MARCOnista

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rustico

E' GIUSTO INSEGNARE AI BAMBINI UNA RELIGIONE?

Nessuno di noi può sapere se Dio esista o non esista, tantomeno fare congetture sulla Sua natura. Un bambino non ha la capacità di discriminare ipotesi e credi, da certezze o verità. Secondo me, sarebbe giusto salvaguardare il suo diritto di poter compiere la propria ricerca spirituale con le proprie gambe quando sarà più adulto, senza aver già dentro di se concetti precostituiti imparati da bambino e che inevitabilmente lo influenzano nel percorso, fino a addirittura spesso a spingerlo ad accontentarsi di essi e non effettuare mai una  personale ricerca.

Secondo voi?

 07/01/2015 21:02:33
utente anonimo
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313 commenti

ai bambini va insegnato il rispetto per se stessi, per gli altri e per le cose del mondo, poi da adulti sceglieranno,  la confessione religiosa che vorranno o nessuna

 07/01/2015 21:08:39 (modificato)
chris_voo

chris_voo261

birraiolo metallaro

magnulli, penso sia la risposta migliore in assoluto.

 02/03/2018 10:56:16
gianlucatoro

gianlucatoro3886

Operaio specializzato

Io toglierei inglese e amenterei le ore di Italiano e matematica ed aggiungerei educazione civica
 07/01/2015 21:30:14
michelefadda1

michelefadda18497

Mi occupo di progetti,startup, innovazione,eventi

gianlucatoro, le lingue servono ad imparare modelli mentali e culturali diversi, oltre che come strumento di lavoro. Oltre all'Inglese servirebbe almeno un'altra lingua: Cinese, Russo, Giapponese, Arabo...
 08/01/2015 07:15:54
chanconte

chanconte811

Studentessa

in risposta a ↑ michelefadda1, io non toglierei l'inglese ma preferirei mille volte più ore di italiano che non di una lingua straniera che affianca l'ingelse. Il punto è che comprendere modelli mentali e culturali diversi passa necessariamente per la comprensione del proprio modello culturale: imparare una lingua senza sapere la propria non vedo che giovamento possa portare :) E sono d'accordo anche sulla matematica: apre anche quella la mente. Ai ragazzi vanno dati i mezzi per comprendere altri modelli, non per impararli 
 29/01/2015 12:34:25
michelefadda1

michelefadda18497

Mi occupo di progetti,startup, innovazione,eventi

in risposta a ↑

chanconte, Purtroppo ci sono dei limiti neurologici alla capacità di imparare una lingua dopo l'età della pubertà, si fa molta più fatica.


Quindi è una questione di opportunità, non imparare da giovani significa SPRECARE delle opportunità. Pensare che l'apprendimento sia in progressione logica, del tipo "prima imparo perfettamente la mia lingua madre, poi le altre" significa non comprendere in alcun modo il processo di apprendimento delle lingue. Non funziona così: non sono "tappe" in cui una precede l'altra, ne' si crea un "danno" se si imparano due lingue assieme.


Solo a titolo di cronaca, i soggetti bilingue hanno netti vantaggi cognitivi.


"I mezzi per comprendere ma non imparare" secondo me è un concetto confuso, se non apertamente illogico.

 29/01/2015 17:31:47
chanconte

chanconte811

Studentessa

in risposta a ↑

michelefadda1. parli con una bilingue :) Parlo l'italiano e lo spagnolo da quando sono nata e, nonostante tutto, è sempre la lingua madre - l'italiano - a darmi i mezzi per comprendere lo spagolo. Certo, impianto linguistico diverso da quello inglese, mi rendo conto. Comunque sono al corrente di tutto quello che dici, ma io parlo di risultati e di mezzi: le Lingue difficilmente si imparano a scuola, difficilmente la lingua studiata da un libro di letteratura apre veramente a un mondo diverso... piuttosto imparare a scrivere nella lingua madre, io do priorità a questo.

Sul concetto non penso sia per niente confuso: i modelli culturali non si insenano come le tabelline, quindi non si imparano. È preferibile dare i mezzi per comprenderli. Sono due termini diversi, comprendere e imparare

 29/01/2015 18:46:08
michelefadda1

michelefadda18497

Mi occupo di progetti,startup, innovazione,eventi

in risposta a ↑

chanconte, Anche io sono bilingue. Non sono tri o quadrilungue vero solo perché sulle lingue alternative ho iniziato troppo tardi, e me ne rammarico.


Sui modelli culturali, non si imparano a scuola perché non si insegnano, e perché vengono dati come "scontati", salvo poi doverci riflettere sopra da adulti su cosa costituisca una differenza culturale (e la lezione, in termini di apprendimento può solo essere di "tolleranza e comprensione").

Probabilmente con "imparare" intendi interiorizzare, che è diverso dalla capacità di valutare, e "meta-ragionare" (cogliere e valutare le differenze, saper scegliere).

"apprendere" nel senso di interiorizzare non apre la mente, dato che non si diventa consapevoli delle proprie "gabbie mentali".

Però è difficile che "apprendere" significhi solo "interiorizzare" privo della capacità di valutare e ragionare, se l'insegnamento della lingua è sufficientemente sofisticato.

Per esempio "when in Rome do as Romans do" è semanticamente, culturalmente assai diverso dal simmetrico "Paese che vai usanze che trovi". L'Italiano all'estero è consapevole delle differenze, ma "non abbraccia", non c'è alcuna prescrizione in Italiano.


Sono del parere, in base a quello che è stato il mio apprendimento di una lingua, che più vai in profondità più vedi similitudini e differenze nei modi di pensare, in ultima analisi si tratta di modelli culturali e mentali. Se non altro si impara che non c'un "unico modo corretto" di ragionare.


Un'altra trappola è che sottili differenze linguistiche sono assai mal tollerate nei confronti di soggetti quasi-madrelingua rispetto a parlatori "meno sofisticati": il tono può facilmente essere scambiato con l'offensivo (perché al parlatore madrelingua "non si applicano sconti").


Non si imparano bene le lingue a scuola perché metodologia, età ed insegnanti sono insufficienti. Per esempio, per quello che ho orecchiato di linguistica studiando lingue, per "trasferire" con efficacia conoscenza linguistica con efficienza serve avere degli insegnanti madrelingua, un insegnante non madrelingua trasferisce poco, male, e non in maniera naturale. Questo è un grande handicap dell'insegnamento scolastico, per sua natura di bassissima qualità.

Quindi sarebbe importante investire ancora di più per insegnare le lingue, non meno.

 30/01/2015 06:51:36
chanconte

chanconte811

Studentessa

in risposta a ↑

michelefadda1, certo, investire di più con professori che il loro lo sanno fare è tutto un altro discorso. Avere un madrelingua sarebbe stato fantastico, mentre io mi son ritrovata con nove professori diversi in cinque anni di liceo: dire che sfidavano Renzi a parlar inglese è dir poco. Ma vista l'attuale situazione, io ho ragionato in termini concreti. Ora come ora, un cambio di programma a vantaggio della lingua italiana non lo vedo male, anzi. Chiaro che se mi dessero i mezzi adeguati per una seconda lingua studiata bene non direi certo di no. 


Per quando riguarda la comprensione dei modelli attraverso l'analisi della lingua, sono d'accordo: ho tradotto latino e continuo a tradurre il greco. Ma sono attività che non somigliano affatto a quelle che si fanno per le lingue c.d vive. 


Se posso chiedere, che lingue conosce? :)

 30/01/2015 08:41:58
michelefadda1

michelefadda18497

Mi occupo di progetti,startup, innovazione,eventi

in risposta a ↑

chanconte, Italiano madrelingua, Inglese fluente, Spagnolo come principiante (lo leggo ma mi esprimo malissimo). 

A suo tempo formazione classica: Latino e Greco Attico.

In effetti capire che esistono modelli mentali "radicalmente diversi" e che si evolvono nel tempo passa anche attraverso lo studio della storia e delle "lingue morte".

 30/01/2015 18:10:21 (modificato)

gianlucatoro, E perché mai togliere inglese?

 01/06/2015 10:05:10

gianlucatoro, e dove vai senza l'inglese?

 02/03/2018 20:47:48
lordmax

lordmax40221

T&P; DBA, Tech coach per scrittori, game designer

E' giusto insegnare a capire, confrontare e scegliere il proprio percorso non imporre.
 08/01/2015 09:07:53
No, la superstizione va bandita definitivamente da questa Terra. Oltre a non servire a nulla, è causa di profondi scismi. Quando le persone impareranno a vivere senza illudersi, ne trarremo tutti beneficio
 08/01/2015 09:19:29
Questo utente si è disattivato

Roberta8, purtroppo il bisogno di avere uno scopo riguardo la nostra esistenza è ancestrale. È quello che ci si costruisce intorno ad essere pericoloso.

 08/01/2015 09:52:53

Roberta8, E quale verità universale hai appreso da farti dire che ogni religione è superstizione?

 01/06/2015 10:06:33
marbone

marbone3116

musicista dilettante - poco socievole

Roberta8, Ecco qua la quintessenza della libertà. Poichè a te non piace, e la consideri, qualunque cosa sia, una superstizione, affermi che va bandita, quindi intenderesti esercitare una coercizione

(lo affermi tu, esplicitamente) per imporre agli altri la tua convinzione. Grande Fratello cresce.

 08/01/2018 11:50:16
Questo utente si è disattivato

Sono d'accordo, a me è stata imposta in ogni modo. Sono cresciuta in una famiglia tradizionalista cattolica e ho frequentato scuole religiose dall'asilo alle superiori. Ora sono atea

 08/01/2015 09:50:01
Madelyne, la stessa cosa è successa a me! :)
 08/01/2015 10:13:39

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