birillone

birillone156246

Scaricare materiale pirata è ritenuto normale da oltre il 60% degli italiani.

Scaricare materiale pirata è ritenuto normale da oltre il 60% degli italiani.

Grazie ad uno studio della Lorien Consulting ( di cui potete scaricare il report completo cliccando qui  ) si scopre che il 60% degli italiani pensa che tale azione sia solo un piccolo peccatuccio veniale e che sia addirittura normale farlo.


Sono state poste delle domande ad un campione di 1.000 soggetti (  rappresentativo della popolazione nazionale maggiorenne e stratificato per sesso, età ed area geografica) e le risposte confermano che il popolo italiano è molto propenso a comportamenti illegali dato che pensa che si tratti di una cosa  “normale” o che sia "tollerabile".


  • Il 31% degli intervistati ammette d’aver “scaricato qualcosa” (software, musica e/o film).
  • Il 9% del campione non risponde: non ammette ma neppure nega d’averlo fatto.
  • Tra il 10 e il 12% di chi lavora in azienda ammette che nell’azienda in cui lavora “c’è qualcuno che scarica”.


Antonio Valente, AD e partner di Lorien dice che


“È possibile quindi che buona parte di quel 9% che non risponde alla domanda sul download illegale abbia in effetti scaricato qualcosa, ma non lo dica in quanto è consapevole che il comportamento vada censurato. Il che porta la percentuale effettiva di chi attua comportamenti illeciti molto vicino al 40% del campione. Dal quale peraltro risulta che ancora solo il 65% degli italiani fa abitualmente uso di internet: un dato che rende quel 40% purtroppo molto prossimo in realtà alla metà della popolazione effettivamente utilizzatrice di risorse digitali”.


Ulteriori informazioni derivanti da tale indagine indicano che


  • Solo il 14% del campione afferma che “scaricare da internet film, software e file musicali coperti dal diritto d’autore sia un reato da perseguire”.
  • Ben il 22% degli italiani addirittura ignora che tale comportamento sia contro la legge.
  • Un cospicuo 39% lo ritiene “un comportamento illecito ma tollerabile”, mentre il 16% lo considera “scorretto ma non illegale” e il 6% addirittura “un comportamento lecito”.


ed Antonio Valente prosegue asserendo che : 


“Se sommiamo i tre dati qui sopra riportati, 39+16+6, otteniamo che praticamente il 61% del campione considera la pirateria informatica un comportamento lecito, tollerabile o comunque non da perseguire legalmente”.


Tra le motivazioni di tali comportamenti illegali spiccano queste "spiegazioni" :


  • “perché è più comodo/facile” (58%).
  • “Perché i prodotti legali costano troppo” (23%).
  • Perché “non rischio nulla/è difficile che mi scoprano” (4%).


Io credevo che fossero ben più del 60% per cui riesco addirittura a leggere qualcosa di positivo in tale pessimo dato però è palese che, come dice Simonetta Moreschini, Presidente di BSA Italia


si deve fare molto per modificare una cultura condivisa che purtroppo è ancora lontana dal considerare la legalità nell’utilizzo del software un bene sociale e un moltiplicatore di sviluppo economico”.

Voi cosa ne pensate e come percepite la pratica del download pirata ? 

 29/04/2015 08:01:44

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326 commenti
alepi

alepi3296

secondo me la percentuale realistica è 90%


 29/04/2015 11:06:55
birillone

birillone156246

alepi, Ecco così l'avrei trovata più concreta e reale, sempre considerando che il restante 10% appartiene a chi : 


non risponde: non ammette ma neppure nega d’averlo fatto.


Anche a mio avviso è decisamente al ribasso ma a parte le personali valutazioni in merito alla corrispondenza di tale percentuale ti va di dirmi quale è la tua posizione nei confronti di questa particolare attività di download ? 


Più volte mi sono "confrontato", specie in ambito dei videogiochi e film, con utenti che ritengono addirittura un diritto poter scaricare come nel caso di un post di @glidiatore   in cui ho espresso il mio parere confrontandomi con @Gilpow @smanagramderossi  @albival71  @AlbertoTee proprio a tal riguardo.


 29/04/2015 11:15:05
in risposta a ↑

birillone, io confermo quanto dissi in quella sede ;) 

 29/04/2015 11:26:45
birillone

birillone156246

in risposta a ↑

smanagramderossi, non ne avevo dubbi ed altrettanto riconfermo anche io quanto scrissi in quella sede ed anche in altre ;) 

 

 29/04/2015 11:32:35
Gilpow

Gilpow12771

HO UN CARATTERE REBBEEEL

in risposta a ↑

birillone, preciso che io avevo affermato che a mio avviso lo ritengo un diritto solo nel caso (piuttosto raro) in cui non è possibile acquistare il gioco legalmente (né nei negozi, né online).

 29/04/2015 11:49:57
birillone

birillone156246

in risposta a ↑

Gilpow, grazie per la precisazione però non ti devi preoccupare di darla ( almeno per me ) poichè il confronto interessante ed utile nasce proprio quando ci si trova dinanzi a qualcuno che invece lo ritiene un diritto a prescindere per una serie disparata di motivo come per esempio l'accesso alla cultura che è molto gettonato come motivazione per cui ci si sente in diritto di scaricare qualcosa.


Pensa che, per assurdo, si potrebbe addirittura associare al diritto di poter videogiocare con un titolo importante e di successo necessario per migliorare la cultura ludica del soggetto scaricante ( questo esempio forzato serve per far trasparire come un eventuale percezione di una necessità personale possa risultare "stonata" in un contesto di oggettiva legalità )


Per me "va benissimo" anche se tu dovessi ritenere lecito scaricare l'ultimo film che deve ancora uscire al cinema, ma ti chiederei solo le motivazioni per cui tu debba asserire ciò in maniera tale da comprendere meglio anche la mia posizione nei confronti di tale argomento.


Spero che tu non abbia percepito il mio post o le mie affermazioni come un'inquisizione o una caccia al "criminale" perchè pur non condividendo queste azioni cerco di capirle le ragioni nei limiti delle mie capacità 


 30/04/2015 08:21:24
TeQuila

TeQuila28641

Non sono una femmina

in risposta a ↑

smanagramderossi, potresti linkare il tuo intervento (se ancora ricordi quale sia il topic in questione).

 08/01/2016 16:23:39
 08/01/2016 16:54:52
TeQuila

TeQuila28641

Non sono una femmina

in risposta a ↑

smanagramderossi, pessimo difetto la mia poca attenzione, grazie comunque.

 08/01/2016 17:10:48
Corfizzar

Corfizzar441

Giornalista, Studente

Legalmente la questione è ineccepibile. I diritti d'autore hanno un senso, così come la proprietà intellettuale. Scaricare gratis una cosa che è costato soldi produrre è una cosa disonesta. Però sono da fare i debiti distinguo: La legge sul diritto d'autore, sulla proprietà intellettuale e tutte le normative collegate, non sono al passo con il 'fenomeno internet'. Non si può limitare la libertà che deriva dal web, è impossibile farlo realisticamente secondo me, ci sarà sempre qualcuno in grado di aggirare ogni tipo di licenza e controllo. Quindi, mia opinione è che, piuttosto che prendersela con gli scaricatori compulsivi, bisogna inventarsi un adeguamento legislativo che tuteli in altro modo la proprietà intellettuale, le licenze e via discorrendo. Internet da accesso a tutto, velocemente, ed è bello così. Ci sarà sempre qualcuno che cercherà di non pagare qualcosa e, con lo stato attuale della tecnologia, avrà tutti i mezzi per farlo. Eliminare il pagamento e garantire una tutela diversa ai titolari di diritti è, a mio parere, un modo per risolvere il problema alla radice. (penso a Pubblicità, a cose come spotify, ad applicazioni che esistono sia free che a pagamento... qualcosa in questa direzione.)

 29/04/2015 11:43:17

Ciao Corfizzar, mi permetto di portare alla tua attenzione una questione

Teodoro Dostoevskij è morto oltre 130 anni fa.
In Italia, il diritto d'autore scade dopo 70 anni dalla morte dell'autore.
Tra le sue opere che ancora non ho letto ci sono "I Fratelli Karamazov"
Cercando su internet, i primi risultati mi propongono un'edizione Einaudi del 2005 (cioè non proprio ieri) a 18 euro.
Ha senso, secondo te, che io debba pagare 36mila lire, per un libro stampato dieci anni fa, a un'azienda che non ha alcun rapporto concreto con l'autore dell'opera? Tolte le spese, il resto va tutto in tasca ai proprietari della casa editrice. Secondo te sarebbe giusto se io intascassi, diciamo, diecimila euro l'anno dalle vendite di un libro scritto dal tuo trisnonno, e tu non vedessi una lira?
Mettendo da parte le utopie e le pie illusioni... Non credi che sarebbe più logico abbassare i prezzi di classici come i "Bratja Karamazovi", visto che costano quanto un libro (magari anche di dubbio gusto) pubblicato ieri da un autore ancora vivente? All'autore ancora vivente bisogna versare il diritto d'autore, ma a Teodoro? Da parecchio le sue ossa sono polvere.

 29/04/2015 17:11:57
Corfizzar

Corfizzar441

Giornalista, Studente

in risposta a ↑

smanagramderossi, sono d'accordo con te e ritengo che i classici dovrebbero essere di dominio pubblico, in quanto non più soggetti al diritto d'autore. In molti casi, comunque, trovo che sia già così. 

I classici sono i testi più facilmente reperibili in PDF in giro per la rete, molti sono scaricabili in versione gratuita in parecchi lettori per e-book e di essi esiste una sporta di edizioni economiche (certe collane della mondadori o quelle della newton) che sembrano veramente coprire solamente le spese di distribuzione o impaginazione. Le vicende della famiglia karamazova si trovano a 0,49 su amazon in versione e-book perfettamente legale e stampate su cartaceo dalla Newton Compton per meno di dieci euro. 

Uno è liberissimo di spendere 18 euro per l'edizione di un libro, ma in quel caso la questione riguarda il supporto e la pregevolezza dell'edizione stessa, non certo il contenuto, che normalmente gode di un'accessibilità diversa. 

Il problema del diritto d'autore si pone seriamente per le licenze dei software, per le canzoni appena incise e per i libri scritti di recente, belli o brutti che siano. Per i classici, secondo me, è un falso problema, lasciando stare appunto le questioni iperuraniche e le 'pie illusioni'... 

 29/04/2015 17:41:35
in risposta a ↑

smanagramderossi, Corfizzar, birillone io non lo so, e sarà l'unico post che pubblicherò quì, "in chiaro", non ho letto tutti i commenti, e non so se è stato già detto e "sono anche un po' di fretta", e non resisto in effetti, di certo è che io sono contro la pirateria in assoluto, e perciò il diritto d'autore non dovrebbe mai scadere, secondo me, soprattutto poi per quel che riguarda i grandi classici, gli autori importanti, la letteratura che ha caratterizzato una nazione nel preciso periodo storico e dopo, come per citare l'attualità i promessi sposi del manzoni per noi, che lo vogliono eliminare dal piano di studi, l'italiano moderno, l'italiano corrente, la nostra lingua parlata, si sa, per noi che almeno almeno abbiamo fatto le scuole superiori, è nata grazie al Manzoni e ai Promessi Sposi... Non so se ci sia qualche Manzoni diretto discendente, ma di sicuro si potrebbe finanziare in "percentuale onesta" lo stato italiano, cioè il ministero della cultura, cioè le scuole pubbliche ma anche private... e poi è verissimo: i libri si trovano a pochi centesimi in quasi tutti gli store on-line ormai, certo mi riuscisse leggere bene a schermo non avrei nessun problema, ma faccio fatica davvero come Nathan Never, e anche per via dell'ipermetropia, anche se ne ho scaricato qualcuno a pagamento e qualcuno gratis a dire il vero, ma, tra quelli gratis, ho scaricato soltanto quelli che in qualche maniera già possedevo e che in qualche maniera assurda ho perso, non resisto in effetti, MALEDIZIONE !!!   : 

http://selvaggia-mente.blogspot.it/2011/08/antonio-gramsci-quaderni-del-carcere.html

http://www.inventati.org/thinklab/archivio/gramsci/Gramsci%20-%20Quaderni%20del%20carcere%20vol%201%20%28I-V%29.pdf

http://www.liberliber.it/mediateca/libri/g/gramsci/lettere_dal_carcere/pdf/letter_p.pdf

www.esolibri.it/testi/templari/Baigent,%20Michael%20Leigh,%20Richard%20Lincoln,%20Henry%20-%20Il%20Santo%20Graal%20Una%20Catena%20Di%20Misteri.pdf


 29/04/2015 22:29:41
in risposta a ↑

abusivo2brossmusicchanell, per favore mettemi almeno un +1 così vado a 0, grazie!

 29/04/2015 22:35:14
birillone

birillone156246

in risposta a ↑

abusivo2brossmusicchanell, non ho capito il tuo commento dato che dici sarà l'unico post ( quetso però è un commento ) che pubblicherai in chiaro . . 


Essere contro la pirateria in assoluto va bene e lo condivido ma la decadenza dei diritti d'autore ha, in taluni casi, un suo perchè pur essendo anche io più propenso al mantenimento di tali diritti ( ma non senza fare nulla perchè altrimenti ci troveremo con gli eredi degli eredi degli eredi che campano sulle spalle del passato e magari ad oggi avremmo ancora il diretto discendente dell'inventore della ruota che batterebbe cassa per ogni cosa di forma sferica che si produce al mondo - ops a pensarci bene è quello che sta facendo apple con il rettangolo con gli angoli smussato XD ) .



 30/04/2015 08:05:40
birillone

birillone156246

in risposta a ↑

smanagramderossi, 



Teodoro Dostoevskij è morto oltre 130 anni fa.
In Italia, il diritto d'autore scade dopo 70 anni dalla morte dell'autore.
Tra le sue opere che ancora non ho letto ci sono "I Fratelli Karamazov"
Cercando su internet, i primi risultati mi propongono un'edizione Einaudi del 2005 (cioè non proprio ieri) a 18 euro.


Forse avresti potuto/dovuto cercare un pochino oltre i primi risultati ed avresti trovato anche che lo si può trovare a cifre decisamente più basse ( non ti indico le svariate fonti su cui lo poitresti acquistare a cifre inferiori ) o addirittura gratuitamente su gutenberg.org che tutto è tranne una piattaforma illegale :) .


Se determinati oggetti ( i libri sono oggetti e nulla di più - almeno per me )  hanno un costo diverso dipende da moltissimi fattori commerciali per cui se ambisci ad avere una copia con la custodia in pelle in rilievo o chissà che altro allora ti toccherà pagare quella cifra ma di sicuro nessuno ti obbliga a farlo

 30/04/2015 08:05:44
birillone

birillone156246

Corfizzar, 


Legalmente la questione è ineccepibile. I diritti d'autore hanno un senso, così come la proprietà intellettuale. Scaricare gratis una cosa che è costato soldi produrre è una cosa disonesta. 


Concordo con quanto scrivi senza se e senza ma e senza però XD 


Non si può limitare la libertà che deriva dal web, è impossibile farlo realisticamente secondo me, ci sarà sempre qualcuno in grado di aggirare ogni tipo di licenza e controllo. 


Qui non concordo più nel senso che è vero che vi sarà sempre qualcuno che potrà aggirare i sistemi di sicurezza ma si tratterà di eccezioni e di soggetti che realmente sono dei criminali verso i quali sarà ancor più giusto agire punendoli.


Contrariamente rendere troppo facilmente fruibile l'accesso a tali "materiali" rende di fatto tutti criminali facendo quindi calare la percezione del crimine definendolo addirittura "lecito e tollerabile"  magari proprio per il fatto che basta un click che chiunque può eseguire per scaricare quel "materiale".


Per tali ragioni ritengo che pur essendo verissimo che non si possa porre un argine ed un limite sicuro ed invalicabile si debba fare in modo che tale azione no nsia così di facile accesso.

   

Quindi, mia opinione è che, piuttosto che prendersela con gli scaricatori compulsivi, bisogna inventarsi un adeguamento legislativo che tuteli in altro modo la proprietà intellettuale, le licenze e via discorrendo. Internet da accesso a tutto, velocemente, ed è bello così. 


Quindi secondo te, se vi sono tanti criminali perchè tutti lasciano le macchine aperte con le chiavi nel cruscotto etc etc, invece che fare in modo che le auto si possano accendere solo con un controllo addizionale che non sia la sola chiave si deve di fatto accettare che tutti saliranno sulle macchine altrui?


Io propenderei maggiormente per fare in modo che il modo in cui si riesce ad accendere un'auto di non tua proprietà sia più articolato e complesso e che solo dei professionisti del "furto" ( non dimentichiamoci che scaricare materiale pirata è un furto e non un giochetto ) riescano a farlo rendendo di fatto il crimine ancora più percepibile e voluto senza che vi possano essere dei se e dei ma e dei però. 


naturalmente l'esempio dell'auto è puramente casuale ma confido che si sia compreso il concetto che sto provando ad esporre.  


Eliminare il pagamento e garantire una tutela diversa ai titolari di diritti è, a mio parere, un modo per risolvere il problema alla radice. (penso a Pubblicità, a cose come spotify, ad applicazioni che esistono sia free che a pagamento... qualcosa in questa direzione.)


Pensa che proprio l'esempio che poni di spotify è decisamente indicativo poichè proprio tale servizio dice addio agli abbonamenti gratuiti supportati dalla pubblicità

 30/04/2015 08:05:46
in risposta a ↑

birillone, certo che si trova a meno andando più avanti nei risultati, a questo punto ci si potrebbe chiedere perchè tra i primi mi mostra quello più costoso   
Comunque quella da 18 euro non è una copia rilegata in pelle, anzi, non ha neanche la copertina rigida

 30/04/2015 10:46:25
birillone

birillone156246

in risposta a ↑

smanagramderossi, la domanda che ti poni ha una semplicissima risposta : 


business e per essere ai primi posti hanno pagato e di conseguenza si fanno giustamente pagare :) 


Se si hanno 


  • conoscenze
  • tempo
  • voglia


di scorrere altre pagine e di andare a cercare altri risultati allora si trova anche soddisfazione alla tua lamentela altrimenti si segue il percorso già stabilito dai guri del web marketing oppure si fruisce di Usenet e si trova la vera qualità e contenuti che sul web "di libero accesso" non si trovano.


Quella copia dal prezzo di 18 euro potrebbe costarne anche 180 ma se qualcuno la compra avrà i suoi motivi ( magari anche solo la traduzione di pincopallino che è un superprofessionista e che ha chiesto una parcella tale da necessitare quel costo di copertina per quello specifico titolo ) 

 30/04/2015 10:54:08
in risposta a ↑

birillone, "Quella copia dal prezzo di 18 euro potrebbe costarne anche 180 ma se qualcuno la compra avrà i suoi motivi"

Tu smetteresti di bere acqua se costasse dieci euro a bottiglia?   

Piccola curiosità:
Di recente ho comprato un libro usato, l'ho pagato due euro. Un volumetto neanche voluminoso, che contiene un romanzo (incompiuto) di Lermontov, un racconto di Poe, uno di Anatole France, uno di Moravia e uno di Thomas Mann. L'edizione è del 1966, il prezzo di copertina è 300 lire.
Mi è venuta la curiosità di scoprire a quanti euro corrisponde
http://rivaluta.istat.it/Rivaluta/
Risultato = 3,05 euro di oggi   
Nel '66 costavano troppo poco, o oggi costano troppo ?

 30/04/2015 11:08:26
birillone

birillone156246

in risposta a ↑

smanagramderossi, ehm ehm non mi paragonerai mica l'acqua ad un libro vero? se così fosse allora non esiste più confronto e dialogo costruttivo.


L'acqua serve per vivere, il libro ( specie quello che citi no ) :) 


In riferimento alla tua ultima affermazione, ti ringrazio per il simpatico sito che mi hai fatto scoprire e che metto nei preferiti, ma credo che la risposta sia più semplice di quello che si possa immaginare e cioè che 300 lire nel 66 corrispondono a 3.05 euro di oggi per cui hai ottenuto un guadagno di 1,05 euro sull'acquisto di quell'oggetto e ne devi essere felice.


Ma questo non credo che si rilevante con l'oggetto del post dato che di svalutazione e/o rivalutazione per fortuna non ne sto parlando o non ho mai pensato di affrontarlo in questo specifico contesto.


Se però vi trovi dei nessi e dei motivi per cui tale concetto possa essere "Incastrabile" con ciò di cui si sta parlando leggerò con piacere le tue motivazioni a sostegno .

 

 30/04/2015 11:14:26
in risposta a ↑

birillone, l'acqua non è un libro e un libro non è acqua, ma "se qualcuno la compra avrà i suoi motivi". Il libro potrebbe (esempio) servirmi per lavoro, lavoro con cui pago le bollette (dell'acqua), il cibo ecc.
Se vuoi ti faccio un altro esempio
Un qualunque libro della mia facoltà costa non meno di cento euro.Come dissi in un altro topic, per lo stato risulto economicamente indipendente a fronte di un reddito di 130 euro al mese...

"credo che la risposta sia più semplice di quello che si possa immaginare e cioè che 300 lire nel 66 corrispondono a 3.05 euro di oggi per cui hai ottenuto un guadagno di 1,05 euro sull'acquisto di quell'oggetto e ne devi essere felice.

Ma questo non credo che si rilevante con l'oggetto del post dato che di svalutazione e/o rivalutazione per fortuna non ne sto parlando o non ho mai pensato di affrontarlo in questo specifico contesto.

Se però vi trovi dei nessi e dei motivi per cui tale concetto possa essere "Incastrabile" con ciò di cui si sta parlando leggerò con piacere le tue motivazioni a sostegno"

La mia domanda è: erano scemi nel 1966, non sapevano fare business, per far pagare i libri così poco? O era un prezzo che consentiva comunque alle case editrici di guadagnare e di mandare avanti l'attività? 
Se la risposta alla prima domanda è sì, allora "capisco" perchè adesso i libri costano così tanto
Se la risposta è sì alla seconda domanda, allora, perchè adesso costano così tanto di più? Sono aumentate le spese? Può darsi... ma di oltre il 500%? (18/3 ~ 6 -----> +500%). mi parrebbe strano...
Non è che magari è l'utile ad essere aumentato, diciamo, del 2-300%?
Non ho dati precisi (e adesso neanche il tempo, devo uscire) sotto mano, ma credo (forse mi sbaglio) che oggi come oggi buona parte della carta impiegata in editoria sia carta riciclata, che costa meno della carta "vergine" (si dice così?), e credo anche (forse mi sbaglio) che nel 66 la carta riciclata fosse pressocchè sconosciuta e/o non utilizzata su grande scala

 30/04/2015 11:25:04
birillone

birillone156246

in risposta a ↑

smanagramderossi, se il libro ti serve per lavoro si presuppone che il lavoro che fai ti dia denaro per comprarlo, se così non fosse allora signiifca che quello specifico lavoro a cui "vorresti" avere accesso grazie a quel libro non è idoneo per le tue possibilità e di conseguenze dovresti semplicemente e logicamente desistere ed invece.... ecco che subentrano i se ed i ma ed i però che portano a pensare che sia lecito e tollerabile ed accettare "rubare".


L'esempio del libro della tua facoltà mi fa pensare che hai scelto una facoltà non ai tuoi livelli economici e che per tale motivo o la lasci perdere oppure ti fai aiutare da appositi servizi che vanno incontro a soggetti in difficoltà economica,


Direi che piuttosto che discutere sulla liceità di scaricarti il libro da 100 euro "a gratis" si dovrebbe discutere, non in questa sede, del perchè ad una facoltà che ha determinati "costi di sostentamento" ( non saprei come definirli diversamente ) abbiano accesso persone che dichiaratamente non ne hanno la possibilità.


Vi sono locali in cui non accedi e non ti fanno iscrivere se non presenti una dichiarazione reddituale do un certo tipo che attesta che sei idoneo a poter stare in mezzo a quel tipo di persone e così dovrebbe essere anche in tali facoltà ( se così non è la soluzione non è certo "rubare" il libro di testo della facoltà troppo caro non trovi? ) 


La mia domanda è: erano scemi nel 1966, non sapevano fare business, per far pagare i libri così poco?


non trovo che fossero scemi ma semplicemente che il costo della vita e di conseguenza anche i guadagni delle persone fossero assolutamente differenti.


Se non erro, pur non essendo amante di musica mi pare che di solito si faccia una battuta rivolta ad una canzone che dice che si desiderano 1000 lire al mese per cui mi pare via un rapporto odierno di 1 a 1500 il che significherebbe che quel libro da 300 equivarrebbe a 450.000 lire ( sicuramente si tratta di anni diversi ma il concetto di base presumo possa rimanere immutato )


Oltre a tutte queste ipotesi, come quelle che hai citato anche tu, oggi i costi di gestione di un'azienda sono enormemente superiori a quelli che si sostenevano in quegli anni in cui anche i bambini erano messi nelle fabbriche a rilegare libri scarpe etc etc.


insomma direi che, anche senza cercare dati statistici più o meno precisi, il confronto non si può fare. 



 30/04/2015 11:38:08
Corfizzar

Corfizzar441

Giornalista, Studente

in risposta a ↑

birillone, ignoravo l'adeguamento di spotify, comunque sia non penso vada in una direzione diversa rispetto a quello che dicevo, non del tutto per lo meno. 

Nel senso: una volta, il download legale di una qualsiasi canzone negli store online poteva costare 0.99 centesimi quindi un album intero, una decina di euro. Pagarne 10 per avere accesso a tutta la musica negli archivi di spotify potrebbe essere un compromesso accettabilissimo; così come anche i vari servizi di streaming film a pagamento. 

Inoltre ci sono diversi siti e fondazioni che coprono i costi del diritto d'autore in modo da poter distribuire gratuitamente contenuti e guadagnare di riflesso sulla pubblicità. 

Quello che dico (e scusami se utilizzo di nuovo il tuo esempio ma in un'accezione diversa) è che le cose su internet sembrano avere un livello di realtà diverso, meno concreto rispetto a quello della mia macchina sotto casa. Penso che sia come se la proprietà fosse su due livelli diversi e che quindi vada tutelata in due modi diversi. Quello che posseggo perché ho comprato è diverso (ai tempi di internet) rispetto a quello che posseggo perché ho prodotto, specialmente se si tratta di un prodotto che, per forma e contenuto, si presta alla condivisione sul web. 

Piratare e scaricare è sbagliato e lo ribadisco, però la soluzione al problema andrebbe trovata con una risposta legislativa di ampio respiro e, in questo senso, le direzioni possibili sono due: 

O s'inaspriscono le pene, si aumentano i controlli e si rende tutto più complicato in una vera e propria guerra alla pirateria. 

Oppure si prende atto di una situazione che già esiste de facto, cioè che tutti scaricano, e la si risolve a monte, eliminando l'illegalità della pirateria su piccola scala (per uso personale) e indennizzando i produttori di contenuti in altro modo. Le opzioni per fare questo possono essere molteplici: una tassa aggiuntiva sui canoni delle connessioni, un canone a parte per accesso a determinati siti, pubblicità... Non sono un legislatore e quindi le mie idee potranno essere inattuabili e assurde, ma delle due strade preferisco la seconda. Rendersi conto che, per la sua natura, internet si presta poco al controllo e mal sopporta delle leggi che sono state concepite quando non era ancora stato inventato. O si chiude del tutto (cosa abbastanza infattibile) o si limita l'accesso ad esso (idem) oppure si liberalizza... 

 30/04/2015 12:00:44 (modificato)
in risposta a ↑

Ciao birillone, detto con il massimo rispetto, visto che più volte abbiamo discusso tranquillamente e costruttivamente, hai detto delle cose che mi fanno venire il voltastomaco, come

"mi fa pensare che hai scelto una facoltà non ai tuoi livelli economici e che per tale motivo o la lasci perdere oppure ti fai aiutare da appositi servizi che vanno incontro a soggetti in difficoltà economica,"

Dopo un commento del genere non ho più niente da rispondere. Non ti porto alcun rancore, non è nella mia indole, ma eviterò di intervenire in questo genere di discussioni.

 30/04/2015 17:16:43
in risposta a ↑

birillone,  Commento, Inserzione, Pensierino, Post:

Vocabolario on line TRECCANI

post ‹póust› s. ingl. (propr. «posta, corrispondenza»; pl. posts ‹ póusts›), usato in ital. al masch. – Nel linguaggio di Internet, messaggio (un articolo vero e proprio o un breve intervento), lasciato dai frequentatori di blog, forum o altri spazî di discussione, in risposta a una domanda, a commento di un determinato argomento, ecc. 

post-

(anche pos-) [dal lat. post, post- "dopo, dietro"]. - Pref. di parole composte nelle quali indica posteriorità nel tempo nel senso di "poi, dopo, più tardi" (per es., postmoderno, postoperatorio, postdatare) e nello spazio nel senso di "situato posteriormente" (per es., postdentale). Quando il secondo elemento inizia con t-, o per cons. in genere, il pref. può assumere la forma pos- (per es., posdomani, posporre)...

ho smesso di formalizzarmi, ma hai fatto bene a correggermi...

L'inventore della ruota "i miei soldi" se li meriterebbe ancora davvero secondo me; La moglie o l'ultima compagna di Steve Jobs, coi soldi del marito, fa studiare i bimbi disagiati http://d.repubblica.it/personaggi/2013/06/07/news/laurene_powell_storia-1691624/;
Certo se poi pensi al figlio di Fabio Volo, che comunque è ancora un cucciolo e tempo ce n'è ancora tanto, a quante "mila-copia" ha venduto il padre, Fabio Volo, appunto, a come è stato "spinto" e "stimato" nel contesto contemporaneo odierno, beh lì anch'io vorrei metterci un freno, per la semplice paura che poi al posto di Manzoni studino Fabio Volo appunto:

È una vita che ti aspetto

Incipit

Che freddo. Sono raffreddato. Del resto lo sapevo.

Si è fermata da me per la notte, e ho voluto dormire nudo, perché mettere la maglietta mi sembrava poco macho. Pensare che lo so che se non mi metto la magliettina poi prendo freddo. Ma a volte mi piace fare il figo, mi piace fingere di essere quello che non sono. Faccio il duro a torso nudo e la mattina dico: «Babba bia che freddo». Ma mi sa che questa è stata l'ultima volta.

Qualcosa è cambiato.

Mi sa che l'amo. Mi sa che per la prima volta sono innamorato. Intendo dire innamorato veramente.

Citazioni

Un posto nel mondo

Incipit

Sono in una clinica. Seduto su una sedia scomoda in una sala d'aspetto che guarda sul cortiletto interno. Tutto è tranquillo. Silenzioso e pulito.

Francesca è a pochi metri da me in un'altra stanza. Sta per partorire nostra figlia. Alice. Sono emozionato. Sono preoccupato. Penso a loro e penso a me. Francesca è la donna che amo. È un arcipelago. Un insieme di meravigliose isole che io, navigando nelle loro acque, visito in tutte le loro delicate forme. Di lei conosco ogni piccola sfumatura, ogni minuscolo dettaglio. Conosco i suoi silenzi, la sua gioia. I suoi mille profumi, l'ombra dei suoi baci, la carezza del suo sguardo. Amo la rotondità della sua calligrafia. La luminosità delle sue spalle nude e il suo collo a cui ho sussurrato i miei più intimi segreti. Sono incantato dalla capacità che hanno le sue mani di creare attimi di eternità dentro di me. Adoro i territori dove mi conduce quando mi abbraccia. Territori che conosco pure non essendoci mai stato. E nonostante tutta questa conoscenza riesco ancora ad emozionarmi e a regalarmi istanti di stupore. Lo so: sono sdolcinato, stucchevole, patetico, ma non posso farci niente.
http://it.wikiquote.org/wiki/Fabio_Volo

 ... ma non sarebbe giusto, in nessun modo, in nessuna "corrente filosofica", e soprattutto mi riappacifico con me stesso pensando che non è colpa mia e "non posso farci niente".... io libri di Fabio Volo non ne ho mai comprati, ne regalati... Un film, una volta, in DVD, "Casomai", ma ero ancora giovane, o mi sembrava di essere giovane... ma Fabio Volo recita e basta in quel film lì, mi pare, e vabbè ...

Certo quì si dovrebbe pensare appunto alle "robe" più "in tema", più da web, come YouTube, LastFM, Spotify, GoogleLibri ecc. ecc. ... e cioè quanto è giusto "condividere" e quanto è giusto dire che siamo "troppo poveri" per non farlo... Eliminare la Pirateria per farsì che quei "pochi spiccioli" siano sempre "pochi spiccioli" per tutti, almeno... perchè con "pochi spiccioli" ciascuno per ciascuno, ce ne togliamo comunque tante di "soddisfazioni"... infatti rimando anche ad un'altra questione e cioè l'ADblocking, Ghostery, Adblock Plus https://www.youtube.com/watch?v=jd99A9J8Gn4 ecc. ecc. , Fatturazione, Tassazione, ecc. ecc. pagare le tasse nel paese in cui si scambia commercialmente, Amazon, iTunes, Google Play, se anche quelli GROSSI lì, non garantiscono i giusti tributi ai rispettivi paesi anche i diritti d'autore se ne vanno a farsi benedire, http://www.italgeek.com/category/tasse-2/, e comunque la SIAE, è indietro, pur avendo avuto intuizioni geniali, come comprare per protesta iPhone in Francia perchè costavano meno, la Finanza è indietro per via del fatto che rincorre ancora quei colossi succitati che ancora comunque non si smuovono tra le ultime "lamentele": http://www.huffingtonpost.it/2015/04/14/europa-google-abuso_n_7064816.html?utm_hp_ref=italy ecc. ecc. i siti "per adulti" che oltre a fare schifo nei contenuti, fanno schifo anche amministrazioni e raggiratori: Rustock , MindGeek.

... mmm, non so, sono fuori tema?

 per favore un +1

 30/04/2015 22:37:56 (modificato)
in risposta a ↑

@birillone, @Corfizzar, @smanagramderossi

mancano due "note importanti" che dimenticavo: https://youtu.be/Bi8Cs_YOTlE per quel che riguarda Fabio Volo... e tra quelli "GROSSI" c'è da menzionare anche E-BAY; "l'intuizione geniale" della SIAE per me era ironico... s'era capito?! ... Grazie del +1...



PS di palo in frasca, quasi: http://video.sky.it/news/cronaca/scontri_expo_la_strategia_dei_black_block/v240809.vid "ma i black block, davvero, esistono ancora?" ...

 02/05/2015 22:48:42
in risposta a ↑

@birillone, @Corfizzar, @smanagramderossi PPSS e tra quelli "GROSSI" c'è da menzionare anche E-BAY e tutte le piattaforme di gioco d'azzardo on-line...

 02/05/2015 23:14:54
birillone

birillone156246

in risposta a ↑

smanagramderossi, mi fa piacere che 


 più volte abbiamo discusso tranquillamente e costruttivamente, 


men piacere mi fa invece leggere che


 hai detto delle cose che mi fanno venire il voltastomaco, come


dato che la mia affermazione : 


"mi fa pensare che hai scelto una facoltà non ai tuoi livelli economici e che per tale motivo o la lasci perdere oppure ti fai aiutare da appositi servizi che vanno incontro a soggetti in difficoltà economica,"


È chiaramente rivolta a te ma non come atto di accusa ma solo di riflessione inerente l'oggetto del post tale per cui parrebbe proprio che in nome di qualche "strano diritto" si possa pretendere di avere accesso a qualcosa ( parlo di Università come di locali o di qualsiasi altra cosa di cui si hanno note determinate informazioni )  che non si è in grado di sostenere.


Altro esempio, forse banale ma che per me rende perfettamente l'idea, è l'acquisto di un'automobile super potente a prezzo stracciato 


L'automobile potente raffigura l'Università il cui costo di mantenimento e frequentazione è oneroso ed il prezzo stracciato rappresenta la "facilità" con cui si ha accesso a tale facoltà nonostante non se ne abbiano i requisiti finanziari.


Non credo che si possa pensare che sia corretto che, anche se sono riuscito a comprarmi la super car del momento, poi io abbia diritto a circolare senza assicurazione o rubando la benzina ad altre macchine o distributori non trovi? .


Nemmeno io ti porto alcun rancore, dato che abbiamo sempre parlato e ci siamo confrontati in maniera costruttiva però leggere che ti do ( le mie parole ) il voltastomaco mi ha un pochino infastidito essendo che non hai voluto/saputo cogliere il senso della mia replica che ho voluto, pur sapendo che non interverrai più in questo genere di discussioni, chiarire per correttezza espositiva nei confronti di chiunque possa aver provato la medesima sensazione di voltastomaco che, ribadisco, per me è veramente incomprensibile essendo le mie affermazioni ( ovviamente per me ) assolutamente corrette e sensate.


Alla prossima e non su questo genere di discussioni ma sappi che se cambierai idea per me non sarà assolutamente u problema discutere sulla base delle mie idee ed opinioni ( e non provo il voltastomaco per le tue idee a riguardo ma rimango solo decisamente stupito di come e perchè si possa ragionare in quel modo ) .  



 04/05/2015 06:40:22
birillone

birillone156246

in risposta a ↑

abusivo2brossmusicchanell, vedo che hai ricevuto il tuo voto utile per cui mi auguro che sia contento ed ora te lo assegno anche io per l'impegno profuso nella redazione di questo commento anche se non amo particolarmente i copia incolla :) 


 

 04/05/2015 06:40:25
birillone

birillone156246

in risposta a ↑

Corfizzar, 


Spotify, come ha già fatto notare @Caliarco ,  non ha ancora adeguato tale variazione ma sembrerebbe essere quella la direzione.


Quello che dico (e scusami se utilizzo di nuovo il tuo esempio ma in un'accezione diversa) è che le cose su internet sembrano avere un livello di realtà diverso, meno concreto rispetto a quello della mia macchina sotto casa. 


È proprio su questo senso della realtà distorto che io rivolgo l'attenzione e mi pongo le domande.


le direzioni possibili sono due:
O s'inaspriscono le pene, si aumentano i controlli e si rende tutto più complicato in una vera e propria guerra alla pirateria.
Oppure si prende atto di una situazione che già esiste de facto, cioè che tutti scaricano, e la si risolve a monte, eliminando l'illegalità della pirateria su piccola scala (per uso personale) e indennizzando i produttori di contenuti in altro modo. 


Pirateria ad uso personale mi fa sorridere perchè oltre all'aggravante dell'accettazione di un atto criminale si comunicherebbe di fatto che il crimine rivolto al solo piacere personale risulta lecito ( esattamente come per la droga - infatti non condivido nemmeno quello )


Le opzioni per fare questo possono essere molteplici: una tassa aggiuntiva sui canoni delle connessioni, un canone a parte per accesso a determinati siti, pubblicità... 


Trovo le tue idee, anche se le hai definite  inattuabili e assurde ( cit. )  parecchio sensate anche se propendo maggiormente per delle leggi ed una più rigida regolamentazione non solo nell'utilizzo della rete ma anche nell'accesso alla medesima dato che non si può pretendere di avere il diritto di accedere ad internet senza aver adempiuto a dei doveri ( sempre secondo me

 04/05/2015 07:41:03
in risposta a ↑

birillone, "COPIA&INCOLLA" per me che sono "ignorante" (e soffro di memoria labile) è uno stile di vita ormai... e comunque "salva spesso le chia**e" anche ai più "colti"... Non va demonizzato ma nemmeno sopravvalutato! E' soltanto uno strumento, "un'arma", in più... Cordiali Saluti, Salu.

 04/05/2015 12:54:53
birillone

birillone156246

in risposta a ↑

abusivo2brossmusicchanell, usato indiscriminatamente, per me, va invece assolutamente demonizzato.


Non è l'uso che ne hai fatto tu, altrimenti non avrei assegnato l'utile ma, sempre secondo me, andava benissimo anche una semplice citazione della fonte senza copincollare pari pari tanto contenuto extra.


Naturalmente si è liberi di fare ciò che più è ritenuto utile.


Saluti

 05/05/2015 11:01:12
in risposta a ↑

birillone, bene allora, grazie della comprensione... di nuovo Cordiali Saluti.

 05/05/2015 17:42:08
birillone

birillone156246

in risposta a ↑

abusivo2brossmusicchanell, figurati non c'è di che,


Alla prossima


Saluti

 06/05/2015 09:29:03
in risposta a ↑

birillone, si altrettanto grazie, Dai, duriamola così per un anno...

 06/05/2015 21:08:27
robertoazzara9

robertoazzara9110799

Infermiere infermo

Se ne può parlare ma non si troverà mai il modo per arginare il fenomeno, quindi l'unica cosa sensata da fare, anche da parte delle case produttrici, è cavalcarlo in qualche modo.


Non è questione di cultura,  gente di qualsiasi tipo e latitudine scarica film e altro. Non puoi dire al 90% della popolazione di non farlo più o aprire crociate contro chi scarica e sperare di ottenere qualche risultato.


So che non è una giustificazione, ma molti film se non li avessi scaricati non li avrei neanche visti, perchè non avrei potuto permettermelo. La cultura, anche quella filmica, senza il downloading diventerebbe di nuovo elitaria. Si  vuole la libertà che internet ci da, questo è uno degli aspetti, deleteri per qualcuno, comodi per altri.

birillone

birillone156246

robertoazzara9, a mio avviso si potrebbe/dovrebbe anche pensare al motivo per cui non si troverà mail modo per arginare il fenomeno ( cit. )


Se la causa è il fatto che il popolo rifiuta di adempiere a delle regole credo sia abbastanza evidente che ciò accade solo perchè tali regole non vengono applicate come in realtà dovrebbe essere.


È esattamente come quando si assegna una sanzione di poche migliaia di euro ad un gruppo di gestori telefonici che hanno  fatto cartello per tenere alte le tariffe nei confronti dei consumatori finali.


Anzi in questo caso sarebbe addirittura meglio di ciò che accade adesso considerando appunto che tale "crimine" non viene praticamente mai punito se non in casi eccezionali ed estremamente rari.


Da quello che dici sembra che se il 90% della popolazione decide di fare qualcosa allora quel qualcosa deve divenire "accettato e tollerabile"  e trovo che questo concetto sia "preoccupante" ( se applicato in senso più ampio e generale ) ed abbastanza strano considerando il fatto che, in altri contesti ben più importanti come per esempio il mondo del lavoro dell'istruzione o della sanità, tali rivolte non hanno tale epilogo che ipotizzi.


Per quanto concerne i film è notizia recente di un noto servizio di streaming che è stato sequestrato

 


Purtroppo per quanto riguarda il fatto che non avresti visto tanti film che hai visto perchè non te li saresti potuti permettere posso solo dire che sarebbe stato corretto che non te li fossi visti poichè si corre il rischio che in virtù di questo concetto tutto ciò che si ritiene utile/necessario a livello personale diventi lecito ed in nome di questa liceità si commettano, per assurdo, degli illeciti.


Anche io avrei tanto potuto usare gli ultimi modelli di qualche dispositivo tecnologico per rimanere aggiornato ed acculturato a riguardo di questa mia passione ma purtroppo non me lo sono potuto permettere e di certo non sono andato a rubare in un negozio ( capisco che il furto in un negozio sia più esecrabile e demagogicamente percepito rispetto ad un download segreto e di nascosto però sono, a mio avviso, la stessa cosa ) 


Che tipo di approcci proporresti per "cavalcare" l'onda di questa enorme quantità di "criminali" che giungono al punto di ritenere lecita tale azione?


 

 30/04/2015 07:35:10
robertoazzara9

robertoazzara9110799

Infermiere infermo

in risposta a ↑

birillone, capisco e comprendo il tuo ragionamento non farebbe una grinza se non fosse per il fatto che siamo umani.

Tu vuoi vedere un film, lo hai disponibile li in 5 minuti e gratis, lo guardi.

Tutto il mio discorso finisce qui. 

Non ho motivazioni ideologiche complicate da darti e neanche soluzioni.

Su come le case produttrici dovrebbero cavalcare l'onda ti dico che non sono un esperto e che altri utenti hanno espresso soluzioni secondo me interessanti e da prendere in considerazione.

Non conosco il sito in questione, per cercare di riabilitarmi un po' ti direi che uso lo streaming in maggior parte per cercare materiale difficilmente reperibile in DVD e in italiano, ma la questione è che non mi sento minimamente in colpa quando lo faccio...

Parlo di materiale audio-visivo e non di programmi di cui sono completamente ignorante.

Condivido la tua preoccupazione di quando una maggioranza comincia a considerare "tollerabile e accettabile" un determinato comportamento ma su questo argomento specifico mi sembra che l'unica soluzione sarebbe staccare la spina ad internet. Mi sembra che questo non convenga a nessuno, neanche alle case produttrici che tanto si lamentano del fenomeno con lacrime di coccodrillo, perchè da un lato dicono di perdere soldi, dall'altro i loro prodotti raggiungono notorietà (e guadagni) inimmaginabili in epoca pre-internet.

Con quest'ultima considerazione (non supportata da dati, la mia è solo una considerazione "a naso") ...


 30/04/2015 12:46:44
birillone

birillone156246

in risposta a ↑

robertoazzara9, Mr Anguilla colpisce ancora con la sua solita abilità e maestria :) 


Tu vuoi vedere un film, lo hai disponibile li in 5 minuti e gratis, lo guardi.
Tutto il mio discorso finisce qui.


il tuo discorso è sicuramente chiarissimo ed ineccepibile però non penso che lo si debba far finire li dato che quella disponibilità gratuita e rapida che il web ti permette di avere a portata di click dovrebbe essere connessa ad una diretta e reale e concreta responsabilità delle proprie azioni esattamente come quelle che esegui nella vita reali tali per cui non ti sogneresti mai di scardinare le macchinette di una videoteca ( se esistono ancora ) per trafugare una copia di un film che devi vedere per cultura personale o sbaglio? 

 

Non conosco il sito in questione, per cercare di riabilitarmi un po' ti direi che uso lo streaming in maggior parte per cercare materiale difficilmente reperibile in DVD e in italiano, ma la questione è che non mi sento minimamente in colpa quando lo faccio...


non è necessario che ti riabiliti perchè, come ho detto più volte, il mio post non vuole e non è un manifesto per condannare al rogo coloro che praticano il download pirata ( o meglio non lo è nei confroti di coloro che lo fanno per una motivazione che ritengono corretta e che non ha scopo di lucro ) ma mi rivolgo a coloro che lo fanno e che pensano che sia addirittura un loro diritto dato che tale pensiero non mi appartiene assolutamente.

 

Il sito che ho portato ad esempio è solo uno dei tanti che lo fanno e che una volta chiusi riaprono poco dopo con un altro nome ( infatti è già disponibile sotto altro url ).


Pensa che da poco anche Pop Corn Time ( il paradiso per lo streaming ed il clone di Netflix ) è di recente sotto accusa per ovvi problemi legali relativi alla loro attività.


Condivido la tua preoccupazione di quando una maggioranza comincia a considerare "tollerabile e accettabile" un determinato comportamento ma su questo argomento specifico mi sembra che l'unica soluzione sarebbe staccare la spina ad internet. 


Senza essere così drastici non pensi che possa esservi anche la possibilità di fare in modo che la spina possa essere attaccata solo in determinate condizioni e contesti tali per cui ognuno sia maggiormente responsabile delle proprie azioni?



Mi sembra che questo non convenga a nessuno, neanche alle case produttrici che tanto si lamentano del fenomeno con lacrime di coccodrillo, perchè da un lato dicono di perdere soldi, dall'altro i loro prodotti raggiungono notorietà (e guadagni) inimmaginabili in epoca pre-internet.
Con quest'ultima considerazione (non supportata da dati, la mia è solo una considerazione "a naso") ...


La tua ultima considerazione a naso ( le anguille hanno un naso? ) direi che ci hai azzeccato ed è per questo che, in questo caso, una via di mezzo sarebbe la soluzione più utile ma si deve iniziare a responsabilizzare gli utenti sia nella conoscenza tecnica che nella percezione di tale crimine che non può e non deve essere ridotto alla tua frase iniziale tale per cui se ce l'ha disponibile li in 5 minuti e gratis allora lo prendi e "chissene".


Sei troppo intelligente per volerti veramente fermare solo a quel gradino di una lunga scala di valutazioni ed osservazioni a riguardo :)  

 04/05/2015 09:23:10
robertoazzara9

robertoazzara9110799

Infermiere infermo

in risposta a ↑

per l'ultima frase del tuo commento

Sei troppo intelligente per volerti veramente fermare solo a quel gradino di una lunga scala di valutazioni ed osservazioni a riguardo :)  

 ti rispondo come ho risposto a @ticonzero in un altro post, con una citazione del film Il laureato:


signor @birillone , sta cercando di sedurmi?


Le anguille credo abbiano le branchie, ma il concetto non cambia   


Posso solo aggiungere che quando scarico qualcosa sono consapevole di fare qualcosa di illegale, non ho ideologie tali per dire il contrario (qualcuno le ha, ma non so se condividerle), anche se l'idea del furto d'auto è per me lontana. Anche una vecchia pubblicità antipirateria calcava la mano su questo concetto, ma con scarsi risultati, far sentire colpevole qualcuno non funziona con gli italiani... ne con me (ma adesso vi prego non mandatemi la Guardia di Finanza, ha il suo bel daffare con l'EXPO...).


Il fatto è che quando si scarica un film si pensa di fregare una ricchissima casa produttrice e non l'ultimo costumista presente nei titoli di coda del film, costumista che comunque non ha utili sulla vendita del film, essendo stipendiato per il lavoro svolto (che però perderà se la produzione non produrrà altri film...) e questo fatto da l'impressione di star rubando ai ricchi rendendo la cosa più tollerabile agli occhi dell'italiano medio.


Di contro le case di produzione vedono spiragli di ulteriori guadagni se la pirateria fosse debellate e lanciano crociate che danno come risultato la chiusura di questo o quel sito, rimpiazzati subito da altri, smuovendo mezzi e denaro senza un reale risultato.


Dico ancora qualcosa, visto che se ne è parlato, su chi vorrebbe che i diritti d'autore non abbiano scadenza. Mi spiace ma io continuo ad ammirare persone come John Salk, realizzatore del vaccino contro la poliomielite che decise di non brevettare la proprio scoperta rendendola disponibile a  perchè bene dell'umanità. Mi piace pensare che c'è ancora qualcuno chae fa quello che fa perchè ci crede e non solo perchè ci può guadagnare sopre (e mi rendo conto che un vaccino importante come questo sia molto diverso da un film, ma qui avevo letto commenti abbastanza radicali sui brevetti).

 04/05/2015 09:54:15
birillone

birillone156246

in risposta a ↑

robertoazzara9, 


guardi signor laureato non so se birillone stia cercando di sedurla ma son certo che si stia solo limitando ad affermare ciò che gli pare essere evidente ed alla luce del sole :) 


Non ti preoccupare che la Guardia di Finanza ha ben altre gatte da pelare anche se non metterei la mano sul fuoco che potrebbe rivolgere la loro attenzione proprio sui "piccoli pirati ad uso personale" ( citazione presa in prestito da @Corfizzar ) piuttosto che sui grandi ( esattamente come per gli evasori dato che ogni anno mi "beccano" sempre con evasioni di pochi centesimi tali per cui mi costa più il bollettino che l'evasione rilevata ).


Il fatto è che quando si scarica un film si pensa di fregare una ricchissima casa produttrice e non l'ultimo costumista presente nei titoli di coda del film, costumista che comunque non ha utili sulla vendita del film, essendo stipendiato per il lavoro svolto (che però perderà se la produzione non produrrà altri film...) e questo fatto da l'impressione di star rubando ai ricchi rendendo la cosa più tollerabile agli occhi dell'italiano medio.


Hai uno spirito da Robin Hood che risiede in te però, anche se colpito da cotanta nobilità, credo che anche rubare ai ricchi non s'ha da fare  :) 


Dico ancora qualcosa, visto che se ne è parlato, su chi vorrebbe che i diritti d'autore non abbiano scadenza. Mi spiace ma io continuo ad ammirare persone come John Salk, realizzatore del vaccino contro la poliomielite che decise di non brevettare la proprio scoperta rendendola disponibile a perchè bene dell'umanità. Mi piace pensare che c'è ancora qualcuno chae fa quello che fa perchè ci crede e non solo perchè ci può guadagnare sopre (e mi rendo conto che un vaccino importante come questo sia molto diverso da un film, ma qui avevo letto commenti abbastanza radicali sui brevetti).


ti rivolgi ad @abusivo2brossmusicchanell  che ha detto che per lui non dovrebbero mai scadere e nemmeno io sono concorde con tale punto di vista però non nell'ottica della tua chiave di lettura ma nella visione di "produrre" dei diritti ereditari ed i cosiddetti figli di papàò ancor più nulla facenti rispetto a ciò che sarebbero di natura ( luogo comune che riporto confidando che non provochi disturbi o rabbia ma è abbastanbza probabile che coloro che non hanno mai provato la fame non si dotino di caratteristiche caratteriali e personali atte e rivolte al procacciarsi il cibo e che, non appena in difficoltà, periscano malamente ) 


 

 04/05/2015 10:11:45
robertoazzara9

robertoazzara9110799

Infermiere infermo

in risposta a ↑

birillone, lo spirito di Robin Hood non era il mio, davo solo voce al sentimento che viene fuori in generale quando si fanno certe cose   


Si credo che il commento sia suo, sono d'accordo sul dare a Cesare quello che è  di Cesare, ma i discendenti che c'entrano? Prenderanno la loro eredità in base a quanto il loro progenitore ha guadagnato in vita, finita li.

Comunque io mi riferisco a scoperte che portano beneficio a tutta l'umanità. Per quanto riguarda l'invenzione di FB, ad esempio, che il suo creatore continui a guadagnarci mi importa meno che un vaccino sia disponibile per tutti da subito.



 04/05/2015 10:29:14
birillone

birillone156246

in risposta a ↑

robertoazzara9, diciamo che feisbuk più che di vaccino trattasi di Virus che speriamo venga debellato nel 2017  :) 


La questione nel campo medicale è delicatissima e purtroppo, senza business, molte scoperte e ricerche non inizierebbero nemmeno per cui il vil denaro, almeno in quel contesto, ha un suo perchè che statisticamente porta a maggiori risultati rispetto alle eventuali perdite derivanti dal fatto che non si investa denaro per ricerche nei confornti di malattie "rare" che non coprono una fascia di popolazione tale da essere "economicamente appetiibile" per le case farmaceutiche.


Discorso molto triste vero? ma se ci pensi bene è "corretto" ( sempre nell'ottica di una mercificazione di cui sto parlando con @ticonzero non appena capisco meglio la sua replica

 04/05/2015 10:41:15
robertoazzara9

robertoazzara9110799

Infermiere infermo

in risposta a ↑

birillone, è corretto nel momento in cui però non ci  si speculi e che sia fatto per un bene comune, oltre che per il guadagno. Ma le società farmaceutiche ormai, come tutte le aziende, non lavorano più per guadagnare, ma per guadagnare sempre di più. So qualcosa di farmaci totalmente inutili se non dannosi messi in vendita e di patologie, sopratutto quelle comportamentali, fatte apparire più gravi di quello che in realtà sono se non completamente inventate con il solo scopo di venderti la cura.

 04/05/2015 10:53:28
birillone

birillone156246

in risposta a ↑

robertoazzara9, anche io ne so qualcosa ( purtroppo ) così come so ( sempre purtroppo ) di malattie di cui non si cerca nemmeno la cura perchè non redditizie dando di fatto un prezzo alla vita umana giusto per parlare del luogo comune per cui si pensa che la vota non abbia prezzo .


È purtroppo tristissimo ma, in un mondo dedito al commercio ( in ogni sua forma ed espressione ) mi è sempre suonata anacronistica quella frase :(   



 04/05/2015 11:13:26
robertoazzara9

robertoazzara9110799

Infermiere infermo

in risposta a ↑

birillone, il fatto che io non sono perfettamente sintonizzato con questo mondo...

 04/05/2015 11:20:14
birillone

birillone156246

in risposta a ↑

robertoazzara9, guarda che questo è un enorme pregio :) ( secondo me ) 

 05/05/2015 11:01:08

Premetto che ho una collezione di dvd, quindi ovviamente quando posso cerco di comprarmi i film. Però c'è da dire che se non ci fosse la possibilità di scaricare non riuscirei a vedere tutti i film che mi guardo attualmente nel giro di un anno. Senza contare che molti film sono anche introvabili perchè non hanno adeguata distribuzione. Non so se è possibile, ma credo che sia una buona idea se queste case produttrici facessero dei siti su cui poter scaricare legalmente guadagnandoci in pubblicità (chiaramente non bisognerebbe usare adblock). Molti artisti musicali guadagnano un bel po' soltanto monetizzando il canale su youtube, quindi credo sia fattibile.


 29/04/2015 13:52:27
birillone

birillone156246

Sara_Alberti, 


se non ci fosse la possibilità di scaricare non riuscirei a vedere tutti i film che mi guardo attualmente nel giro di un anno


Premetto che la mia affaermazione è senza alcuna provocazione o critica nei tuoi confornti quidni non prenderla come un'osservazione personale ma solo sulla base della necessità che hai appena espresso e cioè quella di vedere X film in un anno?


Per quale motivo "devi" vedere tot film in un anno?


Anche a me piacerebbe fare toto viaggi in un anno però non posso rubare il biglietto di aereo o treno per andare in una nuova città e non posso forzare la serratura di una camera d'albergo etc etc ( esempio forzato ma spero renda l'idea ) 


... credo che sia una buona idea se queste case produttrici facessero dei siti su cui poter scaricare legalmente guadagnandoci in pubblicità


questa potrebbe essere una buona soluzione ed è oggettivamente quella che è stata intrapresa nel passato ma come ben dici è accaduto che ....


 (chiaramente non bisognerebbe usare adblock).


e purtroppo quel "chiaramente" non è affatto così scontato dato che le persone oltre a volere le cose gratis non vogliono nemmeno sorbirsi la pubblicità che gli permette di fruire gratuitamente di tale servizio.


Se ti va prova a leggere il mio post suYouTube che propone un canone di abbonamento per non avere più pubblicità sul sito per capire di cosa sto parlando, vi sono utenti che di fronte a tale eventualità dichiarano immediatamente che non userebbero più YouTube. 



 30/04/2015 09:34:52
pastrank

pastrank23701

Sono cattivo, cattivo, cattivo, vero.

in risposta a ↑

birillone, va detto che quelli che organizzano i viaggi per te non vengono a chiedermi soldi perche' potrei viaggiare in futuro anche io (come per per l'equo compenso), ne lo stato li sovvenziona (come con il fondo per il cinema italiano). Siamo arrivati ad un punto che un blu ray che uso per fissare le copie di scorta dei file al lavoro al supermercato me lo fanno pagare con le tasse quanto ne costano 25 in Germania e le tasse si pagano ad una azienda privata.

 01/05/2015 09:05:13
birillone

birillone156246

in risposta a ↑

pastrank, non ho chiaro ciò ceh vuoi esprimere con tale affermazione : 


 va detto che quelli che organizzano i viaggi per te non vengono a chiedermi soldi perche' potrei viaggiare in futuro anche io (come per per l'equo compenso), 


perchè in realtà i soldi te li stanno venendo a chiedere proprio per colpa di quegli atti criminali commessi da altri esattamente come accade quando i canoni assicurativi o le tasse salgono per colpa di coloro che fanno incidenti fasulli o evadono le tasse etc etc 


in quanto al fondo cinema non ho idea di cosa sia ma, dopo lo scempio derivante dalla pensione data agli artisti di pregio del passato, credo che non mi stupisca più nulla ed oltretutto, detto tra noi, cosa ci si può aspettare da una nazione la cui società di riferimento ( FIAT ) ha sempre vissuto su sovvenzioni statali etc etc ? 


Siamo arrivati ad un punto che un blu ray che uso per fissare le copie di scorta dei file al lavoro al supermercato me lo fanno pagare con le tasse quanto ne costano 25 in Germania e le tasse si pagano ad una azienda privata


Questa è la conseguenza delle azioni delle persone che commettono quegli atti criminali di cui si sta parlando nel post e per i quali io credo che no ci si debba soffermare solo a guardare la conseguenza di ciò ma anche la cause invece di chiudere gli occhi dinanzi a situazioni che tutti noi vediamo e viviamo ogni giorno e di cui non ci interessiamo sino a che non riguardano poi le nostre tasche,


Non lo trovi un pochino triste questo atteggiamento? 

 04/05/2015 09:57:34
pastrank

pastrank23701

Sono cattivo, cattivo, cattivo, vero.

in risposta a ↑

birillone, e' a seconda di come la vedi. Per esempio, la Fiat ha si' avuto dirigenti che pensavano solo a far la bella vita, ma i fondi statali sono stati dati dai politici per motivi elettorali: altrimenti, certo non costruivano fabbriche nel sud, perche' erano estremamente antieconomici.

Il fondo del cinema sono in pratica finanziamenti dati al cinema italiano, spesso senza vedere se sono film orripilanti o che possono interessare 2 o 3 persone al massimo. Per esempio, partendo da http://www.cinema.beniculturali.it/direzionegenerale/30/opere-cinematografiche/ trovi un sacco di film che non vorrei aver pagato: e a questo si aggiungono anche dei fondi regionali. Insomma, senza contributi pubblici non so se tanti film sarebbero stati visti...

 04/05/2015 20:05:09
birillone

birillone156246

in risposta a ↑

pastrank, indubbiamente il "denaro facile" è stato elargito da politici conniventi però lo sono esattamente come gli "imprenditori" ( tra virgolette non a caso ) che hanno accettato tale condizione.


io dico sempre che è troppo facile fare l'imprenditore con il denaro degli altri e questo è ciò che mi è parso essere la sintetica storia della ex-nobile azienda italiana :(   .


In quanto al fondo cinema mi chiedo e ti chiedo ma perchè mai deve esistere qualcosa del genere?

Quali sono le ragioni alla base di un ragionamento che stabilisce che si debbano fare dei film di tale natura e che vengano addirittura finanziati?


Queste cose sono,per me, incomprensibili e non riesco a digerire la semplice spiegazione che si deve incentivare la cultura ed aiutare a realizzare tali opere.


Che sia chiaro non voglio soffocare gli astri nascenti ma proporrei piuttosto che tali fondi siano ugualmente elargiti per facilitare la realizzazione ma se non raggiungono un certo risultato allora debbono essere restituiti tutti con gli interessi.


Scommettiamo che le richieste di accesso a tale fondo diminuirebbero vertiginosamente e solo chi realmente crede in ciò che sta facendo vi si avvicinerebbe ugualmente? 


che ne pensi?

 05/05/2015 08:02:25
Questo utente si è disattivato

La pirateria informatica è un fenomeno decisamente complesso, che ha regolato in maniera profonda la mia attività professionale, impossibile esprimere un parere che non sia quanto meno calato nell'ambito specifico.

In alcuni settori, come quello del software strutturale, utilizzato a titolo professionale da alcune migliaia di professionisti in Italia, gioca un ruolo fondamentale la scarsissima sensibilità nei confronti di un problema che sarebbe stato affrontabile e risolvibile molto semplicemente già trenta anni orsono.


In quello del materiale  audiovisivo manca una visione appropriata del problema tecnico. Impossibile debellare la pirateria, ma è sconfortante notare che il problema è di fatto affrontato solo attraverso la programmazione delle risorse rese disponibili.

Sarebbe necessaria una codifica molto più evoluta del timing, circostanza che renderebbe molto difficile l'assemblaggio del materiale A/V.


In questo ambito una disciplina meno ottusa del diritto d'autore potrebbe incentivare e rendere produttive quelle risorse che la manipolazione dell'informazione digitale consente abbastanza facilmente. Ne trarrebbero forse vantaggio tutti.


Per quanto concerne la fetta più vasta del software soggetto alla copia abusiva: giochi, programmi non riconducibili ad un uso personale, il problema è squisitamente tecnico. Il livello di sicurezza offerto dalle protezioni è modesto, le iniziative legali di cui sono al corrente sono  solo strumenti spuntati, inadeguati, destinati a tradursi in una beffa nei confronti di chi ne assume l'iniziativa.


Ne deriva una situazione sconfortante e di difficilissima soluzione.


Non sempre la pirateria si traduce in un effetto negativo, sono convinto che in qualche occasione sia stata spacciata per tale una precisa iniziativa finalizzata a rendere più appetibile un prodotto che magari non avrebbe retto il confronto con la concorrenza se l'acquirente avesse dovuto sostenere il prezzo d'acquisto del software.

Ma le stesse strutture che offrono risorse di navigazione in rete prestano il fianco al sospetto di un atteggiamento ammiccante nei confronti di chi si dedica alla pirateria


 

 29/04/2015 14:45:10 (modificato)
birillone

birillone156246

robertnash, 


scarsissima sensibilità nei confronti di un problema che sarebbe stato affrontabile e risolvibile molto semplicemente già trenta anni orsono.


Come avresti affrontato tale problema trenta anni orsono?


io avevo 13 anni scarsi e ricordo che pubblicamente alla luce del sole si andava nei negozi di computer ( anche nel mio ) e si acquistavano i floppy disk con i videogiochi copiati ( parlo dell'epoca Commodore ed in seguito anche il mondo pc non ha differenziato l'attività anzi.. ) 


Sarebbe necessaria una codifica molto più evoluta del timing, circostanza che renderebbe molto difficile l'assemblaggio del materiale A/V. 


mi incuriosisce questa tua affermazione per cui ti chiedo. se ti va, di provare a spiegarmela meglio dato che non ho nozioni su tale argomento ma mi interessa parecchio.


Si tratta di qualcosa tipo i DRM che permettono di visualizzare un video o ascoltare una canzone per un determinato periodo di tempo oltre al quale non si può più fruire della risorsa "affittata" ( non dico acquistata proprio perchè non è ciò che accade ) 


 una disciplina meno ottusa del diritto d'autore potrebbe incentivare e rendere produttive quelle risorse che la manipolazione dell'informazione digitale consente abbastanza facilmente. Ne trarrebbero forse vantaggio tutti.


quale tipo di disciplina meno ottusa adotteresti? 


Il livello di sicurezza offerto dalle protezioni è modesto, le iniziative legali di cui sono al corrente sono solo strumenti spuntati, inadeguati, destinati a tradursi in una beffa nei confronti di chi ne assume l'iniziativa.


Sono assolutamente concorde poichè le barriere di protezione usate attualmente sono spesso già note e/o le si comunicano già "sottobanco" per fare in modo che si sappia che quella determinata fonte sarà "hackerabile" divenendo di fatto una spinta all'acquisto di almeno una copia originale da "duplicare" in seguito.


Dici bene infatti poco dopo 


sono convinto che in qualche occasione sia stata spacciata per tale una precisa iniziativa finalizzata a rendere più appetibile un prodotto che magari non avrebbe retto il confronto con la concorrenza se l'acquirente avesse dovuto sostenere il prezzo d'acquisto del software.


perchè la pirateria è stata molte volte la chiave del  successo di determinate soluzioni software ( parlo per esempio delle console per i videogiochi modificabili per renderle idonee all'utilizzo di titoli duplicati con la "scusante" che si tratta di un'azione rivolta al preservare la copia originale "regolarmente posseduta a parole" che, nel caso di rottura, diverrebbe inutilizzabile.


Ma le stesse strutture che offrono risorse di navigazione in rete prestano il fianco al sospetto di un atteggiamento ammiccante nei confronti di chi si dedica alla pirateria


su questo sono molto severo e rigido poichè a mio avviso non si dovrebbe in alcun modo e mai prestare spazio alla pubblicazione di contenuti o link riconducibili a servizi che fanno streaming illegale o che indicano come eseguire determinate azioni di cui abbiamo già abbondantemente parlato in questo commento.


tu che ne pensi di questi contenitori di "materiale" che incita alla pirateria ?  

 30/04/2015 09:50:35
Questo utente si è disattivato
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birillone, mi concederai un minimo di riserbo:



Come avresti affrontato tale problema trenta anni orsono?

io avevo 13 anni scarsi e ricordo che pubblicamente alla luce del sole si andava nei negozi di computer ( anche nel mio ) e si acquistavano i floppy disk con i videogiochi copiati ( parlo dell'epoca Commodore ed in seguito anche il mondo pc non ha differenziato l'attività anzi.. )


come ho scritto, la risposta al problema non può prescindere dall'ambito di applicazione. In quello del calcolo strutturale sarebbe stato sufficiente 30 anni orsono una semplice dichiarazione in relazione alla provenienza del software con il quale si è redatto il calcolo.

Il calcolo di una qualsiasi struttura prevede l'elaborazione di centinaia di fogli che riportano i dati elaborati. Il tecnico  è tenuto a depositarli al Genio Civile, che li sottopone a controllo per l'approvazione. Un progetto di calcolo è un atto pubblico che lo Stato è tenuto a convalidare e custodire. Nessun ingegnere dichiarerebbe di avere acquistato il programma di calcolo dalla struttura che lo ha prodotto se fosse falso, se non altro perché come atto pubblico è possibile controllarlo.

Più banale di così si muore, da notare che quella che fu allora una mia osservazione e proposta è diventata legge in tempi recenti, ma solo ed esclusivamente come conseguenza di una logica volontà di classificare e  fissare delle regole all'utilizzazione di procedure di calcolo. 

Cioè per tutelare l'utente, non chi realizza la procedura.


Sarebbe necessaria una codifica molto più evoluta del timing, circostanza che renderebbe molto difficile l'assemblaggio del materiale A/V.

mi incuriosisce questa tua affermazione per cui ti chiedo. se ti va, di provare a spiegarmela meglio dato che non ho nozioni su tale argomento ma mi interessa parecchio.

Si tratta di qualcosa tipo i DRM che permettono di visualizzare un video o ascoltare una canzone per un determinato periodo di tempo oltre al quale non si può più fruire della risorsa "affittata" ( non dico acquistata proprio perchè non è ciò che accade )


Mi riferivo al materiale audio/video. Esiste in rete una disponibilità di materiale A/V estremamente superiore a quello regolarmente distribuito nei circuiti commerciali.

Se vado da chi noleggia DVD o Bluray e chiedo una copia di "La dolce vita"  o di "American Sniper" in qualità Bluray con traccia in italiano, perché voglio vederlo in HD e sentirlo in italiano, mi rispondono che il Bluray non è disponibile e che con tutta probabilità, nel caso del primo titolo citato, non lo sarà mai.


Che faccio  ? Semplice,  entrambi i film  in qualità Bluray li trovo con buona facilità, l'audio ....dipende dal titolo.

Se il titolo è " La dolce vita" sicuramente sarà stato reso disponibile il DVD, o una registrazione da TV, in ogni caso l'AVI.

Se il titolo è "American Sniper" è disponibile la versione registrata al cinema.

Smonti la traccia audio, perfetta la prima, da ripulire la seconda. la adegui, la monti sul video in qualità Bluray. Hai il Bluray in italiano.


Tecnicamente parlando, l'assemblaggio è quasi sempre possibile. Per motivi legati alla percezione A/V da parte dell'uomo, sui quali non voglio addentrarmi, sarebbe relativamente semplice rendere molto difficoltoso, se non impossibile, questo tipo di operazione.

Non eliminerebbe il problema della duplicazione abusiva, ma si eviterebbe il paradosso che non solo io ho, abusivamente, quello che tu hai regolarmente acquistato, ma posso disporre di quello che tu non potrai mai acquistare, il che pone in essere uno scarto emblematico tra quello che le risorse tecniche consentono e quello di cui si disquisisce ancora nelle aule di tribunale



una disciplina meno ottusa del diritto d'autore potrebbe incentivare e rendere produttive quelle risorse che la manipolazione dell'informazione digitale consente abbastanza facilmente. Ne trarrebbero forse vantaggio tutti.

quale tipo di disciplina meno ottusa adotteresti?


La legge, assunto che io posso assemblare del materiale A/V tale da costituire un prodotto di elevata qualità  e  in assenza di alternative, dovrebbe consentirmi di proporre questo materiale in una modalità legale.

Io non voglio ledere il tuo diritto d'autore, te lo riconosco, ma devo essere messo nelle condizioni di  ricavare un introito regolare nelle molte forme in cui questo è possibile. Il noleggio per prima, ma anche in quelle individuate da @Caliarco  nel suo intervento.



perchè la pirateria è stata molte volte la chiave del successo di determinate soluzioni software ( parlo per esempio delle console per i videogiochi modificabili per renderle idonee all'utilizzo di titoli duplicati con la "scusante" che si tratta di un'azione rivolta al preservare la copia originale "regolarmente posseduta a parole" che, nel caso di rottura, diverrebbe inutilizzabile.



Una decina di anni fa acquistai una consolle per mia figlia. La qualità audio e video era pessima, ma a ragione dell'interfaccia innovativa, con grande rammarico di noi adulti tutti i ragazzini la volevano.

I giochi veleggiavano sulla cinquantina di euro. Passata l'infatuazione per la novità la consolle non si vendeva più. Poi qualcuno trovò il modo di sproteggerla. Con il software gratis si vendette di nuovo.

Quel qualcuno però ci si era messo davvero d'impegno, perché non aveva utilizzato le tecniche tradizionali per sproteggere il codice, bensì aveva riscritto il software di sistema del dispositivo. Se voglio sproteggere un programma non lo riscrivo di certo, posso monitorarlo e metterci le manine, non mi metto a riscrivere tutta l'interfaccia grafica per integrare la sprotezione come voce di menu



Ma le stesse strutture che offrono risorse di navigazione in rete prestano il fianco al sospetto di un atteggiamento ammiccante nei confronti di chi si dedica alla pirateria

su questo sono molto severo e rigido poichè a mio avviso non si dovrebbe in alcun modo e mai prestare spazio alla pubblicazione di contenuti o link riconducibili a servizi che fanno streaming illegale o che indicano come eseguire determinate azioni di cui abbiamo già abbondantemente parlato in questo commento.

tu che ne pensi di questi contenitori di "materiale" che incita alla pirateria ?


no, mi riferivo ai providers che danno accesso ad Internet. Ma qui il discorso sarebbe molto lungo


 

 30/04/2015 12:02:55 (modificato)