MARCOnista

MARCOnista55001

rustico

LA LIBERTA' di non essere padre o essere padre

Fatico a esprimere in maniera a tutti comprensibile quella che sento come

una limitazione della mia libertà e una vera discriminazione sessuale.

Immaginiamo avvenga una gravidanza non programmata (in seguito a un rapporto sessuale non protetto o mal protetto) da questo momento tutto è nelle mani della donna. La donna può decidere di tenere il bambino, può decidere di abortire con una pillola o con un intervento chirurgico, può decidere di partorire in forma anonima e di affidare in adozione il figlio.

NON VOGLIO VOGLIO METTERE QUI IN DISCUSSIONE TALI DIRITTI ORA ACQUISITI DALLA DONNA

Un uguale diritto di scelta a me sembra colpevolmente negato all'uomo:

L'uomo è costretto solo a subire le scelte della donna al punto tale che se anche lei decidesse di tenere il bambino (in maniera del tutto autonoma) deve versare un contributo economico fino alla maggiore età nella forma che gli altri decideranno per lui. Mi sbaglierò ma questa a me sembra una forma profonda di violenza.

NON AVEVAMO IMBOCCATO UNA STRADA PER LA PARITA' DEI DIRITTI TRA I SESSI?


Vi prego di commentare in maniera puntuale attenendovi soltanto all'argomento del post e evitare sterili polemiche

 14/06/2015 10:40:25 (modificato)
utente anonimo
Aggiungi il tuo commento
92 commenti
co2cv

co2cv16981

Eterna pensante

Da non madre mancata, dico che spesso ho sperato di avere una gravidanza per puro egoismo. Colpa di chi non si sa, ma non è mai successo. Detto questo ho sempre pensato, nel caso fosse accaduto, di conivolgere il padre biologico nella decisione. Fermo restando che ad una donna come me, l'orologio biologico rallenta ma non si ferma, credo fondamentale, informare il compagno di una o più serate, dell'accaduto. Poi si può discutere sul come dove e quando. Ma al limite sarei stata disposta, a fronte di un accanimento del padre di non volerne sapere di esserlo, ad accogliere il nascituro da sola. senza obbligare l'altro genitore a essere parte di questa scelta. per la serie: E' capitato, io lo voglio tenere, se ci sei bene, si divide il tutto, se non ci sei, io non ti obbligo nemmeno al riconoscimento legale...

 14/06/2015 10:52:51
MARCOnista

MARCOnista55001

rustico

co2cv, mi sembra un ragionamento moralmente impeccabile

 14/06/2015 15:52:24
Questo utente si è disattivato

Se lei non volesse il bambino tu la costringeresti ad averlo?


 14/06/2015 12:06:38
MARCOnista

MARCOnista55001

rustico

Complessato, sei fuori tema...

No,  cercherei di spiegarle quanto per me è importante però e  proverei a convincerla a tenerlo

 14/06/2015 15:58:22
Questo utente si è disattivato
in risposta a ↑

MARCOnista, Forse ho capito: trovi sia ingiusto che l'uomo debba versare un contributo economico nel caso esso venga preteso dalla donna?

 14/06/2015 16:43:03
David73

David7317561

Biologo

ciao MARCOnista,

mettendo da parte la sfera dei sentimenti e dell'etica, restando in puro campo speculativo se il padre biologico non riconoscesse il figlio alla nascita non avrebbe alcun obbligo economico futuro nei confronti del neonato (salvo ricorso giudiziale della mamma).

 14/06/2015 14:28:54
MARCOnista

MARCOnista55001

rustico

David73, salvo ricorso giudiziale della mamma è esattamente il punto 

 14/06/2015 15:59:35
David73

David7317561

Biologo

in risposta a ↑

MARCOnista, certamente ma quando si "copula" si è - fino a prova contraria - in due. 

Ergo, occorre pensare anche alle "conseguenze" e prendere le giuste precauzioni prima di arrivare ad avere il bimbo/a.

Dopo la palla passa ai tribunali e non è facile - come anche tu ammetterai - dimostrare le proprie ragioni.


 14/06/2015 16:32:04
MARCOnista

MARCOnista55001

rustico

in risposta a ↑

David73, non ci sono ragioni da dimostrare, non c'è nessuna parte offesa...

 14/06/2015 17:25:46

In effetti è un bel dilemma :-S

Perchè da un lato il figlio (nato) è anche "del" padre e dunque è giusto che egli contribuisca economicamente volente o nolente; da un altro lato però perchè uno dovrebbe portare il peso di un figlio che non vuole?

 14/06/2015 15:33:48
co2cv

co2cv16981

Eterna pensante

EmmaRei, Di fatti io non capisco l'accanimento delle donne che obbligano il padre al riconoscimento ed al mantenimento. Non si può obbligare qualcuno ad essere genitore. Se è stato un "incidente di percorso" lo è per entrambi. Diverso è se lo si è cercato e uno dei due si da alla latitanza. Ma credo che il post sia centrato sul primo caso. 

 14/06/2015 16:17:18
in risposta a ↑

co2cv, ok, però questo può essere vero in senso etico, ma in quello legale?

 14/06/2015 21:51:16
MARCOnista

MARCOnista55001

rustico

in risposta a ↑

EmmaRei, in senso legale è il contrario, la legge non è etica   

 14/06/2015 22:28:12
co2cv

co2cv16981

Eterna pensante

in risposta a ↑

EmmaRei, L'aspetto legale deriva dall'aspetto etico. Se si decide di legiferare sui doveri genitoriali e diritti del nascituro, significa che l'etica si è andata a farsi friggere domandando alla legge di stabilire le regole. 

 15/06/2015 06:03:11
MARCOnista

MARCOnista55001

rustico

in risposta a ↑

co2cv, purtroppo è proprio come dici te   

 15/06/2015 09:08:52
co2cv

co2cv16981

Eterna pensante

in risposta a ↑

MARCOnista, Allora credo sia il caso di farci delle domande e di trovare delle risposte. Un esamino di coscienza è sempre utile. 

 15/06/2015 09:54:45

Anche se apparentemente è un diritto negato, bisogna ricordare che un figlio bisognerebbe volerlo in due. Venendo a mancare la volontarietà del concepimento, l'interesse principale dovrebbe essere il diritto del nascituro.


Diventa evidente, però, che se a non volere la gravidanza è proprio chi deve portarla a termine, il meccanismo non può essere paritario. Non è che l'uomo può prelevare il feto e continuare la gravidanza per conto proprio, non si può. Il diritto del genitore si limita al riconoscimento od al mancato riconoscimento, qualora lei decida di continuare la gravidanza anche senza di lui.


Se è la potenziale madre a voler interrompere la gravidanza, che alternative possono esserci? Affittare un utero ed obbligarla a cedere il feto?


Insomma, mi pare chiaro, se non giusto in senso assoluto, che il diritto del potenziale padre debba limitarsi ad accettare le scelte della potenziale madre.





 14/06/2015 16:15:54
ilmiozio

ilmiozio198901

Estremista di destra e di sinistra

Anticoguardiano, Esatto! Perché le differenze ci sono, altrochè se ci sono.

Parità di diritti va intesa proprio nel senso del riconoscimento dei ruoli e delle differenze reciproche, e nella ricerca di un accordo ove possibile.

Fatto salvo il diritto finale della donna (per le ragioni che spieghi benissimo) a fare la scelta finale.

Purtroppo l'ideologia dominante tende a confondere pedissequamente la parità con l'omologazione sessuale (naturalmente camuffata da bellissime intenzioni)

E gli esiti sono spesso paradossali per non dire ridicoli.

 14/06/2015 16:34:18
MARCOnista

MARCOnista55001

rustico

Anticoguardiano, attenzione nessuno dice qui il contrario, come potrai verificare facilmente e assunto dunque quello che dici te, io credo con uguale logica non si può costringere il padre non consenziente a prendersi carico degli oneri della nascita

 14/06/2015 18:24:31
in risposta a ↑

MARCOnista, se il padre non riconosce il figlio non è obbligato a nulla. Però, qui siamo alla situazione opposta, dato che si parlava di una donna che non vuole proseguire la gravidanza...

 14/06/2015 18:30:54
ilmiozio

ilmiozio198901

Estremista di destra e di sinistra

in risposta a ↑

MARCOnista, Penso di avere capito la logica che è alla base del tuo ragionamento, e, rimanendo sul piano astratto tu hai perfettamente ragione. Tu sostanzialmente sostieni che a parità di diritti debba corrispondere parità di doveri.

Sono quasi certo che la tua deduzione (ripeto, assolutamente impeccabile sul piano logico) miri a dimostrare l'impossibilità di una parità quando questa sia ottusamente intesa come annullamento dell'identità sessuale, anzicché come rispetto delle differenze reciproche. Mi sbaglio?

 14/06/2015 18:31:45
MARCOnista

MARCOnista55001

rustico

in risposta a ↑

Anticoguardiano, no, credo che tu sia stato tratto in inganno da un commento di un utente che aveva confuso  l'argomento e a cui ho risposto per cortesia. Non è vero che se il padre non riconosce il figlio non è obbligato a nulla,la madre "solitaria" può ottenere dal tribunale un assegno di mantenimento e credo un riconoscimento legale. Questo è l'argomento del post, ciao.

 14/06/2015 18:34:41 (modificato)
MARCOnista

MARCOnista55001

rustico

in risposta a ↑

ilmiozio, non voglio portare a tale discorso filosofico. Miro a mettere alla luce un problema concreto e un trattamento discriminatorio relativo alle libertà dell'uomo rispetto a quelle della donna

 14/06/2015 18:36:51
ilmiozio

ilmiozio198901

Estremista di destra e di sinistra

in risposta a ↑

Anticoguardiano, La questione si complica alquanto. Proviamo a uscire dalla situazione concreta e rimaniamo nell'ambito della logica pura?

Allora...Il diritto riconosciuto alla donna di tenere il figlio, NON è controbilanciato dal diritto dell'uomo a disconoscere legalmente la paternità dello stesso, le due istanze sono disomogenee.

Sul piano logico, il diritto della donna a tenerlo (anche in opposizione al padre) non può che essere controbilanciato dal medesimo diritto del padre (anche in opposizione alla madre). Cosa impossibile dal punto di vista tecnico-fisiologico (mi richiamo al tuo intervento precedente)

Dunque, rimettiamo i piedi a terra e  prendiamo atto, con buona pace dei negazionisti, che una differenza sostanziale e naturale tramaschietti e femminucce esiste eccome, bisogna farci i conti e gestirla al meglio.


 14/06/2015 18:43:15
ilmiozio

ilmiozio198901

Estremista di destra e di sinistra

in risposta a ↑

MARCOnista, No scusami, si sono un po' accavallati gli ultimi interventi, adesso rileggerò meglio il tutto.

 14/06/2015 18:53:12
in risposta a ↑

ilmiozio, infatti, era quello che dicevo io... ^_^

 15/06/2015 06:42:56
in risposta a ↑

MARCOnista, allora il problema è completamente diverso da come l'ho inteso, nella domanda dici testualmente:

Immaginiamo avvenga una gravidanza indesiderata (in seguito a un rapporto sessuale non protetto o mal protetto) da questo momento tutto è nelle mani della donna.

Mi pare evidente che se è indesiderata dalla donna, questa abbia il diritto di non procedere, indipendentemente dalla volontà dell'uomo. Ed è giusto così, per i motivi già esposti.


Mi ero focalizzato sulla prima parte della domanda ed avevo inteso una situazione diametralmente opposta, in cui l'uomo vorrebbe tenere ugualmente l'accidentalmente concepito. Invece verte tutto sulla parte successiva:

L'uomo è costretto solo a subire le scelte della donna al punto tale che se anche lei decidesse di tenere il bambino (in maniera del tutto autonoma) deve versare un contributo economico fino alla maggiore età nella forma che gli altri decideranno per lui.


Devo premettere che non sapevo della sentenza di cui parli, che a rigore logico rappresenta proprio un'ingiustizia, a meno che non sia giustificata da qualche motivo*. Una volta, le responsabilità del padre finivano col disconoscimento alla nascita**.


Per intendersi, se l'accoppiamento avviene a scopo ludico, senza l'intenzione di procreare, la responsabilità della contraccezione dovrebbe ricadere su ambo le parti. Se qualcosa va storto, a logica, la responsabilità dovrebbe ricadere interamente sulla parte che ha permesso che andasse male***. Ed in ogni caso, se è davvero indesiderata dovrebbe essere terminata.






* bisognerebbe leggere la sentenza e la giurisprudenza in merito per capirne le motivazioni.

** va detto, però, che una volta non esisteva l'esame del dna...

*** anche qui, però, intravvedo una disparità dovuta alle differenze di cui sopra, perché la responsabilità finale andrebbe a ricadere sulla donna...



 15/06/2015 07:26:12
MARCOnista

MARCOnista55001

rustico

in risposta a ↑

Anticoguardiano, grazie per aver voluto rispondere di nuovo,

inanzitutto colgo un'imprecisione nelle mie parole: la gravidanza di cui parliamo non è indesiderata ma meglio è non programmata,ed che diventa desiderata da uno  dei due partner 

Immaginiamo avvenga una gravidanza non programmata (in seguito a un rapporto sessuale non protetto o mal protetto) da questo momento tutto è nelle mani della donna.

Mi pare evidente che se è indesiderata dalla donna, questa abbia il diritto di non procedere, indipendentemente dalla volontà dell'uomo. Ed è giusto così, per i motivi già esposti.

E' un diritto della donna che nasce da ragionevoli motivazioni

L'uomo è costretto solo a subire le scelte della donna al punto tale che se anche lei decidesse di tenere il bambino (in maniera del tutto autonoma) deve versare un contributo economico fino alla maggiore età nella forma che gli altri decideranno per lui.

Devo premettere che non sapevo della sentenza di cui parli, che a rigore logico rappresenta proprio un'ingiustizia, a meno che non sia giustificata da qualche motivo*. Una volta, le responsabilità del padre finivano col disconoscimento alla nascita**.  

(** va detto, però, che una volta non esisteva l'esame del dna...)

Non è una sentenza ma è un procedimento chiamato  (credo) dichiarazione di paternità naturale e che può essere richiesto dal figlio stesso o dalla madre come tutore e che comporta l'obbligo del mantenimento nella misura richiesta dal giudice  (persino retroattivo). Legge che si presenta iniqua a mio parere perché invasiva della libertà del genitore maschio (forse ha radici in un tempo o in una vecchia mentalità in cui la donna non era indipendente e non poteva garantire il mantenimento). Infine:

Per intendersi, se l'accoppiamento avviene a scopo ludico, senza l'intenzione di procreare, la responsabilità della contraccezione dovrebbe ricadere su ambo le parti.

Sono d'accordo perché se è vero che la donna non può controllare il momento esatto del concepimento come l'uomo può sempre decidere di prendere la pillola se vuole avere rapporti sessuali sicuri non protetti o ha sempre la possibilità (se vuole) di  fare una scelta che impedisca il proseguimento della gravidanza in seguito

 15/06/2015 08:58:28 (modificato)
in risposta a ↑

MARCOnista, ora che le cose sono chiare, mi trovo d'accordo nel definire il procedimento piuttosto scorretto. Ed è proprio in virtù della tua conclusione: se i metodi contraccettivi applicati dall'uomo possono essere fallaci (dalla rottura del profilatico all'inciampo nel salto della quaglia...), la pillola ha dimostrato negli anni un'affidabilità quasi assoluta e comunque la gravidanza si può interrompere.


Di certo non è facile stabilire delle norme che si adattino a tutti i casi e che siano giuste in senso assoluto. A spanne, per logica, se a volere questa gravidanza è solo lei, mi parrebbe logico e giusto che se ne assumesse anche gli oneri.


D'altro canto, torno a riflettere che la legge (che non è quasi mai giustizia) dovrebbe tutelare anzitutto i diritti del figlio, anche se la madre è una disgraziata che l'ha voluto solo a posteriori


Detto questo, mi ritiro dalla conversazione, ringraziandoti per questo interessante scambio di pareri. ;)

 15/06/2015 11:06:31

QUAG SI IMPEGNA A PROTEGGERE LA TUA PRIVACY

Cookie

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Accettando questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.
Vedi il documento in dettaglio »


La presente informativa descrive “che cosa sono i cookie” e quali sono i tipi di cookie utilizzati da Quag nel proprio sito Web.

Che cosa sono i cookie?

Un “cookie” è un file di testo che i siti Web inviano al computer o a un altro dispositivo connesso a Internet del visitatore, per identificare univocamente il browser del visitatore stesso o per salvare informazioni o impostazioni nel browser.

Quag utilizza i cookie nel proprio sito Web?

Quag utilizza i cookie per migliorare il proprio sito Web, per fornire servizi e funzionalità agli utenti, per proporre contenuti e pubblicità in linea con gli interessi del singolo utente. È possibile limitare o disattivare l’utilizzo dei cookie tramite il proprio browser Web, tuttavia, in questo caso, alcune funzionalità del nostro sito potrebbero diventare inaccessibili.

Quali sono tipi di cookie utilizzati da Quag?

Cookie essenziali
Questi cookie sono essenziali per consentire all’utente di navigare nel Sito e utilizzare tutte le sue funzionalità. Senza questi cookie, che sono assolutamente necessari, non saremmo in grado di fornire alcuni servizi o funzioni e la navigazione sul Sito non sarebbe agevole e facile come dovrebbe essere.

Cookie funzionali
Questi cookie consentono al sito Web di ricordare le scelte effettuate dall’utente al fine di ottimizzare le funzionalità. Ad esempio, i cookie funzionali consentono al sito Web di ricordare le impostazioni specifiche di un utente.

Cookie analitici
Questi cookie consentono di raccogliere dati sull’utilizzo del sito Web da parte dell’utente, compresi gli elementi su cui si fa clic durante la navigazione, al fine di migliorare le prestazioni e il design del sito stesso, ci aiutano inoltre a comprendere ogni difficoltà che l’utente può incontrare nell’utilizzo del Sito. I cookie in questione sono utilizzati esclusivamente per le finalità correlate alla gestione del nostro sito Web.

Cookie di profilazione
I cookie di profilazione vengono utilizzati per analizzare gli interessi e le abitudini di navigazione dei singoli utenti, per personalizzarne la navigazione, per proporre contenuti, anche pubblicitari, in linea con gli interessi dell’utente.

Cookie di terze parti
I cookie di terze parti possono essere sia tecnici che non tecnici, e vengono utilizzati per migliorare l’esperienza di utilizzo del sito da parte dell’utente, per proporre contenuti in linea con gli interessi dell’utente, per pubblicità di potenziale interesse per il singolo utente. I cookie possono essere erogati direttamente dal gestore del sito sul quale si sta navigando (cookie di prima parte) o, nel caso il sito si appoggi a servizi esterni per particolari funzioni, da terzi (cookie di terze parti).
Quag utilizza cookie sia tecnici che non tecnici, anche di terze parti, al fine di migliorare l’esperienza di utilizzo da parte dell’utente, ad esempio secondo il browser utilizzato, selezionando la tipologia dei contenuti visualizzati, proponendo pubblicità in linea con gli interessi per il singolo utente.
Se ti trovi sul sito Quag e visualizzi il banner informativo dell’esistenza dei cookie, accettandolo acconsenti all’utilizzo dei cookie descritti nella presente informativa e implementati nelle pagine del sito Quag.

Come si disattivano o si rimuovono i cookie?

E’ possibile disabilitare le funzioni dei cookie direttamente dal browser che si sta utilizzando, secondo le istruzioni fornite dai produttori.
La maggior parte dei browser permette di impostare regole per gestire i cookie e offre così agli utenti la possibilità di un controllo della privacy, negare la possibilità di ricezione dei cookie, modificare le scelte fatte. Di seguito sono riportate le indicazioni per la gestione dei cookie tramite le impostazioni dei principali browser, facendo ctrl+click sul nome del browser si verrà mandati alla pagina con le relative istruzioni:

Cookie di terze parti utilizzati da Quag
Durante la navigazione su Quag possono essere rilasciati cookie tecnici e non gestiti da terze parti, per finalità tecniche, statistica, per l’erogazione di pubblicità. Questi cookie sono gestiti esclusivamente da terze parti. Si riportano qui di seguito le terze parti coinvolte, i link ai loro siti e alle loro politiche di gestione dei cookie, con indicazione delle relative finalità.

Google Analytics - Cookie statistici
Cookies policy di Google

Google AdSense e DoubleClick (Google Inc.) - Cookie di profilazione
Cookies Policy in Advertising - OptOut

Newrelic e nr-data.net – cookie tecnici
Privacy Policy Newrelic

Facebook - Cookie di profilazione
Cookies Policy di Facebook

Twitter - Cookie di profilazione
Cookies Policy di Twitter

Linkedin - Cookie di profilazione
Cookies Policy di Linkedin

embed.ly - Cookie tecnici
Privacy Policy di Embed

Per ulteriori informazioni sulla pubblicità comportamentale e per sapere come attivare o disattivare singolarmente i cookie e avere indicazioni sui software di gestione dei cookie, è possibile fare riferimento a questo indirizzo:
http://www.youronlinechoices.com/it/

Per sapere come attivare o disattivare la profilazione pubblicitaria sulle applicazioni mobile è possibile fare riferimento a questo indirizzo:
http://www.aboutads.info/appchoices

Ulteriori informazioni sul trattamento dei dati personali degli utenti da parte di Quentral possono essere consultate nella Informativa Privacy.


Questo sito utilizza cookie di profilazione per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.


Loader