eleuteria0

eleuteria05463

Regista teatrale

Che caratteristiche deve avere una "medium"?

Che caratteristiche deve avere una "medium"?
Medium si nasce o si diventa?
 28/09/2014 15:00:06
utente anonimo
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37 commenti
Ma per piacere....
 28/09/2014 15:02:13
eleuteria0

eleuteria05463

Regista teatrale

cliff68, per piacere cosa?
 28/09/2014 15:14:47
eleuteria0

eleuteria05463

Regista teatrale

Tratto da:

IL LIBRO DELLO SPIRITISMO

copyright di CLAUDIO MARCHIORO E FRANCO OSSOLA

copyright di edizioni Rusconi Libri s.r.l.


Medium è una parola di origine latina e significa

mezzo, tramite. Nel linguaggio degli spiritisti sta quindi a significare quelle persone e quegli individui che, grazie a caratteristiche del tutto particolari, riescono a "fare da tramite" alle comunicazioni degli spiriti. Le modalità con cui tale contatto può avvenire sono molteplici e svariate. Spesso usati con lo stesso significato sono anche sensitivo, paragnosta e psichico. Questi termini vengono più che altro utilizzati da altre categorie di studiosi e ricercatori che non dagli spiritisti, per i quali il vocabolo medium, ormai consacrato dalla tradizione e dall'uso, è considerato il migliore. Il sensitivo è infatti per il parapsicologo la persona che racchiude in sè delle doti paranormali e che riesce ad ottenere fenomenologie parapsichiche, senza però ricorrere all'ipotesi che queste qualità gli vengano indotte o suggerite dall'esterno e nella fattispecie, da entità disincarnate. Di conseguenza, per medianità deve quindi intendersi la capacità di un individuo a provocare o a coadiuvare l'estrinsecazione o la produzione di fenomeni paranormali. Si può dire infine che la figura del medium è tutt'altro che recente e che fin dalle prime manifestazioni di razionalità nell'essere umano si sono avute individuazioni di medianità, più o meno significative. Attualmente gli studiosi e i ricercatori sono divisi in due grossi filoni, che si contrappongono, in merito alla natura e alle caratteristiche della medianità. Da una parte si sostiene che essa sia una dote o una qualità diffusa a ogni individuo, anche se in forme spesso molto latenti, e che per sorgere alla luce della consapevolezza ha bisogno di stimoli più o meno forti e consistenti. Dall'altra si afferma invece che essa sia una caratteristica tutt'altro che comune e diffusa e che riguardi anzi soltanto una minima parte quasi una categoria ben definita di persone. Per i primi studiosi invece ogni essere umano è quindi potenzialmente un medium, per gli appartenenti al secondo gruppo solo alcuni individui particolarmente dotati e segnati forse da disposizioni di ordine fisiologico e spirituale del tutto peculiari, sono in grado di esplicitare doti di paranormalità e di medianità. A tutt'oggi la frattura in questo senso è ancora assai profonda e non è possibile esprimere un parere definitivo in un senso o nell'altro. Mentre molte osservazioni portano a dare credito alla prima ipotesi, molte altre spingono a credere che la seconda sia quella più corretta. Storicamente, è prevalsa l'idea che i medium siano una categoria a sè stante, all'interno dei numerosi tipi umani. Il fatto che alcune persone realizzassero fenomeni inconsueti o che in loro presenza si scatenassero forze sconosciute, ha sempre spinto a pensare che si trattasse di "diversi" e di "segnati" per la quale la società si sentiva quasi in dovere di esplicare una funzione di rigetto e di rifiuto, a volte violento e deleterio. Ricordiamo in questo proposito la fine di presunti maghi, streghe, guaritori, medium e paragnosti, in epoche storiche neppure tanto lontante dall'odierna, diventa spontaneo e naturale, Armando Pavese, studioso di fenomenologie paranormali, scrive in merito: In genere l'ignota origine dei poteri paranormali ha sempre fatto paura poichè il loro manifestarsi turbava il senso di tranquillità, di ordine e di equilibrio di una società conformista e timorosa di affrontare e capire il problema di questa minoranza etnica che è il popolo dei sensitivi. Preferiva, perciò, la soluzione razzista della persecuzione, della emarginazione o della derisione, anche se poi il popolino si serviva dei loro poteri. Per fortuna oggi, il destino e la sorte dei medium e dei paragnosti è ben diversa se non addirittura opposta. Quindi la fatidica frase interrogativa elaborata per la nostra situazione: "Medium si nasce o si diventa?", non trova almeno fino ad ora un'esauriente risposta. Le ricerche nel campo della medianità e della paranormalità potranno però dare indicazioni precise e definite. L'insorgere di poteri medianici e paranormali avviene in modi svariati e molteplici: non esistono indicazioni che mettano in rilievo periodi della vita dell'individuo propensi o momenti psichici precisi. I medium possono essere giovani, maturi o anziani, anche se c'è una certa predisposizione nella medianità nelle prime 2 fasce di età. Fra i giovani è molto frequente il fenomeno di poltergeist. Nelle manifestazioni spiritiche di questo tipo sono gli adolescenti a manifestare inaspettate, a volte violente e dirompenti doti medianiche, che si palesano con la rimozione di oggetti e uno scompiglio innaturale e spontaneo nell'ambiente in cui vive il soggetto. Ma in genere la medianità più forte risiede in individui di età media e tende poi ad affievolirsi con il trascorrere degli anni. Questa osservazione giustifica l'atteggiamento a volte istrionesco e truffaldino di qualche medium ormai avanti negli anni: vedendo scomparire le proprie capacità paranormali e non volendosi arrendere all'evidenza opera trucchi e cerca di ingannare gli sperimentatori. Lo studio della vita dei grandi medium ha dimostrato che spesso la medianità si manifesta come un fatto improvviso e spontaneo, legato però a qualche evento particolare nella vita del soggetto, come traumi psichici, dolori intensi, cadute e colpi profondi. La mistica e sensitiva tedesca Teresa Neumann a causa di un incendio che le provocò uno spavento violento, perse la vista, in parte l'udito e la mobilità fisica ma acquisì doti paranormali eccelse. Mentre il notissimo Daniel Dunglas Home per il quale il fatto di essere orfano e una violenta caduta da piccolo significarono molto per il nascere e lo svilupparsi in lui doti medianiche. All'inizio si pensava che alla medianità si connettessero patologie e malattie di natura nervosa e psicologica. Per esempio, Jean-Martin Charcot la considerò legata all'epilessia e all'isterismo; altri studiosi moderando le forse un pò affrettate conclusioni, si limitarono a indicare nella disponibilità medianica un terreno favorevole all'insorgenza di isteria e di altre malattie di natura nervosa. Oggi, grazie al procedere di esperimenti e di analisi, non si concorda più con queste supposizioni e si cerca di investigare i medium e i sensitivi nel modo più corretto possibile, inquadrandoli come esseri umani normalissimi e tentando in modo particolare, di osservarne carattere e natura dal punto di vista psicologico, intimo e profondo. A livello fisico e somatico non esistono parametri precisi che accomunino i fautori della medianità. Alcune ricerche indicano un maggior numero di medium donne, ma la cosa potrebbe spiegarsi con un semplice ragionamento sociologico. Infatti è molto facile per un uomo avere attività sociali che potremmo definire "svianti". La donna, ha sovente maggior tempo a disposizione per dedicarsi alla cura di queste particolari doti e per natura, una disponibilità e una tendenza, in sè e per sè, più evidente e palese, anche a livello caratteriale. Ancora più numerose e approfondite sono state le elucubrazioni pratiche e teoriche a livello psicologico, sia da parte dei metapsichici, sia dai parapsicologi odierni. Le indagini più interessanti sono quelle svolte da Gertrude Schmeidler, statunitense, e dal professor Hans Bender, tedesco. La prima, scrive: Che tipo di persone sono i medium? E' una domanda interessante quanto difficile. I sistemi tradizionali di divisione in categorie, infatti in questo caso non sono assolutamente applicabili. Possono essere maschi, femmine, giovani, maturi, ricchi o poveri, negri, bianchi, gialli, scuri o chiari, attivi o indolenti, magri o grassi, con caratteri impetuosi o timidi. Ma se non li possiamo inquadrare con le categorie solite, che cosa può venirci in aiuto? Forse possiedono zone cervicali particolari, secrezioni e funzioni chimiche speciali, o tratti caratteriali e psicologici del tutto anormali? Per rispondere onestamente a tutti questi interrogativi si può solo dire: "Forse". Non sappiamo nulla infatti, della chimica magica dei medium e ben poco conosciamo della loro personalità psichica. Stando alle osservazioni di questi due studiosi, di solito i medium e i sensitivi sono persone estroverse, sensibilissime agli stimoli esterni di qualsiasi natura, a volte con tendenze isteriche, molto propensi ad identificarsi con le persone che li circondano, dalla personalità a volte orgogliosamente testarda o all'opposto disgregabili e attaccabili con facilità. Un altro ricercatore e psicologo H.J. Eysenck, ha evidenziato un lato tipico, che ritiene possa considerarsi una sorta di costante, del carattere medianico: l'estroversione. Secondo lui, questa peculiarità sta alla base del successo di un medium e della sua disponibilità a mettersi in recezione per comunicare con il mondo degli spiriti. E' bene però ripetere che non esistono concettualizzazioni rigorose e obiettive per indicare o far individuare un medium. Secondo alcuni studiosi la medianità è un carattere ereditario: si può quindi trasmettere di madre in figlio e, come molti caratteri genetici, può ricomparire in discendenti anche non prossimi di un nucleo familiare, il quale annoveri al suo interno sensitivi e medium. Per altri ricercatori, specialmente gli spiritisti, il problema non è rilevante, in quanto è la disponibilità spirituale, a indurre lo spirito disincarnato a manifestarsi tramite un certo medium anzichè un altro e a scegliere un individuo anzichè un altro. Scrive Angelo De Micheli: Non si deve considerare la medianità come un'attitudine o un'abilità. L'abilità di un chirurgo nasce dal suo studio, dalla attitudine che egli può utilizzare quando lo ritiene opportuno. Non si può fare altrettanto, con la medianità. Non è il medium il depositario o il padrone di questa possibilità. La sua natura e la sua intensità sono a diretta dipendenza di una volontà estranea. Se vogliamo parlare di predisposizione alla medianità dobbiamo considerare questa, strettamente in relazione con l'organismo del medium, indipendentemente dal suo profilo morale. La funzione del medium è mettere a disposizione il proprio corpo, di contribuire attraverso supporti fisici alla produzione di fenomeni paranormali. E' logico che un'entità di livello superiore tende a esprimersi attraverso un medium che presenta condizioni morali valide. La medianità si può anche trasferire tramite una specie di invio energetico od ondulatorio di vibrazioni che si trasferiscono dal medium in coloro gli sono di solito in contatto diretto. E' famoso il trasferimento di medianità ad altre persone, di Home e Valiantine. Per lo spiritismo, la medianità deve quindi considerarsi quasi un dono divino, che può essere utilizzata sia nel bene che nel male. Come in ogni genere di attività umana, sia di natura fisica che spirituale, anche per la medianità sono molti gli aspetti e i fattori che contribuiscono alla sua estrinsecazione. Essi possono essere l'interesse, gli stimoli di varia natura, il piacere di dare spettacolo e di suscitare emozioni, gli stati di coscienza, le attitudini, gli atteggiamenti. Numerosi possono essere anche i fattori che la inibiscono, come il timore di cadere nel motteggio del prossimo o le minacce dei familiari e degli amici, i quali la maggior parte delle volte producono l'effetto di annullare le predisposizioni del medium. La casistica di studio ci dice che si possono distinguere due tipi di medium: Medium a effetti fisici. Sono propensi a produrre fenomeni paranormali del tipo movimenti di oggetti, smaterializzazioni, materializzazioni, telescrittura, apporti e asporti, rumori, luci, ecc. Medium a effetti psichici o parapsichici. Sono soliti e propensi a manifestare fenomenologie tipo telepatia, chiaroveggenze, possessione, precognizione, ecc. In entrambi i casi, per lo spiritista si verifica l'intervento di un'entità disincarnata che ottiene le manifestazioni suddette. E' anche vero che la medianità psichica e fisica non rappresentano due fenomeni differenti, bensì uno solo che si presenta però con aspetti e modalità diversi. Tuttavia è anche vero che, di solito un medium è propenso a produrre, con una certa simpatia e con una certa regolarità, determinati fenomeni anzichè altri. Diventa allora molto importante l'esperimentatore, il suo atteggiamento e il suo modo di trattare con il soggetto medianico. Il termine più esatto, per definire tale figura è consultante, intendendo che si rivolge al medium per avere notizie di qualsiasi genere e natura. Nella pratica medianica e spiritica i consultanti rivestono grande importanza ed esercitano una notevole influenza sia sulla riuscita dell'esperimento sia sull'atteggiamento del medium stesso; si classificano in due gruppi: Consultanti buoni o predisposti. Presentano tutte le caratteristiche e i requisiti di adattabilità, apertura e prontezza richiesti nella pratica spiritica. Consultanti cattivi o non idonei. Sono di solito sprovvisti di tatto e sensibilità e quindi rendono vano non solo ogni sforzo del medium, ma ogni possibile tipo di esperimento.
 28/09/2014 15:20:03
in risposta a ↑

eleuteria0, solo una caratteristica devono avere: creduloni che danno loro retta.


 28/09/2014 19:40:16

Domanda curiosa... fingo per un attimo di non essere estremamente scettico e tento di abbozzare una risposta: per prima cosa, un medium dovrebbe essere dotato di poteri medianici e non fingere di averli. In poche parole, non dovrebbe essere un impostore. Questo mi sembra già un buon punto di partenza.


Sempre fingendo di non essere estremamente scettico, tento poi di rispondere all'altra parte della domanda: medium ci si nasce o si diventa? Se certe cose fossero reali ed avvertibili, questo dovrebbe avvenire attraverso un qualche senso. Presumo che un senso sia qualcosa di innato, che può essere più o meno sviluppato e forse acuito con l'esercizio. Quindi, tendenzialmente, direi che ci si nasce.


 28/09/2014 15:54:40
eleuteria0

eleuteria05463

Regista teatrale

Anticoguardiano, grazie, bella risposta, soprattutto molto equilibrata :)
 28/09/2014 21:02:25
in risposta a ↑ di nulla, eleuteria0! È un tema che si presta a discussioni più o meno di parte, ho cercato di rispondere con un certo distacco da una posizione possibilista... ;)
 29/09/2014 11:36:08
Questo utente si è disattivato
NON DEVE ESSERE né "small" né "large"!
 28/09/2014 16:02:06
ilgidede

ilgidede5812

Studente

Se lo fa a scopo di lucro, saper scegliere i clienti (generalmente persone che hanno problemi).


Se non lo fa a scopo di lucro, smettere di drogarsi.

 28/09/2014 16:32:51

riescono a "fare da tramite" alle comunicazioni degli spiriti.

Gli spiriti non esistono.



 28/09/2014 17:05:04

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