropia, che, in termini banalissimi, si può tradurre con "casualità, sfortuna, caos, grado di disordine". Grazie al gran numero di fenomeni che possono essere descritti tramite l'entropia, questa è stata applicata a scienze sociali, economia, informazione... come dire, non so cosa succede e perché va così male, diamo la colpa all'entropia.


A parte gli scherzi, credete che esista una energia, una legge fisica, una formula matematica in grado di indirizzare negativamente gli avvenimenti?


"Buona fortuna" non suona bene, dico "In bocca al lupo" a chiunque vorrà rispondere in maniera seria o semiseria alla mia domanda. Occhiolino

 02/08/2013 21:09:24 (modificato)
utente anonimo
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321 commenti
freddy

freddy186

Boh

Tutta questione di psicologia...

 02/08/2013 22:29:49
donatella

donatella209073

ex traghettatrice di Quaggers

Ciao @freddy, in che senso pensi che la sfortuna possa essere questione di psicologia? Credi cha un evento possa andare in direzione negativa a causa della nostra negatività? Cioè, tanto ci convinciamo che una cosa andrà male che alla fine questo avviene davvero... :-)

 03/08/2013 04:55:41
freddy

freddy186

Boh

è Esattamente QUASI quello che dici tu ,penso che la mente sia più forte di quanto si creda...

 04/08/2013 20:17:48

Galileo sosteneva che la sfortuna non esiste, è solo un errore di calcolo.
Elio ci scherza quando augura "Imbocca il lupo" anzichè In bocca al lupo Sorridente.




 03/08/2013 04:01:08
donatella

donatella209073

ex traghettatrice di Quaggers

@rico68.... bel salto da Galileo a Elio!!! :D

 03/08/2013 04:57:23

In realtà... no!
Nel senso: se non "imbocchi" (dai da mangiare) un lupo che conosci, non puoi attribuire alla sfortuna il fatto che ti attacchi.

 03/08/2013 10:10:05
donatella

donatella209073

ex traghettatrice di Quaggers

Ecco, perfetto! Grazie per la spiegazione @rico68. Mi metti sempre spalle al muro con i tuoi chiarimenti assolutamente logici e lineari. Sei un grande!

 03/08/2013 10:37:48
Tommy

Tommy30466

Certamente. La sfortuna segue una legge analoga a quella della meccanica quantistica (classica).
Mi spiego.

In meccanica quantistica la posizione di una particella è determinata dalla sua funzione d'onda (equazione di Schrödinger).Tale funzione descrive i valori (per esempio la posizione) che la particella può assumere, all'interno dello spazio sperimentale.
Quando si fa l'esperimento, la funzione d'onda "collassa" in un valore preciso, che è la posizione in cui si trova la particella.

Analogamente si comporta la fortuna.Nel gioco della roulette, per esempio, puoi costruire una funzione d'onda che ti dice quali sono i valori che la particella (pardon, pallina) può assumere (notoriamente da 0 a 36).
Quando giochi (i tuoi dieci euro) tale funzione "collassa" nel valore assunto dalla pallina, cioè nel numero vincente.

La sfortuna è che la funzione d'onda, sia in meccanica quantistica, sia alla roulette, ti dice il numero vincente sempre dopo che hai giocato i dieci euro... mai prima.

 03/08/2013 05:44:57
donatella

donatella209073

ex traghettatrice di Quaggers

Grazie @Tommy.... soprattutto per l'ottimo consiglio riguardante i 10 euro ;-)

 03/08/2013 10:06:22

Tommy, mi sa che hai fatto centro. Ma ci viene in aiuto la statistica, che dice: la fortuna del giocatore è sempre limitata nel tempo, alla lunga il banco vince.
Ergo: se vinci in un casinò, vattene subito.

 03/08/2013 10:18:11

mi ha fatto ridere la tua risposta.. vero humor quantistico.

 09/08/2013 06:46:03

@dayntur Ridere? Naaa.

La meccanica quantistica è uno degli argomenti più affascinanti di oggi e trovo molto interessante la visione di @Tommy.
E' più corretto considerare la sua risposta SERIA, a mio parere.

 28/10/2013 18:13:50
donatella

donatella209073

ex traghettatrice di Quaggers

Le risposte di @Tommy aprono sempre la strada a molte interpretazioni interessanti e variegate!
 03/12/2013 14:14:39
GCusmano

GCusmano7620

Unknowledge manager, knowledge man

@Tommy ti propongo una versione più in sintonia con la meccanica quantistica della tua bella analogia tra le palline della roulette e le particelle elementari.

Nel tuo esempio, in effetti, si potrebbe credere che il fatto di non poter conoscere la posizione della particella e il numero che uscirà giocando la pallina sia essenzialmente dovuto alla nostra incapacità di previsione, alla nostra ignoranza. Resterebbe la possibilità teorica che se avessimo gli strumenti adatti e conoscessimo tutte le variabili in gioco il margine di errore diventerebbe sempre più piccolo fino a scomparire.

Non è così!

Per cogliere l'intima natura quantica delle particelle, tenterei un parallelo tra queste e i numeri che potrebbero uscire, ponendo la pallina in similitudine con lo strumento di misurazione che fa collassare la funzione d'onda.

Infatti, se non procedessimo alla misurazione della posizione e non tentassimo la sorte al gioco, tutte le posizioni possibili e tutti i numeri che possono uscire sono presenti o non sono presenti contemporaneamente (diciamo che sono in "potenza": stato quantico).

Sarebbe un errore pensare che la particella, anche se nessuno la misura, sia comunque lì da qualche parte.

Come non avrebbe senso, se la pallina non viene lanciata, parlare di numeri che "usciranno".

Ciò che insegna la meccanica quantistica (e che sconvolse lo scopritore della Relatività) è che, in riferimento alle particelle elementari, se dicessimo, esse "sono", "sono distinte", "sono da qualche parte", una delle tre affermazioni sarebbe falsa (gatto di Schrodinger)...

Se l'analogia con i numeri tiene (dove la pallina è lo strumento) e la sfortuna è legata al collasso dello stato quantico dei numeri in alcuni valori precisi, si potrebbe dire, alternativamente, che:

- non esiste,

- ha natura olistica, dunque indistinguibile dalla fortuna e dal resto,

- sta ovunque e in nessun luogo, finchè non decidiamo di giocare!

La prima affermazione nega l'esistenza di una Realtà "oggettiva"' la seconda ci dice che anche il più piccolo evento sfigato fa parte di un tutto, la terza negherebbe il diritto a chiunque di definirsi sfortunato a priori.

 14/01/2014 06:59:15
GCusmano

GCusmano7620

Unknowledge manager, knowledge man

- sta ovunque e in nessun luogo (l'ipad mette gli accenti per cavoli suoi.....)
 14/01/2014 07:02:56
donatella

donatella209073

ex traghettatrice di Quaggers

Ciao @GCusmano, molto interessante la tua dissertazione. Per mia impreparazione non ho ben colto alcuni aspetti, ma mi piace questo senso delle possibilità che non esistono fino a qundo non decidiamo di "giocarcele". Mi pare un concetto applicabile a tutte le azioni della nostra vita e all'idea di "opportunità". Quindi, trasponendo le tue parole in una chiave più umanistica, mi viene da pensare a coloro che parlano spesso di possibilità non sfruttate o non afferrate al volo. Un po' come i numeri dei dadi che, fino a quando non li lanci, non ci sono, allo stesso modo le cose che avremmo potuto fare non sono opportunità perdute, semplicemente non esistono. Paragone forzato... grazie per il tuo commento.
 14/01/2014 08:14:05 (modificato)
Tommy

Tommy30466

@GCusmano,


anche se apparentemente parliamo lo stesso linguaggio, diamo alle parole un significato leggermente diverso, sicuramente per la mia imprecisa conoscenza della meccanica quantistica, lascio a te decidere quali possono essere le tue difficoltà.

Quello che è certo è che non ho capito del tutto la tua proposta.

Questa mia risposta è pertanto interlocutoria ed ha lo scopo di avvicinare il nostri linguaggi in modo da raggiungere un risultato condiviso (o meno).


Scrivi: Infatti, se non procedessimo alla misurazione della posizione e non tentassimo la sorte al gioco, tutte le posizioni possibili e tutti i numeri che possono uscire sono presenti o non sono presenti contemporaneamente (diciamo che sono in "potenza": stato quantico).”

Su questo sono d'accordo.


E poi:Sarebbe un errore pensare che la particella, anche se nessuno la misura, sia comunque lì da qualche parte.”

Questa frase non la capisco, la presenza dell'apparato di misura induce a pensare che chi l'ha costruito creda che la particella esista e che ci sia qualche probabilità che entri nel campo dello stesso apparato. Altrimenti perché l'avrebbe fatto?

Così come chi entra al casinò (e paga l'entrata) crede che esista una roulette (compresa la pallina) su cui giocare. Altrimenti perché avrebbe pagato l'entrata?


E ancora: Ciò che insegna la meccanica quantistica (e che sconvolse lo scopritore della Relatività) è che, in riferimento alle particelle elementari, se dicessimo, esse "sono", "sono distinte", "sono da qualche parte", una delle tre affermazioni sarebbe falsa (gatto di Schrodinger)...

Qui introduci il paradosso EPR.


Infine: Se l'analogia con i numeri tiene (dove la pallina è lo strumento) e la sfortuna è legata al collasso dello stato quantico dei numeri in alcuni valori precisi, si potrebbe dire, alternativamente, che:

- non esiste,

- ha natura olistica, dunque indistinguibile dalla fortuna e dal resto,

- sta ovunque e in nessun luogo, finché non decidiamo di giocare!

La prima affermazione nega l'esistenza di una Realtà "oggettiva"' la seconda ci dice che anche il più piccolo evento sfigato fa parte di un tutto, la terza negherebbe il diritto a chiunque di definirsi sfortunato a priori.

A questo punto non capisco se stai parlando della particella o della sfortuna, sembrerebbe la seconda, ma non capisco come si possa parlare del paradosso EPR riguardo alla sfortuna.


Penso infatti che la sfortuna sia un giudizio a posteriori di alcuni fenomeni, e non un oggetto reale.

 14/01/2014 09:49:27
GCusmano

GCusmano7620

Unknowledge manager, knowledge man

Grazie @donatella per il tuo apprezzamento...

Effettivamente, la meccanica quantistica ha implicazioni filosofiche pazzesche (i fisici teorici che si occupano del tema sono stati definiti, a ragione, i nuovi filosofi). 

Dirò di più, date le implicazioni sul senso dell'esistenza, mi stupisco come i fondamenti di tale scienza non siano ancora diventati patrimonio comune. 

Per quanto riguarda la tua trasposizione, devi fare un passo indietro e compiere una scelta decisiva.

Di queste tre condizioni (che sperimentiamo nella dimensione umana): 

- esistenza, 

- separatezza, 

- localizzazione, 

una delle tre è falsa nel mondo subatomico (e qui, abbiamo il primo grande tema: noi comunque siamo fatti di questi "mattoncini").

Gli scienziati di rinunciare all'esistenza della Realtà non se la sentono proprio (devono pur guadagnarsi il pane quotidiano e non se la sentono di rischiare il manicomio). 

Tra la separatezza (A è distinto da B) e la localizzazione (gli elettroni, i protoni e compagnia cantando che costituiscono gli atomi del nostro corpo sono comunque in noi), hanno salvato quest'ultima e "buttato" la prima, riconciliando il pensiero razionale occidentale con le filosofie orientali che già sapevano che ogni cosa è collegata al tutto. 

In effetti, esperimenti con particelle distanti migliaia di miglia mostrano come esse siano "telepatiche" (come cambi di spin a una, l'altra immediatamente reagisce in sintonia, violando il principio che l'informazione non possa trasmettersi istantaneamente ma solo alla velocità della luce). 

Allo stesso modo nelle esperienze mistiche si sperimenta il fatto di essere "parte del tutto" (chi le prova, "sente" di essere la sedia su cui sta seduto o la pianta che sta guardando).

Tu, nella tua trasposizione, hai scelto di buttare la localizzazione (se non "vado a vedere le carte", tutte le combinazioni sono possibili) e/o la realtà oggettiva (che le cose non esistono in senso classico). 

Sei stata proprio sfortunata!!! (ahahahhah). 

Delle tre, la risposta più corretta sembra sia la rinuncia alla "separatezza". 

Cosa significa in termini umanistici? 

Che è illusorio pensare che uno possa sfruttare a proprio vantaggio la sua fortuna a scapito magari degli altri. 

La "sfortuna" di chi è lontano da noi, in realtà, ci riguarda "molto più da vicino" di quanto crediamo (siamo un'unica cosa). 

Io sono te e tu sei me (ma davvero, non tanto per dire).

Fortuna e sfortuna a livello olistico probabilmente non hanno alcun senso (è come se la goccia del mare pensasse di essere distinta da tutte le altre e che lei avrà un destino radioso per cavoli propri....).

Tale consapevolezza, dovrebbe aprire la strada a una rifondazione profonda della filosofia occidentale.

Ad esempio, non solo la "sopravvivenza della specie" dovrebbe guidare ogni scelta politica, economica e sociale ma addirittura dovremmo agire con il nostro pianeta come se fossimo una cosa sola (non solo tra noi è la Terra ma anche con l'intero Universo).

Ciaoo

 14/01/2014 10:27:58
GCusmano

GCusmano7620

Unknowledge manager, knowledge man

Tommy, 

Grazie dell'interazione e della tua disponibilità !

Prima di vedere il tuo commento ho risposto a Donatella e probabilmente lì potrei essere stato più comprensibile.

Effettivamente, la chiarezza mi fa difetto.

Quando affermo che "sarebbe un errore pensare che la particella, anche se nessuno la misura, sia comunque lì da qualche parte", parlo di "errore" concettuale. Cioè è sbagliato immaginarsi una minuscola sferetta che viaggia a un certa velocità e che compie una sua traettoria (violerebbe il principio di indeterminazione: la particella non può proprio possedere contemporaneamente una velocità e una posizione, sarebbe contro natura...). 

Quando compi una misurazione ottieni un certo valore (diciamo una posizione) ma solo quando fai la misura, un istante dopo, non è che l'elettrone sta "un pochino più in là".

È come se a carte tu mi mostrassi un cuori e io ti rispondessi sempre con un picche ma poi la carta torna nel mazzo, indistinta (dipende dalla natura duale della materia subatomica che è onda e particella a seconda di....ecco, a seconda di come tu decidi di interagire con essa, da lì è nata la domanda: e se nessuno interagisse?). Dunque, è certo il dato ottenuto con la singola misura, restano ipotesi le congetture che si possono fare sullo stato della particella "dopo" ( essa torna alla funzione d'onda, che non è un mero discorso di probabilità ma cerca di catturare la natura intima e "magica" del mondo subatomico).

Per quanto riguarda l'ultimo punto, sto proseguendo nella tua analogia, modificata in particelle - numeri (e non particelle - pallina). Ciò che noi chiamiamo giudizio ha una base fisica (chi lo formula) e si forma o si modifica in base a eventi sempre fisici. Una comprensione profonda della "fisica subatomica" ci potrebbe aiutare a capire che la distinzione tra tutto ciò che ci circonda (tra le cose, tra me e le cose, tra le cose e i pensieri) è probabilmente solo apparente. Almeno, questo è quello che io ho imparato dal mondo delle particelle elementari.

Ciaoo

 14/01/2014 11:13:36
Tommy

Tommy30466

Grazie GCusmano per le tue precisazioni,

devo dire per sincerità che rimangono ancora delle differenze fra i nostri pensieri (sull'interpretazione del principio di indeterminazione e sulla possibilità e/o modalità di applicare il paradosso EPR ad un giudizio a posteriori), comunque penso che siamo giunti alla massima vicinanza e che ulteriori chiarimenti non migliorerebbero la comprensione reciproca.


Lasciamo fare al tempo e vedrai che nelle prossime occasioni ci capiremo meglio.


 14/01/2014 18:41:24
GCusmano

GCusmano7620

Unknowledge manager, knowledge man

Tommy, Grazie a te!


Io vedo questa stanza virtuale come un'occasione perché le persone possano esprimersi, con educazione, liberamente, senza temere giudizi o peggio ancora pregiudizi.


Punti di vista differenti arricchiscono. Non sto parlando di opinioni (ognuno naturalmente ha le sue) ma di pensieri speculativi, creativi, laterali che possano far scattare il dubbio, la curiosità.


Non ci vedono competizione, non ci dovrebbe essere competizione (tanto condividiamo il medesimo destino, come specie umana).


La cosa importante, secondo me, è non dimenticarsi mai l'oggetto dell'interazione.


Infatti, le menti brillanti si accapigliano sulle idee, le buone menti discutono di eventi, quelle meno dotate parlano delle persone.


(Non è mia ma mi piace).


Intanto, mi sono messo come tuo follower.


Ciaoo


 15/01/2014 18:08:41
donatella

donatella209073

ex traghettatrice di Quaggers

@GCusmano, grazie per questa bella affermazione di condivisione di conoscenza democratica, sicuramente attuabile anche quando non si abbia lo stesso punto di vista o lo stesso modo di affrontare un'argomentazione.


p.s. Se scopri di chi è la citazione lo scrivi, per favore? Mi ricorda qualcosa di Jack Kerouac, ma non sono sicura.

 16/01/2014 08:40:57
GCusmano

GCusmano7620

Unknowledge manager, knowledge man

donatella, Thanks

Cercata trovata,


Great minds discuss ideas, average minds discuss events, small minds discuss people.


Eleanor Roosevelt


Ciaoo


 16/01/2014 11:00:20
donatella

donatella209073

ex traghettatrice di Quaggers

GCusmano, fantastico, grazie mille!
 16/01/2014 13:17:26
GCusmano

GCusmano7620

Unknowledge manager, knowledge man

donatella, de nada

:)

 16/01/2014 13:21:56
Tommy

Tommy30466

in risposta a ↑

Aristomache,

certo, prevedere il futuro in generale è uno degli obiettivi principali della scienza.

Purtroppo è uno degli obiettivi più difficili da raggiungere (forse impossibile).


Anche limitandosi a settori parziali, quali la sociologia, l'economia, la struttura elementare della materia o più semplicemente il tempo (meteorologico), ci si trova di fronte a sistemi complessi per i quali è possibile conoscere il futuro solo in termini di probabilità e comunque per periodi limitati.


Tutto dipende dalla completezza dell'informazione e dalla "coerenza" dei modelli matematici che si applicano.


Per avere un'idea del problema pensa che solo per registrare la posizione e la velocità di ogni particella dell'universo, servirebbe un altro universo (almeno) che servisse da memoria.


 02/08/2014 06:00:57
utente anonimo

Anonimo

@Tommy, Meccanica quantistica e caso. Tanto per fare il pignolo , in linea puramente teorica sarebbe possibile conoscere la posizione di arrivo della pallina , basta conoscere con estrema precisione i parametri del lancio ed elaborare le equazioni di moto , i vari urti etc. È vero il sistema non è lineare , per cui la richiesta di precisione e la richiesta di calcolo rende praticamente impossibile la predizione , del resto chi ha costruito la roulette la ha complicata apposta. Questa predizione difficile e' simile alle predizioni metereologiche. Invece in MQ il caso è insito nella legge fisica , non frutto di concause indiscernibili , come diceva un mio prof. Questo , tanto per fare il pignolo , ma l'esempio è calzante.

 22/11/2014 23:03:21
Tommy

Tommy30466

in risposta a ↑

Se rimanessi sullo stesso piano della pignoleria, gentile Anonimo “che vuole fare il pignolo”, ti direi che la Meccanica Quantistica, nasce da un processo di conoscenza e dal tentativo, fallito, di descrivere, attraverso una teoria deterministica (che non includesse la casualità), tutti i risultati dei vari esperimenti in campo microscopico.

Tale fallimento e gli studi teorici seguenti hanno portato al celebre principio di indeterminazione di Heisenberg il quale dice che non è possibile conoscere, un definito valore della posizione e della velocità o quantità di moto di un sistema fisico, nello stesso istante temporale, con errore inferiore a ħ/4π.

Tale valore è piccolissimo e tuttavia della stessa grandezza delle quantità misurate in campo microscopico ed è per questa ragione che non è possibile escludere la casualità in MQ.

Così i risultati delle misure vengono espressi col termine collassare, per esempio: il sistema S è collassato nella codizione C.


In ambito macroscopico (roulette) una simile quantità (ħ/4π), se fosse l'unica causa di errore, sarebbe trascurabile e la precisione potrebbe ancora considerarsi assoluta (quasi).

Purtroppo non è l'unica e ogni apparato di misura è caratterizzato da un errore, quindi, per quanto estrema sia la precisione con cui misuri i parametri del lancio, i valori devono sempre essere espressi nella forma: misura = m ± Δm; questo comporta il calcolo di un fascio di traiettorie (percorse dalla pallina) che stanno fra quella di misura massima (per esempio della velocità di lancio) v + Δv e quella di misura minima v - Δv sempre nelle condizioni di estrema precisione da te ipotizzate.

Ora se questa differenza fosse tale (calcolati tutti i rimbalzi e aggiunti tutti gli errori dovuti alle sia pur piccolissime difformità degli ostacoli) da determinare due posizioni finali (n1 ed n2)  che differissero anche di un solo numero, non sarebbe più possibile neppure in linea teorica determinare il risultato del lancio.


Tutto ciò comporterebbe un principio di indeterminazione della Roulette esprimibile pressapoco così: non è possibile conoscere, un definito valore della posizione della pallina, nello stesso lancio, con errore inferiore a Δn = (n2 - n1) .


Sentiresti allora il croupier esprimersi in questi termini: in questo lancio la pallina è collassata al numero n :).


Soltanto ora, gentile Anonimo, finito il divertimento di mescolare un po' le carte da gioco (visto che siamo al casinò), posso dire che capisco la tua osservazione e che concordo con te e con il tuo professore soprattutto sul fatto che la Meccanica Quantistica ha comportato una rivoluzione di pensiero che gli appassionati di Roulette non si sarebbero mai sognati di fare.


 23/11/2014 09:09:36
in risposta a ↑

Tommy, La pallina e' collassata , mi sembra corretto. Io mi sono espresso nella formulazione teorica secondo l'interpretazione di Compensgen , cioè senza variabili nascoste. Del resto mi sembre che ulteriori esperimenti abbiano dimostrato che la non esistenza delle variabili nascoste , me lo puoi confermare.

Riguardo al gioco della roulette , sarebbe possibile descriverlo tramite la meccanica quantistica , ma sarebbe una inutile complicazione.

Ogni nuova teoria deve avere il limite classico , cioè comportarsi come la teoria classica nell'ambito sperimentativo classico.

È molto semplice scorgerlo nella relatività ristretta , vedi trasformate di Lorenz , più difficile nella MQ

http://it.m.wikipedia.org/wiki/Interpretazione_di_Copenaghen

 03/12/2014 22:37:38

Bella domanda. Intanto ti premetto che confondere l'entropia con la sfortuna sia nettamente fuorviante. L'entropia è il grado di disordine di un sistema, e il fatto che secondo la fisica classica l'entropia di un sistema debba sempre aumentare non c'entra nulla con la fortuna e con la sfortuna. 


Passiamo al concetto di sfortuna: cos'è effettivamente? Io darei una definizione probabilistica: la sfortuna (fortuna) è il realizzarsi di un evento negativo (positivo) che aveva scarse probabilità di avverarsi. Se un uomo cerca di saltare un precipizio largo 10 metri, non ci riesce, cade e muore è sfortuna? No, perché la probabilità che non ci riuscisse era molto alta. Aggiungo inoltre che un evento possa essere definito sia fortunato che sfortunato a seconda dei punti di vista, ti faccio un esempio:


Primo caso: una mattina trovi 100 euro per terra, lo stesso pomeriggio ti si rompe la macchina e la riparazione costa 200 euro. A quel punto ci rimani male per non aver avuto neanche il tempo di godere della gioia dei 100 euro trovati per terra, e piangi di quanto tu sia sfortunato. 


Secondo caso: una mattina ti si rompe la macchina e la riparazione costa 200 euro. Vai dal meccanico, paghi, tornando a casa trovi 100 euro per terra. A quel punti ci rimani contento, perché hai recuperato metà della perdita grazie a un colpo di fortuna, e pensi che anche nei momenti difficili la vita ti sorride.


Molto spesso la gente si lamenta di quanto sia sfortunata, senza rendersi conto che in realtà sta solo vivendo eventi negativi molto probabili. Un esempio mi viene dai tavoli da poker, di cui sono un assiduo frequentatore. Se due giocatori vanno in all in con AK e AJ (spero che tu conosca un minimo le regole del poker texas hold'em), il giocatore con AK è favorito al 70%. Ora non si sa perché, ma secondo la mente dei giocatori da poker essere probabilisticamente avvantaggiati dovrebbe equivalere a vincere il 100% delle volte. In realtà se così fosse ci sarebbe qualcosa di strano: nell'esempio di prima si DEVE perdere il 30% delle volte, se così non fosse vorrebbe dire che qualcuno sta barando! Ovviamente se il giocatore di poker perde quel colpo in cui era favorito al 70% piange la propria sfortuna raccontandolo a tutti.


Tornando alla vita reale, la fortuna e la sfortuna sono eventi con cui tutti, prima o poi, dobbiamo fare i conti. Lascia perdere la Legge di Murphy, è una provocazione ironica senza alcuna pretesa scientifica. Aggiungo, andando un po' fuori tema, che essere negativi e credere di essere sfortunati aumenta le probabilità che un evento sfortunato si verifichi, perché senza rendercene conto ci auto-sabotiamo.


Spero di essere stato utile... ciao! 


 

 03/08/2013 09:12:19
donatella

donatella209073

ex traghettatrice di Quaggers

UTILISSIMO! Fantastico, grazie mille.... naturalmente la mia domanda si presta a correzioni e precisazioni di esperti, ho precisato il tono semiserio. Grazie ancora @valerio.tripodo :-)

 03/08/2013 09:22:38
donatella

donatella209073

ex traghettatrice di Quaggers

Ho fatto questa domanda proprio sperando di avere risposte varie.
Più la rileggo e più la tua risposta mi piace, scusa, volevo dirlo di nuovo! :-)

 03/08/2013 09:58:48

Mi permetto di aggiungere (per non riscrivere le stesse cose): senza contare il "mors tua vita mea".. la sfortuna (che a questo punto è solo un dato soggettivo che varia da individuo ad individuo.. ergo altamente poco scientifico!) dovrebbe avere mille facce diverse, anzi, molte di più, perchè potrebbe essere tale per uno o tot individui ma immensa fortuna per altri (e magari neanche con la netta divisione 30-70% che hai portato come esempio riguardo i giochi di carte).

 09/08/2013 06:49:04
donatella

donatella209073

ex traghettatrice di Quaggers

Grazie @dayantur, considerazioni molto interessanti, peccato non poter votare i commenti, meriteresti un utile.

 09/08/2013 11:41:39
nlongobardo

nlongobardo4635

Studente

Stavo per correggere anche io sull'entropia! mi hai tolto le parole di bocca :D

 07/10/2013 12:02:15

la tua risposta mi ha lasciato senza parole. Grazie. Io sono una di quelle che si sente "sfortunata", il classico personaggio delle Leggi di Murphy...però hai ragione, bisogna cambiare il punto di vista!!!!

 07/10/2013 13:24:43

valerio_tripodo, l'entropia di un sistema può diminuire senza problemi :): è quel che succede quando metti la roba in frigo o in congelatore o in tanti altri casi. Quello che non può diminuire è l'entropia di un sistema isolato (che non può scambiare calore, lavoro ecc) con l'ambiente e al limite l'entropia dell'universo nel suo imsieme.

Il poche parole l'entropia di un sistema può diminuire se l'aumento di entropia nel resto dell'universo compensa tale diminuzione.

 02/03/2016 15:46:43

La fortuna è un fiume che scorre , quel che capita capita. La vita è un 50 e 50 , quindi se va male oggi ringraziamo perché andrà bene domani . Se poi va tutto sempre male vuol dire che si muore presto e sarà stato un bene.

 03/08/2013 10:03:12
donatella

donatella209073

ex traghettatrice di Quaggers

Alla fine c'è un senso di positività fatalistica in quello che dici @carlomomi, o mi sbaglio?

 03/08/2013 14:03:50

Dici bene . Ma è un senso . Un indicazione generale. Poi delle armi le abbiamo per navigare il fiume senza esserne in totale balia.

 03/08/2013 16:32:18
ilgidede

ilgidede5812

Studente

Mamma mia quanta allegria.

 03/08/2013 18:57:53
donatella

donatella209073

ex traghettatrice di Quaggers

@il monto, in che senso "quanta allegria"? Stiamo conversando di cose piuttosto serie, mi pare, parliamo di fortuna, sfortuna, dello scorrere della vita e del nostro modo di affrontare gli avvenimenti. Alcuni li affrontano con allegria, altri no, ciascuno ha il suo modo... potresti esporci il tuo, magari viiene fuori una bella conversazione che ne dici?

 03/08/2013 19:33:14

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