birillone

birillone155751

Tor Sapienza : esasperati o intolleranti? In base a cosa è lecito fare questa distinzione?

Tor Sapienza : esasperati o intolleranti? In base a cosa è lecito fare questa distinzione?

Prendo spunto da un evento che tiene banco in questi giorni.


I centri di accoglienza per stranieri dislocati nel quartiere di Tor Sapienza a Roma hanno messo alla luce un aspetto a cui tengp particolarmente per cui vi invito a non prendere come riferimento assoluto lo specifico evento ma a considerarlo, possibilmente, solo come spunto per un confronto più ampio.


Perchè determinate azioni rivolte verso una determinata fascia di soggetti vengono subito manipolati e trasformati in altro? ( prendo spunto da un post di @raminga a cui ho risposto, per fornire degli esempi che lei ha trovato sconcertanti ) 


Per esempio :


  • discutere con fervore con una persona di colore/negra/nera ( scegliete pure il termine che preferite e che non possa essere "scambiato" per "razzismo" ) etichetta in automatico l'interlocutore come razzista;
  • discutere con una persona disabile disinteressandosi del suo handicap ci rende automaticamente insensibili;
  • esprimere dissenso nei confronti della presenza di un gran numero di extracomunitari rende nuovamente razzisti;
  • suggerire ad una persona di correggere un proprio scritto perchè sgrammaticato o incomprensibile ci rende in automatico saccenti e superiori;
  • controbattere nei confronti di opinioni altrui con le proprie opinioni facendo valere le proprie idee, magari derivanti da una maggiore cultura/esperienza in uno specifico ambito ci rende razzisti culturalmente;
  • Affrontare un dibattito su omosessualità prendendo una parte o l'altra ti rende inevitabilmente omosessuali oppure omofobi;
  • discutere con una donna di questioni legate al lavoro, famiglia etc, rende subito il soggetto maschilista;
  • etc etc

Solitamente si dice che non si dovrebbe mai scendere al basso livello a cui certe persone vogliono condurci oppure che non è consigliabile discutere con un cretino perchè si rischia di no riuscire a capire la differenza tra i due interlocutori però io sono dell'idea che il confronto libero ed acceso debba sempre esservi e che l'unica regola dovrebbero essere quella del rispetto reciproco.


Ho aggiunto l'interesse Social network perchè è in particolare in questo contesto che tale fenomeno si acuisce


[fonte immagine

( se ritenute offensiva ditemelo subito, con un commento, che la rimuovo immediatamente )

 17/11/2014 08:56:09
utente anonimo
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149 commenti
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dipende dal tuo targhet di riferimento

a chi vuoi rivolgerti? un abitante dei parioli la pensa e definira' le cose uguale a uno che abita a ligosullo?

 17/11/2014 09:07:34
birillone

birillone155751

mauriziopanebianco, targhet si scrive senza acca --> Target e sinceramente non ho compreso il nesso del tuo commento con l'oggetto del mio post dato che non sto chiedendo lumi in merito al differente riscontro sulla base dell'appartenenza ad un ceto social o meno.
 17/11/2014 11:45:27
Anubi

Anubi54288

義, Gi 勇, Yu 仁, Jin 礼, Rei 誠, Makoto

Ciao, si chiama politically correctness.  Arriva dagli USA, ci siamo prontamente uniformati. E così facendo abbiamo smesso di ascoltare le ragioni ad esempio di chi vive in quartieri difficili come quello di Tor Sapienza. 
 17/11/2014 09:37:16
birillone

birillone155751

Anubi, a me non piace affatto questa politically correctness ed ancor meno mi piace se tale comportamento  deve divenire qualcosa di "obbligatorio" per quieto vivere o perchè tutti lo fanno.


Non credo si tratti nemmeno di essere un batian contrario ma solo di dire pane al pane e vino al vino.


Chi si offende per tale atteggiamento non è degno del mio interesse ( inteso non nel senso che io sia superiotre ma solo che con tali soggetti no ho nulla da spartire per cui poco mi importa che si sentano parti in causa ).


Speriamo che svanisca al più presto questo triste atteggiamento.


 17/11/2014 11:45:19
Anubi

Anubi54288

義, Gi 勇, Yu 仁, Jin 礼, Rei 誠, Makoto

in risposta a ↑

birillone, Non svanirà mai, anzi peggiorerà sempre. Sai che al 65% degli afroamericani usa la stessa parola "afroamericani" da profondamente fastidio?   Io se avessi la pelle scura vorrei essere chiamato "nero",  lo preferirei a una caricatura politically correct che comunque marca delle differenze estetiche.


http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/usa-negro-afroamericano-politically-correct-1125593/


 17/11/2014 11:51:10
birillone

birillone155751

in risposta a ↑

Anubi, potrebbe dargli fastidio proprio a causa di questa eccessiva attenzione alla "correttezza" formale.


Se si iniziasse semplicemente a chiamarli neri, negri, di colore, afroamericani o quel che diavolo ci pare sarebbe ben diverso e non vi sarebbero tutti questi problemi ed a mio parere loro stessi non avrebbero alcun problema a riguardo dato che il problema nasce solo ed unicamente nel momento in cui tale affermazione viene usata in modo offensivo e sgradevole.


Il problema non sta nei termini ma all'origine e quindi nell'educazione e cultura delle persone che, quando colte ad utilizzare tali termini in maniera impropria, dovrebbero essere puniti

 17/11/2014 12:32:51
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in risposta a ↑

birillone, 

credo che "negro" sia proprio dispregiativo, mentre "neri" ha la valenza di "bianchi": non sono neri più di quanto noi siamo bianchi   

E' come chiamare chi ha un handicap "disabile", ma disabile una cippa: prendete Stephen Hawking, lui ha sicuramente un handicap, anzi più di uno,  ma mi pare che li abbia superati benissimo, lui è certamente più abile di me!! Definire un handicappato (e uso volutamente questo termine) "disabile" è secondo me offensivo, perchè l'handicap si supera, la disabilità no.

E poi disabile in cosa? ognuno di noi è disabile in qualche cosa, se non hai un braccio forse non potrai sollevare i pesi, ma non per questo sei un disabile, nemmeno io posso sollevare i pesi, pur avendo entrambe le braccia.


Io credo che l'origine sia la malafede e un buonismo pernicioso e pericoloso.


 31/05/2015 18:34:25
birillone

birillone155751

in risposta a ↑

salix, non saprei davvero che dire nel senso che a mio avviso disabile non ha nulla di negativo così come anche negro o spazzino ( ora divenuto operatore ecologico ).


Temo che in mancanza di sostanza  ci si impunti sul classico pelo nell'uovo e mai come in questi ultimi tempi si assiste a questa insana e barbara pratica ( sempre a mio avviso ovviamente )

 03/06/2015 11:23:37
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Oggi rientro perfettamente nei canoni di ciò che una buona fetta di opinione pubblica di un certo orientamento politico definisce razzista. Perchè lo sono? Perchè non vedo le cose come loro. Perchè non credo nell'integrazione come oggi viene proposta, perchè credo che il melting pot culturale non sia un arricchimento ma un azzeramento delle singole culture che lo compogono. Non credo nei flussi migratori come oggi sono gestiti e non credo siano gestiti per il vantaggio e la cura dei clandestini (si io li chiamo ancora così). Credo ci sia un bel pò d'affare (a vari livelli economico, politico, imprenditoriale) a livello locale, nazionale ed europeo. Non credo che siano tutti poveri diavoli meritevoli di compassione e quindi pretendo una scrematura seria e severa. Rinuncio volentieri al modello urbano americano o francese d'integrazione nelle città con quartieri chiusi in etnie che non possono e non vogliono capirsi e convivere. Perchè troppo spesso vedo che da parte di chi arriva non c'è nessuna intenzione di integrarsi, ma solo volontà di pretendere e cambiare regole in un paese che li ospita. E infine perchè sono dalla parte degli italiani sempre e comunque prima degli ospiti. Quindi ti dico che non sono intolleranti o forse li hanno resi intolleranti i fatti, ma la reazione va ricercata nell'esasperazione, nell'abbandono, nel sentirsi non tutelati e messi in secondo piano.
 17/11/2014 10:15:35
birillone

birillone155751

apocrifo, anche io vengo speso catalogato :


  • fascista
  • comunista
  • razzista
  • gay
  • maschilista
  • agnostico


sappi che sono solo le prime che mi sono venute in mente :)


non condivido la tua visione sul fatto che non vedi nel melting pot razziale un arricchimento ma comprendo i particolare il concetto che prima si deba pensare ai propri cittadini e poi agli altri.

L'esempio più demagogico e calzante è il fatto che i rom vengono accolti e mantenuti nei loro campi ed hanno tutto ciòl che occorre ad una vita "dignitosa" ed invece abbiamo terremotati ancora in container e così via.


Il problema è+ che limitarsi solo a tale espressione senza analizzarla ed affrontarla è troppo facilmente accomunabile a razzismo e diviene estremamente manipolabile.


Per esempio la tentata violenza sessuale, che ha fatto esplodere tutto, ai danni di un'italiana nel quartiere di Tor Sapienza è stato perpetrato da parte di un gruppo di persone dei paesi dell'est e non dagli "inquilini" di quei palazzi che sono tutti di colore.


Eppure ciò + bastato a far esplodere la rabbia e ciò che stiamo leggendo tutti i giorni definendo tali persone razziste.

 17/11/2014 11:45:22
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in risposta a ↑

birillone, ok ma che differenza c'è? Nel senso, questa volta sono stati quelli dell'est. Domani sarà il tunisino, dopodomani l'italiano ovviamente (questo per disinnescare la mina su cui stavo per mettere il piede). Il punto è la situazione di occupazione abusiva di stabili, il senso di strafottenza che hanno nelle strade e il conseguente stato di cose in cui l'italiano (contribuente) ha la sensazione di camminare in strade insicure e che non gli appartengono più. La rabbia è esplosa contro un simbolo di una situazione e di un modo di fare politica sbagliato e lontano dal cittadino. Il mio auspicio è che possa diffondersi nelle città, lo dico senza mezzi termini, perchè senza segnali di questo tipo le cose potranno solo ocntinuare così come vanno.

Questo è ciò che chiederanno oggi i cittadini di Tor Sapienza al sindaco(?) Marino. Non ci trovo richieste di campi di sterminio o neppure di leggi razziali. Ci trovo solo richieste ovvie che cittadini italiani non dovrebbero neppure essere costretti a fare in quanto dovrebbero essere in atto a priori.

 18/11/2014 07:24:40
birillone

birillone155751

in risposta a ↑

apocrifo, hai ben disinnescato la mina ed hai ahimè, anche tu, adottato le regole del politically correct  :)


Ho precisato che non si trattava di persone appartenenti a quei centri specifici ma di persone estranee proprio per avvalorare il fatto che la motivazione reale di questo sfogo e reazione non è rivolta ai negri ( scusami ma non ho voglia di pubblicare di nuovo la sfilza di sinonimi per cercare di non offendere nessuno ma mi auguro che sia oramai ben chiara la mia posizione a tal riguardo ) ma ad un degrado sociale ed ambentale in cui quel quartiere, come tanti altri, è stato abbandonato.


SI è solo colta la palla al balzo per far esplodere il caso ed anche io sono propenso a dire : " ben venga " anche se è oggettivamente triste che per far valere i propri diritti si debba sempre giungere al livello di far casino e far conoscere a tutti i propri fatti.


Ne è un esempio ciò che accade con trasmissioni come le iene o striscia la notizia e così via che denunciano ingiustizie quotidina ed ovvie alle quali viene posto rimedio ( nemmeno sempre ) solo in virtù della maggiore visbilità.


Per tale ragione comprendo anche le motivazioni che portano questi cittadini a voler fare sempre più casino per tenere alta la soglia dell'ettenzione dato che sono perfettamente consapevoli che non appena le telecamere spengono la lucina rossa della registrazione anche loro spariranno e nessuno più si interesserà alla loro situazione come accaduto in tantissimi altri casi.  

 18/11/2014 07:50:00
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in risposta a ↑

birillone, guarda l'ho fatto sapendo di farlo e l'ho rimarcato proprio per condirlo con un pò di presa per i fondelli! Detesto profondamente il politicamente corretto, oltre che perchè non lo sono, perchè credo che nell'essere politicamente corretti non si possa sperare di avvicinarsi alla relatà e alla verità delle cose... in nessun ambito. Se essere politicamente corretti significa censurare un parte di parole, argomenti, opinioni, come si può affrontare un dato problema in ogni sua sfaccettatura?

Come detesto il termine "populista" nell'accezione che oggi gli viene data. Tu porta l'attenzione sugli interessi della gente comune, spostandola dai salottini culturali e le loro utopie. Portala sulle sensazioni della gente comune, sui loro bisogni, sul loro sentire quotidiano e sei automaticamente un populista. Ma ben venga!! Se questo significa che sento quel che vive la gente... Benvenga, ne sono felice d'esserlo!!

 18/11/2014 08:10:50
birillone

birillone155751

in risposta a ↑

apocrifo, ci tengo a precisare però che, pur detestano il politically correct, vi sono delle regole che devono essere sempre e comunque rispettate e che richiamano :


  • buonsenso
  • ediucazione
  • rispetto
  • regolameno del luogo in cui ci troviamo


se nel luogo, virtuale o reale che sia, vi è una regola che stabilisce che è vietato scrivere con la K invece che con CH oppure che si deve utilizzare una determinata funzione in un preciso modo e non in un altro io posso essere assolutamente contrario a tale scelta ma non devo in alcun modo pensare che tali indicazioni siano una sorta di limitazione alla mia libertà di espressione perchè si tratta di regole chiare che devo rispettare.


In caso contrario non mi avvicino a quel gruppo di persone che hanno stabilito le loro regole di ingaggio o non mi sicrovo al club pincopallino o al nuovo servizio web che mi interessa e così via.


Non si tratta di esclusione o di razzismo ma, anche in questo caso, di un'espressione non politically correct che sancisce che se non ti stanno bene queste regole la porta da cui puoi uscire è la medesima da cui sei entrato :)


Anche dire questa frase in pubblico sul web equivale a razzismo e non sai quante volte mi è capitato di scontrarrmi con le reazioni pù disparate dinanzi a tale confronto e tutte le persone inveivano in nome del loro diritto a fare quello che voglion come vogliono quando vogliono perchè il web è libero XDDD.


Faccio questa,a  mio avviso, dovuta precisazione perchè lungi da me asserire che la battaglia contro il plitically correct possa passare per l'abbattimento dell regole che sono alla base di una società che possa definirsi civile

 18/11/2014 08:45:00
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in risposta a ↑ birillone, guarda... L'ultimo che auspica l'anarchia sono io! Forse mi colloco quasi all'opposto dell'idea del "senza regole". Condivido ogni parola, essere politicamente scorretti significa essere liberi pensatori ma all'interno di quella serie di norme che ti idenficano semplicemente come essere umano e non semplice bipede... Per citare Schopenhauer... Uno dei maestri del politicamente scorretto del suo tempo!
 18/11/2014 09:18:48
birillone

birillone155751

in risposta a ↑

apocrifo, ahimè non conosco Schopenhauer ma se mi dici che uno dei maestri del politicamente scorretto credo che potrebbe piacermi XD.


MI fa piacere che condivida quelle osservazioni che ho fatto perchè troppo spesso lottare contro questo conformismo può essere lìoda che viene cavalcata per inneggiare ad una lbertà senza controllo e regole che aborro totalmente ancor più forse del politically correct, che in un certo modo, anche se perverso ed errato e falso, nasce a causa di regole di conformismo.


Per cui se dovessimo cadere in un mondo in cui le sole due opzioni possibili fosse politically correct o assenza di regole, credo che sarei costretto a propendere per il politically correct fatto salvo che creerei delle piccole associazioni, con i loghi che ti ho già mostrato.


Sarebbero una sorta di circolo privato con delle regole da rispettare molto chiare e semplici :)

 18/11/2014 09:44:59

Credo che le etichette vadano sempre prese con le pinze.


Tante volte, chi le applica lo fa solo per non affrontare l'argomento dibattuto: "...inutile perder tempo con te, tanto si vede che sei razzista|omofobo|maschilista|negro|omosessuale|ebreo|nano (barrare l'etichetta che serve)...". L'etichetta è un'arma molto potente, si attacca in maniera persistente e scredita chi la detiene.


Ed è sempre molto difficile dimostrare che non la si meriti, è un po come cercare di dimostrare che una cosa non la si sa: se sai una cosa, per dimostrare di saperla basta dirla, se non la sai come dimostri di non sapere? E così, come fai a dimostrare di non essere omofobo o razzista? Baci un omosessuale di colore?


Tra le etichette, poi, una è particolarmente potente: quella di intollerante.


La sua forza risiede nel fatto di essere omicomprensiva. Se sei intollerante, sei intollerante a tutto. Non ti va mai bene nulla. Quindi la tua opinione non vale proprio.


Certo, politically correct. Un bel modo per non chiamare le cose col loro nome. Mi vien da ridere quando, in film e telefilm americani, parlano di afroamericano. Intanto lo etichetti in qualche maniera. Non è sufficiente dire un uomo? Insomma, cambia l'etichetta, ma non la categoria. Un nonvedente ci vede esattamente quanto un cieco.


Ma torniamo all'intolleranza: se un clan di zingari montasse un campo nella mia terra, a mandarli via, sarei intollerante, razzista, legomunistanaziscista o semplicemente incazzato? Sarei io a non tollerare, ad essere intollerante, o loro a violare dei miei diritti, a ledere la mia libertà? Non rispondete, è solo retorica. So bene come verrei etichettato.


Intanto c'è chi dell'accoglienza ne fa un obbligo morale, non dico chi, ma di campi profughi in piazza San Pietro non ne hanno ancora fatti. Così come non hanno mai addottato un bambino non abortito, giusto per inquadrare meglio di chi parlo.


Insomma, tutto questo per dire che si può essere intolleranti, esasperati, od anche intolleranti esasperati. Dipende dal contesto, ma soprattutto da chi si elegge a giudice.



 17/11/2014 12:19:27
birillone

birillone155751

Anticoguardiano, analisi sempre molto precisa e decisamente condivisibile.


concordo assolutamente sull'utilizzare i termini che si devono utilizzare quando si devono usare e comportarsi come ci si deve comportare senza tanti problemi e limitazioni.


Purtroppo oggi dire/scrivere ad una persona qualcosa che si allontana anche minimamente dal sentire comune equivale ad essere un provocatore o intollerante ed, in base al contesto, una lunga serie di altri aggettivi.


Trovo tutto molto ma molto ma molto triste ed è ancora più ridicolo quando ad inneggiare a tale tipo di atteggiamento sono proprio coloro che si lamentano delle discriminazioni a cui sono soggetti.


Guai a toccare una donna, un gay, un disabile ( se poi unisci tutte queste caratteristiche in unì'unica persona sei dinanzi ad una razza rara intoccabile nei confronti della quale devi prostrarti e riempirla di complimenti ed apprezzamenti di ogni genere con il teatrino del suo 

richiedere un trattamento paritario che però appena le viene fornito diviene un'offesa oltraggiosa che ti marchia a  vita.


Leggo spesso di disabili che ostentano volgaremente la loro sessualità le loro idee e la loro vita sbattendole in piazza in una maniera talmente volgare nei confronti della quale risponderei seccamente a chiunque, ma siccome non è una persona normale ecco che tale istinto deve ancora più soffocato.


Non parliamo dell'argomento della religione con fervidi sostenitori ( a mio avviso "invasati" ) delle teorie più assurde ai quali non puoi dire nulla perchè tanto non puoi capire oppure vogliamo affrontare la guerra con i fervidi e convinti promotori del veganesimo che ritengono ottusi coloro che non sono vegani? 


Trovo tutto ciò davvero tristissimo ma confido in una evoluzione delle persone e del web che permetta di poter abbandonare questa falsità dilagante dato che io ho sempre maggiormente apprezzato una brutta verità che una bella bugia.

 17/11/2014 12:32:53
in risposta a ↑

birillone, la cosa terrificante è un'altra: immagina di essere davanti ad una donna di colore, gay,  disabile ed ebrea (vista la rarità, credo sia la stessa della tua risposta... :P), che si comporta, nei tuoi confronti, come una vera carogna. Prova a dirle qualcosa. Vediamo quanto ci mettono a linciarti... :P


Purtroppo, non sono così ottimista: secondo me la società prima, la civiltà subito dopo, si stanno disgregando. Se saremo fortunati, potremmo vedere lo sfascio prima di indossare il vestito di legno. Con molta fortuna, forse anche l'abbozzo di una rinascita... :P


p.s.: Riguardo all'ottusismo, volevo rispondere di la', che abbiamo il 100% di DNA in comune col moscerino della frutta, ma nonostante questo non possiamo nutrirci solo di fruttosio... ;)

 17/11/2014 12:50:01
birillone

birillone155751

in risposta a ↑

Anticoguardiano, hai centrato il bersaglio ed il "bello" ( in realtà brutto ) è che spesso e volentieri queste persone ci giocano parecchio con i loro problemi inveendo nei confronti di coloro che non gli concedono la dovuta attenzione o lo spazio che "ritengono" di meritare.


Mi è capitato sovente di leggere stupore per un disinteresse nei confronti di determinati esternazioni estremamente personali stabilendo tale atteggiamento come una velata forma di razzismo nei confronti di quel particolare "aspetto protetto" da non toccare.


lo trovo estremamente irrtitante ( per usare un eufemismo )ed il tuo atteggiamento di non rispondere dimstra che siamo, nostro malgrado, affetti dal politically correct anche noi e ti assicuro che non mi fa affatto piacere.


P.s. non sapevo nulla di questa compatibilità con il moscerino della frutta ;)

 17/11/2014 12:56:14
in risposta a ↑

birillone, nostro malgrado dobbiamo adattarci a delle norme e delle esigenze dettate da altri, spesso create per favorire i pochi a discapito dei molti. Oggi mi sono già dovuto autcensurare per una battuta, non voglio dover ripetere l'esperienza, perché mi lascia sempre con l'amaro in bocca, quindi per ora non esplico meglio.


Il problema del politically correct  ci affligge, ma credo sia sempre figlio illegittimo di un altro problema: il significato di democrazia è stato ampiamente frainteso... ;)

 17/11/2014 13:06:34
birillone

birillone155751

in risposta a ↑

Anticoguardiano, pensa che per me il Suffragio_universale è stato l'omicidio della democrazia .


Io sono un grandissimo sostenitore delle regole e della loro relativa applicazione, a mio avviso l'assenza di esse significherebbe la distruzione della società dato che il genere umano non è capace di autoregolamentarsi.


Nello contesto del politically correct però non riesco a ravvedere elementi per cui ci si debba adattare a qualcosa o quantomeno faccio una enorme fatica a capirne le ragioni dato che le conseguenze di tale atteggiamento sono, amio avviso, pioù dannose dell'esprimersi liberamente e normalmente ( sempre con rispetto ed educazione ovviamente ).


 17/11/2014 13:25:11
in risposta a ↑

birillone, non so che dire: a me piacerebbe poter sempre parlare liberamente, ma più andiamo avanti, più sembra di dover camminare sulle uova: sempre col timore di fare una frittata. La collettività degli umani è sempre più divisa in sottocategorie ed è quasi impossibile parlare senza che qualcuno si offenda. Pur mantenendo educazione e rispetto. Perché non è importante quello che dici, ma quello che vogliono cogliere nelle tue parole.


E queste celle di collettività sono sempre più chiuse e sempre meno tolleranti verso le altre.


In questo contesto, il politically correct appare sempre di più un vano tentativo di non urtare. L'illusione che si possa ancora comunicare. Come se chiamare le cose con un nome diverso potesse cambiare la realtà.


Eppure, queste celle si costituiscono spontaneamente, non sono quelli che non ne fanno parte a ghettizzare: sono i singoli che cercano i propri simili, non le società che isolano e dividono. L'integrazione è una leggenda metropolitana. Chi si vuole integrare si integra. Chi cerca d'imporre la propria cultura no. E lo stesso vale per le subculture. Ed il discorso si può estendere anche oltre.


Bisognerebbe ricordare che la tolleranza, per aver significato, dovrebbe essere bidirezionale. Ma chi fa parte di queste celle non tollera chi non ne fa parte, perché troverà sempre il modo di trovarlo diverso, ostile.


Ed allora, si finisce per assistere ad un ribaltamento dei ruoli: non è la minoranza che si addatta, ma la maggioranza a dover tollerare. Perché guai, mai essere i primi a dimostrare ostilità. Ammorbidire i termini. Guai a dire malato, ha una valenza negativa: molto meglio dire diversamente sano. Come se questo curasse la malattia.


La realtà è, come dicevo nella mio primo intervento, che sono tutti espedienti per non affrontare il vero problema: non è che si è intolleranti verso questo o quello, solo che siamo progettati per ragionare a gruppi tribali, non a livello di società universale. Ho letto da qualche parte che siamo in grado di conoscere (in senso stretto), interagire ed instaurare rapporti, con solo un paio di centinaia di persone(*). Tutti gli altri li percepiamo solo come comparse.


Visto questo limite intrinseco, tendiamo ad aggregarci in base a delle caratteristiche. Ed una volta che si forma un gruppo con determinate caratteristiche in comune, si finisce per percepire come diverso chi non le ha. Diverso spesso diventa ostile. La soluzione? se dipendesse da me, dividerei il mondo in villaggi di massimo 400 individui, che ciascuno vada a vivere in quello che riconosce come proprio... :P


Ho come la sensazione di aver divagato... beh, poi mi rileggo e mi correggo, forse mi riporto anche in carreggiata... ;)



(*) In realtà, ci sono diverse correnti di pensiero, ma fanno tutte grossomodo riferimento al numero di Dunbar.

 17/11/2014 17:09:13
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in risposta a ↑

Anticoguardiano, Birillone, oggi non sono potuto intervenire e leggo che voi avete già detto tutto quello che si poteva dire. Una considerazione... E' bello scoprire di non essere soli in questa terra!!! :-D Scherzi a parte, molta gente secondo me è stanca e vede le cose come voi le avete ben descritte ma sono così preoccupati dal fatto di non ritrovarsi con le etichette addosso, come dicevi tu Anticoguardiano, che non pensano che se ognuno di loro parlasse crollerebbero sia le etichette che il politicamente corretto.

Noto come anche su questo social non si possa muovere un passo fuori dall'assolutamente corretto, innocuo e allineato senza che subito qualcuno non ti riprenda con cose del tipo" qui non si può dire così" " qui siamo tutti corretti" e poi leggi codazzi di commenti tutti uguali e tutti allineati appena qualcuno mette un post sui soliti argomenti noti...

 17/11/2014 22:53:02
in risposta a ↑

apocrifo, a quanto pare, non avevamo detto proprio tutto quello che si poteva dire! ;)


Questo social ha delle regole non scritte che, tutto sommato, sono quelle che gli permettono di non deteriorarsi. Certo, talvolta si possono percepire come restrittive, ma credo dipenda sempre da come vengono applicate. Un minimo di elasticità in più, per quel che concerne la libertà d'espressione, non dovrebbe pregiudicare la stabilità del sistema. D'altronde, il tutto si basa su un principio di automoderazione, che è una novità per molti. Può darsi che col tempo il sistema si consolidi e certi limiti vengano ampliati.


Trovo forse più preoccupante quello che definisci "codazzi di commenti tutti uguali e tutti allineati": se l'effetto gregge inizia a prender piede, rischiamo di fare la fine delle partecipanti a Miss America, che esordiscono con esternazioni sulla pace nel mondo...


Che dire, speriamo bene! ;)

 18/11/2014 00:13:10
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in risposta a ↑

Anticoguardiano, devo correre a depilarmi allora! :-D


 18/11/2014 07:13:35
birillone

birillone155751

in risposta a ↑

apocrifo, hai pienamente e perfettamente ragione e non avrei potuto dirlo meglio :)


Il fatto che tu abbia letto già buona parte di ciò che pensi anche tu non ti esclude dalla possibilità di intervenire anche tu per esporre, magari con esempi diretti, ove e se ti sei trovato ad ingoiare qualche boccone amari ed indossare le vestiu politically correct.


Io stesso, pur aborrendo tali abiti, li ho calzati ma devo ammettere che mi stanno diventando sempre più stretti ed è probabilmente direttamente proporzionale al crescere delle attività su questo social che avremo notato tutti essere mutate e star crescendo quotidianamente.


Spero davvero che la predizione di @anitocoguardiano in merito all'effetto gregge non si concretizzi altrimenti mi ci vuole un rasatore davvero enorme dato che le vesti del Politically Correct me le vorrò sradicare di dosso.


Diciamo che la mia azione attuale, più che accodarmi in commenti tutti uguali ed allineati è quella di non partecipare e non interagire dato che ritengo  la non azione una fortissima azione ed abbraccio il principio Wu_wei come ho detto@donatella nel suo post 

 18/11/2014 07:38:18
Questo utente si è disattivato
in risposta a ↑ birillone, sono un utente nuovo di questo social, solo pochi mesi, ma mi sono già accorto che la tua soluzione è la migliore... L'astensione... Quando fiuto il codazzo e sento che stò per dire una delle mie... Giro pagina... Però... Non si limita la discussione così?
 18/11/2014 08:12:57
birillone

birillone155751

in risposta a ↑

apocrifo, si limita eccome e per questo che mi sono posto tale quesito cogliendo al volo la notizia di cronaca come traino e spunto per affrontare meglio l'argomento.


Quasi quasi pubblico una di queste immagini :






in modo da avvisare che si sta entrando in una zona  NO POLITICALLY CORRECT in cui poter essere liberi di esprimersi senza preconcetti e pregiudizi ( di cui ho parlato in un post : quanto influiscono nella vostra vita i preconcetti e pregiudizi?  ) .


Come ho detto ho il sentore che la mia "intolleranza" ( sempre per utilizzare un'impropria etichetta sia correlata al crescere delle interazioni e di conseguenza al proliferare di determinate linee di azione che sono molto "feisbucchiane" XDD



 18/11/2014 08:44:48
Questo utente si è disattivato
in risposta a ↑

birillone, se posso esprimere un giudizio la seconda è la più adatta... ;-)


 18/11/2014 09:08:55
birillone

birillone155751

in risposta a ↑

apocrifo, anche a me piace la seconda proprio in virtù del chiaro messaggio di allarme.


Gli altri due hanno perà il segnale di divieto che è molto più diretto ed immediato a livello visivo.


Ho voluto abbondare essendo certo che il messaggio giungesse ai lettori XD


 

 18/11/2014 09:45:04
birillone

birillone155751

in risposta a ↑

Anticoguardiano, 


anche io amerei poter parlare liberamente senza dover attivare mille sensori di allarme però, come ho detto ad @apocrifo è anche vero che per potersi esprimere liberamente è necessario anche avere molto ben chiare le regole da rispettare che, a parte le basi del buonsenso e della legalità sociale, sono anche quelle dello specifico contesto in cui ci troviamo.


Se qualcuno si offende per ciò che ho detto e che ho espresso in maniera educata e corretta è a mio avviso solo ed unicamente un suo problema  e, sinceramente, faccio già abbastanza fatica ap ensare ai miei di problemi che per cercare di capire ed interpretare quelli degli altri non sento di aver voglia specie quando scaturiscono da situazioni davvero "particolari" come quelle di cui stiamo parlando in questo post.


Le celle degli esseri umani che hanno questi problemi dovrebbero scegliere la via della chiusura in se stessi ed a questo punto abbraccio pienamente la tua ipotetica visione di quartieri "chiusi" in cui trovarsi con un numero definito di soggetti con i quali si può essere in linea e reciprocamente graditi.


Può sembrare una sorta di ghettizzazione ma potrebbe essere ogegttivamente una valida soluzione a queste situazioni di intolleranza pur facendo nascere ovviamente una serie di ulteriori problematiche concernenti la regolamentazione frammentaria di ogni quartiere che inizierebbe inevitabilmente a sentirsi regno sovrano di se stesso e così via.


Devo però ammettere che un certo gradimento nei confronti di questa prospettiva , almeno in me, sussiste XD


La tua divagazione mi è stata utile per "fantasticare" su questa sorta di quartieri che sarebbero si la massima espressione dell'intolleranza ed il segno della sconfitta dell'unità di un paese ma alla lunga credo che se non si riesca a risolvere un problema possa essere necessario/ipotizzabile anche un intervento alla base.

 18/11/2014 09:45:08
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birillone, il concetto dei villaggi d'interesse è assimilabile a quello delle città stato del passato. Il rischio più grande è quello di rappresaglie tra villaggi vicini. In teoria, quindi, sarebbe necessaria una Federazione di Villaggi che gestisca i rapporti tra le varie parti... o.O


Più vado avanti, più mi pare che torniamo indietro!


Ad ogni modo, a livello virtuale, questo social è già in parte un esempio di federazione di villaggi in quel senso: c'è un ambiente unico con poche ma precise norme generali, al cui interno sono sospese bolle con degli interessi. Le bolle si aggregano in virtù di queste.


Forse stiamo partecipando ad un esperimento sociale molto più sofisticato di quanto paia. ;)


Comunque, i villaggi (reali, non virtuali) rientrano perfettamente nella mia percezione di una possibile società futura più a misura d'uomo, funzionale ed efficiente.



 18/11/2014 10:28:56
birillone

birillone155751

in risposta a ↑

Anticoguardiano, non ho idea se si tratti di un esperimento più sofisticato di quanto paia ma sono assolutamente convinto che la nostra vita virtuale è sempre più legata a quella reale e lo dimostra il fatto che da un concetto che  è esploso nella vita reale stiamo analizzando tale aspetto in un ambiente virtuale facendo inevitabilmente riferimenti all'ambiente in cui ci stiamo incontrando/confrontando/conoscendo.  


Anche la correlazione dei villaggi reali che per inciso anche io apprezzerei e condividerei, con questo Social Network esprime chiaramente come le due vita oramai sono l'una radicata nell'altra.


Ovviamente volendo si può optare per spegnerne, con facilità, una e con decisamente più coraggio anche l'altra ( ma, almeno ora, non stiamo discutendo di eutanasia)    

 18/11/2014 10:36:13
in risposta a ↑

birillone, per maggior chiarezza, quando parlo di esperimento sociale intendo che da qui (nel virtuale) potrebbe nascere un modello applicabile anche la fuori. Sotto quest'aspetto, un social è un ottimo banco di prova. Specie questo che è fortemente autoregolamentato.


Che esista una relazione più o meno stretta tra reale e virtuale è naturale: siamo di fronte ad un media che offre possibilità fino a poco tempo fa impossibili (ricordiamoci che interdet è figlio degli anni '90...), come essere autori e fruitori di un servizio, contemporaneamente.


In un ipotetico futuro con la società (reale) frammentata in villaggi (reali), la società virtuale potrebbe essere più unita: nel reale applico la scelta più efficiente nel reale, nel virtuale quella che preferisco. Anche perché non avrebbe molto senso un social network che metta in relazione quelle 3~400 persone che già vivono nello stesso villaggio reale. Per quello ci sono i bar, i circoli ricreativi, i cinema e tutti i servizi d'intrattenimento collettivo.


Ed a questo punto, riconvergo sul politically correct: per quel che mi riguarda, non l'ho mai applicato nel mondo reale, neppure nei luoghi d'intrattenimento collettivo. Forse, per questo, qualcuno mi considera un po' burbero, ma il 99.99% delle persone con cui interagisco apprezza che dia del pane al pane, del vino al vino.


Forse, in questo, il virtuale è ancora indietro, forse sono gli interlocutori che non si conoscono, oppure si è persa la capacità di comprendere dalla sola parola scritta, mancano i gesti e la voce. In alcuni casi, poi, bisogna accettare che è proprio un limite dell'interlocutore. Ed in questo caso, meglio glissare... ;)

 18/11/2014 11:11:00
birillone

birillone155751

in risposta a ↑

Anticoguardiano,  credo che mi piaceresti come persona con la quale avere una "relazione amicale" al di fuori del virtuale pochè quel pane al pane e vino al vino è sempre stato il segno contraddistintivo della mia persona e del mio carattere anche se purtroppo, da qualche tempo. si è dovuto sopire e limitare notevolmente ma ribolle sempre e lo sento con forza borbottare XD


Sempre fantasticando ed avendo ipoteticamente la possibiltà di costruire questa sorta di quartieri credo che il concetto di social network  potrebbe ben rappresentare la ovvia e naturale diatriba che i quartierini confinanti avrebbero da dirimere e che l'ambiente virtuale, se ben organizzato e finalmente privo dei filtri PC ( Politically Correct ), sarebbe lo strumento ideale per sfogare e confrontare le opinioni differenti che potrebbero essere sottoposte all'analisi di tutti tramite strumenti di conoscenza e condivisione collettiva.


Alla fine, per quanto si possa essere in disaccordo su tutto e tutti vi sono sempre delle basi che ci accomunano tutti e quando si giunge alle radici di tali elementi si può raggiungere la condivisione ed una comunione di idee.

 18/11/2014 11:24:27
Keysteal

Keysteal9722

Guru e mentore Informatico

Caro Birillone, i fatti di Tor Sapienza sono solo l'inizio di quello che si evolverà presto in altre realtà italiane. Di cosa è figlio? 1) Lo Stato sono anni che è assente,  chi ci governa è solo preoccupato a rattoppare problematiche a breve, mentre nella realtà si occupano solo di spartirsi le poltrone tra i vari partiti (la lottizzazione non è mai morta in Italia). 2) La legalità è ormai sconosciuta. Nessuno va più in galera, e anzi, pur di non costruirne di nuove, si fanno svuota carceri per riempire le strade di delinquenti. 3) La falsa accoglienza, il falso buonismo, non ha fatto altro che aumentare il senso di intolleranza fra le persone. Questi politicanti da strapazzo parlano in tv ma non sono mai stati per le strade e rendersi conto cosa ha provocato questo perbenismo di accoglienza. Io ho vissuto per anni nel quartiere di Giambellino. Nel 2006 quando sono arrivato, era comunque una zona ad alto tasso di immigrati extra-comunitari, ma era vivibile. Negli ultimi 4 anni la situazione è precipitata. Ho visto la zona spopolarsi di italiani a fronte di arrivi sempre maggiori di extra-comunitari. Durante il giorno vedi decine di nord africani bivaccare in giro, e mi sono sempre chiesto che facessero queste persone per vivere. Anch'io come molti ho lasciato quella zona, anche perché l'affitto che pagavano non era giustificato per la zona dove vivevo. Ogni tanto passo con la macchina in quella zona e mi rendo conto che sta peggiorando di giorno in giorno. Ripeto: il comune è assente, la regione è assente, lo Stato è assente. Poi ultima chicca su queste false politiche di accoglienza. Ieri a radio 24 parla un proprietario di un albergo di un paesino della provincia di Arezzo. Dice che è un anno che ha chiuso l'albergo per varie cause, tra cui la crisi economica. Viene contattato da una onlus, che a fronte di un affitto, chiede di poter ospitare circa 100 richiedenti asilo. La voce gira nel paese, e non so se avete letto, l'intera comunità per protesta chiude i negozi. Ma i soldi alle onlus da dove provengono? Per gli italiani in difficoltà i soldi non ci sono, ma per le onlus si? Ho sentito di alcune parrocchie di Milano che avendo disposizione di locali molto grandi, ricevono circa 400mila euro al mese per dare vitto e alloggio ad extra-comunitari. I media se ne guardano bene di scavare nel business dell'accoglienza, ma la gente comune, vede, sente, e si indigna. Per questo non mi stupisco di Tor Sapienza, e non mi stupirò di quello che accadrà anche a Milano prima o poi.
 18/11/2014 08:36:09
Questo utente si è disattivato
Keysteal, c'è solo da sperare che sia la gente a prendere coscienza e far divampare la protesta che deve giungere ad avere voce nei media, solo così questo stato che dimentica i suoi cittadini fa qualcosa per loro...
 18/11/2014 09:12:18
birillone

birillone155751

Keysteal, 


 1) Lo Stato sono anni che è assente,  chi ci governa è solo preoccupato a rattoppare problematiche a breve, mentre nella realtà si occupano solo di spartirsi le poltrone tra i vari partiti (la lottizzazione non è mai morta in Italia). 


Concordo con te però mi chiedo anche se sia effettivamente e solo colpa del governo oppure si tratti in realtà di un'espressione di ciò che il popolo vuole.


Se ci pensi bene quello che ci interessa è vedere rattoppato il buco nel nostro pantalone e non andare in giro adesso con i ciapet all'aria fredda in virtù del fatto che si sta costruendo una macchina che in un futuro rattopperà i buchi di tutti i pantaloni.


2) La legalità è ormai sconosciuta. Nessuno va più in galera, e anzi, pur di non costruirne di nuove, si fanno svuota carceri per riempire le strade di delinquenti. 


Qui sfondi una porta aperta ( anzi chiamiamola pure cella dato che sono appunto aperte ) dato che purtroppo esiste anche un partito ed un suo massimo esponente che ha fatto carriera cavalcando questo aspetto e lo trovo davvero molto ma molto triste.


3) La falsa accoglienza, il falso buonismo, non ha fatto altro che aumentare il senso di intolleranza fra le persone. 


Qui entri nel vivo del concetto del post e cioè il fatto che tutto questo falso buonismo, inserito nelle vene dei soggetti attraverso massiva pubblicità e campagne mediatiche di ogni genere, ha portato a far assumere atteggiamenti non reali e concreti che sono poi sfociati in quello a cui stiamo assistendo ogni giorno.


Anche in quetso caso però la colpa è da imputare a monte dato che siamo sempre e solo noi che alla fine ci facciamo prendere in giro non trovi? 


non sapevo nulla di questa storia dei negozianti che hanno fatto la serrata di protesta ma, in questo caso, mi viene quasi da vederla più come manifestaziond di intolleranza che di esasperazione o mi sbaglio?


Si sono esasperati prima del tempo oppure hanno voluto prevenire l'esasperazione ed anche i questo caso è uno sbaglio oppure tu sei concorde con tale atteggiamento?


Alla fine hanno riaperto i locali oppure sono ancora chiusi in attesa che quella struttura venga chiusa e resa inaccessibile agli immigrati? 


 18/11/2014 09:45:12
Keysteal

Keysteal9722

Guru e mentore Informatico

in risposta a ↑

birillone, 


Se ci pensi bene quello che ci interessa è vedere rattoppato il buco nel nostro pantalone e non andare in giro adesso con i ciapet all'aria fredda in virtù del fatto che si sta costruendo una macchina che in un futuro rattopperà i buchi di tutti i pantaloni.


Il problema che qui non si rattoppa nulla..


Qui sfondi una porta aperta ( anzi chiamiamola pure cella dato che sono appunto aperte ) dato che purtroppo esiste anche un partito ed un suo massimo esponente che ha fatto carriera cavalcando questo aspetto e lo trovo davvero molto ma molto triste.


Se parli di Berlusconi, probabile che abbia sempre o in parte agito per farsi gli affari propri. Ma non mi sembra che il PD sia da meno. Penati non mi sembra che sia andato in galera, o come altri esponenti del PD. Come dico scherzosamente in alcuni commenti, qui l'unico che paga con il carcere è Fabrizio Corona.


Anche in quetso caso però la colpa è da imputare a monte dato che siamo sempre e solo noi che alla fine ci facciamo prendere in giro non trovi? 


La colpa è sempre del popolo bue che vota senza informarsi correttamente.

non sapevo nulla di questa storia dei negozianti che hanno fatto la serrata di protesta ma, in questo caso, mi viene quasi da vederla più come manifestaziond di intolleranza che di esasperazione o mi sbaglio?

Si sono esasperati prima del tempo oppure hanno voluto prevenire l'esasperazione ed anche i questo caso è uno sbaglio oppure tu sei concorde con tale atteggiamento?

Alla fine hanno riaperto i locali oppure sono ancora chiusi in attesa che quella struttura venga chiusa e resa inaccessibile agli immigrati? 


Penso che la protesta sia dovuta alla paura di avere problemi come nelle grandi città, mi sembra che ancora non si è fatto nulla. Tu non sai quante notizie sono filtrate dai grossi, e conniventi, quotidiani nazionali, per celare il reale problema che la gente comune sta subendo con questa falsa accoglienza. Questa immigrazione la stiamo subendo, e  a parte una ristretta minoranza del paese, che ha tutti gli interessi economici per farli arrivare, non penso che la maggioranza degli italiani sia contenta dell'attuale situazione. Io non ho conosciuto nessuno che nel buonismo di facciata in realtà non  abbia un interesse personale.


 18/11/2014 13:47:26
birillone

birillone155751

in risposta a ↑

Keysteal, 


Il problema che qui non si rattoppa nulla..


perchè dici che non si rattoppa nulla? pensando al solo singolo soggetto ognuno di noi, nel propri piccolo, si rattoppa i propri buchi pensando prima a se stesso ( era questo che intendevo dire ) 


Se parli di Berlusconi, probabile che abbia sempre o in parte agito per farsi gli affari propri. Ma non mi sembra che il PD sia da meno. Penati non mi sembra che sia andato in galera, o come altri esponenti del PD. Come dico scherzosamente in alcuni commenti, qui l'unico che paga con il carcere è Fabrizio Corona.


Stavo parlando del pessimo Pannella e della sua carriera e vita spesa in nome di questa causa, ma vi sono degni rappresentanti di ciò in ogni corrente politica di qualunque colore o posizione.


La colpa è sempre del popolo bue che vota senza informarsi correttamente.


Quoto all'ennesima potenza 


Penso che la protesta sia dovuta alla paura di avere problemi come nelle grandi città, mi sembra che ancora non si è fatto nulla. Tu non sai quante notizie sono filtrate dai grossi, e conniventi, quotidiani nazionali, per celare il reale problema che la gente comune sta subendo con questa falsa accoglienza. Questa immigrazione la stiamo subendo, e  a parte una ristretta minoranza del paese, che ha tutti gli interessi economici per farli arrivare, non penso che la maggioranza degli italiani sia contenta dell'attuale situazione. Io non ho conosciuto nessuno che nel buonismo di facciata in realtà non  abbia un interesse personale.


io in realtà ho conosciuto persone che non hanno alcun interesse personale in ciò che definisci buonismo di facciata legato a questa accoglienza ma concordo ugualmente con il fatto che stiamo subendo questa immigrazione.


Ciò accade perchè non vi è un progetto ed un programma generale ben organizzato per cui, come nel mondo del lavor, se avvii un'attività senza sapere dove vuoi arrivare e quale debba essere il tuo tragiardo e con che mezzi raggiungerlo rishcierai solo di fare tanta strada lasciando sul terreno morti e feriti ed oltretutto per nulla dato che non hai ben chiaro dove vuoi arrivare.  


 19/11/2014 08:25:10

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