feetlooker

feetlooker1171

Studentessa di un Liceo Scientifico

Secondo voi è possibile cambiare sia razionalmente che spiritualmente grazie alla cultura?

Mi spiego meglio: ritengo che studiare o semplicemente leggere libri, ma anche guardare film, o ascoltare musica, insieme a qualsivoglia altra forma culturale, siano mezzi per aprire la mente in maniera sbalorditiva, permettendoci di raggiungere alti livelli di maturità razionale.

Ma mi chiedo: possono queste attività migliorarci anche sotto un punto di vista emotivo, spirituale, o questo miglioramento è raggiungibile solo attraverso l'esperienza diretta?

O ancora, quella che io definisco maturità razionale non è forse altro che il presupposto di una maturità spirituale, la quale ne diventa dunque la conseguenza? Anche se molte persone con un bagaglio culturale enorme si dimostrano emotivamente, spiritualmente infantili, quindi forse questo non è vero o almeno non sempre. Insomma ho una grande confusione e incertezza a riguardo. Spero che mi illuminiate :)

 19/07/2014 01:13:10
utente anonimo
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47 commenti

Domandona complessa non c'è che dire!

E' vero che esistono persone colte ma poco evolute mentre un tempo esistevano persone non acculturate ma con un bagaglio di esperienza tale da poter essere definite sagge: quindi da cosa dipende l'evoluzione e la saggezza?  

Buona parte dell'evoluzione è dovuta alla propensione personale:  chi è aperto nei confronti degli altri,  non ha pregiudizi e si pone di fronte al mondo con umiltà e curiosità  ha maggiore propensione all'evoluzione.

Poi vengono le esperienze sia quelle negative che quelle positive che si incontrano nella vita; sono il mezzo per temprare la personalità e per interpretare al meglio il mondo che ci circonda; più esperienze si hanno meglio è si avrà maggiore apertura mentale e più elasticità nel comprendere le cose. Per esempio viaggiare o fare volontariato possono essere esperienze positive e costruttive.

Chiude la triade la cultura. La tecnologia ci permette di conoscere tutto, non possiamo ignorare nulla. Possiamo venire a conoscenza e approfondire qualsiasi argomento solo ponendoci di fronte ad un dispositivo e accedere a internet e il gioco è fatto.

Quindi sì cultura ed esperienze migliorano su tutti i fronti ma se non siamo predisposti rimarremo quello che siamo

 19/07/2014 01:51:50
feetlooker

feetlooker1171

Studentessa di un Liceo Scientifico

magnulli, essere predisposti = essere propensi al miglioramento di se stessi = voler migliorare se stessi, giusto?

Quindi, basta partire davvero volenterosi di automigliorarsi nei confronti di un qualsiasi oggetto di cultura, per far sì che ciò accada? È possibile che nonostante tutta la buona volontà si finisca per avere un ordine mentale meraviglioso, frutto dei libri che abbiamo letto, ma che non sussiste nella realtà di tutti i giorni, non esprimendosi nel comportamento e negli atti? (Esempio: persone convintamente molto religiose che nella realtà si dimostrano, per esempio, egoiste e avide fino al midollo. Loro magari conoscono anche bene i precetti della propria religione, perfino li amano e vogliono realmente agire secondo questi, ma non li applicano, perché si rendono conto che i loro "impulsi emotivi" - ovvero ciò che realmente determina l'azione - rimangono gli stessi che avevano prima di scoprire questa meravigliosa verità, e questo crea in loro grande senso di colpa) Forse la volontà non è abbastanza per cambiare? O forse non lo vogliono davvero?

Ok la smetto che sta diventando una puntata di Voyager

 20/07/2014 01:26:54
in risposta a ↑

feetlooker, @magnulli mi piace il percorso che fa magnulli, però a mio avviso manca la dimenzione emotiva. Non penso che la persona colta sia evoluta. Penso che molto parta dall'essere predisposti. E è proprio da quella predisposizione che nasce la possibilità di usare e mettere a frutto l'esperienza. Contadini con vite semplici e, spesso, con esperienze semplici, sanno tirare fuori da quelle poche cose il senso più profondo e sacro della vita. Persone colte si chiudono a riccio davanti alla prima strada bloccata.

Essere propensi a migliorare se stessi allora mi torna se gli si toglie quell'accezione che parte dal 68 in poi come realizzazione di sé. Migliorar se stessi come uno dei tanti insegnamenti che la famiglia ti ha mostrato nel tempo, che il clima familgiare ti ha dato di esperire e che è diventato patrimonio emotivo.

è l'emotività che dà una risposta o un'ìaltra davanti a un'esperienza secondo me...

che ne dite? l'ho buttata lì. ma mi sembrava che mancasse un piano...


 21/07/2014 15:18:16
in risposta a ↑ SerenaMente, Replico a me stessa...ma sono entrata oggi. E poi farei attenzione all'utilizzo del termine cultura. C'è più cultura nel leggere Tolstoj o nell'aspettare che nel seguire la vita che da quel semino nascerà e si trasformerà in una pianta che avrà un valore economico (magari sfamerà qualcuno) o simbolico o magari entrambi? C'è più cultura nell'andare a teatro o nell'allestire un rito funebre e presiedere alle cerimonie? Boh
 21/07/2014 15:23:24
feetlooker

feetlooker1171

Studentessa di un Liceo Scientifico

SerenaMente, il fatto che associ il miglioramento di se stessi a una crescita emotiva, all'ottenimento di una capacità di rispondere meglio agli stimoli esterni, è proprio quello che intendevo. Tu poni all'origine di questo sviluppo emotivo gli insegnamenti che può trasmettere la famiglia; dunque, poni la causa della possibile predisposizione di un individuo a recepire davvero qualcosa dalla cultura (termine che tu associ in maniera per me piacevolmente nuova all'insegnamento insito in ogni cosa) nella situazione familiare, nella mentalità dei genitori... Se ho capito bene. Ma se qualcuno si trova in una famiglia composta da individui ancora emotivamente bambini, pensi che possa acquisire questa predisposizione da solo? E come? Nella mia personale esperienza, credo che l'elemento della sofferenza possa indurre un individuo, con il tempo, a porsi domande nuove, e a cercare nuove risposte a domande che già aveva... E forse questo permette una maturazione che porta alla predisposizione a recepire di più dalla cultura... Dunque da ogni cosa. Tu che ne pensi?

 21/07/2014 16:07:41

La conoscenza spirtituale non corrisponde necessariamente ad una conoscenza culturale.

I mezzi che tu citi che sicuramente possono portare ad un cambiamento interiore;qualcuno disse "in un libro di 200 pagine si può leggere una sola frase che cambierà la tua vita", diventano strumenti di cambiamento quando la mente è aperta e lasca che le cose ci plasmino senza anteporre razionalità.Permette a quanto si apprende di lavorare dentro di noi.

Comunque sia basta anche mangiare un cibo differente per imprimere in noi un modo diverso di essere, cambiare colore d'abito,un colore mai usato prima...il tutto in piena consapecolezza.Presenza di sé.GLi alti livelli di maturità razionali non reggono e nè  sussistono se prima non vi è una maturità interiore,in tali casi si conoscono molte cose ma non se n'è in relatà compresa profondamente nessuna.

Ciao



 19/07/2014 06:41:02
eleuteria0

eleuteria05463

Regista teatrale

La storia ci insegna....è un cambiamento lento, si inizia ad integrarsi grazie alla tipologia del linguaggio e dei suoi significati, quando ero adolescente era impensabile pensare che gli uomini  potessero portare orecchini, si commentavano con orrore gli usi di alcuni popoli che utilizzano tatuaggi o lobi allargati, mentre oggi per alcuni giovani è la moda più in voga. Gli adolescenti del mio tempo facevano a gara per conoscere la situazione politico-economica, per leggere più libri possibile, per fare più viaggi, per avere più amici, mentre oggi la cultura dilagante li ha fatti zittire, stanno rincattucciati in qualche angolo col loro bravo strumento tecnologico e magari si auto fotografano nel buio delle loro camerette.
 19/07/2014 08:11:58
La ragione accumuna tutti gli uomini ed è una convenzione , un'insieme di regole che ci siamo dati per poter comprenderci e relazionarci. Se certe persone sembra che ragionino in maniera particolare o diversa questo è dovuto alla mente umana che è ancora bambina e sebbene conosciamo le regole quando si affaccia la convenienza o l'appartenenza come valori conflittuali la ragione noi tendiamo a scegliere senza tener conto della ragione.  Diceva Platone descrivendo il pensiero socratico " la ragione è una prerogativa dell'uomo che è scappato dal regno degli dei perché violenti e guerrafondai , irascibili ed imprevedibili , l'uomo si è emancipato ed ha inventato un'insieme di regole che chiama ragione o egò , questa isoletta che naviga in mezzo all'irrazionale o indetreminato di nome psichè è ciò che distingue l'uomo. Ma la vita dell'uomo è governata da egò , chiedono le erinni ? no dice Platone , psichè è più forte anzi incommensurabilmente più forte e ci dice che siamo funzionari della specie , cioè agiamo secondo i dettami , non della ragione ma delle due grandi forze della natura di Lorenz , la conservazione della specie e dell'individuo , e questo essere funzionari ci rende diversi gli uni dagli altri , deversi perché , perché mentre la ragione è comune , il nostro mondo della pazzia cioè indeterminato cioè psichè è diverso da uomo a uomo e diverso tra donna e uomo. Per tornare a noi lo spirito , invenzione lessicale infelice perché piena di malintesi , è e coincide con psichè , cioè è la parte di noi che non controlliamo e che ci fa diversi , mondo dei sogni , della pazzia , dell'indeterminato e degli impulsi ancestrali. L'idea di spirito o spiritualità è foriera di malintesi gravi , nel cristianesimo viene a significare un imperativo morale , cioè devi essere così , devi agire così , se agisci così , ecc . ecc. una serie di imperativi che servono a dominare la persona e renderla docile e controllabile , se vogliamo cìè una forma di spiritualità non imperativa e slegata dalle religioni che troviamo in oriente secondo la quale essendo noi una sola cosa con tutto l'universo , piante animali compresi , l'amore per gli altri coincide con l'amore per se stessi. 
 19/07/2014 12:22:39
feetlooker

feetlooker1171

Studentessa di un Liceo Scientifico

bacchiega, parlavo esattamente della spiritualità non imperativa, e ora ti faccio una domanda: può la cultura insegnare ad amare davvero, o ci insegna solo razionalmente che "l'amore è la soluzione" e poi, convinti di aver trovato la verità, ci riempiamo invece ancora di più di bugie (perché credo che la maturità spirituale si raggiunga sostanzialmente smettendola di raccontarsi bugie, sbaglio?) dicendoci di essere cambiati semplicemente perché la conosciamo, e poi invece nella vita di tutti i giorni siamo sempre i soliti? (Scusa non so esprimermi bene questa domanda è un bordello)

Cioè, la cultura senza dubbio ci apre la mente, ed è il primo passo per crescere, ma per il secondo passo, ovvero per smetterla davvero di raccontarci bugie e raggiungere la maturità spirituale riportando in vita la nostra spontaneità e integrità (processo che secondo me porta ad amarci e dunque ad amare) la cultura è o no un mezzo efficace? O solo l'esperienza ci permette di compiere questo passo?

Spero di essere stata chiara, anche se non credo

 20/07/2014 00:32:37
eleuteria0

eleuteria05463

Regista teatrale

in risposta a ↑ feetlooker, posso suggerirti visto che poni due domande, a separarle e vedere se riesci a trovare risposte più vicine a ciò che desideri sviluppare?
 20/07/2014 09:05:39
in risposta a ↑ feetlooker, No ,la cultura è un mezzo , un attrezzo che l'uomo può costruire per interpretare il mondo che lo circonda e se stesso. E' un percorso che ci rende consapevoli a livello cosciente di tutte le forze, impulsi , sentimenti , paure che agitano l'animo umano. La cultura ha il compito di rendere cosciente e trasmissibile tutto il mondo che si agita nell'uomo ed intorno all'uomo ma non ne coglie mai la totalità , può solo spezzettare il sentire ed analizzarlo e mettere in relazione i vari impulsi. L'amore è la soluzione a patto che si riesca a cancellare l'io , cioè la distinzione tra io e non io , cosa impervia da realizzare perché è un sentire alto ma va a confliggere con i dettami della sopravvivenza dell'individuo. La verità per l'uomo è non raggiungibile , guai se ci fosse e fosse raggiungibile chi fosse arrivato guarderebbe gli altri con disprezzo e le sue idee sarebbero assolute e non discutibili , un mostro insomma. La verità è un mito , è un percorso a cui dobbiamo tendere ma mai immaginare di averla raggiunta sarebbe un disastro , più nulla da scoprire un'eterna fissità, molto simile alla morte. La coscienza ci rende liberi , nel senso che non siamo costretti ad ubbidire pedissequamente all'istinto , tuttavia è una fragile pianta che si piega alle convenienze alle pressioni esterne. L'uomo è funzionario della specie , nel senso che fa ciò che la sua specie animale gli impone , ma è anche idealità , progettualità , invenzione , cioè mette continuamente alla prova il suo equilibrio e non avendo una sua natura definita e forte si appoggia all'idea che ha di se stesso e del divenire. Una canna al vento , scriveva qualcuno , ma una canna pensante. L'uomo quindi non è definito dai suoi geni , dalla sua natura , non ha una natura definita ha saltato il fosso , siamo nel libero arbitrio , l'uomo inventa se stesso e lo fa in ogni istante senza rendersene conto
 20/07/2014 09:36:56
feetlooker

feetlooker1171

Studentessa di un Liceo Scientifico

in risposta a ↑

eleuteria0, intendi aprendo due nuove discussioni qui su Quag? Non sarebbe male, anche se devo dire di aver ricevuto tutto sommato risposte veramente azzeccate e soddisfacenti finora, ed escono fuori cose sempre più interessanti via via che mi faccio capire :)

 20/07/2014 23:39:11

Secondo me dipende da con che occhio guardi un film, leggi un libro o quant'altro.

Se guardi un film solo per il piacere di guardarlo, leggi solo per poi poter ostentare la tua cultura superiore davanti ai quali vuoi mostrarti superiore ed ascolti musica solo per staccare il cervello dalla realtà che ti circonda, a poco saranno utili.

Mentre se fai queste cose pensando a come possano migliorarti, ponendo attenzione ai piccoli particolari per poi meditarci sopra, la cosa questione diventa totalmente differente, ed in questo caso sì, la cultura può farti cambiare e ti può migliorare.

Per concludere: Puoi seminare quanto vuoi, ma se il terreno è arido non crescerà niente, ma in un terreno fertile ciò che semini frutterà.

 19/07/2014 12:25:07

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