I social danno la parola a legioni di imbecilli

I social danno la parola a legioni di imbecilli

Non lo dico io, ovviamente, ma lo dice qualcuno che è decisamente molto più autorevole di me, il signor Umberto Eco, uno di quegli uomini che il mondo ci invidia e che ha portato il nome dell'Italia in giro per il mondo in modo glorioso e colto.

Diciamo quindi, che il problema, se posto da lui, ce lo poniamo anche noi.

Dice Eco


«I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli».


Su La Stampa il resto della notizie http://www.lastampa.it/2015/06/10/cultura/eco-con-i-parola-a-legioni-di-imbecilli-XJrvezBN4XOoyo0h98EfiJ/pagina.html


Il punto è, che non me ne voglia nessuno, che Eco ha perfettamente ragione.

Allora, è assolutamente vero che i social sono abitati da legioni di imbecilli, in rapporto esattamente identico al numero di imbecilli che vivono il "mondo reale" e quindi questa non è una scoperta... sui social ci siamo noi.

Quello che però è interessante, o agghiacciante, è che i social diventano un amplificatore di voce, un enorme megafono per chiunque li utilizzi quindi, quelli che prima erano confinati al bar (anche se non venivano zittiti da nessuno) influenzavano ben poche persone mentre oggi non è così.


E' sufficiente essere populisti, oppure volgari, o gretti, o aggressivi per essere considerati dei liberi pensatori e questo, francamente, mi terrorizza.

La grandissima fregatura è che l'arrogante non sa di essere arrogante altrimenti non lo sarebbe, quindi attira a se frotte di arroganti inconsapevoli creando delle community di arroganti che manco sanno di esserlo ma tendono a prevaricare gli altri essendo, appunto, arroganti.

Questo accade, per esempio, anche per i volgari ecc.


Abbiamo dunque dei "leader" dotati di difetti ancestrali, profondi e meschini che sono considerati, da quelli a loro simili, degli Dei del pensiero libero, dei campioni del libero arbitrio.

Il "Principio di orchestrazione" Uno dei punti della propaganda di Goebbels, che non era certo un brav'uomo, dice:


"La propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma convergendo sempre sullo stesso concetto. Senza dubbi o incertezze. Da qui proviene anche la frase: una menzogna ripetuta all’infinito diventa la verità."


Queste persone, convinte delle loro verità, le ripetono all'infinito fino a quando non solo i loro affini le crederanno ma inizieranno a crederle anche gli altri. Come a dire, la ripetizione funziona.

L'unico modo che abbiamo per tutelarci, per difenderci da questi individui e da queste masse subdole è alienarle, allontanarle e non considerarle. Solo la mancanza di luce e di attenzione verso qualcosa spegne questo qualcosa, solo la mancanza di attenzione spegne l'ego ed elimina la ripetizione di un concetto sbagliato all'infinito.


Solo la non considerazione, non la battaglia smodata ma la non considerazione, ci potrà salvare.

Non date visibilità ai bruti.

 11/06/2015 07:52:22 (modificato)
utente anonimo
Aggiungi il tuo commento
69 commenti

Lo stavo per postare anche io. Solo non dando visibilità ai bruti ma soprattutto ai portatori di pensiero dicotomico e convergente si potrà avere un sano confronto. Ma il rischio in questa strategia è che si elevi lo snobismo a valore e questo non ha mai arricchito la cultura ma anche e soprattutto non ha mai arricchito me. Forse ci sono altre strade 

 11/06/2015 08:17:41

Claudia_the_queen, capisco perfettamente il tuo corretto punto di vista. IN effetti si deve evitare la bagarre ma cercare di "convertire" passami il termine. Si deve consapevolizzare ecco

 11/06/2015 08:31:23

Caro Rudy,

a me sinceramente sentirmi dare dell'imbecille così, gratuitamente, un po' di fastidio l'ha dato.

Che il popolo di internet e dei social sia formato anche da imbecilli, tutti ne siamo consapevoli.

Che il Signor Eco, durante il discorso di Laurea in COMUNICAZIONE, dall'alto della sua presunzione, in modo spocchioso e arrogante, si permetta di dare dell'imbecille a tutti, lo trovo molto fuori luogo. Qualcuno ha ipotizzato che volesse provocare e allora ti dico: ancora ? Ancora siamo ridotti a provocare per far parlare di noi ? È tutta qui la sua conoscenza in comunicazione ? Non era più giusto il discorso fatto dopo e cioè che la maggior parte delle persone (me compresa) non conosce il mezzo e lo utilizza senza la dovuta consapevolezza ? Qualcuno mi ha già scritto che solo un imbecille si offende se gli danno dell'imbecille. Benissimo, gli ho risposto che arrivano secondi perché stamattina ho già preso dell'imbecille addirittura dal Signor Umberto Eco e sinceramente da lui mi aspettavo qualcosa di meglio. 

 11/06/2015 08:27:50

MoniMorettis, io non penso che tu ti debba sentire dalla parte degli imbecilli, dico davvero, e mi lascia perplesso che tu non abbia pensato "non sta parlando con me". In ogni caso quasi tutti pensano che Eco non parlasse di loro, anche gli imbecilli :) 

 11/06/2015 09:00:54

MoniMorettis, dal poco che leggo sei una persona brillante, in realtá. Forse quello che dovremmo fare è trovare la via di mezzo tra una (oggettivamente) fastidiosa generalizzazione e la veritá. Non siamo tutti imbecilli. Ma è assodato che certi aspetti del social network abbiano contribuito a convincere determinate (predisposte?) persone che si possa dire tutto di tutto e su tutti senza riguardo per le conseguenze, nè per la veridicitá delle informazioni riportate o per l'interpretazione che verrá loro attribuita.

Questo, associato ad una cultura variabile e ad una crescente dipendenza dai media, sembra innescare un processo ad orologeria che continua a far esplodere bombe dove meno te lo aspetti. O dove meno lo vorresti.

Personalmente sono d'accordo con Eco. Senza (immeritate) generalizzazioni, però. 

Buona giornata!

 11/06/2015 09:09:00 (modificato)
in risposta a ↑

RudyBandiera, grazie. Se l'avessero data a te la Laurea, non avresti mai fatto un discorso così banale.

 11/06/2015 10:07:09
in risposta a ↑

RainSong, ecco, da Umberto Eco mi aspettavo un discorso più simile a quello che hai scritto tu, non una banale provocazione. Sarebbe stato un discorso più interessante e avrebbe detto le stesse cose, in maniera più elegante. Certo, oggi non ne avrebbe parlato nessuno ...

 11/06/2015 10:13:51
in risposta a ↑

MoniMorettis, questo senza alcun dubbio. 

 11/06/2015 15:47:32
DomenicoCarbone

DomenicoCarbone1606

Social Media Manager

In una ipotetica Repubblica di Twitter, il Presidente di codesta Repubblica sarebbe Mario Balottelli...
A parte la facile battuta, credo anche che stiamo vivendo l'alba di un'era in cui le possibilità che ci sono, gli strumenti che esistono e la nostra capacità di "reagire" al cambiamento..vanno a velocità diverse.

Il pensiero di Eco è quindi legittimo anche se nasconde quel conservatorismo tipico di che ha visto sfilare a fianco a sé un treno velocissimo, talmente veloce da renderlo difficile da decifrare. Oppure, perché no? Può darsi che questa distanza di Eco dai social, renda la sua analisi più lucida di altre...


 11/06/2015 09:13:56
SilvanoOrsini1

SilvanoOrsini176

Commerciante

Eco ha suscitato dei malumori sul WEB. Che l'abbia fatto apposta? Se per legioni s'intende un'unità militare dell'antico esercito romano comprendente da 4000 a 6000 uomini, allora è un sottoinsieme dei social al quale sento di non appartenere. Quindi hai ragione, invece di offenderci dovremmo imparare a non essere e a riconoscere i legionari.

 11/06/2015 09:21:29
EscapeFromNormality

EscapeFromNormality2261

Studentessa

Gli imbecilli, le persone volgari, chiunque ha la libertá assoluta di esprimere il proprio parere. Anzi, siano benedetti i social per aver ampliato il diritto di parola. Chi ha detto che solo pochi eletti debbano essere ascoltati? Che le cretinate vengano dette al bar in ambito ristretto, o sui social pubblicamente, il problema ci tange? Assolutamente no, perché così come loro sono liberi di parlare, noi siamo liberi di ignorarli. Hanno tanto diritto di essere ascoltati quanta possibilità di essere ignorati. Sta a noi decidere a cosa aggrapparci o meno. Dunque, la colpa della leaderanza di determinati soggetti é da attribuire alla pochezza della massa che si fa prendere dal carisma non ragionando sul contenuto dei loro pensieri. Chi é più stupido, la volpe o chi la segue?

 11/06/2015 09:30:22
DomenicoCarbone

DomenicoCarbone1606

Social Media Manager

EscapeFromNormality, il mio pessimismo cosmico riguardo gli esseri umani quando si aggregano in masse, mi fa preferire il luogo ristretto del bar: ora che tutti, indistintamente hanno la possibilità di esprimersi, un qualche timore me lo crea, ma non credo sia un "problema" da risolvere. C'è e basta. Ce lo teniamo. È un effetto collaterale del mondo che cambia (preferisco usare la parola "cambiamento", più neutrale rispetto ad "evoluzione)".
Tra l'altro qualsiasi tentativo di "risolvere" il problema sarebbe un atto dittatoriale, ben peggiore del problema da risolvere.

 11/06/2015 09:39:24

EscapeFromNormality, hai fatto un commentone per dire le stesse cose che ho detto io ma in altro modo, e di questo ti ringrazio :) 

 11/06/2015 09:43:22
EscapeFromNormality

EscapeFromNormality2261

Studentessa

in risposta a ↑

DomenicoCarbone, Non lo ritengo assolutamente un problema, anzi, non mi dispiace affatto la libertá di parola estesa a tutti, che fa beffa alla repressione (che invece ripudio). La decisione su cosa valga la pena ascoltare, poi,spetta a noi. Se Tizio preferisce dar retta ad un imbecille, buon per lui (magari per lui non sará un imbecille). 

 11/06/2015 09:46:39
EscapeFromNormality

EscapeFromNormality2261

Studentessa

in risposta a ↑

RudyBandiera, Mi sono scaldata un po'  nei confronti di Eco, che non mi é mai andato a genio, e se inizio non la finisco più   

 11/06/2015 09:48:36

QUAG SI IMPEGNA A PROTEGGERE LA TUA PRIVACY

Cookie

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Accettando questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.
Vedi il documento in dettaglio »


La presente informativa descrive “che cosa sono i cookie” e quali sono i tipi di cookie utilizzati da Quag nel proprio sito Web.

Che cosa sono i cookie?

Un “cookie” è un file di testo che i siti Web inviano al computer o a un altro dispositivo connesso a Internet del visitatore, per identificare univocamente il browser del visitatore stesso o per salvare informazioni o impostazioni nel browser.

Quag utilizza i cookie nel proprio sito Web?

Quag utilizza i cookie per migliorare il proprio sito Web, per fornire servizi e funzionalità agli utenti, per proporre contenuti e pubblicità in linea con gli interessi del singolo utente. È possibile limitare o disattivare l’utilizzo dei cookie tramite il proprio browser Web, tuttavia, in questo caso, alcune funzionalità del nostro sito potrebbero diventare inaccessibili.

Quali sono tipi di cookie utilizzati da Quag?

Cookie essenziali
Questi cookie sono essenziali per consentire all’utente di navigare nel Sito e utilizzare tutte le sue funzionalità. Senza questi cookie, che sono assolutamente necessari, non saremmo in grado di fornire alcuni servizi o funzioni e la navigazione sul Sito non sarebbe agevole e facile come dovrebbe essere.

Cookie funzionali
Questi cookie consentono al sito Web di ricordare le scelte effettuate dall’utente al fine di ottimizzare le funzionalità. Ad esempio, i cookie funzionali consentono al sito Web di ricordare le impostazioni specifiche di un utente.

Cookie analitici
Questi cookie consentono di raccogliere dati sull’utilizzo del sito Web da parte dell’utente, compresi gli elementi su cui si fa clic durante la navigazione, al fine di migliorare le prestazioni e il design del sito stesso, ci aiutano inoltre a comprendere ogni difficoltà che l’utente può incontrare nell’utilizzo del Sito. I cookie in questione sono utilizzati esclusivamente per le finalità correlate alla gestione del nostro sito Web.

Cookie di profilazione
I cookie di profilazione vengono utilizzati per analizzare gli interessi e le abitudini di navigazione dei singoli utenti, per personalizzarne la navigazione, per proporre contenuti, anche pubblicitari, in linea con gli interessi dell’utente.

Cookie di terze parti
I cookie di terze parti possono essere sia tecnici che non tecnici, e vengono utilizzati per migliorare l’esperienza di utilizzo del sito da parte dell’utente, per proporre contenuti in linea con gli interessi dell’utente, per pubblicità di potenziale interesse per il singolo utente. I cookie possono essere erogati direttamente dal gestore del sito sul quale si sta navigando (cookie di prima parte) o, nel caso il sito si appoggi a servizi esterni per particolari funzioni, da terzi (cookie di terze parti).
Quag utilizza cookie sia tecnici che non tecnici, anche di terze parti, al fine di migliorare l’esperienza di utilizzo da parte dell’utente, ad esempio secondo il browser utilizzato, selezionando la tipologia dei contenuti visualizzati, proponendo pubblicità in linea con gli interessi per il singolo utente.
Se ti trovi sul sito Quag e visualizzi il banner informativo dell’esistenza dei cookie, accettandolo acconsenti all’utilizzo dei cookie descritti nella presente informativa e implementati nelle pagine del sito Quag.

Come si disattivano o si rimuovono i cookie?

E’ possibile disabilitare le funzioni dei cookie direttamente dal browser che si sta utilizzando, secondo le istruzioni fornite dai produttori.
La maggior parte dei browser permette di impostare regole per gestire i cookie e offre così agli utenti la possibilità di un controllo della privacy, negare la possibilità di ricezione dei cookie, modificare le scelte fatte. Di seguito sono riportate le indicazioni per la gestione dei cookie tramite le impostazioni dei principali browser, facendo ctrl+click sul nome del browser si verrà mandati alla pagina con le relative istruzioni:

Cookie di terze parti utilizzati da Quag
Durante la navigazione su Quag possono essere rilasciati cookie tecnici e non gestiti da terze parti, per finalità tecniche, statistica, per l’erogazione di pubblicità. Questi cookie sono gestiti esclusivamente da terze parti. Si riportano qui di seguito le terze parti coinvolte, i link ai loro siti e alle loro politiche di gestione dei cookie, con indicazione delle relative finalità.

Google Analytics - Cookie statistici
Cookies policy di Google

Google AdSense e DoubleClick (Google Inc.) - Cookie di profilazione
Cookies Policy in Advertising - OptOut

Newrelic e nr-data.net – cookie tecnici
Privacy Policy Newrelic

Facebook - Cookie di profilazione
Cookies Policy di Facebook

Twitter - Cookie di profilazione
Cookies Policy di Twitter

Linkedin - Cookie di profilazione
Cookies Policy di Linkedin

embed.ly - Cookie tecnici
Privacy Policy di Embed

Per ulteriori informazioni sulla pubblicità comportamentale e per sapere come attivare o disattivare singolarmente i cookie e avere indicazioni sui software di gestione dei cookie, è possibile fare riferimento a questo indirizzo:
http://www.youronlinechoices.com/it/

Per sapere come attivare o disattivare la profilazione pubblicitaria sulle applicazioni mobile è possibile fare riferimento a questo indirizzo:
http://www.aboutads.info/appchoices

Ulteriori informazioni sul trattamento dei dati personali degli utenti da parte di Quentral possono essere consultate nella Informativa Privacy.


Questo sito utilizza cookie di profilazione per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.


Loader