donatella

donatella209863

ex traghettatrice di Quaggers

Ingegnera, architetta, avvocata... come chiamate le donne che lavorano in settori tradizionalmente "maschili"? E' importante o sono discussioni sciocche?

Cecilia Robustelli, consulente dell'Accademia della Crusca, presenta alla Camera il manuale progettato dall'Associazione Giulia, con le norme che dovrebbero caratterizzare i termini "maschili" rivolti alle professioniste di sesso femminile.


Credete valga davvero la pena di discuterne? Si tratta di sciocche recriminazioni o le considerate valutazioni necessarie, per migliorare la posizione lavorativa delle donne e il rispetto nei loro confronti?

 11/07/2014 11:57:58 (modificato)
utente anonimo
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116 commenti

Penso che sia un discorso inutile... un ingegnere può essere maschio o femmina, ma non è la desinenza del termine a stabilire le sue capacità.


Piuttosto, sono convinto che queste discussioni (quella della Robustelli, non la tua!) siano decisamente controproducenti, in quanto inutilmente polemiche.


Io da grande voglio fare il ballerina, e questo non svilisce la mia virilità! :P

 11/07/2014 12:39:09
donatella

donatella209863

ex traghettatrice di Quaggers

Anticoguardiano, ho riso fino alle lacrime guardando il video che hai inserito, da morire. Però, vedi come è la questione? L'uomo che dice che da grande vuole fare il ballerina fa sorridere (o sbellicare dal ridere), la donna che non vuole essere chiamata ministro ma ministra provoca sorrisetti del tipo "mmmm, eccone un'altra con queste storie femministe". E quando l'uomo cresce un figlio perché si dice "il mammo" e non "il mamma"? Domanda provocatoria, ovviamente, ma parliamone :-)
 11/07/2014 19:05:38
ticonzero

ticonzero49408

Fantasma [ tra non molto ]

Anticoguardiano, il video è una Bomba !!
 11/07/2014 19:16:54

donatella, perdonami se parlo grettamente, ma... nella mia risposta avevo aggiunto un'altra osservazione: "...e questo non svilisce la mia virilità! ".


Purtroppo, quello che dici che fa sorridere è da poco che viene percepito così... fino a pochi anni fa, gli uomini che facevano l'infermiera o l'hostess (infermiere e steward?), venivano visti, tanto dagli altri uomini che dalle altre donne, come macchiette.


E' ovvio che ho usato il ballerina come eccesso: il ballerino è sempre stato una figura dello spettacolo... anzi, se vogliamo ben vedere, in origine non esistevano donne che recitavano o ballavano, ma erano ipersonate da uomini travestiti... ma non divaghiamo, il punto è un'altro: l'uomo che ricopre un ruolo tipicamente femminile, è stato accettato solo di recente. Ne è un ulteriore esempio il casalingo, o se vogliamo, la casalinga maschio... o il casalinga... non importa. Quello che importa è proprio questo: all'uomo non importa!


Quando ho iniziato a lavorare in campagna, rivestendo una mansione che qui, di solito, veniva occupato dalle donne, più di una volta mi hanno detto che facevo la donna. Eppure, l'ho sempre considerata una questione tradizionale/linguistica e non ha mai tacciato il mio sentirmi uomo e maschio. Anzi, lo percepivo come qualcosa di divertente.


Ora, spero vorrai ammettere che ministra suona veramente male. Così comela maggior parte delle professioni forzosamente virate. Ed i sorrisetti di cui parli, probabilmente sono giustificati dalla bruttura linguistica... suvvia, una ministra? Al ristorante, ben calda, e senza mosca dentro! :P


Comunque, tornando al filo del discorso, sono solo pochi anni che sono stati sdoganati mestieri 'femminili' agli uomini. Ci vorrà un equivalente numero di anni perchè avvenga il contrario, sempre che... sempre che le cose non vengano imposte o forzate!


Questi accanimenti, tipicamente femministi, nuocciono più alle donne di quanto possano fare quei due o tre maschilisti che ancora esistono (in particolare, nel meridione italico, perchè sopra una certa latitudine siamo abtuati al matriarcato da centinaia d'anni...).


Così come considero controproducente, per una reale parificazione, brutture etiche, morali e legali come le quote rosa: quindi, è meglio inserire in un gruppo di potere una persona, non tanto per le sue qualità quanto per il suo genere? Mi sembra un obrobrio, perchè le donne capaci sono sempre arrivate dove volevano arrivare senza leggi particolari.


Ah! A proposito! Il mammo è un vezzeggiativo/dispregiativo coniato dalle donne: un uomo solo che alleva un bambino, nella migliore delle ipotesi è un padre! ;)

 11/07/2014 22:22:44
donatella

donatella209863

ex traghettatrice di Quaggers

@Anticoguardiano, sono in totale accordo con quanto scrivi, parli con una che alle scuole medie ha scelto di frequentare le ore di applicazioni tecniche maschili e non femminili, e per questo è stata presa in giro da alcune ragazzette della classe... ancora oggi non riesco a capire perché venissimo divisi e perchè un uomo non dovesse essere interessato al giardinaggio o una donna non dovesse essere curiosa su come costruire una cornice o dare l'impregnante a una sedia. Ma, come dici tu, qui entriamo in meandri che ci porterebbero piacevolmente lontani dal tema da cui siamo partiti. Fortemente interessata ad affrontarli con una persoa arguta come te, ma facciamo un'altra volta, va bene?


Il mio riferimento al "mammo" era proprio il provocatorio esempio di come il più delle volte si voglia a tutti i costi trovare una definizione di un qualcosa che ha già la sua esatta valenza linguistica (e cioè "padre", in questo caso, come giustamente ricordi). Credo che le parole siano importanti, come direbbe un noto attore e regista italiano, ma credo anche che incaponorsi in sterili discussioni sia un'esagerazione che toglie valore al significato delle stesse. Penso quindi che trascorrere del tempo ad analizzare documenti nei quali si spiega che nella lingua italiana il termine "ministra" (riscaldata o calda) non esiste e invece DEVE esistere, sia un eccesso, così come inorridisco di fronte alle richieste delle quote rosa. Con questo non voglio dire che la discriminazione nei confronti delle donne nel mondo del lavoro non esista, anzi, penso che esista eccome e credo che esista anche da parte delle stesse donne. Ma non è cambiando una lettera O in lettera A o inserendo l'obbligo della percentuale di lavoratori/lavoratrici di sesso femminile, che si rimettono le cose a posto.


Sono convinta che la sostanza abbia decisamente più valore della forma. Una donna preparata e conscia del proprio valore professionale sa bene che non può essere una lettera a dare credibilità al ruolo lavorativo che riveste. Con questo non voglio affermare che la questione non abbia comunque un senso, visto che gli episodi di discriminazione passano spesso attraverso lo scherno delle parole, ma da qui a farne sedute in Parlamento passa una bella differenza. Soprattutto, credo che non sia l'imposizione di una A finale a portare alla soluzione di atteggiamenti e convinzioni radicate e accettate, secondo me, da un numero maggiore dei due o tre maschilisti superstiti a cui accenni. ;-)

 12/07/2014 06:14:30

donatella, mi trovi d'accordo su tutto il fronte! ^_^


Aggiungerei, però, un accento sulla valenza negativa degli obblighi: essere costretti ad assumere (o a candidare) una donna per un obbligo di legge pone la stessa donna in condizione di non poter dimostrare il proprio valore, perché i suoi denigratori avranno sempre la possibilità di affermare che si trova li solo perché non si poteva fare altrimenti. Ed avranno, in un certo senso, pure ragione.


Ecco quindi come un obbligo diventa un'arma diffettosa, una pistola con la canna girata verso il tiratore...


E con questo, credo d'aver concluso le mie argomentazioni... ;)

 12/07/2014 10:23:06
donatella

donatella209863

ex traghettatrice di Quaggers

Anticoguardiano, ancora in sintonia con quanto dici: con l'obbligo delle quote rosa (già la stessa denominazione mi infastidisce), una donna non avrà mai la certezza di avere conquistato il posto di lavoro per merito.


Grazie per l'interessante conversazione. A rileggerci presto :-)

 12/07/2014 12:29:15
in risposta a ↑

donatella, più che altro "ministra" e "avvocatessa" non sono termini di uso storico e comune, mentre "ballerino" esiste e fa bella mostra di sé al Teatro dell'Opera   

 01/03/2016 17:50:18
donatella

donatella209863

ex traghettatrice di Quaggers

in risposta a ↑

Aspasia, eh sì, verissimo, però @Anticoguardiano vuole fare il ballerina!   

 01/03/2016 20:40:47
in risposta a ↑

donatella...

...ed un giorno ci riuscirà!   

 02/03/2016 12:47:09
La lingua italiana è bella , ha suoni armoniosi ed è adatta al bel canto ma è terribilmente imprecisa e non tiene conto ad es dei femminili nelle  professioni. In tedesco ad es. basta aggiungere un " in " alla professione al maschile ed è fatta.  Ma non è importante questo , si può trovare una soluzione la lingua è viva ed in costante cambiamento il problema è che è successo , cosa è successo , che non si sia pensato fin dalle origini al problema mentre in altre lingua si , cosa stà a significare ? che non c'era nemmeno l'idea che una donna potesse diventare avvocata , o medica , ecc. e questo si che è grave. 
 11/07/2014 12:39:27
donatella

donatella209863

ex traghettatrice di Quaggers

bacchiega, quindi, secondo te, è giusto che si facciano esposti e sedute in Parlamento per cercare di creare dei termini che la lingua italiana non possiede? Intendo dire, tra i tanti problemi importanti che ci sono in Italia, a tuo parere è una perdita di tempo discutere sul chiamare una donna che lavora vvocato o avvocata? Cambierebbe davvero la percezione della figura femminile nel mondo del lavoro?
 11/07/2014 19:00:45
donatella, No naturalmente , il parlamento dovrebbe interessarsi a poche cose e risolverle , queste sono cose che riguardano la cultura. Quello che volevo dire è che la nostra lingua fin dalla formazione non ha considerato questo aspetto e questo è indice di una mentalità. La soluzione  potrebbe essere semplicemente invitare " la crusca " a definire questa cosa ed iniziare a divulgarla , diventerebbe presto abitudine senza che il parlamento si occupasse di queste cose , già il 90 % delle cose di cui si occupa il parlamento sono ridicole sotto ogni aspetto. Sono contrario anche alle quote rosa e ritengo ridicolo il solo discuterne. La donna non è un Panda , basta metterla nelle stesse condizioni dell'uomo relativamente alla maternità e sue conseguenze ( asili nido e assistenza anziani ecc. come nei paesi civili ). Ora è tutto sulle spalle della donna , figli e problemi collegati , cura della casa degli anziani ecc. sono questi i fattori discriminanti da eliminare , ma per questo ci vorrebbe una società con un Welfare reale , le tasse che paghiamo sono più che sufficienti ma vengono deviate e sottratte ( leggasi derubate) dalle varie consorterie e vanno a finire in pensioni non dovute , in stipendi enormi per incarichi inventati , in ruberie di ogni tipo.
 12/07/2014 08:10:27

Ho un capo donna capace, e nelle mail e in pubblico la chiamo Ingegnere.

Ritengo il titolo indipendente dal genere maschio/femmina, è una capacità acquisita e sudata, forse per una donna ancor più meritata.

Ho conosciuto ingegneri uomini per modo di dire, visto che non distinguono una sfera da un cubo, e quindi non li chiamo in nessun modo. Anzi, spesso li mando affan..cubo :-)


 12/07/2014 07:22:23
donatella

donatella209863

ex traghettatrice di Quaggers

rico68, bravo, mandaceli tutti a quel paese gli incapaci, uomini o donne che siano. Ricordo di aver letto una tua battuta su Quag, che iguardava il termine "architetta", ma non riesco a ritrovarla, non ricordo proprio quale fosse la discussione. Ma se il tuo capo (o "la tua capa") un giorno arrivasse in ufficio e ti dicesse "Da oggi dovete chiamarmi ingegnera", cosa penseresti?
 12/07/2014 18:55:52
Filosoficamente inutile, l'importate è sapere cosa va utilizzato per evitare errori.  
 13/07/2014 21:10:17
donatella

donatella209863

ex traghettatrice di Quaggers

@Utilitaperognicosa, siamo d'accordo, anche io credo che si facciano troppe questioni e che, se vogliamo parlare della lingua italiana, forse sarebbe meglio concentrarsi su errori molto più gravi e sgradevoli. Dici "l'importante è sapere cosa va utilizzato"... ma secondo te chi stabilisce quale sia il termine corretto da usare?
 14/07/2014 06:42:38
ROBERTO_D_ELIA

ROBERTO_D_ELIA541

student of law

quindi per rispetto al sesso coccodrillo diviene coccodrilla o coccodrillessa? poi la Tigre che è femminile diviene TIGRO?


non è a mio avviso, il termine "ministro" che offende una persona una donna ma il tono, i sorrisi sotto i baffi gli sguardi tra maschi, secondo me quelle sono cose che offendono le donne e banalizzano noi uomini

 14/07/2014 12:28:18
donatella

donatella209863

ex traghettatrice di Quaggers

@ROBERTO_D_ELIA, credi che gli animali si pongano problemi di questo genere? :D


Concordo sulla questione del tono, anzi, a volte chiamare una donna con un termine maschile, come ministro o dottore, viene utilizzato a mo' di scherno. Aggiungo solo che non sono solo gli uomini ad utilizzare il linguaggio in maniera forte e offensiva. La cosa avviene purtroppo anche tra donne, in maniera spesso molto sottile e crudele.

 14/07/2014 14:18:57 (modificato)

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