donatella

donatella209348

ex traghettatrice di Quaggers

Ma cosa è veramente immorale? Esistono fatti, gesti, situazioni che possano considerarsi "oggettivamente immorali"?

"E' una vergogna, è scandaloso, è immorale, è indecente...", spesso sentiamo queste parole, associate alla politica, ai fatti della vita, alle esistenze delle persone. La morale (quale morale?) propone una serie di norme che dividono gli esseri umani in morali e immorali, ovvero buoni e cattivi. Ma si può davvero definire il concetto di moralità? Per fare qualche esempio (e non è detto che li condivida): la guerra è un evento immorale ma se si entra in guerra per sconfiggere una dittatura allora si trasforma in un evento moralmente dovuto, un uomo che si uccide e uccide il proprio figlio compie un gesto immorale, ma se quell'uomo ha perso tutto e non riesce più ad andare avanti, allora è la società che lo spinge a tanto a divenire immorale, rubare è immorale, ma se si ruba per necessità non lo è più...


Cosa considerate davvero immorale? Quali gesti, fatti, situazioni possono essere considerati immorali in maniera oggettiva, senza possibilità di scusanti?


 06/05/2015 21:51:49
utente anonimo
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279 commenti
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Io trovo immorale la calunnia e il pettegolezzo.

 06/05/2015 22:02:07
donatella

donatella209348

ex traghettatrice di Quaggers

Madelyne, il pettegolezzo è una costante delle persone che non trovano niente di più interessante da fare che non sia occuparsi dei fatti altrui. Lo ritengo forse più sciocco e superficiale, non proprio immorale. Ma quando il pettegolezzo passa di bocca in bocca, cresce e viene condito con cattiveria e menzogne, allora si trasforma in calunnia. E la calunnia sì, anche per me è immorale. Può essere devastante... Grazie mille.

 07/05/2015 09:47:44



Principe Pëtr Alekseevič Kropotkin


"Noi non vogliamo essere governati ma, per lo stesso motivo, non dichiariamo anche di non voler governare nessuno? Non vogliamo essere ingannati e vogliamo che ci si dica sempre la verità, ma proprio per questo, non dichiariamo di non voler ingannare nessuno e di impegnarci a dire sempre la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità? Non vogliamo che ci venga rubato il frutto delle nostre fatiche, ma appunto per questo, non dichiariamo di rispettare i frutti del lavoro altrui? Con che diritto, infatti, potremmo chiedere di essere trattati in un certo modo, qualora ci riservassimo di trattare gli altri diversamente?"

 06/05/2015 22:17:02
MARCOnista

MARCOnista55011

rustico

smanagramderossi, allora diciamo che Gesù Cristo c'era arrivato un pochino prima di lui

 07/05/2015 10:38:12
in risposta a ↑

MARCOnista, gesù diceva anche che non è necessario lavarsi le mani prima di mangiare

 07/05/2015 10:51:28
MARCOnista

MARCOnista55011

rustico

in risposta a ↑

smanagramderossi, anche in questo sono d'accordo con lui   

un po' meno con le cose che hanno detto scritto e fatto in suo nome

 07/05/2015 10:55:25
That_guy

That_guy1391

Cialtrone Professionista

in risposta a ↑

MARCOnista, "Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare "il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera: e i nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa".

Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me."


Beh direi che tutto sommato abbiano messo in atto le sue parole abbastanza correttamente   

 07/05/2015 10:58:32
in risposta a ↑

MARCOnista, comunque, in realtà è assai diverso accettare una morale perchè ce lo dicono la religione o la legge, e raggiungere una morale osservando i fatti del mondo: se avrai tempo e voglia di leggerlo (http://collettivomakhno.noblogs.org/files/2014/04/kropotkin_la_morale_anarchica.pdf)

Kropotkin qui esprime in modo mirabile il fatto che la morale è una necessità evolutiva; 

"Per l'immensa maggioranza degli animali e degli uomini, questo sentimento resta e deve restare allo stato di abitudine acquisita, di principio sempre presente allo spirito, anche quando lo si misconosce spesso nell'azione. E' tutta l'evoluzione del regno animale che parla in noi; ed essa lunga, molto lunga: conta centinaia di migliaia di anni.Anche se volessimo sbarazzarcene, non potremmo. Sarebbe più facile per l'uomo imparare a camminare a quattro zampe che sbarazzarsi del sentimento morale. Esso è anteriore, nell'evoluzione animale, alla postura eretta dell'uomoIl senso morale è in noi una facoltà naturale, come il senso dell'odorato e quello del tatto.Quanto alla Legge e alla Religione, che hanno anch'esse predicato questo principio, l'hanno usato come un escamotage per spacciare la vostra mercanzia – le loro prescrizioni a vantaggio del dominatore, dello sfruttatore e del prete. Senza questo principio di solidarietà la cui giustezza è generalmente riconosciuta come avrebbero potuto aver presa sugli spiriti? L'una e l'altra si sono nascoste dietro di esso, proprio come l'autorità che, anch'essa, è riuscita a imporsi presentandosi come protettrice dei deboli contro i forti. Buttando a mare la Legge, la Religione e l'Autorità, l'umanità riprende possesso del

principio morale che si era lasciata portar via, per sottometterlo a critica e purificarlo dalle adulterazioni con cui il prete, il giudice e il governante l'avevano avvelenato e l'avvelenano ancora."

 07/05/2015 11:06:57
MARCOnista

MARCOnista55011

rustico

in risposta a ↑

smanagramderossi, e se ti dicessi che anche questa morale è comunque ipocrita perché al servizio non del prete del giudice come dici tu ma al servizio degli intellettuali o di chi la stabilisce? La morale sarà diversa se io sono alto oppure basso, un maschio o una femmina,  scaltro o inetto, perché anche se non volessi inconsciamente l'essere umano fissa, proprio per l'evoluzione di cui parli e che è stratificata indelebile nei suoi geni, leggi che lo agevolano la propria esistenza

 07/05/2015 11:20:49
donatella

donatella209348

ex traghettatrice di Quaggers

smanagramderossi, un bel pensiero. Secondo questo concetto, quindi, il "non fare agli altri ciò che non vorresti ti venisse fatto" non avrebbe bisogno di norme etiche o giuridiche. Si tratterebbe semplicemente di applicare un principio che il mondo animale mette in atto costantemente, al di là del cibarsi di altri animali causato dalla necessità di nutrirsi, ma questo per l'animale non va affatto contro la moralità. Partendo dalla frase "Il senso morale è in noi una facoltà naturale, come il senso dell'odorato e quello del tatto", mi chiedo allora, cosa porta quindi l'essere umano a compiere atti immorali, la mancanza di istinto o l'eccesso di istinto?

 07/05/2015 13:54:36
MARCOnista

MARCOnista55011

rustico

in risposta a ↑

donatella, neuroni specchio? morale connessa alla paura che venga fatto a noi e all'istinto di sopravvivenza? Conflitto tra il vantaggio immediato dall'azione immorale e il pericolo che un mondo immorale poi ci danneggi? Chi può dire come funzioniamo...

 07/05/2015 15:04:23
in risposta a ↑

smanagramderossi, interessante il pensiero che riporti. Non lo condivido perché io seguo un altro approccio in cui la morale è frutto di motivazioni, conoscenze e impegno verso la relazione con l'Altro. Dati provenienti dagli studi sui bonobi - che sono molto simili ai nostri antenati sapiens -mettono in evidenza che nelle comunità di bonobi prevale la civile convivenza

http://it.wikipedia.org/wiki/Pan_paniscus. Ho anche altri riferimenti bibliografici un po' più seri di wikipedia come http://emilkirkegaard.dk/en/wp-content/uploads/David-M.-Buss-Handbook-of-Evolutionary-Psychology.pdf

Allora perchè negli esseri umani no? Non si può solo imputare alle sovrastrutture di marxista memoria secondo me.  Ciò che è importante per me non è l'alternativa tra natura e cultura del senso morale ma la capacità che si ha di fronteggiare le difficoltà di percepire il proprio senso morale nelle situazioni di rischio di sopravvivenza - per mantenere il pensiero evoluzionista.

 07/05/2015 16:22:22
in risposta a ↑

MARCOnista, cosa ti fa pensare che tale morale sia al servizio degli intellettuali "o di chi la stabilisce"?* Nel libriccino Kropotkin lo evidenzia molto bene, la causa di qualunque azione è perseguire il piacere ed evitare il dolore. Vale per la formica, per la scimmia, per il "primitivo" e per l'uomo moderno, dice lui. Possono cambiare i modi in cui si persegue il piacere e si evita il dolore, ma la base fondamentale è sempre quella.

*Come ho detto ad altri, ti invito a leggere il libro; ti renderai conto che non è Kropotkin o chi per lui a "stabilirla"; egli si limita ad osservare le leggi che regolano l'interazione tra appartenenti alla stessa specie. Si limita ad accettarle come un dato di fatto. Purtroppo mi è difficile citarti un singolo passo, il ragionamento è tutto concatenato, da un paragrafo all'altro, dal capitolo all'altro, le frasi sono lunghe ed articolate.

@donatella  Se ho ben compreso il pensiero del principe, gli atti immorali derivano da una scarsa comprensione del concetto di solidarietà

"L'uomo, quale che sia il suo grado di sviluppo intellettuale, per quanto le sue idee siano oscurate dai pregiudizi e dall'interesse personale, considera come bene ciò che è utile alla società in cui vive, e come male ciò che le è nocivoMa dove viene questa concezione, spesso così vaga che appena la si potrebbe distinguere da un sentimento? Ecco milioni e milioni di esseri umani che mai hanno riflettuto sulla specie umana. Per la maggior parte non conoscono che il clan, la famiglia, raramente la nazione – e ancora più raramente l'umanità, - come è possibile che essi considerino buono ciò che è utile alla specie umana, o anche che arrivino a un sentimento di solidarietà con il loro clan, malgrado i loro istinti strettamente egoistici?"

@Claudia_the_queen  non ho capito questa frase
"
Ciò che è importante per me non è l'alternativa tra natura e cultura del senso morale ma la capacità che si ha di fronteggiare le difficoltà di percepire il proprio senso morale nelle situazioni di rischio di sopravvivenza"


Comunque ragazzi, le risposte che posso darvi io non possono che essere filtrate, riassunte, tagliuzzate, in una parola monche, leggete da voi stessi il testo e traete le vostre conclusioni.

 07/05/2015 17:15:21
donatella

donatella209348

ex traghettatrice di Quaggers

in risposta a ↑

MARCOnista, credo non lo possa dire nessuno... infatti siamo qui a domandarcelo e non troveremo la risposta.   

 07/05/2015 17:51:56

non c'è nulla di più variabile della morale! quindi sta nella sensibilità collettiva valutare l'immoralità dei comportamenti: più la società è ipocrita più saranno i comportamenti considerati immorali.

Personalmente ritengo immorali solo le azioni che producono  grave danno al prossimo su tutti i fronti economico, della dignità e della personalità. 



 06/05/2015 22:26:43
donatella

donatella209348

ex traghettatrice di Quaggers

magnulli, sono d'accordo sulla variabilità della morale e sul concetto di ipocrisia che esprimi, ma mi chiedevo, leggendo la tua frase "ritengo immorali solo le azioni che producono grave danno al prossimo su tutti i fronti economico, della dignità e della personalità", se invece non ci siano comportamenti che siano immorali anche se non coinvolgono altre persone. Per fare un esempio: se una persona ha tantissimi soldi (suoi, guadagnati onestamente) e decide di sprerperarli, di bruciarl, di buttarli via, è un comportamento moralmente accettabile? Se un ristorante butta via tutti i resti del cibo, anche quelli non toccati dai clienti, è moralmente accettabile? Sono due esempi, così, per parlare.

 07/05/2015 18:00:47

  • I campi di sterminio, e non parlo solo di quelli nazisti. 
  • L'omicidio per motivi razziali, religiosi, politici.
  • L'omicidio per "divertimento".
  • Stare a guardare mentre la gente muore.
  • Dividere il mondo in "caste".
  • Durante un evento drammatico riprendere col telefonino invece che dare una mano o intervenire.
  • Gestire le cose pubbliche come se fossero affari personali.
  • Predicare carità e moderazione, ed andare in giro con le scarpe firmate (nulla da dire se vai in giro con le scarpe firmate, a me non piacciono, ma almeno non farmi le tirate sulla carità ecc...).
  • Mettersi a piangere lacrime di coccodrillo in diretta tv mentre si manda allo sfacelo la vita delle persone.
  • Avere il potere di fare qualcosa di utile e non farla (da grandi poteri derivano grandi responsabilità, diceva il buon zio Ben).
  • Chiedermi di lavorare gratis facendo leva sul mio senso di responsabilità...

(alcuni riferimenti a fatti e/o persone specifiche sono puramente casuali...)


Giusto le prime cose che mi sono venute in mente ma credo siano concetti soggettivi, anche se magari condivisibili da molti (ma forse non da tutti). Il concetto di moralità oggettiva credo non esista, dipende dall'epoca e dalle coordinate geografiche in cui si vive.

Ad esempio chi mi chiede di lavorare gratis può pensare che il mio rifiuto sia immorale...

 06/05/2015 22:29:52

robertoazzara9, ogni azione di danneggiamento è violenza

 06/05/2015 22:55:05

robertoazzara9, una cosa ,che sto combattendo

Non si lavora gratis.,stai svendendo il tuo tempo la tua professionalità la tua esperienza 

Stai pagando per lavorare , il tuo tempo vale 

 07/05/2015 05:22:36
RobertoMontanari

RobertoMontanari98624

Naufrago

robertoazzara9,

 "Chiedermi di lavorare gratis facendo leva sul mio senso di responsabilità"

Immagina che è avvenuto un terremoto. C'è gente lì sotto. Ti dicono: "Dai, dammi una mano, porta via questo materiale"

Non verrai ricompensato

Ci si aspetta che tu lo faccia per senso di responsabilità


eh eh... ti ho fregato !   

 07/05/2015 05:59:29
in risposta a ↑

RobertoMontanari, si ovvio, ma mi riferivo ad altri contesti. Quello non lo considererei lavorare, ma mio dovere di essere umano (quindi considerei immorale non intervenire, l'ho anche scritto in un punto, "da grandi -o anche piccoli- poteri derivano grandi responsabilità ".


Mi riferivo proprio al mio lavoro all'interno della mia azienda. Il sogno degli amministratori è tagliare le spese salariali. Non pagano gli straordinari ma ti chiedono di coprire turni scoperti. Non pagano le reperibilità ma ti chiedono se sei disponibile ad eventuali chiamate nei giorni di riposo. Aprono nuovi servizi contando sulla disponibilità volontaria del personale a lavorare per pochi euro. Cose del genere, 


Si su quel punto è  facile "essere fregati" se non si specifica bene il concetto, infatti ho anche detto alla fine che alcuni potrebbero considerare immorale il mio rifiuto   

 07/05/2015 07:50:44
in risposta a ↑

luciopollice1, infatti io rifiuto sempre e non cedo a questi ricatti morali. Quando vedrò un dirigente fare veramente qualcosa disinteressatamente per un bene superiore ne parliamo. Se c'è da aiutare aiuto, ma se devo rimetterci io per agevolare chi invece guadagna sul mio lavoro non ci sto.

 07/05/2015 08:06:42
MARCOnista

MARCOnista55011

rustico

in risposta a ↑

robertoazzara9, la tua è proprio un'azione morale , perché se tutti facessero così allora l'ospedale funzionerebbe meglio (fermo restando che delle emergenze si fa carico la tua coscienza)

 07/05/2015 11:23:38
donatella

donatella209348

ex traghettatrice di Quaggers

robertoazzara9, sono d'accordo su tutti i punti che esponi. Devo dire che nei primi quattro citi avvenimenti che vanno anche oltre l'immoralità. Entriamo, a mio parere, nel campo dell'aberrazione, del totale abbrutimento dell'essere umano.


Il gesto di scattare fotografie con il cellulare quando ci sono incidenti o cose simili, per me è inspiegabile, dico la verità.

 07/05/2015 18:40:31 (modificato)
in risposta a ↑

donatella, si, acco, aberrazione è la parola giusta. La cosa che mi lascia sconcertato è che,ad esempio, i campi di sterminio non erano gestiti da persone ignoranti e brute, almeno sulla carta. 

 07/05/2015 19:18:20
RobertoMontanari

RobertoMontanari98624

Naufrago

in risposta a ↑

robertoazzara9, come avrai sicuramente capito, avevo intenzione di sdrammatizzare un po', spero non l'avrai presa male... Quell'ultimo punto poi si presterebbe ad altre riflessioni (peraltro già presenti in altri post) sul lavoro, sul perché lo facciamo, che hanno evidenziato la peculiarità del lavoro "dipendente". Vedere la retribuzione come fattore "morale" l'ho trovato intrigante: ci sarebbe anche una soglia minima ? E anche l'equità (parità di trattamento, a parità di .... che cosa?)  rientra nei criteri morali ? Probabilmente è percepita così, ma chiaramente sarà ben difficile trovare unanimità ...


In realtà anche gli altri punti che hai citato, sui quali a prima vista siamo tutti d'accordo, nascondono posizioni "di parte". Una per tutte, l'uso delle cose pubbliche come personali. È chiaro che non c'è diritto su quelle cose. Ma chi ha patrimoni immensi, siamo sicuri che ha più diritto ? E uno che che quel patrimonio lo ha ereditato, siamo sicuri che ha più diritto ? Tieni presente che l'idea "morale" non è necessariamente sovrapponibile con la legislazione vigente, e quando parlo di diritto, non mi riferisco al rispetto delle norme, ma ad un concetto di giustizia che sentiamo dentro di noi.

Per me, il fatto che si tratti di un bene pubblico, non è una aggravante, mentre lo è la consistenza della sottrazione fatta ad altre persone che stanno a guardare l'enormità di risorse, restando nell'indigenza. Aver citato solo i beni pubblici, manifesta, a mio parere, un pregiudizio negativo contro chi gestisce la pubblica amministrazione.

Insomma, io credo che trovare identità sulla questione morale, sia difficile (pensa ad esempio le grosse diversità con la cultura islamica), però se ci accontentiamo di linee generali, la vediamo tutti quasi allo stesso modo.

 07/05/2015 19:28:20
donatella

donatella209348

ex traghettatrice di Quaggers

in risposta a ↑

robertoazzara9, infatti, si trattava di medici (che compivano anche sperimentazione sugli esseri umani), ingegneri che hanno contribuito a costruire i campi di sterminio e far si che "funzionassero" bene. E anche coloro, filosofi, persone di cultura, che hanno fatto sì che il razzismo e la sua giustificazione culturale prendessero piede, sono da considerarsi moralmente colpevoli, anche se non hanno mai impugnato una pistola e sono rimasti fermi a guardare l'orrore... e a insegnarlo ai bambini.

 07/05/2015 19:45:05
in risposta a ↑

RobertoMontanari,  avevo colto l'intento del tuo intervento   


Con la questione morale riguardante la retribuzione non volevo focalizzarmi sul quanto guadagnare ma pretendere che, facendo leva su un presunto senso di responsabilità e di gratitudine (verso chi mi FA lavorare), si lavori gratis o quasi, quando invece chi gestisce l'organizzazione e il patrimonio di quest'azienda (in questo caso pubblica... da qui il mio riferimento puramente casuale   ) non ha questo medesimo sentimento e la sua retribuzione non viene minimamente attaccata.


Si, è vero, nascondono posizioni di parte, la visione della vita dal mio punto di vista. Per "cosa pubblica" forse ho usato un termine troppo specifico, intendevo qualsiasi persona che amministra in modo disinvolto  strutture da cui dipendono altre persone riguardo il proprio sostentamento. 


Come  ho specificato nel mio intervento credo che non esista una morale oggettiva.

 07/05/2015 20:03:58
TeQuila

TeQuila31096

Non sono una femmina

Ogni qual volta che si fa ad altri quello che non si farebbe a se stessi, lo considero un'azione immorale 

 06/05/2015 22:49:46 (modificato)

TeQuila,   abbiamod etto la stessa cosa

 06/05/2015 22:53:19
TeQuila

TeQuila31096

Non sono una femmina

in risposta a ↑

magnulli, almeno su questo la pensiamo allo stesso modo :)

 06/05/2015 22:56:53
in risposta a ↑

TeQuila,  sconvolgente ! 

 06/05/2015 22:59:40

TeQuila, ti abbraccio x questa definizione! e aggiungo che i bimbi, fintanto che non vengono " modellati" dalla societa' (al loro stadio rappresentata dalla famiglia) hanno innato il senso di cosa e' giusto e cosa e' sbagliato. Tutti, tranne forse quelli che subiscono un danno grave che ne compromette la crescita psicologica. 

Non sappiamo perche' sia cosi' , forse abbiamo scritto nel cuore la legge che tu hai descritto,  e per fortuna.

 07/05/2015 07:25:57
donatella

donatella209348

ex traghettatrice di Quaggers

in risposta a ↑

@wishyouwerehere  in base a quanto dici, i bambini che fanno i dispetti agli altri bambini, magari li picchiano o cercano di portargli via i giochi, sono già passati a una fase diversa. Significa che hanno già superato l'innocenza che li porta a conoscere in maniera istintiva cosa è morale e cosa non lo è?

 07/05/2015 18:51:23 (modificato)
donatella

donatella209348

ex traghettatrice di Quaggers

TeQuila, credo che questa sia una base imprescindibile da cui partire... anche dopo due anni (scusami, credevo di aver già risposto al tuo commento, ma oggi ho visto che ricordavo male).   

 05/02/2017 08:35:55
TeQuila

TeQuila31096

Non sono una femmina

in risposta a ↑

donatella, siamo presenti al classico ''meglio tardi che mai'' :)))  



 05/02/2017 12:58:14
donatella

donatella209348

ex traghettatrice di Quaggers

in risposta a ↑

TeQuila, saper attendere è una grande dote...   

 10/02/2017 08:49:43

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