Metabole

Metabole119

Studente

Beh, guarda. La tua affermazione  è un po' pesante. Diciamo che lo studio di lingue come il latino o il greco sono d'aiuto per sviluppare logica e processi cognitivi. La loro pratica, non ha un'influenza sull'organo ma mi sembra inutile dirlo a tanti scienziati. Insomma aiuta a pensare. Studiare materie scientifiche è bello però sappi che le scoperte innovative, ovvero la scienza in divenire, sono frutto di lavoro filosofico prima che empirico. Tutto quello che sai di scienza lo hai imparato da qualcuno che lo ha scoperto.  E se lo ha scoperto è perché ha avuto creatività intuizione e rigore logico. Tutti processi mentali che le lingue ehm "morte" favoriscono.   
 18/08/2014 16:18:57

Domtom, forse non hai letto bene la domanda. 

La logica e i processi cognitivi si possono sviluppare tramite altre lingue o discipline, meno finalizzate alla formazione di soli filologi.

 18/08/2014 18:34:31
Metabole

Metabole119

Studente

in risposta a ↑

Dorian, posto un commento che credevo di aver già pubblicato.

Domande vere da parte tua non ce n'erano. A parte quelle retoriche sul russo o sugli spartiti.

Il pensiero ha alla base un linguaggio. Il linguaggio è fatto di parole, fatte di lettere. Le lettere sono i monomeri del polimero linguaggio.  sono enti logici ne più e ne meno che un numero che compone una equazione. Tu parli in base alle lingue morte non in base alle note su un pentagramma, e scrivi  in base alla lingua latina non russa.

 E se avessi metodo scientifico dovresti arrivare a dedurre che il latino non è morto. S'è trasformato.Nulla si crea nulla si distrugge tutto si trasforma.  E inoltre le materie scientifiche sono un po' troppo accolte come se fossero assoluta verità. Prendiamo la medicina. Tutti sappiamo che non è una scienza esatta, che è in continuo divenire, sottoposta a logos. Nessuna scienza è superiore ad un'altra, sono tutte interdipendenti. 

 19/08/2014 12:01:35
in risposta a ↑

Domtom, sì, facevo proprio riferimento al punto 1. della domanda.

Tu parli in base alla lingua italiana. Molte persone non conoscono il latino ma vivono senza problemi psicofisici e parlano anche un buon italiano.

Il latino, in Italia, non viene più parlato. Non c'è. La lingua ufficiale è l'Italiano. Trova un sinonimo più comodo di "morto", dato che tutto si trasforma, e quindi la parola "morto" non dovrebbe esistere nel dizionario. 

Se il soggetto X muore e la sua eredità passa ad Y, Y rimarrà comunque un soggetto distinto da X.

 19/08/2014 13:11:05
Metabole

Metabole119

Studente

in risposta a ↑ Dorian, se fai il paragone con l'ereditarietà ti contraddici perché il processo è semiconservativo. 
 20/08/2014 16:04:14
Metabole

Metabole119

Studente

ma non è che hai preso 5 alla versione?


 18/08/2014 16:21:14
ticonzero

ticonzero49408

Fantasma [ tra non molto ]

Domtom, ... oppure un bel tre tondo tondo ....
 18/08/2014 16:24:45
spotlessmind1975

spotlessmind197538425

Software Problem Solver / Libero Professionista

@Metabolè, se fosse sarebbe onore al merito! ;)
 18/08/2014 16:28:22

Domtom, al contrario, durante gli anni del Liceo mi sono applicato parecchio nelle lingue antiche con ottimi risultati. Ma dopo non ho scelto Lettere Classiche. Tempo perso.

Nel calderone di Giurisprudenza, più di un collega che ha frequentato il Classico mi diceva che avrebbe voluto fare Ingegneria, ma ha optato per materie più accessibili come il diritto perché non aveva basi matematiche. Molti vanno nel panico per qualche esame di economia o informatica giuridica.

Sono stati episodi come questi a farmi riflettere.

 18/08/2014 18:46:18
Metabole

Metabole119

Studente

in risposta a ↑ Dorian, penso che questo sia dovuto al fatto che la gente si laurea per trovare lavoro. Magari i tuoi amici il classico lo hanno fatto perchè i genitori hanno scelto per loro e non hanno potuto seguire le loro reali inclinazioni. Magari la scuola italiana pretende che uno a tredici anni scelga del suo futuro. Non è imputabile ad un preferenza verso un curriculum studi o un'altro, Però dire che alle lingue morte bisognerebbe sottrarre importanza è una leggerezza, scommetto che ti ricrederai.
 19/08/2014 10:44:01
in risposta a ↑

Dorian, Uno che abbituato ad imparare non va in panico , per un esame di matematica a giurisprudenza , che esame di matematica non dovrebbe neanche essere chiamato, in quanto sono futili esercizi in matrici e funzioni di primo grado , che con un po' di elasticia mentale risolvi facilmente.Esempio ,io diplomato allo scientifico e studente di economia, non ricordo di aver avuto tutta sta difficoltà in diritto privato , se poi per difficolta intendi stare con il libro a ripetere per un mese , visto che io di diritto non sapevo na mazza, allora hai ragione.Lo stesso discorso dovrebbe valere per voi con l'esame di economia aziendale ad indirizzo giuridico , che è molto ma molto semplice.



 19/08/2014 11:34:35
in risposta a ↑

MaurizioLaus, infatti per uno studente di economia il diritto è più accessibile, perché basta semplicemente ripetere quello che c'è scritto senza dover fare dimostrazioni. A maggior ragione se hai fatto uno scientifico. L'approccio dal diritto all'economia, invece, è diverso.

 19/08/2014 11:45:26
in risposta a ↑

Dorian,partendo dal presupposto che lo scientifico non ti da basi in economia, l'unica matematica che vedrai in economia è l'aritmetica semplice(calcolo iva , interessi), la cosa più complicata incontrata sono le percentuali , e non penso che non te l'abbiano insegnate, seppur fosse non è cosi difficile fare una percentuale e non si necessitano di chissa che basi matematiche, ti assicuro che quello che conta in un esame di economia aziendale ( fare un prospetto del reddito , del capitale , redigere uno stato patrimoniale) è la logica no la matematca.Una tale logica te la insegna anche il latino o il greco.

In economia aziendale, di matematica c'è ben poco, quello che conta è la tua elastictà e logica.Poi non mi risulta che in economia si deve dimostrare un quacosa, non stiamo facendo i fisici teorici.

Forse si l'approccio è diverso , in economia ti serve la calcolatrice e una marea di fogli per annotare i calcoli(calcoli stupidi)in diritto no.Se poi sei stato abbituato a studiare senza carta e penna, questa è una tua lacuna non certo del latino.



 19/08/2014 11:54:27

Riporto alcuni passi di un'intervista ad Odifreddi:


L'Italia è un paese in cui la divulgazione scientifica è notoriamente carente. A tuo giudizio a quali fattori si deve imputare questa mancanza? La scuola? Gli autori? Le case editrici? Il mercato?...

Come in genere accade, si tratta più di una concomitanza di cause che di un solo fattore. Tutto nasce dall'influsso deleterio di Croce e Gentile, che hanno forgiato la scuola agli inizi del secolo in maniera che riflettesse i loro pregiudizi: cultura classica per i dirigenti, cultura scientifica per i lavoratori. Questo era vero per loro, e magari anche per il loro mondo, ma certo non lo è più per il nostro, che è un mondo tecnologico basato sulla scienza e, dunque, sulla matematica. Naturalmente, non possiamo però continuare a imputare tutto a Croce e Gentile. Sono ormai passati decenni, molto avrebbe dovuto essere cambiato, e invece troppo rimane ancora com'era, anche nelle università.

La divulgazione scientifica è ormai una parte integrante della cultura, e anche del mercato editoriale, dei paesi anglosassoni, dall'Inghilterra agli Stati Uniti. Noi siamo ancora fermi al livello amatoriale, ma mi sembra che qualcosa si muova. Negli ultimi anni i libri di divulgazione matematica stanno raggiungendo anche da noi ottime tirature: si pensi a Il mago dei numeri, che ha venduto come un best seller. Anche se Enzensberger non è un matematico, ma un letterato: il che dimostra, appunto, che siamo ancora al livello dell'interesse generico, non specifico. Questo interesse comunque esiste, e sta a noi saperlo sfruttare nella maniera migliore.


[...] 

In più c’è un problema legato alla politica culturale, il fatto che le pagine culturali dei giornali, le sezioni culturali delle radio e delle televisioni siano in mano ai letterari fa sì che ogni giorno si parli sempre di romanzi, ma di Scienza non si parla quasi mai o in modo indiretto - al limite se esce qualche romanzo che ne parla - o comunque di idee bislacche, tutte cose marginali. Fino a quando a dirigere le pagine culturali saranno gli uomini di lettere sarà sempre così, se un domani ciò cambierà magari avremo una recensione letteraria una volta al mese.
 19/08/2014 11:02:06
Dorian, grandioso Odifreddi come al solito
 19/08/2014 13:35:05
La scuola italiana non è mai stata a servizio della gente o studenti. E' una scuola a servizio degli insegnanti e del potere. Alle elementari e medie si studiano troppe materie ed in particolare quelle materie generiche che non rimangono e producono conoscenza solo un'enorme spreco di tempo e denaro a servizio degli insegnanti appunto. La matematica , le lingue e le scienze dovrebbero avere la precedenza ma dovrebbero essere fatte da insegnanti veri e preparati , non quelli che vincono i concorsi dopo vent'anni di attesa con questi non si va da nessuna parte. Il latino ed il greco sono fondamentali se uno vuole avere le basi per la comprensione approfondita del mondo in cui vive , ma abbiamo bisogno di tecnici e scienziati innanzitutto.  Riassumendo , rivedere l'intero piano di studi , eliminare le ridondanze assurde e le materie improbabili , ad es. la storia  e la geografia inizino alle medie e alle elementari si insegni quello che a quell'età è facile imparare , cioè le lingue, ciò significa lasciare a casa quasi tutte le maestre e assumere delle madrelingua ,  nelle medie lasciare perdere molte materie e concentrarsi sulla matematica ( insegnati provenienti solo da : matematica o fisica ) lingue  ( madrelingue ) altre materi a corredo ma poche. In altre parole quando un ragazzo esce dalle medie  :non deve sapere chi erano i sette re di roma , ma deve sapere l'inglese avanzato , non deve sapere chi è la capitale del belise ma deve sapere argomentare circa il secondo principio della termodinamica per fare questo bisogna pensionare l'80 % degli insegnanti attuali e assumere privatamente professionisti seri . Mai più concorsi pubblici , è possibile no e allora saremo sempre l'ultima ruota del carro.
 19/08/2014 12:01:23
bacchiega, Ma si diventiamo tutte delle macchine da lavoro meccanizzate senza un briciolo di cervello e cultura, in un paese, tra l'altro dove di lavoro non c'è nè.
 19/08/2014 12:05:26
in risposta a ↑ MaurizioLaus, beh non mi sembra che un bambino che parla due o più lingue sia un male o che sappia cosa siano le scienze , la cultura delle scuole italiane è fatta per chi fa i quiz ma non da nulla di reale , uno deve poi farsi da se altrimenti è fuori. Non abbiamo lavoro perché c'è un distacco tra la realtà economico sociale e la scuola , servivano tecnici e scienziati , nonché scuole professionali ed abbiamo sfornato gente che non sa fare nulla e non ha nessuna possibilità di entrare nel mondo del lavoro , si continua a voler adattare la realtà alle nostre desiderata una visione molto perdente , i tedeschi hanno programmato le scuole in funzione del loro apparato industriale noi abbiamo sfornato avvocati ( ne basterebbero un centesimo , psicologi ( ne basterebbe uno su mille ) ed abbiamo inventato facoltà molto fantasiose ed improbabili.
 19/08/2014 12:18:03
in risposta a ↑ MaurizioLaus, mi permetto di sottolineare un piccolo particolare: il sapere scientifico è Cultura.
 19/08/2014 12:21:43
in risposta a ↑

Dorian, Sicuramente , ma penso che sia più utile per un bambino di terza media conoscere la capitale della Svezia , che la termodinamica.

Inoltre dico che se oggi ne sappiamo cosi tanto in ambito scientifico, è perchè qualcuno migliaia di anni fa ha cominciato a filosofeggiare, materia per te intulie , se non sarebbero esistiti dei pazzi  filosofi , oggi non esisterebbero i pazzi fisici teorici che da soli sono in grado di stravolgere le basi fisicomatematiche , a cui sei tanto devoto.

Inoltre non ho detto di disprezzare la scienza o non considerarla cultura e sapere, anzi la amo, essendo uscito dallo scientifico, ma è anche vero che eliminare materie come la storia , geografia ecc sarebbe una scelta scellerata, le persone che hanno studiato agli istituti tecnici la pensano così , perchè non sanno neanche dove abita la cultura,mi spiace dirlo ma per molti e così, non sanno che scrivere la divina commedia ha la stessa valenza culturale di formulare le leggi di kirchhoff,

Inoltre lo sai che tutti i piu grandi scienzati, sono frutto della scuola cosìddetta ellenica? quella a noi nota.

 19/08/2014 12:23:51
in risposta a ↑

MaurizioLaus, rispondo in breve per non sconfinare troppo dai paletti della domanda:

- Non ho mai detto che la filosofia è una materia inutile.

- Il ragionamento è paradossale: il fatto che gli uomini primitivi abbiano scoperto il fuoco non è un elemento sufficiente per continuare a studiare minuziosamente la preistoria nella scuola superiore. Oggi siamo in un'altra epoca, è bene non dimenticarlo. Siamo nell'era della scienza, quella che ci permette di comunicare tramite un pc. I filologi senza gli scienziati non avrebbero la luce in casa.

 19/08/2014 12:44:59
in risposta a ↑

Dorian, dalle sue idee e facile dedurre cosa pensa in merito a materie tipo la filosofia, in merito all utiltà di tali materie, ritengo che sia più formativo la lettura di un trattato storico ( il principe di Machiavelli, ad esempio) che la dimostrazione della relatività generale, spero che, prima di fare queste forti affermazioni, lei si sia letto un trattato del genere ,e l' abbia considerato inutile dal punto si vista formativo, o meno utile di una dimostrazione scientifica.Saluti

 19/08/2014 13:44:04
in risposta a ↑ MaurizioLaus, La storia e la geografia andrebbero studiate più avanti e si dovrebbe anche legarle assieme magari facendo capire che sono collegate con l'economia ad es. inoltre bisogna anche tener conto che gli approfondimenti se non l'intera materia , sia per storia che per geografia possono essere fatti con buon esisto anche da autodidatti , un insegnante che si metta a dire oggi studiamo le capitali dell'europa o dell'africa non lo immagino attuale lo vedo al max datato a prima dell'era dei computer oggi i ragazzi curiosi ne sanno più dell'insegnante .
 21/08/2014 11:37:30
lucianaspanu

lucianaspanu44

libraria

domando scusa, ma esiste anche una predisposizione "mentale" per la matematica e le scienze in generale... che si studino poco è verissimo ma ci sono anche situazioni nelle quali la matematica vine insegnata male fin dalle elementari... faccio un esempio: alle superiori ero molto brava ( vecchio istituto magistrale) la mia professoressa di matematica ( bravissima, poi è andata ad insegnare al liceo scientifico) una volta mi chiese se fosse colpa sua delle insufficienze nelle sua materia ( soprattutto scritto) mentre nelle altre ( comprese scienze e latino ) avevo la media del 9. e vi giuro che studiavo tantissimo la matematica ( e la geometria e l'aritmetica razionale ) ma non ci riuscivo!!!!  Ribadisco quindi che sicuramente la matematica andrebbe insegnata in modo diverso e magari anche con più ore, ma continuo a credere che chi è bravo in matematica è un genio!! ps mia figlia, quest'anno, primo anno del liceo linguistico... otto in italiano e inglese e tre in matematica!!!! :((((


 19/08/2014 12:57:09
lucianaspanu, premettedo che le metodologie scolastiche (a detta di molti matematici, scienziati, ma anche psicologi e pedagogisti) siano estremamente vecchie e sconnesse con il mondo attuale, e a volte addirittura fuorvianti (in tutti i campi del sapere).... potremmo dire che esiste e non esiste una predisposizione, cioè: TEORICAMENTE tutti potremmo apprendere tutto, PRATICAMENTE però il problema alla base è il tempo... cerco di spiegarmi: c'è chi apprende una nozione, un concetto o un procedimento in pochissimo tempo e chi invece ci mette anni o decenni. La questione è: quanto siamo disposti a investire il nostro breve tempo per impossessarci di quel tipo di sapere? Se ci mettiamo troppo tempo... beh in qual caso possiamo dire che non siamo "troppo predisposti".... ma anche lì forse è da vedere, perché c'è chi impara la matematica da solo magari a 23-24 anni, perché magari scopre la sua bellezza solo in età post-scolare... chissà... ;) Il cervello e i talenti sono un grande mistero ancora, ma forse arriveremo a una chiave di lettura, perché già con le neuroscienze siamo sulla buona strada....
 19/08/2014 13:41:02

lucianaspanu, Io non penso che ci sia , una predisposizione celebrale e neuronale per la matematica, credo che sia una questione di piacere(predisposizione psichica), se non hai piacere nel imparare matematica è normale passare ore su di essa ottenendo risultati mediocri.

Concludo con dire che neuronalmente non penso che ci siano delle predisposizioni matematiche , dal punto di vista psichico invece penso di si.

In quanto non ci sono differenze neuronali tra persone con caratteri diversi , ma di certo ci sono differenze psichiche.Saluti.


 19/08/2014 13:53:16
lucianaspanu

lucianaspanu44

libraria

in risposta a ↑

MaurizioLaus, ma questo piacere nello studiare la matematica, da dove verrebbe???? Da insegnanti idonei? scusate la mia ignoranza, ma la predominanza laterale del cervello non implica comunque una differente capacità attitudinale verso un certo tipo di ragionamento tecnico scientifico oppure no?

 19/08/2014 13:59:31
lucianaspanu, La matematica va insegnata da insegnanti che abbiano una formazione di base molto forte , cioè matematici o fisici di provata capacità. Questo esclude la maggior parte degli insegnanti delle materie che girano in italia. La cosa principale è che sappiano trasmettere la bellezza del pensiero astratto e l'eleganza della matematica , questo non è possibile se si continua a dare la cattedra dopo inutili e dannosi concorsi a gente che non proviene da matematica o fisica, è un'amenità assoluta. Questo è il motivo per cui molte persone odiano la matematica e quindi si chiudono molte porte per loro e pensano di non essere adatti. La cultura è una e o c'è o non c'è è  una sciocchezza immaginare chi ci siano degli ambiti separati e diversi. 
 19/08/2014 14:13:58
in risposta a ↑

lucianaspanu, Non penso che la colpa si imputabile agli insegnanti, io in letteratura italiana ho sempre avuto professori scadenti, e cio non toglie che ancora oggi mi affascina leggere un brano del Decameron.

Penso che lo stesso valghi per la matematica , o ti affascina o no , ciò non dipende dai professori, in persone che conosco la matematica ha cominciato a scaturire fascino, quando hanno lasciato la scuola , e cominciavano a intendere la matematica come un'qualcosa di affascinante tutta da scoprire e no come una cosa da dover studiare a forza perche s'hadda fa.

La matematica risulta affascinante , quando la vedi come la scienza che tutto può descrivere,,, potrei descrirti e dar ordine logico all'infinta degli universi in espansione con la matematica,ma se è vista come una materia fredda, fatta di solo calcoli dove l'unico obbiettivo è trovarsi con il risultato del libro , è normale che diventa na palla colossale, ti sembrerà assurdo ma in matematica prevale la logica che i calcoli veri e propri. Tu hai già fatto "analisi"matematica?

 19/08/2014 14:25:12
lucianaspanu

lucianaspanu44

libraria

in risposta a ↑ MaurizioLaus, no, mai studiata!!
 19/08/2014 14:46:20
in risposta a ↑

lucianaspanu, 

Penso che ti sia capitato di vedere dei grafici simili,,,, questi grafici oggetto di studio dell' analisi matematica, sono in grado di rappresentare una miriade di fenomeni , ad esempio: si può rappresentare anche le variazioni dei gusti della delle persone in merito alla pizza margherita , dal 1950 ad oggi.

Con ciò voglio dirti che matematicamente si puo rappresentare quasiasi cosa ,, dalla più futile alla più importanti e complessa. 

Questo è il bello della matematica è in grado di sintetizzare , e perche no , anche semplificare e dar ordine logico a questioni complicate e contorte, quale può essere ad esempio la correlazione che esiste tra energia e materia nel nostro universo, "E=mc2" tale formula così semplice e sintetica ad esempio indica che" nulla si crea e nulla si distrugge nel nostro universo"(quasi filosofia ellenica :D) ,, non pensi anche tu , che se vista cosi la matematica non avrebbe tutt' un altro fascino?

Non è un caso se Pitagora oltre che a matematico e anche filosofo.

 19/08/2014 14:56:09
in risposta a ↑ MaurizioLaus, è così che bisognerebbe insegnare le materie matematico-scientifiche e, sul versante opposto, uno sforzo simile deve essere tentato da parte degli umanisti. il guaio vero è che c'è una inutile contrapposizione che non fa bene a nessuno. 
 24/08/2014 11:24:26

lucianaspanu, 


in merito alla matematica posso riportare la mia esperienza personale.

In prima superiore era l'unica materia in cui zoppicavo: non che avessi insufficienze gravi, ma proprio....non ci riuscivo. Trovavo le spiegazioni poco chiare, pensavo di dover risolvere il compito in classe usando la mia intelligenza. Risultato: un fiasco, zero spaccato, il prof è stato gentile e ha evitato di darmi il voto, concedendomi una seconda possibilità.

Così ho cambiato metodo, ho iniziato a studiarla come se studiassi una lezione di storia: ripetevo e ripetevo gli esercizi, cercando di assimilare (non dico comprendere a fondo, ma almeno assimilare) le "regole" che permettevano di risolverli. Facevo gli esercizi a casa, magari non ci riuscivo, ma andavo avanti lo stesso: insomma ho insistito anche se all'inizio mi pareva di non andare da nessuna parte.

Poco per volta sono riuscita ad assimilare e comprendere i meccanismi che portavano alla soluzione, riuscendo ad applicarli negli esercizi, che poco per volta ho iniziato a risolvere. Ho continuato così per due settimane, durante le quali mi sono dedicata quasi interamente a fare esercizi di matematica (ricordo che - nel dettaglio - era algebra), ed ho imparato a risolverli. Ho quindi ripetuto la prova, risolvendo esattamente tutti gli esercizi proposti e ottenendo il voto più alto previsto per la stessa (il prof aveva fissato 8). 

In seguito non ho più avuto insufficienze, sulla pagella sono sempre riuscita a spuntare almeno un 6.


Una persona particolarmente portata per la materia probabilmente avrebbe potuto ottenere lo stesso risultato semplicemente usando la dote dell'intelletto, io che non l'avevo ho dovuto cercare un'altra strada. 

 28/05/2019 16:58:10

QUAG SI IMPEGNA A PROTEGGERE LA TUA PRIVACY

Cookie

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Accettando questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.
Vedi il documento in dettaglio »


La presente informativa descrive “che cosa sono i cookie” e quali sono i tipi di cookie utilizzati da Quag nel proprio sito Web.

Che cosa sono i cookie?

Un “cookie” è un file di testo che i siti Web inviano al computer o a un altro dispositivo connesso a Internet del visitatore, per identificare univocamente il browser del visitatore stesso o per salvare informazioni o impostazioni nel browser.

Quag utilizza i cookie nel proprio sito Web?

Quag utilizza i cookie per migliorare il proprio sito Web, per fornire servizi e funzionalità agli utenti, per proporre contenuti e pubblicità in linea con gli interessi del singolo utente. È possibile limitare o disattivare l’utilizzo dei cookie tramite il proprio browser Web, tuttavia, in questo caso, alcune funzionalità del nostro sito potrebbero diventare inaccessibili.

Quali sono tipi di cookie utilizzati da Quag?

Cookie essenziali
Questi cookie sono essenziali per consentire all’utente di navigare nel Sito e utilizzare tutte le sue funzionalità. Senza questi cookie, che sono assolutamente necessari, non saremmo in grado di fornire alcuni servizi o funzioni e la navigazione sul Sito non sarebbe agevole e facile come dovrebbe essere.

Cookie funzionali
Questi cookie consentono al sito Web di ricordare le scelte effettuate dall’utente al fine di ottimizzare le funzionalità. Ad esempio, i cookie funzionali consentono al sito Web di ricordare le impostazioni specifiche di un utente.

Cookie analitici
Questi cookie consentono di raccogliere dati sull’utilizzo del sito Web da parte dell’utente, compresi gli elementi su cui si fa clic durante la navigazione, al fine di migliorare le prestazioni e il design del sito stesso, ci aiutano inoltre a comprendere ogni difficoltà che l’utente può incontrare nell’utilizzo del Sito. I cookie in questione sono utilizzati esclusivamente per le finalità correlate alla gestione del nostro sito Web.

Cookie di profilazione
I cookie di profilazione vengono utilizzati per analizzare gli interessi e le abitudini di navigazione dei singoli utenti, per personalizzarne la navigazione, per proporre contenuti, anche pubblicitari, in linea con gli interessi dell’utente.

Cookie di terze parti
I cookie di terze parti possono essere sia tecnici che non tecnici, e vengono utilizzati per migliorare l’esperienza di utilizzo del sito da parte dell’utente, per proporre contenuti in linea con gli interessi dell’utente, per pubblicità di potenziale interesse per il singolo utente. I cookie possono essere erogati direttamente dal gestore del sito sul quale si sta navigando (cookie di prima parte) o, nel caso il sito si appoggi a servizi esterni per particolari funzioni, da terzi (cookie di terze parti).
Quag utilizza cookie sia tecnici che non tecnici, anche di terze parti, al fine di migliorare l’esperienza di utilizzo da parte dell’utente, ad esempio secondo il browser utilizzato, selezionando la tipologia dei contenuti visualizzati, proponendo pubblicità in linea con gli interessi per il singolo utente.
Se ti trovi sul sito Quag e visualizzi il banner informativo dell’esistenza dei cookie, accettandolo acconsenti all’utilizzo dei cookie descritti nella presente informativa e implementati nelle pagine del sito Quag.

Come si disattivano o si rimuovono i cookie?

E’ possibile disabilitare le funzioni dei cookie direttamente dal browser che si sta utilizzando, secondo le istruzioni fornite dai produttori.
La maggior parte dei browser permette di impostare regole per gestire i cookie e offre così agli utenti la possibilità di un controllo della privacy, negare la possibilità di ricezione dei cookie, modificare le scelte fatte. Di seguito sono riportate le indicazioni per la gestione dei cookie tramite le impostazioni dei principali browser, facendo ctrl+click sul nome del browser si verrà mandati alla pagina con le relative istruzioni:

Cookie di terze parti utilizzati da Quag
Durante la navigazione su Quag possono essere rilasciati cookie tecnici e non gestiti da terze parti, per finalità tecniche, statistica, per l’erogazione di pubblicità. Questi cookie sono gestiti esclusivamente da terze parti. Si riportano qui di seguito le terze parti coinvolte, i link ai loro siti e alle loro politiche di gestione dei cookie, con indicazione delle relative finalità.

Google Analytics - Cookie statistici
Cookies policy di Google

Google AdSense e DoubleClick (Google Inc.) - Cookie di profilazione
Cookies Policy in Advertising - OptOut

Newrelic e nr-data.net – cookie tecnici
Privacy Policy Newrelic

Facebook - Cookie di profilazione
Cookies Policy di Facebook

Twitter - Cookie di profilazione
Cookies Policy di Twitter

Linkedin - Cookie di profilazione
Cookies Policy di Linkedin

embed.ly - Cookie tecnici
Privacy Policy di Embed

Per ulteriori informazioni sulla pubblicità comportamentale e per sapere come attivare o disattivare singolarmente i cookie e avere indicazioni sui software di gestione dei cookie, è possibile fare riferimento a questo indirizzo:
http://www.youronlinechoices.com/it/

Per sapere come attivare o disattivare la profilazione pubblicitaria sulle applicazioni mobile è possibile fare riferimento a questo indirizzo:
http://www.aboutads.info/appchoices

Ulteriori informazioni sul trattamento dei dati personali degli utenti da parte di Quentral possono essere consultate nella Informativa Privacy.


Questo sito utilizza cookie di profilazione per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.


Loader